Massimo Cacciari: “Il Pd nasce da un formidabile equivoco, che non si vuol chiarire”

(Massimo Cacciari – la Stampa) – La realtà dolorosa, ma vera – solo questo ha significato Zingaretti con la sua “esternazione”. Possono fingere di meravigliarsene soltanto coloro che l’hanno costretto al passo, inguaribili ipocriti o micro-ceto politico interessato a sopravvivere e basta. Il Pd è da tempo non un insieme, ma un mucchio di forze eterogenee il cui denominatore comune consiste in una strenua “volontà di governo”, camuffata sotto il velame delle parole-mantra di “stabilità” e “responsabilità”.

Il suo gruppo dirigente, con rarissime eccezioni, si è formato nella competizione interna per l’acquisizione di posti di poteri, invece che nella effettiva rappresentatività in Comuni, Regioni, settori dell’opinione pubblica. Zingaretti ora lo dichiara apertis verbis – ma lo ignorava al momento delle primarie e della nomina a segretario? Non si era candidato appunto per sconfiggere questa deriva del partito? O per che altro? Allora, sarebbe interessante non scoprire l’ovvio – che il Pd è quella cosa che Zingaretti dice – ma perché l’obbiettivo della sua rifondazione è fallito, che cosa ha portato alla sconfitta.

Colpa di Renzi e dei renziani? O magari di Calenda? O di qualche loro amico annidato nei gruppi parlamentari? La demonizzazione del rappresentante del Rinascimento fiorentino(e arabo) va molto di moda in questo periodo – spiegazione miope, di comodo, spiegazione che nulla spiega. Zingaretti ha fallito perché non ha affatto seguito la linea che l’aveva portato alla vittoria nelle primarie, non ha affatto dichiarata aperta una fase di rifondazione del partito, non ha neppure avviato un cantiere di costruzione di un suo nuovo gruppo dirigente.

Vi si opponeva la ferrea volontà di non andare a casa dei gruppi parlamentari, certo. Ma forse che Zingaretti l’ha scoperta a posteriori, dopo la sua candidatura a segretario? C’è stato e c’è di mezzo il maledetto Covid, certo. Ma forse che è impossibile ragionare di politica e decidere modalità e linee di un congresso durante una epidemia? Anzi, proprio l’accelerazione violenta di tutti i processi di cambiamento che questa ha prodotto avrebbe dovuto rafforzare la volontà di discussione, di confronto, di rinnovamento.

Se Zingaretti è andato avanti per 18 mesi a furia di compromessi con i suoi naturali avversari, di rimandi, di indecisioni, perfettamente in stile coi diversi governi che si sono succeduti, fino a giungere al triste e irrevocabile annuncio che “il re è nudo”, ciò non si deve a debolezze tattiche o destini cinici e bari, ma all’incomprensione delle contraddizioni di fondo che attanagliano il Pd fin dalla fondazione e a mancanza di visione e strategia sul ruolo che una grande forza politica riformatrice può giocare in Italia e in Europa.

Il Pd nasce da un formidabile equivoco, che non si vuol chiarire, che si rimuove da 15 anni sistematicamente. E non è detto che finalmente si affronti neppure ora, malgrado il quasi epitaffio dettato da Zingaretti – potrebbe perfino darsi che si esca dalla imminente Assemblea con un nuovo pastrocchio, se il segretario uscente non terrà duro e non motiverà davvero le sue dimissioni.

L’equivoco consisteva nell’idea – praticata nei fatti, se non teorizzata – di una “spontanea” conciliabilità tra un welfare di ispirazione paleo-socialdemocratica e modelli di politica finanziaria ed economica derivanti dalla prepotente affermazione nel corso degli anni ’80 e ’90 delle teorie e politiche liberiste. Il Pd nasce contraddicendo il principio di non contraddizione, vuole essere questo e l’altro a un tempo e sotto il medesimo rispetto: predica nei fatti politiche in deficit e, insieme, subisce il diktat europeo della stabilità ueber alles.

Non comprende che le prime sono ormai insostenibili e che il secondo va combattuto e l’Unione europea riformata radicalmente. Sviluppo è possibile e, anzi, necessario, ma può passare soltanto attraverso un riassetto istituzionale e amministrativo che riduca drasticamente la spesa pubblica, elimini ogni fonte di spreco, e decida conseguentemente in quali settori concentrare le risorse disponibili.

