Il turismo italiano inizia a vedere la luce in fondo al tunnel

(Ilaria Ciuti – La Repubblica) – Timidamente, ma anche con molte speranze, ritornano. I turisti negli alberghi del Grand tour delle città d’arte italiane: Venezia, Roma, Firenze. Come si racconta negli alberghi dove, dicono i vari direttori, si inizia a vedere «se non lo sfolgorio, almeno una lucina in fondo al tunnel», dal Danieli in riva al Canal Grande al romano Hotel de Russie, al Four Seasons di Firenze.

Non solo i cinque stelle oggetto del desiderio del mondo, ma anche gli alberghi meno blasonati cominciano a respirare. Prenotazioni a maggio e giugno, di più a luglio e agosto, fino a settembre-ottobre, quando, stando a richieste di informazioni e prime chiamate ricevute, dovrebbero ritornare finalmente gli americani.

Risorgere dalle macerie del Covid, questa è la speranza. «Vogliono vivere e viaggiare, hanno voglia di normalità e, nonostante l’apparente oblio a causa della pandemia, ci accorgiamo che l’Italia è sempre l’Italia, la terra sognata», dice Bernabò Bocca, presidente nazionale di Federalbeghi. Venezia, la favorita, poi Roma e Firenze. «Per l’incertezza della riapertura dei corridoi aerei, le prime prenotazioni arrivano dal turismo di prossimità, da chi viene in auto.

Per questo Venezia fa la parte del leone con i visitatori da Svizzera, Germania, Austria, Belgio, Olanda, Francia», spiega Claudio Delli, direttore della catena alberghiera Wtb (Why the Best) Hotels, cinque alberghi 4stelle: L’Orologio, gli hotel Santa Maria Novella, Balestri e Garibaldi blu a Firenze e il bis de l’Orologio a Rialto, Venezia.

 «Qualcosa – dice Delli – comincia a muoversi, la fase più incoraggiante inizia a settembre con gli americani». Intanto la palma va agli inglesi, sulla via della liberazione per merito del vaccino, si avventurano a Firenze, che è la loro meta storica, ma anche altrove. Niente incassi però: le prenotazioni, dappertutto fuorché al Four Seasons che è aperto e ha qualche ospite già adesso, sono tutte flessibili, si può disdire anche all’ultimo momento.

E le tariffe diventano più vantaggiose, dal 10 al 25% in meno, con offerta di colazione e cena gratis per almeno una notte del soggiorno a due al Four Seasons: «Così si è inaugurata la moda dei fiorentini che, pure in zona arancione e a confini chiusi, si concedono una vacanza nella loro città», racconta il direttore Max Musto che registra un’apprezzabile richiesta «soprattutto in luglio e agosto».

All’Hotel de la Ville e all’Hotel de Russie a Roma si racconta che il primo turismo, a maggio, sarà quello aziendale a cominciare dal lusso e la moda. «Ma in giugno e luglio – si dice – comincia a prenotare l’Europa, soprattutto l’Inghilterra, gli americani per ultimi verso l’autunno. Dagli Usa per ora ci arrivano soprattutto tante richieste di informazioni, stanno sondando il terreno». Una cosa sembra definitivamente cambiata: «Per ora si chiede, ci si informa e poi si prenota all’ultima ora». Non solo gli italiani, ma anche i visitatori esteri abituati a prenotare con mesi, se non anni, di anticipo.

«Non dipende solo dalla pandemia», avverte Valeriano Antonioli, ad della catena Lungarno Collection, gli alberghi di proprietà della famiglia Ferragamo, il Portrait di Roma e Firenze, dove sono anche Lungarno, Continentale e Gallery. Antonioli spiega che «da qualche tempo, già prima del Covid, le prenotazioni si erano accorciate, certo mai come ora». Comunque si inizia a prenotare nei vari alberghi della catena che offre il parcheggio gratis, soprattutto inglesi e europei in genere, anche uomini d’affari a Roma, ma «affollatissime sono le nostre piattaforme social».

Dagli Usa telefonano e scrivono molto anche al Danieli di Venezia, spiega il direttore Gianrico Esposito. «Da giugno in poi cominciano le prenotazioni dall’Europa. In realtà si era già tentato a inizio aprile, ma poi sono fioccate le disdette. Ora torniamo a sperare».