Il Colosseo riavrà la sua arena nel 2023

(Laura Larcan – il Messaggero) – Trenta minuti e il Colosseo avrà la sua arena. Tanto è il tempo stimato perché il sofisticato meccanismo di lamelle in carbonio, rivestite di pregiato legno, possano ricompattare i 3000 metri quadrati del leggendario palcoscenico dei gladiatori. Sarà allo stesso livello di come la concepirono gli imperatori Tito (che l’inaugurò nell’80 d.C.) e Domiziano. In legno, reversibile, isolata dalle strutture archeologiche, con la garanzia di un sistema di visibilità dei sotterranei e la tutela del loro microclima e umidità con 24 aperture di ventilazione. Insomma, «filologica, green e tecnologica», come la definiscono gli archeologi. Il progetto è pronto.

Il ministro della Cultura Dario Franceschini ha scelto un giorno particolare come la domenica post festa del primo maggio per presentare il progetto vincitore del bando internazionale lanciato tramite Invitalia dal Collegio Romano a dicembre scorso. È la Milan Ingegneria spa che si è aggiudicata (in gruppo con altri specialisti) il traguardo, selezionata tra 11 partecipanti da una commissione di tecnici. Una società di ingegneri veneziani, con sede a Milano, e che da trent’ anni opera al fianco di Renzo Piano.

I TEMPI 

Cronoprogramma alla mano, scatta ora la corsa per appaltare i lavori entro la fine del 2021, e inaugurare l’arena nel 2023. Un’operazione che si farà in sinergia con l’ufficio Unesco. «Una sfida per l’Italia – la definisce Franceschini – Si tratta di un intervento che farà discutere perché è il monumento più noto d’Italia, ma l’arena ha il valore di coniugare tutela, conservazione e traguardi tecnologici».

Ed è per quel valore simbolico che Franceschini aprirà i lavori del G20 della Cultura, il 29 luglio pomeriggio, proprio dal Colosseo. L’operazione, come ricorda lo stesso ministro, viene da lontano. Annunciata (con valzer di polemiche) nel 2014, sposando l’idea dell’archeologo Daniele Manacorda di ricostruire l’arena del Colosseo. Stanziato un finanziamento complessivo di 18,5 milioni di euro.

Come sarà l’arena? Sulla carta, il nuovo piano dell’arena risponde alle linee guida degli archeologi: puntando sulla tutela e sull’impiego di tecnologie non invasive. «Sarà una struttura leggera che richiama il piano originario della prima fase d’uso che risale alla dinastia Flavia – spiega la direttrice del Colosseo Alfonsina Russo – Avrà diverse possibilità di aperture, garantendo illuminazione e ventilazione delle strutture ipogee, con il riciclo dell’ acqua piovana per l’alimentazione idrica dei servizi del Colosseo».

IL MECCANISMO 

Cuore del progetto sono i pannelli dall’anima in fibra di carbonio rivestiti di legno di Accoya, un materiale trattato per resistere agli attacchi biologici: «Hanno un carattere tecnologico, perché capaci di ruotare e traslare garantendo la flessibilità per una configurazione filologica dell’arena – racconta Massimiliano Milan – Anche quando tutta la pavimentazione viene aperta, sarà possibile vedere gli spazi ipogei, non altro che lo scrigno della macchina da spettacoli dell’antichità».

Il progetto garantisce la reversibilità ed una installazione senza ancoraggi profondi, in modo da mantenere l’arena isolata dalle murature archeologiche. Progetto all’altezza?

In origine, d’altronde, l’arena del Colosseo era già una magnificenza tecnologica.

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2 replies

  1. travi di oltre 40 metri in legno,
    con le dimensioni apprezzabili nel rendering?
    ad occhio, sul lato stretto, parrebbero di una 15 di cm
    senza appoggi sul pavimento sottostante non stanno su
    neppure se fosse una IPE metallica, una bella foresta ci viene sotto.

    e poi la manutenzione dei meccanismi di rotazione
    (che, visto il movimento a perno sull’asse centrale del listello,
    immagino sia un sistema a cremagliera interno alle travi
    travi che quindi devono essere cave, o sono dei tubolari impiallacciati sul lato a vista)
    sul lungo periodo la vedo laboriosa, con la polvere e le sporcizie generate dal calpestio
    dei visitatori che s’infiltra in ogni dove
    inoltre i listelli che ruotano devono essere portanti se si vuole che le persone ci girino sopra
    non certo dei listelli da veneziana

    ad occhio un altro ponte di Calatrava che ci toccherà di pagare
    per la gloria di Franceschini

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