Alessandra Ghisleri: “Matteo si gioca il partito Silvio tutta l’eredità e Renzi la sua poltrona”

(di Antonello Caporale – Il Fatto Quotidiano) – Le vecchie glorie in campo. Alessandra Ghisleri, sondaggista di vaglia, spiega che gli italiani ora cercano in politica “un meccanico affidabile” che sappia aggiustare le cose senza l’ambizione di cambiare il motore del Paese. Intanto che lo trovano, o lo ritrovano, altre novità di non poco rilievo ci aspettano da qui alle prossime elezioni.
Silvio Berlusconi è la vecchia gloria per antonomasia.
Quando lui lascerà si potrà dire compiuta la parabola di Forza Italia.
Sta dicendo che dopo Arcore le trasmissioni cesseranno?
Il dato curioso è che l’elettorato storico resterebbe fedele al principio e al simbolo. Invece è alto il rischio che gli eletti abbiano altre suggestioni, altri orizzonti, altri lidi cui approdare.
Se la daranno a gambe?
La forza di Berlusconi, la sua identità, il carisma sono caratteristiche uniche al punto da non avergli consigliato di definire una successione. Lo “sciogliete le righe” è una eventualità da qualcuno accreditata come certa. Aspettiamo e vediamo.
Matteo Salvini ha fretta di chiudere la stagione di Mario Draghi e soprattutto ha fretta di votare. Ha il fiato sul collo di Giorgia Meloni.
La Meloni è in una fase ascendente. Di certo l’ipotesi di un sorpasso non è solo una fantasticheria da ultras.
Se Giorgia gli facesse le scarpe, perderemmo Matteo per strada?
Se Salvini raccogliesse consensi inferiori al venti per cento sarebbero guai anche per la sua leadership.
C’è Giorgetti che aspetta in anticamera.
La realtà oggi è comunque diversa. Salvini è l’inimitabile front man della Lega, l’uomo immagine, il volto e il sarto del partito. Che però al suo interno ha altre energie e certo, se l’insuccesso leghista divenisse marcato, qualcun altro potrebbe proporsi.
C’è un secondo Matteo al confine col burrone, che è Renzi. Gli italiani lo rivogliono in Parlamento?
Ad oggi, stando a quel che rileviamo, no. Però c’è da dire che è un no provvisorio, soggetto alle fortune (o sfortune) che offrirà ai partiti la nuova legge elettorale e soprattutto alla capacità delle forze centriste di coalizzarsi. Sono condizioni imprescindibili per valutare il suo futuro.
Lei dice che gli italiani hanno bisogno di bravi e collaudati meccanici.
La stagione giovanilista e movimentista cede il passo, anche in ragione della pandemia, ad altre attese. La passione, quella voglia di cambiare comunque e dovunque, la richiesta di una sorta di palingenesi di cui ha goduto il movimento di Grillo ora ritorna in panchina. Dopo la grande fiammata optiamo per la fiaccola duratura. L’esperienza è tornata un valore assoluto. Subentra l’urgenza di trovare gente collaudata, meccanici che sappiano dove mettere le mani e i nomi che sbucano per Milano, Roma e Napoli, cioè politici attempati e navigati, confermano l’indicazione di fondo.
Quindi, appunto, il ritorno delle vecchie glorie. La grande stagione del riflusso, la politica sale e pepe.
Vuol sapere? Anche i Cinquestelle innalzeranno la bandiera della competenza, selezioneranno l’esperienza, tuteleranno le personalità che hanno sostenuto la prova del governo.
I Cinquestelle sono dati per morti, eppure i sondaggi li tengono fermi a una cifra tutto sommato rispettabile.
Vivono la stagione della stanchezza, ma hanno un proprio elettorato fedele. Nella forchetta che va dal 16 al 18 per cento loro si trovano sempre. Sono lì e credo che lì resteranno.
E Virginia Raggi? È la sindaca più contestata ma anche il nome ancora in testa ai sondaggi romani.
La Capitale è una città difficilissima da amministrare e non possiedo indagini approfondite e recenti. Aspettiamo i candidati per giudicare i rispettivi pesi. Di un fatto sono certa: ha contro una cospicua e diffusa opinione critica, molto radicata, non suscettibile di ripensamento.
Cinque anni fa sarebbe stato impossibile solo affacciare l’ipotesi che, per esempio, Pierferdinando Casini potesse essere candidabile per il Quirinale.
La pandemia ha prodotto i suoi effetti.
Catastrofici.
Questo lo dice lei.

3 replies

  1. Continuano le rosicate dei grillini/fatterellini…

    Intervistatore: “E’ vero che Berlusconi è brutto e cattivo?” Intervistata: “Forse, ma intanto lo votano e lo apprezzano.”

    Intervistatore: “E’ vero che Salvini puzza?” Intervistata: “Sarà, ma intanto provi a prendere lei il 20% dei voti”.

    Intervistatore: “E’ vero che Renzi è morto, Riad, i servizi, bla bla bla?” Intervistata: “Non venda la pelle dell’orso prima del tempo”.

    Intervistatore: “E’ Una catastrofe!” Intervistata: “Per lei e per fravaglio sì, per il Paese no”.

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  2. “Dopo la grande fiammata optiamo per la fiaccola duratura. L’esperienza è tornata un valore assoluto. Subentra l’urgenza di trovare gente collaudata, meccanici che sappiano dove mettere le mani e i nomi che sbucano per Milano, Roma e Napoli, cioè politici attempati e navigati, confermano l’indicazione di fondo.
    Quindi, appunto, il ritorno delle vecchie glorie. La grande stagione del riflusso, la politica sale e pepe.”

    Appunto le vecchie glorie con l’esperienza dove mettere le mani – valore assoluto.

    Riuscire a credere alla maggioranza degli italiani che gente come i reduci Berlusconi, Meloni, Salvini, Renzi , e i loro deputati
    corrotti e indagati, che sono il valore assoluto , sarà il risultato finale (tragico) a cui assisteremo quando si andrà a votare.
    Mi auguro di avere torto ma leggendo e guardando la TV ,mi accorgo che la potenza della “informazione ” lascia poche speranze.

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  3. @ Tracia

    Ci fu qualcuno che disse, con l’aria di saperla lunga,: “La televisione ormai non sposta voti.”
    Sarà anche vero, ma allora perchè ogni volta che si attua un golpe contro il popolo la prima
    cosa che fanno i golpisti è assaltare e conquistare le principali sedi televisive?
    Ciò succede nei paesi meno evoluti.
    In quelli più “avanti” i golpisti si presentano non a bordo di carriarmati ma cavalcando neri
    Draghi sputafuoco.

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