La Repubblica rapper

(Stefano Rossi) – Chi avrà modo di ascoltare la surreale telefonata tra alcuni dirigenti Rai e Fedez (https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/05/02/caso-fedez-laudio-integrale-della-telefonata-al-rapper-limbarazzo-di-rai-e-organizzatori-nessuno-si-vuole-prendere-la-responsabilita/6184936/) avrà modo di capire lo scontro tra due mondi oramai agli antipodi: un’informazione superata, vecchia, stantia, falsa e ipocrita e un’informazione giovanile, smart, diretta, reale, veritiera.
In questo ragionamento non c’entra nulla la politica o la vita privata o il conto corrente di Fedez (visto che c’è ancora gente che insiste sulla “Lamborghini”).
Esistono solo dei valori che dovremmo difendere tutti noi.
Fedez è quel signore che, insieme a sua moglie Ferragni, in piena pandemia covid 2020, raccolse qualcosa come oltre 4 milioni di euro grazie ad una raccolta fondi su GoFundMe.
La fortuna di questi coniugi sta nel fatto che piacciono a milioni di italiani sui social non sull’informazione tradizionale.
Una volta raccolta l’abnorme somma, si era rivolto al Prof. Massimo Galli, primario del reparto di malattie infettive al Sacco di Milanoospedale pubblico, per donare i milioni alla struttura gravata dall’emergenza covid.
La risposta ricevuta fu paradossale. Il professore chiedeva più medici e più infermieri e rimase inerte su come poter ricevere una somma così ingente.
Così il rapper Fedez si rivolse ad una struttura privata, il San Raffaele, dove in un nano secondo accettarono di buon grado la donazione.
Anche in quell’occasione si sollevarono dubbi, polveroni, critiche non tanto al Prof. Galli e alla struttura pubblica ma incredibilmente a colui che si era prodigato per raccogliere i fondi e fare in modo trasparente una donazione che non ha precedenti in questo Paese.
Adesso ci risiamo con le polemiche.
I dirigenti della pubblica Rai, conoscendo il soggetto, volevano in anticipo il discorso che eventualmente avrebbe fatto Fedez una volta salito sul palco. Lui, capito l’inghippo, ha anticipato tutti chiedendo spiegazioni per mettere con le spalle al muro i burocrati dell’informazione che dicono sia pubblica.

  1. Se chiami Fedez accetti il personaggio e quello che potrà dire. Altrimenti chiami Massimo Ranieri o Gigi D’Alessio, tanto per fare dei nomi, e tutto fila liscio senza problemi.
  2. Quando si sentono i dirigenti Rai ansimare e dire che non si tratta di censura a me è venuta l’orticaria al basso ventre.
  3. La ciliegina sulla torta acida di questa vicenda ce l’ha gentilmente offerta Enrichetto Letta. Egli, dall’alto del suo sapere, ha detto: “Fuori i partiti dalla Rai”. Quando si dice “stonato come una campana” a proposito di concerti.
  4. Proprio venerdì 30 aprile, Rai Storia, mandava in onda in prima serata un documentario dal titolo “La Rai di Biagio Agnes” una storia di un dirigente ma anche della Rai e della politica degli anni 80. E la spartizione politica delle tre reti Rai da parte dei partiti. Quando nacque Rai 3, non ci furono dubbi che dovesse andare al Pci i cui dirigenti scelsero Guglielmi e Curzi.

Spartizione partitica perché la Rai è azienda pubblica dove i partiti e i sindacati la usano come cosa nostra, loro, per intenderci.
Enrico Letta si è svegliato e dice che i partiti devono uscire dalla Rai?
Benissimo! Ma faccia lui la prima mossa.
Altrimenti stia zitto.
Almeno per pudore.
Fedez, quello con la “Lamborghini” è l’unico mi pare che diffonde una indignazione su un argomento che grida vendetta.
Sentire dei politici e sottosegretari augurare la morte, il rogo agli omosessuali è cosa gravissima che non può passare sotto silenzio. C’è la Lega che in alcune città vuole abolire l’aborto e il divorzio. E non mi pare di sentire critiche.
Assistiamo ad un silenzio complice dei partiti che sono invischiati in una accozzaglia di governo.
Allora la Rai, quando prendono a pugni un gay in Metrò, quando prendono a schiaffi un gay in farmacia, quando massacrano a Colleferro, non faccia i servizi strappalacrime.
In questi casi, se rimane un briciolo di dignità, bisogna stare zitti. Muti come pesci.
Palla.

ps. Sentire i dirigenti Rai sostenere che non ci sarebbe la controparte nelle cose che dice un rapper è fantascienza. Ogni sera, su Rai2, attacchi continui al M5S senza controparte. E così in tante altre trasmissioni come Rai3.
Quello che deve sorprendere è che non fanno più paura le parole di un politico ma di un rapper.

2 replies

  1. Bravo Stefano, sottoscrivo ogni parola e soprattutto l’assurdità per cui Fedez, per fare i nomi, avrebbe dovuto avere un contraddittorio. Ma con quale coraggio dicono baggianate simili?
    Oggi putroppo il problema è che, come dice anche Di Battista, si alzano polveroni che portano quasi sempre ad un nulla di fatto, e mai nessuno paga per le proprie azioni nonostante la loro gravità.

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  2. “rimase inerte su come poter ricevere una somma così ingente”

    manca il quadro normativo che permetta ad un dipendente pubblico di ricevere
    ingenti somme, che poi non risultino essere dannose per il ricevente, e poterne
    disporre all’interno di una struttura del SSR

    certo che a chiacchere tutti buoni a commentare, denigrare, ironizzare sull’incapacità.

    ma un ente pubblico non è uno privato che può fare e disfare rendendo conto solo
    ai proprietari, la filiera decisionale è cortissima, al contrario di un servizio regionale/statale
    che ha, o dovrebbe avere, regole stringenti per evitare flussi di denaro di dubbia provenienza
    e per un utilizzo opaco.

    se uno non capisce questo, difficilmente capirà che, al contrario, un servizio privato
    poi se ne frega di soddisfare le necessità di un “pubblico” che non ha
    i mezzi per poter pagarlo.

    sarebbe interessante che avessero fatto pure una ricerca sull’utilizzo dei fondi raccolti
    (che occorre rammentare, sono costati poca fatica al duo, visto che al massimo hanno dato
    ordine a qualcuno di occuparsene, ricevendone in cambio pubblicità, tipo quella in questo articolo,
    che altrimenti avrebbero dovuto pagare, o brigare ulteriormente per ottenerne una di altrettanto effetto.)
    per verificare che siano stati utilizzati al meglio della potenzialità/necessità del momento.

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