Nipotini del socialismo europeo novecentesco, incapaci di rinnovarne l’eredità, liberal-liberisti convinti tout court del suo fallimento, ex-popolari stressati dalla concorrenza di nuove destre, non sanno trovare alcuna destinazione comune e si dedicano a competere gli uni contro gli altri per la spartizione(e lo sperpero) delle rendite acquisite. C’è chi sogna – all’inizio – un Pds allargato grazie al contributo gratis degli ex Dc. C’è poi chi prefigura un Macron che svuota i socialisti – come appunto riuscirà al Macron di Francia.

C’è infine l’eterno “centro” del primum vivere, il perenne grembo democristiano, che dai contrasti altrui riemerge sempre come àncora di sopravvivenza. Come tenere aperte prospettive simili dopo le dichiarazioni di Zingaretti? Per tutti dovrebbe risultare chiaro che non vi è “salvezza”nel protrarre compromessi tra correnti, che tali neppure sono, poiché vi è corrente, in un partito, solo nella misura in cui ciascuna sappia declinare in forme particolari una prospettiva strategica comune, in cui ciascuna interpreti a modo suo un “dramma” condiviso. Se sulla stessa scena si recitano “drammi”diversi regna la confusione indigeribile e si andrà all’inevitabile naufragio anche elettorale.

Zingaretti dovrà ribadire, motivandola culturalmente e storicamente, la propria posizione, che può significare questo soltanto: il Pd va rifondato come il partito delle riforme di sistema sul piano istituzionale e amministrativo, come la forza che lotta per politiche fiscali e di redistribuzione del reddito contro le dilaganti diseguaglianze; per politiche industriali non assistenzialistiche, capaci di promuovere i settori davvero in grado di produrre nuova occupazione; per un europeismo non retorico, in grado di smantellare le elefantiache sovrastrutture burocratiche e normativistiche che zavorrano l’Unione.

Se Zingaretti vuol salvare non il Pd, ma la possibilità stessa di un’area autenticamente riformatrice nel Paese, dovrà fare non un passo indietro, ma centomila in avanti nella direzione che la sua “uscita” ha nei fatti aperto, quella di un congresso in tutti i sensi decisivo. Qualsiasi altra strada può portare soltanto a un anno di battaglie nel bicchier d’acqua semi vuoto del partito, in vista della spartizione di candidature per le prossime politiche, magari assistendo alla contemporanea ripresa dei 5Stelle guidati da Conte in stile Macron.

19 replies

  1. solo un coglione mentre si dovrebbe combattere contro dei dittatori fascistoidi sprecherebbe tempo a fare considerazioni su un partito

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  2. Cacciari, il Pd è un aborto mal riuscito di personaggi non più di sinistra perché accecati da quello che lei giustamente chiama un modello finanziario liberista. In questi caos che ha allontanato sempre di più il partito dal popolo e dalla sua base, si sono infiltrati squallidi personaggi che di sinistra nulla avevano

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  3. Complicato Cacciari!
    Tutto giusto e condivisibile, ma per dare la parola anche alla serva, copio\incollo un post di qualche tempo fa.

    “Tutto questo ha origini antiche, cioè da quando gli ex PCI (non mi ricordo neanche il loro nome di allora) astutamente pensarano di fondersi con gli ex democristiani (La Margherita?, Rutelli o qualcosa così?), non mettendo in conto che i democristiani sono peggio della mitologica Medusa: basta uno sguardo e ti ritrovi democristiano come e forse più di loro!”

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  4. Si ma anche basta con la parola riformista. Che stra cacchio vuol dire qualche santo può spiegarmelo?
    In pratica, che so, se la destra meloni etc vanno a governare non fanno nessuna riforma?
    Se ci va italexit o il partito dei macellai del Gennargentu non fanno nessuna riforma?

