Dobbiamo indossare la mascherina al ristorante?

(Monica Guerzoni e Fiorenza Sarzanini – corriere.it) – «I clienti dovranno indossare la mascherina a protezione delle vie respiratorie in ogni occasione in cui non sono seduti al tavolo tranne nei momenti del bere e del mangiare». È questa la decisione del Comitato tecnico scientifico sulle linee guida presentate dalle Regioni in vista delle riaperture dei bar e ristoranti al chiuso in zona gialla fissata per il 1 giugno. Ecco tutte le regole che dovranno essere seguite nei locali pubblici.

Le date

In fascia gialla bar e ristoranti al chiuso riaprono il 1 giugno.

In fascia bianca bar e ristoranti al chiuso riaprono il 31 maggio.

Il coprifuoco

In fascia gialla il coprifuoco è dalle 23 alle 5 fino al 7 giugno. Dal 7 giugno il coprifuoco e dalle 24 alle 5. Dal 24 giugno non ci sarà coprifuoco.

In fascia bianca non c’è coprifuoco.

La mascherina

La mascherina va indossata ogni volta che non si sta seduti al tavolo. Bisogna metterla quando si va alla cassa oppure quando si va alla toilette.

Quando si sta al bancone «va indossata tranne nei momenti del bere e del mangiare».

Il personale di servizio a contatto con i clienti deve utilizzare la mascherina e deve procedere ad una frequente igiene delle mani con prodotti igienizzanti, prima di ogni servizio al tavolo.

I tavoli

«Bisogna disporre i tavoli in modo da assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra i clienti di tavoli diversi negli ambienti al chiuso (estendibile ad almeno 2 metri in base allo scenario epidemiologico di rischio) e di almeno 1 metro di separazione negli ambienti all’aperto (giardini, terrazze, plateatici, dehors), ad eccezione delle persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggetti al distanziamento interpersonale».

Le distanze «possono essere ridotte solo con barriere fisiche di separazione, se non rappresentano un elemento nella perturbazione della ventilazione e non comportano la riduzione del ricambio d’aria».

Il bancone

Per «la consumazione al banco si deve assicurare il mantenimento della distanza interpersonale di almeno 1 metro tra i clienti (estendibile ad almeno 2 metri in base allo scenario epidemiologico di rischio).

Negli esercizi che non dispongono di posti a sedere, si deve «consentire l’ingresso ad un numero limitato di clienti per volta, in base alle caratteristiche dei singoli locali, in modo da assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione (estendibile ad almeno 2 metri in base allo scenario epidemiologico di rischio).

Laddove possibile, «privilegiare l’utilizzo degli spazi esterni (giardini, terrazze, plateatici, dehors), sempre nel rispetto del distanziamento di almeno 1 metro».

I menu

Si deve «favorire la consultazione online del menu tramite soluzioni digitali, oppure predisporre menu in stampa plastificata, e quindi disinfettabile dopo l’uso, oppure cartacei a perdere».

Il buffet

È possibile «organizzare una modalità a buffet mediante somministrazione da parte di personale incaricato, escludendo la possibilità per i clienti di toccare quanto esposto e prevedendo in ogni caso, per clienti e personale, l’obbligo del mantenimento della distanza e l’obbligo dell’utilizzo della mascherina a protezione delle vie respiratorie».

La modalità self-service «può essere eventualmente consentita per buffet realizzati esclusivamente con prodotti confezionati in monodose. In particolare, la distribuzione degli alimenti dovrà avvenire con modalità organizzative che evitino la formazione di assembramenti anche attraverso una riorganizzazione degli spazi in relazione alla dimensione dei locali; dovranno essere altresì valutate idonee misure (es. segnaletica a terra, barriere, ecc.) per garantire il distanziamento interpersonale di almeno un metro durante la fila per l’accesso al buffet».

7 replies

  1. Non ci vuole mica la scala: mentre si mangia la si abbassa, o toglie, quando si chiacchiera la si mette.
    Tanto rumore per nulla, sembra che una leggera pseudo-chirurgica sia una catena da 10 kg. Se bastasse…

    Intanto Bologna è da anni ridotta così: nwssuno interviene, neppure ora.
    Altro che Covid.

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    • è la strategia di Boris
      “I dati ufficiali mostrano che 38,87 milioni di persone hanno ricevuto la prima dose del vaccino,
      pari al 73,8% della popolazione adulta totale.”

      che poi è ancora da dimostrare che la strategia della dilazione sia corretta, speriamo…

      ma, qui da noi, i numeri sono peggiori, visto che a ieri eravamo al 19.4% della popolazione, tutta,
      se si tolgono i minori salirà al 25 forse 30%

      comunque la cosa strana, qui da noi, è che i giornalisti evitano di raccontare che
      una loro collega inglese di 44 anni, in salute, è deceduta dopo la seconda dose di Zeneca
      neppure se colpiti nella casta ormai reagiscono.

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  2. C’è in questi giorni una moria di personaggi pubblici che hanno, in tempi recentissimi, ricevuto il vaccino e ne sono anche stati testimoniale: Carla Fracci, Milva, Battiato,ecc…
    Saranno stati anche anziani e malmessi, ma la concomitanza c’è.
    Il mio timore però – non solo mio- è che accada con i vaccini come con gli antibiotici: che la pressione evolutiva determinata dalla vaccinazione finisca col favorire eventuali varianti che sfuggano al lavoro degli anticorpi. E questo è un virus che, come stiamo vedendo, varia molto.
    Attenzione quindi. Ridicolizzare gli unici presidi che certamente limitano la diffusione del virus
    ( distanziamento e 1 metro non basta, all’estero ne sono prescritti almeno due, e igiene) a favore della vaccinazione non mi pare una buona idea.
    Anche se il mercato dei vaccini è immenso e crescerà.

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