Daga (M5S), acqua: perché si vuole cancellare per alcuni comuni la possibilità di gestire l’acqua in proprio?

Roma 19 maggio 2021 – “Nel nostro Paese ci sono Comuni che gestiscono l’acqua in proprio, sono Comuni i condizioni particolarissime e questa possibilità non può essergli preclusa come invece avverrebbe cancellando – come è scritto nella bozza di decreto su cui è a lavoro il Mite – il comma 2 bis dell’articolo 147 del Testo Unico ambientale” lo afferma Federica Daga, deputata del MoVimento 5 Stelle in Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici.

“Parliamo di Comuni che hanno la capacità di gestire il servizio idrico integrato con criteri di efficienza ed economicità, con acque pregiate e servizio di depurazione funzionante. È certamente utile e necessario capire chi rientra nei termini definiti dalla legge e chi no, ci sono infatti molti contenziosi che causano disservizi ai cittadini, che si faccia allora una ricognizione definitiva per mantenere questo assetto conforme alla particolarità di questi territori” prosegue Daga.

“Obiettivo del Governo dovrebbe essere quello di aiutare quei territori che non riescono a creare gestori o che ci stanno mettendo molto tempo, e rendere più veloce e certo l’accesso al fondo del Piano Idrico Nazionale (che serve a finanziare investimenti negli acquedotti senza far gravare i costi di grandi investimenti, necessari per i territori, sulle bollette), nel quale confluiranno somme anche dal PNRR, e così far accedere al fondo anche quei Comuni “virtuosi” che gestiscono correttamente il sistema idrico integrato sulla base di quanto previsto dalla legge” conclude la deputata.

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