La salvezza dell’Italia

(Tommaso Merlo) – La salvezza dell’Italia è dichiarare conclusa l’esperienza della Repubblica Italia. E’ chiudere il Parlamento e il Quirinale e trasformarli in musei per le scuole e i turisti cinesi e statunitensi. La salvezza dell’Italia è prendere atto della nuova fase storica in cui già ci troviamo. La politica nostrana è ormai una patetica orchestra del Titanic. Ci azzuffiamo sui dettagli illusi che votare uno o l’altro cambi qualcosa poi ci ritroviamo sempre nella stessa melma. L’Italia è già priva da tempo di reale sovranità nazionale. Abbiamo già ceduto sia sovranità economica e monetaria ma anche politica. Le decisioni vere sui problemi veri vengono già prese tra Washington e Bruxelles. Una realtà irreversibile e inevitabile. Questo perché tutti i problemi veri che ci affliggono sono globali e quindi solo globalmente possono essere risolti. L’economia e le questioni vitali che ne derivano sono globali, lo è l’immigrazione di massa, l’emergenza ambientale, la sicurezza e adesso pure le pandemie. Il mondo è poi vittima di una ingiustizia sociale devastante. All’interno dei paesi ricchi come tra regioni del mondo. Siamo solo alla punta dell’Iceberg. Quando i miliardi di cittadini del pianeta che vivono in miseria alzeranno davvero la testa, per la nostra minoranza di ricchi si metterà davvero male se non reagiamo per tempo a correggere un modello che noi abbiamo imposto al mondo. Anche dei nostri folli arsenali non ce ne faremo nulla. Dichiarare conclusa l’esperienza della Repubblica italiana e dar vita a quella europea è quindi una questione di buonsenso e non solo una questione ideale. Più passa il tempo, più una politica all’altezza dei problemi, è una assoluta necessità strategica. Per capirlo basterebbe guardare avanti invece che indietro, basterebbe salire in cima al proprio campanile e scrutare al di là dei muri mentali in cui ci siamo rinchiusi. Basterebbe emanciparsi da certi politicanti in carriera, basterebbe sbarazzarsi di tutte le zavorre nostalgiche e ritrovare la voglia di ricominciare a scrivere la storia invece che subirla. La vera politica è già altrove. A Roma suona una patetica orchestra del Titanic. Siamo già in una fase continentale anche se abbiamo paura di ammetterlo. Sulle questioni sostanziali, procediamo già di pari passo con gli altri stati membri. Mentre la Cina è di fatto un continente come lo sono gli Stati Uniti. Da soli non contiamo nulla e conteremo sempre meno e il mondo non smetterà di cambiare perché a qualche parruccone tricolore non piace o a paura. Rifiutando il cambiamento e barricandoci dentro mentre il mondo va avanti si rischia solo di rimanere indietro. E quando poi saremo costretti a cedere ed adeguarci alla storia, rischiamo di venire travolti. Il cambiamento va affrontato, va gestito. Solo così si riesce ad indirizzarlo. È questo il paradosso. Per difendere presunte identità nazionali e orgogli ammuffii e pure quel poco di buono della Repubblica italiana, l’unico modo è andare oltre. L’unico modo è sposare il nuovo corso continentale in modo da poter dire la nostra là dove davvero si decidono i destini del mondo. Se ci chiudiamo dentro, ci autoescludiamo e deleghiamo ad altri il nostro futuro. Come di fatto sta già accadendo. Nel nostro caso poi, prendere atto della fine storica della Repubblica italiana, avrebbe enormi vantaggi anche interni. È infatti impossibile risolvere i problemi con la stessa mentalità che li ha creati. Noi ci trasciniamo dietro da decenni problematiche politiche vergognose che non riusciamo a risolvere. Se mettessimo quelle problematiche in mano a democrazie culturalmente e politicamente più evolute della nostra, le risolverebbero un quattro e quattr’otto. Altro che azzuffarsi sui dettagli illusi che votando uno o l’altro cambi qualcosa e poi ci ritroviamo sempre nella stessa melma. Altro che penosa orchestra del Titanic. Paesi malconci e arretrati come l’Italia avrebbero solo da guadarci dalla nascita di una grande Repubblica Europea.

12 replies

  1. Ma cerrrrrrrrrrrrrrto….non più italiani ma solo europei.Ma che capperi scriva sto tizio qua.Ma se in Italia un siciliano ha tutt’un altro visione della vita,di un bolzanese!
    Come si fa a parlare di un popolo europeo.
    La cultura finlandese,è mille volte superiore a quella dei paesi latini.
    Non siamo tutti un popolo,ma diversi popoli,chi lo nega…per me…nega una verità evidente.
    Caso mai il marcio sta nella nostra classe politica…fatta di affaristi.
    La vera classe politica europeo è quella delle banche…perché
    decidano coloro che nessuno ha votato

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    • Gentile supernonna, credo che lei, con tutto il rispetto, non conosca bene la odierna cultura- a non parlare di quella passata – dei popoli nordici.
      Cerchi su internet la società danese Kurt Beier Transport che pagava gli autisti cingalesi 2/2.7 euro l’ORA ed è finita sotto processo o la svedese ( una volta, ora cinese) POLESTAR auto elettrica della Volvo ( sempre cinese) che percorre 130 km in meno del dichiarato e ora c’è una class action dei compratori in…quieti.
      In ogni caso, non sarò io a dare lezioni a chicche e sia ( cit. Totò).
      Per quel che riguarda, poi, l’argomento di Merlo, finché non si affronterà con rude e spietata FERMEZZA ( in Italia almeno) la delinquenza organizzata, a tutti i livelli criminosi – economia, finanza e corruzione – compresi, ci vorrà altro che l’Europa per uscirne fuori.