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  5. Il partito ha perso la sua anima, l’ha lasciata andare per altre vie, troppo sporche, troppo abusate, invivibili e inguardabili vie e , mentre le periferie si ergevano a colossali monumenti di quest’era brutale, annidandovi esseri, il partito si faceva le spalle grosse, delirando su civiltà, diritti, cultura, lavoro mentre tagliava il nastro della deriva, mentre abbandonava i figli, dei figli; chi era importante per che cosa?, Chi è divenuto importante e perché? Chi si è investito di una somma di competenze senza averne neanche una che fosse stata veramente spendibile? Che vadano dove hanno deciso di andare tanto tempo fa, indietro non si torna e guardare avanti costa troppo.. per le loro tasche e anche per quello che è rimasto di un pensiero e di un sentire comune, prossimi alla sfinge, deliranti, vuoti e ipocriti come solo un vuoto pneumatico riempito di plastica e monnezza può essere. Perché non dicono la verità? perché il laghi sono morti? ..

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  6. L’analisi sarebbe di primo acchito condivisibile, ma dettata da un cacciari che ha finora passato il tempo ad attaccare il PD e il governo Conte fa aumentare la collera.
    Questo mestatore di brodo è specialista nel fornire i numeri vincenti della schedina, me sempre e solo il lunedì, come si addì e ad un filosofo.
    Cacciarsi ha sempre strizzato l’occhio alla lega e al suo regionalismo differenziato, invocato anche da megalomani governatori di sinistra.
    Perché non sento e leggo alcuna sua critica ed assunzione di responsabilità per il vero collo di bottiglia, rappresentato dalle regioni, nella gestione della pandemia?
    Caos che i cittadini continuano a subire per le vergognose perdite di tempo e regole incomprensibili nella gestione dei piani vaccinali.
    Dov’è finita la sua indignazione a gettone nei vari pollaio trash televisivi sintonizzati su un’impostazione fascio legaiola del conduttore prezzolati di turno.

    Intanto, nel mondo reale, un altro idolo del sovranismo più gretto e ignorante è destinato a cadere. Dopo Trump sarà il turno di Bolsonaro.
    Un tribunale federale brasiliano ha scagionato da tutte le accuse di corruzione l’ex presidente socialista Lula.
    Questa sentenza è giunta dopo la consegna delle intercettazioni fra diversi giudici che avevano tramato per condannare con prove False, il Presidente ex operaio.
    Il magistrato che più di tutti si era attivato per tale condanna è oggi ministro della giustizia del governo Bolsonaro.
    Mentre il Capitone in Chief del populismo nostrano, idolo implicito del barbuto parolaio a comando, dopo capriole e spudorate inversioni ad U, si presenta come principe delle istanze europeista dopo averne fatto il capo espiatorio di tutte le sue più squallide invettive propagandistiche.
    Cacciarsi, detto in maniera pacifica, potresti andartene serenamente affanq.lo?
    Laddove ti aspettano i confindustriali beneficiari finali delle tue irruenti supercazzole.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/03/08/annullate-tutte-le-condanne-per-lula-lex-presidente-del-brasile-torna-eleggibile/6126830/

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    • Quanti errori di battitura….
      Cacciari e non cacciarsi
      Capro e non capo espiatorio
      Addice e non addì.
      Plurale mancanti in sostantivi ed aggettivi.
      Sarà colpa dell’orario, visto che il vocabolario precaricato dorme.

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      • Tranquillo, Jerome. È la tastiera Microsoft del Huawey che non conosce l’italiano e inventa.
        Riconosco lo stile.

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    • “Questo mestatore di brodo è specialista nel fornire i numeri vincenti della schedina, me sempre e solo il lunedì, come si addice ad un filosofo.”

      Un’estrema sintesi perfetta. Sa tutto lui, e dice che l’aveva già detto… sempre dopo. Un bel paraculo. Fa a gara con Screnzie, il Renzi dei Poveryh, il noto saggista (!!) intellettualmenteh onestoh. 🤦🏻‍♂️

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  7. “La demonizzazione del rappresentante del Rinascimento fiorentino(e arabo) va molto di moda in questo periodo – spiegazione miope, di comodo, spiegazione che nulla spiega. Zingaretti ha fallito perché non ha affatto seguito la linea che l’aveva portato alla vittoria nelle primarie, non ha affatto dichiarata aperta una fase di rifondazione del partito, non ha neppure avviato un cantiere di costruzione di un suo nuovo gruppo dirigente.”
    E via di contraddizioni di sé stesso, una ad ogni riga, pur di sottolineare l’unico concetto COMUNE a tutta la filosofia cacciariana(termine che suona adatto alle mie orecchie , perché in cagliaritano”cacciare” significa “vomitare”):
    “IO sì che sarei stato CAPACE, mica tutto il resto del mondo!!”

