Il pass vaccinale così com’è non va, dice il Garante della privacy

(Stefano Barricelli – agi.it) – “La norma appena approvata per la creazione e la gestione delle ‘certificazioni verdi’, i cosiddetti pass vaccinali, presenta criticità tali da inficiare, se non opportunamente modificata, la validità e il funzionamento del sistema previsto per la riapertura degli spostamenti durante la pandemia. È quindi necessario un intervento urgente a tutela dei diritti e delle libertà delle persone“.

Questa l’indicazione del Garante per la protezione dei dati personali contenuta in un avvertimento formale, adottato ai sensi del Regolamento Ue, appena trasmesso a tutti i ministeri e agli altri soggetti coinvolti. Il provvedimento è stato inviato anche al presidente del Consiglio dei ministri, “per le valutazioni di competenza”.

Il Garante osserva innanzitutto che “il cosiddetto ‘decreto riaperture’ non garantisce una base normativa idonea per l’introduzione e l’utilizzo dei certificati verdi su scala nazionale, ed è gravemente incompleto in materia di protezione dei dati, privo di una valutazione dei possibili rischi su larga scala per i diritti e le libertà personali.

In contrasto con quanto previsto dal Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali, il decreto non definisce con precisione le finalità per il trattamento dei dati sulla salute degli italiani, lasciando spazio a molteplici e imprevedibili utilizzi futuri, in potenziale disallineamento anche con analoghe iniziative europee.

Non viene specificato chi è il titolare del trattamento dei dati, in violazione del principio di trasparenza, rendendo così difficile se non impossibile l’esercizio dei diritti degli interessati: ad esempio, in caso di informazioni non corrette contenute nelle certificazioni verdi”.

“La norma – continua l’Authority – prevede inoltre un utilizzo eccessivo di dati sui certificati da esibire in caso di controllo, in violazione del principio di minimizzazione. Per garantire, ad esempio, la validita’ temporale della certificazione, sarebbe stato sufficiente prevedere un modulo che riportasse la sola data di scadenza del green pass, invece che utilizzare modelli differenti per chi si è precedentemente ammalato di Covid o ha effettuato la vaccinazione”.

“Il sistema attualmente proposto, soprattutto nella fase transitoria, rischia, tra l’altro, di contenere dati inesatti o non aggiornati con gravi effetti sulla libertà di spostamento individuale. Non sono infine previsti tempi di conservazione dei dati né misure adeguate per garantire la loro integrità e riservatezza”.

Il Garante rimarca, infine, che “le gravi criticità rilevate si sarebbero potute risolvere preventivamente e in tempi rapidissimi se, come previsto dalla normativa europea e italiana, i soggetti coinvolti nella definizione del decreto legge avessero avviato la necessaria interlocuzione con l’Autorità, richiedendo il previsto parere, senza rinviare a successivi approfondimenti”.

L’Autorità ha comunque offerto al governo “la propria collaborazione per affrontare e superare le criticità rilevate”. 

5 replies

  1. Dopo queste notizie, ci si potrebbe domandare se a Draghi e al governo interessi davvero la salute degli Italiani.

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  2. si preoccupano della privacy, fateli gestire a Google o Facebook
    loro si che se ne intendono di privacy
    e nel caso vendano i dati acquisiti, mi raccomando multe
    che equivalgono al caffè di una settimana della segretaria di un loro CEO.

    e ancora non avete visto l’integrazione con il sistema pass di altri paesi
    membri, o meno che siano, e che magari hanno vaccinato con
    vaccini non ammessi dal mondo anglo-tedesco
    e quindi non ritenuti validi (altrimenti perché non ammetterne l’uso?)

    chi s’interfaccia con il sistema di certificazioni cinese o russo
    o se c’è, e non lo so, quello indiano?
    fanno qualche 1.5 miliardi di record da verificare
    (o si fidano di un QR mostrato?)

    c’è chi, all’estro, già prevede di non accettare certificati cartacei

    e qui da noi staranno già organizzandosi per fare quelli contraffatti, le varie mafie e mafiette,
    o come vendere sottobanco di pass sottratti, o rilasciarli alla maniera di Mimmo il Lucano.

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