(Ansa) – I cartelli messicani restano i principali produttori e fornitori di metanfetamina in Nord America e stanno esportando il proprio know-how in Europa, Africa e Asia per avviare laboratori clandestini di produzione della droga sintetica. È quanto emerge dal Rapporto mondiale sulle droghe 2026 dell’Onu, presentato oggi a Vienna dall’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine (Unodc).

Secondo il documento, le organizzazioni criminali messicane hanno perfezionato metodi di sintesi basati sul precursore chimico P-2-P, più efficienti e capaci di aggirare i controlli internazionali, trasferendo competenze a “cuochi” e chimici clandestini all’estero.

L’Onu precisa che ciò non significa necessariamente un controllo diretto dei laboratori da parte dei cartelli, ma evidenzia la crescente presenza di cittadini messicani coinvolti nella produzione di metanfetamina anche in Europa, Africa e Asia meridionale.

Il rapporto segnala inoltre sequestri record nei Paesi Bassi e in Spagna, oltre a un forte aumento del consumo della sostanza anche in Messico, dove tra il 2015 e il 2023 i trattamenti per dipendenza da metanfetamina sono aumentati di 25 volte.