    “C’è chi sogna – all’inizio – un Pds allargato grazie al contributo gratis degli ex Dc. C’è poi chi prefigura un Macron che svuota i socialisti – come appunto riuscirà al Macron di Francia.”
    Come se si trattasse di 2 persone diverse e non dell’unico Serpente a sonagli, che lui non vuole accusare di nulla, perché “è di moda demonizzarlo” e non sia mai che lui si uniformi!
    Meglio sollevarlo da ogni responsabilità, meglio accusare Zinga della qualunque e del suo esatto contrario.
    Cacciari, mi fais cacciai.

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  8. Gira e rigira per Cacciari il Saudita non ha mai colpe, non è il problema, demonizzazione che fa comodo, spiegazione miope ecc. ecc. Ci fosse stata una volta una che l’abbia sentito attaccare duramente Renzi. Cacciari per me resta uno dei paraculi più rilevanti della scena politica

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  9. I PIU’ RICCHI E I PIU’ POVERI. CHI DIFENDERA’ I PIU’ POVERI SE SONO TRADITI DA TUTTI?
    Viviana Vivarelli.

    Inutile dire che il mondo non è diviso in partiti che sono solo etichette, avendo perso ogni distinzione ideologica, ma tra troppo ricchi e troppo poveri. I partiti sono ormai solo la sopravveste apparente e governativa di cui questi due gruppi dovrebbero servirsi, salvo che i partiti che difendono gli interessi dei più ricchi sono la quasi totalità e quelli a difesa dei più poveri stanno ‘sparendo’, come la divisione parlamentare in Italia dimostra ampiamente col consenso quasi unanime a Draghi di una massa partitica indistinta che non rappresenta più nulla e nessuno.
    Un tempo chi difendeva i poveri o i cittadini dagli abusi e dai soprusi dei potenti si chiamava ‘sinistra’. Oggi la sinistra è presente solo nei libri di storia. Nealla realtù di fatto si è suicidata.
    Dalla morte di Berlinguer, che lo denunciava amaramente già 40 anni fa (e non 15 come dice Cacciari), la deriva morale e sociale della sx parlamentare italiana, oggi Pd, non ha fatto che crescere sotto gli occhi di tutti, in una progressiva degradazione che l’ha portata a slittare verso la peggiore destra reazionaria e capitalista, quella degli squali del mercato, dei grandi evasori, degli speculatori di Borsa, dei padroni dei media, delle multinazionali, quella che spinge persino un Landini della FIOM ad attaccare il reddito minimo e a fregarsene dei più deboli e che ha trovato il suo oscuro sprofondo nella criminalità squallida e avida di un Renzi e nel durissimo colpo di stato del piddino Mattarella, il capo di Stato che ha svenduto il proprio Paese al peggior nemico del popolo: il banchiere dei banchieri.
    Avete mai visto un banchiere fare il bene del popolo? E c’è chi spera ‘addirittura’ che uno come Draghi lo si possa ‘controllare’ stando ‘sotto di lui’ in postazioni di nessuna importanza e messi a pecorina?!! Follie!
    Bisogna essersi bevuti il cervello per pensare cose simili come sperare che Draghi smetta di essere quello che è sempre stato: un distruttore di Stati e un liquidatore di beni pubblici e diritti sociali e civili a favore di una minoranza di ricchissimi, uno che rovina intere Nazioni per ingrassare i più potenti del reame, girando all’indietro la ruota della storia.
    Dicono che 400 famiglie posseggano il 90% della ricchezza del mondo e ancora non sono sazi. E che solo 26 capitalisti abbiano la ricchezza di 3,8 miliardi di persone. Certo è che l’avidità di questi pochi individui trasforma in denaro per i loro forzieri qualunque cosa, anche la vita umana, come l’intero pianeta, e pretende di dominare, sfruttare e derubare 8 miliardi di persone.
    I multimiliardari nel mondo sono 2.754, un terzo di questi sono in Europa.
    I miliardari americani sono 727.
    I miliardari europei sono addirittura di più 828 hanno il potere su 447 milioni di europei, soprattutto quei 334 milioni della zona euro che finora sono stati sottoposti all’austerità, per una crisi a tavolino creata e voluta proprio da quei miliardari. E la crisi non ha colpito tutti allo stesso modo, tant’è che la Germania, primo Paese europeo, si è arricchita anche grazie alla crisi e alla pandemia diventando il terzo Paese più ricco del mondo, il che vuol dire i suoi 152 super miliardari sono diventati più ricchi a spese di noi tutti.
    L’Europa come unione di popoli non è mai esistita. Abbiamo invece un’Europa iperliberista, come unione degli interessi bancari e finanziari di pochissimi individui, che vivono praticamente extra legem, mentre tutti gli altri sono proni sotto i diktat del Fondo Monetario, che ora governa direttamente anche la BCE, mentre il suo ex ha avuto come grazioso cadeau dal Presidente della Repubblica addirittura un’intero Stato su cui giocare a proprio piacimento con un potere assoluto.
    Ma l’idiozia ormai è tale che l’unica opposizione possibile, il M5S, l’unica forza che avrebbe potuto opporsi a tanta ignominia per difendere i diritti degli italiani e il loro futuro, è stata distrutta da un capopolo che ha deciso di arrendersi prima di cominciare a combattere, non si sa perché e non si sa in cambio di cosa e a Draghi ha regalato anche la scissione del suo stesso partito, cioè ha suicidato se stesso.

