Matteo il Saudita e l’intervista modello Marzullo

(di Selvaggia Lucarelli – Il Fatto Quotidiano) – Avete presente quando, fino a circa un mesetto fa, Matteo Renzi appariva ovunque ci fosse un microfono, tant’è che l’Angelus papale su Radio Maria era costantemente disturbato dalla voce di Renzi che “non ci interessano le poltrone!”? Avete presente quando con la luce negli occhi, con quel bagliore mefistofelico, alla vigilia del suo “capolavoro politico”, appariva alle spalle di Paolo Celata, al fianco di Alessandra Sardoni, in braccio a Myrta Merlino, a cavalcioni di Alessandro De Angelis, nel vostro capanno degli attrezzi e nei tutorial del trucco-sposa su YouTube? Quando, insomma, aveva l’impellenza di parlare al Paese? Ecco, è bastato quel viaggetto in Arabia Saudita per fargli ritrovare un’insolita vocazione alla riservatezza. È bastato quel piccolo, trascurabile problema di dover chiarire la visita in Arabia Saudita, quel cachet, quella familiarità con il principe saudita, quella questione morale (sì, morale), per disinnescare la sua urgenza di apparire ovunque.

Incredibile ma vero, ha perso tutta l’irrefrenabile voglia di parlare con i giornalisti. Giornalisti che lo hanno cercato, tampinato, invocato che neanche la pioggia nel Mali. Ha ceduto – impavido – solo alla Meli, che in un’intervista senza scampo, alla nona domanda, dopo averlo prima interrogato sulle questioni fondamentali tipo “le sue gengive sono più sensibili al gelato o ai brodi caldi?”, l’ha inchiodato: “La accusano di aver fatto da testimonial del regime saudita!”. Della serie: “Io non c’entro, riferisco. Lo dice l’Internet, il popolo del web, bufera social”. Renzi aveva “risposto” che lui va anche in Cina e negli Stati Uniti, che paga le tasse in Italia. Ma tu pensa, vive in Italia e paga le tasse in Italia, un cittadino modello. E magari non butta la bottiglia di Gatorade nell’umido, dopo la corsetta sull’Arno. Non stampa banconote nel seminterrato. Ad Agnese è perfino concesso di guidare la macchina. Davvero un italiano modello. Dopo questa incalzante raffica di domande, Matteo Renzi pensava di aver calmato quella fastidiosa sete di sapere dei giornalisti. Voglio dire, la Meli l’aveva sottoposto a un interrogatorio così serrato che l’antiterrorismo saudita le ha chiesto qualche dritta per gli interrogatori ai prossimi dissidenti. Invece i giornalisti non hanno smesso di pretendere risposte esaustive sulla questione saudita. Oddio, i giornalisti. Diciamo, quelli che non hanno smesso di martellarlo, come noi del Fatto. La maggior parte era troppo presa dal farci sapere che Mario Draghi la mattina mangia una brioche integrale. E quindi, alla fine, Renzi ha ceduto: ha risposto alle domande choc del suo antagonista più temuto, quello che in fondo – su questo dobbiamo dargli atto – gli ha creato più problemi negli ultimi anni, quello che gli ha polverizzato i consensi, quello che gli ha fatto più male: se stesso. In pochi l’hanno sottolineato. Siete ingiusti. È un format, a ben pensarci. Niente più conduttori e giornalisti, ma interviste totalmente autogestite. Viene in mente quando Maurizio Costanzo andò da Marzullo e alla mitologica domanda “Si faccia una domanda e si dia una risposta”, quello gli rispose sornione: “Come stai? Benino”. Si è chiesto “Come stai?”, Matteo Renzi, sulla questione Bin Salman, nulla di più. E ci ha messo un mese, ad auto-intervistarsi.

Lo ha fatto quando ha capito che no, non poteva contare sull’oblio. O forse chissà, Matteo Renzi era disponibile per l’intervista ma Matteo Renzi aveva da fare, per cui Matteo Renzi e Matteo Renzi hanno impiegato un po’ a trovare una data disponibile per entrambi. Capita. E poi voglio dire, Matteo Renzi ha la fama di uno di cui non bisogna fidarsi, ovvio che Matteo Renzi abbia nicchiato un po’ prima di concedersi a Matteo Renzi.

Luca Sofri, direttore de Il Post, ieri twittava “Renzi ha torto su tutto, di brutto. E ok. Poi non ho capito perché i giornalisti che criticano la povertà delle sue autodomande non lo abbiano intervistato e inchiodato loro, con il loro infallibile professionismo”. Ora, a parte che le interviste gli sono state chieste, a parte che aveva premesso lui che avrebbe risposto “dopo”, Corrado Formigli, nel dicembre del 2019, a proposito delle conferenze in Arabia Saudita gli domandò: “Da senatore si pone un problema etico soprattutto dopo l’omicidio di Khashoggi, tagliato a pezzi?”. Renzi: “Solo chi non fa più politica fa gli speech?” Formigli: “Ma io lo chiedo a lei”. Renzi: “Non c’è incompatibilità col mio ruolo. Se mi domanda, ‘ci sono altri esempi?’ Io gliene faccio dozzine!”. Insomma, alla fine faceva lui le domande a Formigli, pur di non rispondere. Un chiaro presagio di come sarebbe andata a finire. Per il resto, sorridendo sulla sua bicicletta, Renzi annuncia querele a chi lo incalza. A chi gli ricorda che sì, accettare denaro dal mandante di un omicidio brutale (sorvolando sul resto), è un tema morale. Va già bene che lui, visto che chiama Bin Salman “my friend”, i suoi conti con i giornalisti scomodi, se li risolva chiamando gli avvocati. I giornalisti li elimina con la motosega, fa la differenziata, sua moglie guida, paga perfino le tasse in Italia. Che cittadino, che uomo, che politico modello. Peccato non essere così intima con lui da poterlo chiamare “my friend”

5 replies

  1. Poteva farsi intervistare dal suo grande amico Matteo Salvini.😆

    Lui però i voti li ha, quindi meglio stare alla larga da certe rogne.
    Bastano già quelle di savoini e i russi.😎

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  2. Sì ma non è che Bimsalabim ha disossato solo il giornalista dissidente. Capisco difendere la categoria ma non è mica l’unico delitto a carico del New Lorenzo il magnifico.

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    • No, infatti, ma al momento è una questione che risalta da matti sul grigiore di fondo. E comunque, trovo giusto a prescindere dare addosso al Bomba di Rignano sull’Arabia, visto che, come racconta bene l’articolo, sta sempre tra le palle per ogni dove a dire e rimangiare, a fare e disfare (a parole, ovviamente), salvo quando ha da pararsi il culo per quel vigliacco che è, e allora, come adesso, scompare. È proprio eticamente giusto romper le palle a uno con quell’ego lì e che lo impone all’intero pianeta: e ora più che mai!

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      • Cekko Bilecco, chiariamoci. Se di tratta di dire Renzi merda, Salvini merda (pesciarola merda, inutile aggiungerlo) puoi sempre contare su di me. Quindi io sono felicissima che gli chiedano di tutto e di più, vorrei solo che fossero più precisi sulle accuse da fara a Bimsalabim così da essere più precisi sulle accuse da fare al bomba.

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