Come sta Berlusconi?

(Emilio Pucci – il Messaggero) – «Le pluripatologie fisiche non hanno possibilità di recupero, perché sono cronicizzate, così come ci sono state descritte, e le patologie, faccio presente che delle tre espresse una è psicologica e l’ altra è psichiatrica-neurologica, danno un quadro che merita attenzione».

Così ha detto in aula il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, dopo che i giudici del processo Ruby ter hanno detto no alla separazione della posizione di Berlusconi da quelle degli altri imputati per motivi di salute, per far presente che potrebbe chiedere nell’ udienza a settembre una perizia sulla capacità «dell’ imputato di partecipare al dibattimento».

Quelli della vecchia guardia azzurra non nascondono la preoccupazione. E’ la schiera dei fedelissimi, coloro che sono con il Cavaliere da più di trent’ anni, ad essere più sensibile alle notizie sullo stato di salute di Berlusconi. L’ ultimo post dell’ ex presidente del Consiglio è datato 5 aprile, da quel momento non ha partecipato più ad alcuna riunione politica.

Il timore per la salute del presidente forzista non lo nasconde più nessuno, il solo sentir parlare di perizie psicologiche, psichiatriche, neurologiche, di «condizioni irreversibili», fa drizzare i capelli agli azzurri che hanno visto, e continuano a vedere, nel loro leader il leone che tanti hanno cercato di abbattere senza riuscirci. E’ chiaro che ci sono le strategie difensive legali da considerare, le note vicende giudiziarie che hanno portato Berlusconi ad allontanarsi dalle scene. Ma la consapevolezza è che non è certo solo questione di linea dettata dagli avvocati. E allora l’ allarme per la situazione sanitaria del leader ottantaquattrenne cresce sempre di più nel partito, soprattutto adesso che sono in corso manovre per sfilare parlamentari di FI.

La decisione del Tribunale di Milano di non separare temporaneamente, come chiesto dai pm, la posizione di Berlusconi da quella degli altri imputati del caso Ruby ter e di far tenere il processo l’ 8 settembre complica e non poco le cose. Settembre vuol dire campagna elettorale e un’ eventuale condanna sbarrerebbe del tutto la strada al Cavaliere verso il Quirinale. L’ accordo tra i leader del centrodestra è che, senza Draghi in campo, sia proprio Berlusconi il candidato della coalizione soprattutto nell’ eventualità che la salute dell’ ex premier sia tale da permettergli di esaudire il suo ultimo sogno.

Come è ovvio c’ è uno stretto riserbo sulle condizioni di Berlusconi. Da quando l’ ex presidente del Consiglio a causa di una gastroenterite, una domenica notte di aprile, è stato ricoverato al San Raffaele.

Ha avuto la febbre per diversi giorni, chi lo conosce riferisce che ad un certo punto le condizioni si siano seriamente aggravate, ma al di là delle indiscrezioni non confermate, è chiaro che si sono manifestate delle complicazioni, legate anche alle conseguenze del Covid. Il recupero c’ è stato. Berlusconi è ritornato ad Arcore dove si è fatto costruire una vera e propria struttura ospedaliera. Con lui ci sono sempre un medico di guardia e un infermiere.

Una stanza è stata allestita ad hoc per ogni evenienza, soprattutto per i noti problemi al cuore. C’ è un letto d’ ospedale, un lettino per la riabilitazione, le bombole dell’ ossigeno, i ferri del mestiere, lampade speciali. E’ controllato a vista, insomma. E’ anche ingrassato di diversi chili, a causa soprattutto del cortisone, azzarda qualcuno. Ma l’ ex presidente del Consiglio comunque non rinuncia, spiega chi lo ha visto anche di recente, a muoversi, a qualche chilometro di camminata ogni mattina all’ interno del parco.

INCONTRI AZIENDALI

Di tanto in tanto vede l’ amministratore delegato di Fininvest Pellegrino ma sono pochissimi gli ospiti ad essere ricevuti a villa San Martino. Ordine soprattutto di Marina, la primogenita che è la più presente tra i figli (spesso si unisce anche Piersilvio). C’ è poi la fedelissima dell’ ex premier Ronzulli, la compagna Fascina, il senatore Ghedini. L’ ex presidente del Consiglio puntava allo stralcio del Ruby ter, una richiesta che verrà reiterata l’ 8 settembre.

Da qui l’ amarezza per il diniego a Milano. E guarda con irritazione all’ ennesimo tentativo di svuotargli il partito. Tempo fa aveva designato Brugnaro come ipotetico leader di Altra Italia, un progetto civico che aveva portato avanti per poi rimetterlo nel cassetto. Vedeva nel sindaco di Venezia la figura proveniente dalla società civile che poteva rivitalizzare FI nel Veneto conquistato dalla Lega di Zaia. E ora assiste con delusione alla nascita di Coraggio Italia e alla fuoriuscita di deputati e senatori da FI.

Per ora pensa alla salute, ma non essere riuscito a mettere la parola fine alle sue vicende giudiziarie lo angoscia. «E’ chiaro che se il partito non si muove lo fanno gli altri», allarga le braccia uno dei berluscones. «Questi che vogliono andare via osserva però un big azzurro avrebbero potuto aspettare almeno fino alla partita sul Quirinale». Il Cavaliere punta a ristabilirsi, a superare lo scoglio del processo ma ancora non ha accantonato il sogno.

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