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  10. LA CRISI DEI PARTITI E I GIRASOLI – Viviana Vivarelli.
    Dunque lo strano Cacciari pretende di essere il filosofo del Pd e, paradossalmente, anche il suo maggior critico. Cioè: non sopporta il Pd però lo vota da quando è nato. Il che, per un filosofo, che dovrebbe almeno seguire un minimo di coerenza logica, è il massimo della caduta personale.
    Ovviamente, la critica di Cacciari non nasce con le dimissioni di Zingaretti e il suo attuale atto di accusa al proprio partito, ma le parole lapidarie di Zingaretti sono l’epigrafe anche della sua bara.
    La cosa strana e incomprensibile è come abbia fatto un partito così masochista e fallimentare come il Pd, che ha rinnegato tutti i propri principi e valori, a mantenersi sempre tra i primi 3 partiti italiani e a far eleggere quasi tutti gli ultimi Presidenti della Repubblica, eccetto Cossiga, fino a Mattarella che è stato il becchino non solo del Pd ma dell’Italia intera.
    Il Pd ormai da lunghissimo tempo ha perso ogni identità e sarebbe arduo oggi capire quali sono le sue parole d’ordine. E’ un coacervo di correnti senza un filo comune che sbandano a caso, portando più personalismi che valori. Non rappresenta più nessuno o nessuna cosa, non si schiera a favore di qualcuno o a favore di qualcosa. Tira a campare, fidandosi del suo zoccolo duro che lo vota a prescindere. Un tempo perdeva e faceva autocritiche. Oggi galleggia.
    Dice bene Cacciari che la sua parola d’ordine attuale è ‘compromesso’.
    Il compromesso è la cessione di una difesa morale per avere qualche vantaggio pratico.
    Certo, non è un male che opprime solo il Pd. Fa molto male, malissimo, vedere nel M5S, che era nato come naturale antagonista del capitalismo, scelte attuali ‘comandate’ da uno solo, alla faccia della democrazia diretta, con una resa totale e incondizionata al banchiere dei banchieri, che dovrebbe essere il nostro naturale antagonista, ‘sperando’ in qualche vantaggio pratico, che noi proprio non vediamo ma che sarà noto forse a Grillo. Vivere in un partito che ha come base il compromesso è sempre stata la norma della Lega, per es., o di Forza Italia. Rivedere la stessa calata di braghe in cambio di niente per il M5S associa la sudditanza obbligata all’assenza di utili, in un demenziale sbragamento generale.
    Qualcuno, nel Pd come nel M5S, spera in una rinascita. Ma da dove partirebbe questa rinascita se ci si mette a pecorina sotto il nuovo padrone dichiarando la nostra inossidabile assenza di coscienza e il nostro assoluto servilismo?
    Almeno Zingaretti, di fronte alla frammentazione sciagurata del proprio partito, si è dimesso. Altri fanno finta di non vedere e di non sentire. E parlano di girasoli.