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    • Appunto per la diversita’ socio-culturale dei gruppi umani, e soprattutto per la molteplicitá di retaggi storici malsani infiltrati nella cognizione comune del vivere, tirar fuori la bandiera serve a meno che unificare le direttrici politiche nazionali nei confronti di metodi e contenuti giá assodati come vantaggiosi nei confronti della sterile cacofonia dell'”io” e del “loro”.

      Se la legge e’uguale per tutti allora Madame von der Leyden non puó farsi resettare il telefono prima delle indagini in Germania e i fondi EU all’agricoltura e ad Exandrea non vanno sprecati.

      Questa storia dei “popoli”, cretinata tipicamente leghista e reazionariamente tipica dell’Europa post ’89, ha intossicato le energie e le motivazioni di cosí tanta gente… Come faccio a pescare un Kafka a Praga, un Turkomanno in Estonia, un polacco in Ukraina se tutti si fanno il proprio “popolo”, puro, omogeneo, gloriosamente cinto dai propri inutili confini mentali?

      La cultura finlandese, quale? Nella capitale o nel profondo Nord?

      La cultura italiana, quale? Quella di Gadda o di Salvini?

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  2. Ci vuole salvare, avanti il prossimo.

    Ho inventato la macchina che fa le bolle parlanti.
    – interessante, e come funziona?
    Niente, lei parla nel microfono, la macchina registra e a distanza di secondi emette una bolla di sapone che intrappola il messaggio registrato, quando scoppia, si ascolta il messaggio.
    – fantastico, registro qualcosa, fatto..
    Glunkk glunkk statatrà 💬

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  3. Sono sostanzialmente d’accordo.
    La situazione è la stessa a cui eravamo abituati da decenni, ci sembra meno sopportabile del solito solo perchè abbiamo avuto un paio d’anni semi democratici, e ora tornare indietro fa impressione.

    L’orchestra del Titanic suona ma l’urto c’è già stato, la nave ha già imbarcato acqua ed è affondata, e suonano da sott’acqua, e i passeggeri se guardano dall’oblò vedono i pesci.

    Abbastanza d’accordo che si dovrebbe ragionare in termini più larghi, Europa e non Italia, e perchè no sarebbe bello un mondo unificato nel suo governo, però democratico, sennò tantovale restaure al nostro triste feudalesimo.
    Perchè se è vero che l’Italia è messa peggio degli altri (credo per il fatto di avere una disinformazione di massa più totale), però è anche vero che anche gli altri paesi non se la passano bene. Meglio forse, ma non bene.

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  4. La classe dirigente va completamente rinnovata con uomini seri, capaci e onesti. Questa è la premessa indispensabile.

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  5. Totalmente d’accordo. Basta pensare al solo enorme problema del surriscaldamento del pianeta per farsene una ragione. Sovranismo pericolosa stupidita’, frutto di egoismo ignorante.

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  6. Convincerci che la terminologia ‘patria’ sia inutile è proprio quello che le elite vogliono.

    E ci stanno riuscendo, considerando l’articolo del Merlo e i commenti che ci sono sotto.

    Ora, a me potrebbe anche stare bene. Magari non avremmo una CASELLATI col trireattore che va in vacanza, il vitalizio a Formigoni, oltre mille atleti mantenuti nei corpi dello stato SOLO per allenarsi e vincere medaglie (che poi si tengono loro).

    Del resto già adesso quasi tutti nel calcio di serie A sono stranieri più o meno comunitari.

    PERO’, pensiamoci attentamente.

    L’alternativa sarebbe quale?

    Prendere ordini da Brusselles, Washintgon e magari Pechino (e perché non Mosca)?

    E questo secondo voi sarebbe un ‘progresso’?

    Ma scherziamo o cosa?

    Ancora non vi basta la deprivazione dell’autorità su CONFINI, MONETA e LEGGI?

    Ne volete dell’altra?

    Sarete accontentati.

    E poi vedremo se la cosa vi piacerà.

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  7. Tommaso MerloT diventa leggibile quando scrive articoli come questo, dove la sua tipica, funerea visione dell’Italia e del mondo (caratteristica che lo fa somigliare a un suo autorevole contemporaneo: Monsignor Montanari) viene mitigata da un sguardo più alto, meno addentro le piccolezze di ogni giorno. W la Repubblica Europea!

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  8. Fessi! Prendere ordini dalla Costituzione? Eh?!?! Questo a voi non piace per niente!!! Sempre guardando dalla finestra, e avete la casa zozza!

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