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  11. Ma Cacciari non avevav detto che andava via dallì’Italia ?Che vada a rompere icoglioni a Vienna ambiemte a lui più congeniale.

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  12. C’e’ poco da chiarire .
    Erano gli anni settante sui giornali , e nella fattispecie il Corriere della Sera , Alberto Ronckey parlava del fattore K , ovvero quel fattore che impediva al Pci di entrare nelle stanze del potere e governare . Cos’era il fattore K , erano i legami con l’ Urss , l’invasione della Cecoslovacchia ecc.Il Pci era stato coinvolto gia’ nel compromesso storico con la Dc ma non bastava . Tra i militanti , tesserati e semplici simpatizzanti si discuteva cosa era meglio fare per dare una svolta a questa questione K appunto . Mi ricordo che allora con molti amici miei e colleghi ferrovieri si discuteva di questa faccenda animatamente , sfoggiando le copie dell’ Unita’ sotto il braccio nella stazione di Milano Centrale e in giro sui treni Che tempi . Personalmente ero contrario alla svolta dicevo , ma cosa diavolo stanno combinando , altri invece favorevoli e la loro tesi era piu’ o meno questa , Si vabbe’ siamo un grande partito pero’ non contiamo niente se non ci sporchiamo le mani ( in poche parole se non entriamo in quelle stanze ) .Va bene ma l’errore piu’ grave fu quello , non di dare un ‘ altro nome al partito , ma scegliere come interlocutore privilegiato la sinistra Dc , credo si chiamasse allora la Margherita .
    La classe dirigente maggioritaria del Pci di allora , invece di dialogare con il Psi , suo naturale compagno di strada , scelse appunto quella parte della Dc. Perche’ non si fondarono con il Psi ? Perche’ avevano Occhetto e soci , un’odio viscerale con Craxi che a mio avviso politicamente parlando se li mangiava a colazione da Occhetto a D’ Alema e cosi’ via . Ma il Psi non era solo Craxi era anche Pertini , Riccardo Lombardi , Loris Fortuna ecc. Questa era al limite la strada da intraprendere , Craxi li aveva invitati piu’ volte a farlo per costruire una sinistra moderna , laica e libertaria Infatti questa scelta non fu accettata da diversi dirigenti come Fabio Mussi , Cesare Salvi , forse , non ricordo bene anche da Gavino Angius ecc . Altri come Bertinotti , Garavini , Natta Cossutta ecc fondarono Rif. Comunista .
    Quella scelta ( sbagliata fu fatta anche prche’ sia Botteghe Oscure che Piazza del Gesu’ avevano debiti regressi molto cospicui e si penso’ che mettendosi assieme avrebbero potuto affrontarli molto meglio .
    Tutto il resto e’ storia , un crescendo di passi del gambero da far inorridire , questa e’ la storia piu’ o meno .
    Cacciari parla sempre a spizzichi e bocconi , non serve a nulla se non a lui stesso . E l’equivoco resta sempre equivoco

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  13. I PIU’ RICCHI E I PIU’ POVERI. CHI DIFENDERA’ I PIU’ POVERI SE SONO TRADITI DA TUTTI?-Viviana Vivarelli.

    Inutile dire che il mondo non è diviso in partiti, che sono solo vuote etichette, avendo perso ogni distinzione ideologica, ma tra troppo ricchi e troppo poveri. I partiti sono ormai solo la sopravveste apparente e governativa di cui questi due gruppi dovrebbero servirsi, salvo che i partiti che difendono gli interessi dei più ricchi sono la quasi totalità e quelli a difesa dei più poveri stanno ‘sparendo’, come la divisione parlamentare in Italia dimostra ampiamente col consenso quasi unanime a Draghi di una massa partitica indistinta che non rappresenta più nulla e nessuno.
    Un tempo chi difendeva i poveri o i cittadini dagli abusi e dai soprusi dei potenti si chiamava ‘sinistra’. Oggi la sinistra è presente solo nei libri di storia. Nealla realtù di fatto si è suicidata.
    Dalla morte di Berlinguer, che lo denunciava amaramente già 40 anni fa (e non 15 come dice Cacciari), la deriva morale e sociale della sx parlamentare italiana, oggi Pd, non ha fatto che crescere sotto gli occhi di tutti, in una progressiva degradazione che l’ha portata a slittare verso la peggiore destra reazionaria e capitalista, quella degli squali del mercato, dei grandi evasori, degli speculatori di Borsa, dei padroni dei media, delle multinazionali, quella che spinge persino un Landini della FIOM ad attaccare il reddito minimo e a fregarsene dei più deboli e che ha trovato il suo oscuro sprofondo nella criminalità squallida e avida di un Renzi e nel durissimo colpo di stato del piddino Mattarella, il capo di Stato che ha svenduto il proprio Paese al peggior nemico del popolo: il banchiere dei banchieri.
    Avete mai visto un banchiere fare il bene del popolo?
    E c’è chi spera ‘addirittura’ che uno come Draghi lo si possa ‘controllare’ stando ‘sotto di lui’ in postazioni di nessuna importanza e messi a pecorina?!! Follie!
    Bisogna essersi bevuti il cervello per pensare cose simili come sperare che Draghi smetta di essere quello che è sempre stato: un distruttore di Stati e un liquidatore di beni pubblici e diritti sociali e civili a favore di una minoranza di ricchissimi, uno che rovina intere Nazioni per ingrassare i più potenti del reame, girando all’indietro la ruota della storia.
    Dicono che 400 famiglie posseggano il 90% della ricchezza del mondo e ancora non sono sazi. E che solo 26 capitalisti abbiano la ricchezza di 3,8 miliardi di persone. Certo è che l’avidità di questi pochi individui trasforma in denaro per i loro forzieri qualunque cosa, anche la vita umana, come l’intero pianeta, e pretende di dominare, sfruttare e derubare 8 miliardi di persone.
    I multimiliardari nel mondo sono 2.754, un terzo di questi sono in Europa.
    I miliardari americani sono 727.
    I miliardari europei sono addirittura di più: 828 hanno il potere su 447 milioni di europei, soprattutto quei 334 milioni della zona euro che finora sono stati sottoposti all’austerità, per una crisi a tavolino creata e voluta proprio da quei miliardari. E la crisi non ha colpito tutti allo stesso modo, tant’è che la Germania, primo Paese europeo, si è arricchita anche grazie alla crisi e alla pandemia diventando il terzo Paese più ricco del mondo, il che vuol dire i suoi 152 super miliardari sono diventati più ricchi a spese di noi tutti.
    L’Europa come unione di popoli non è mai esistita. Abbiamo invece un’Europa iperliberista, come unione degli interessi bancari e finanziari di pochissimi individui, che vivono praticamente extra legem, mentre tutti gli altri sono proni sotto i diktat del Fondo Monetario, che ora governa direttamente anche la BCE, mentre il suo ex ha avuto come grazioso cadeau dal Presidente della Repubblica addirittura un’intero Stato su cui giocare a proprio piacimento con un potere assoluto.
    Ma l’idiozia ormai è tale che l’unica opposizione possibile, il M5S, l’unica forza che avrebbe potuto opporsi a tanta ignominia per difendere i diritti degli italiani e il loro futuro, è stata distrutta da un capopolo che ha deciso di arrendersi prima di cominciare a combattere, non si sa perché e non si sa in cambio di cosa e a Draghi ha regalato anche la scissione del suo stesso partito, cioè ha suicidato se stesso.

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    • scusa , ma non l’hai postato sopra questo post ?
      Ma cosa credi che cosi’ facendo te lo leggono piu’ persone ? Boh !

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  14. Scusami, Califfo. Sono errori di vecchiaia, non intenzionali. Se il blog fosse fatto meglio non pubblicherebbe in automatico i post identici.Ma ti pare che mi esporrei di persona a critiche come la tua? Comunque non è la prima volta che capita un doppione e non ti ho sentito reagire allo stesso modo.

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