Le pressioni dei big su Conte per un ruolo nel Movimento

(Monica Guerzoni – il Corriere della Sera) – Esserci e non esserci, sparire e riapparire. Aspettare il momento giusto, mantenendo un profilo «istituzionale e rispettoso» del nuovo governo e poi tornare sulla scena. Da leader del Movimento 5 Stelle, da federatore di un’alleanza con il Pd, oppure alla guida di un listone civico nazionale ispirato al suo nome e al suo stile di governo. Giuseppe Conte non sembra avere fretta e anche se l’avesse sarebbe costretto ad attendere che il terremoto scatenato da Matteo Renzi finisca di generare scosse sul sistema politico.

L’epicentro è nei 5 Stelle ed è dalla ricomposizione del Movimento che dipende, in gran parte, il futuro dell’ ex presidente del Consiglio, che il primo marzo tornerà a insegnare Diritto a Firenze. Le lodi che Luigi Di Maio gli ha tributato due giorni fa non sono passate inosservate tra i deputati e senatori nostalgici.

Il ministro degli Esteri ha ringraziato Conte «per la signorilità con cui ha gestito anche l’uscita di scena» e si è augurato che il Movimento «lo possa accogliere a braccia aperte il prima possibile, perché è una grande risorsa per il Paese e incarna i nostri valori». Troppo, per pensare che siano solo parole di circostanza. Sembra infatti che i rapporti tra l’ex leader dei 5 Stelle e il giurista pugliese non siano più improntati alla conflittualità di un tempo, ma anzi che ci sia tra i due un patto di collaborazione, destinato a durare almeno fino a quando il M5S non sarà uscito dalla tremenda crisi innescata dall’ ingresso nel governo Draghi.

Un’ altra apertura significativa nei confronti di Conte è arrivata sul Fatto Quotidiano da Alfonso Bonafede. L’ex ministro della Giustizia ha definito «positiva» l’ esperienza del governo giallorosso e ha unito il destino dei 5 Stelle con quello dell’ avvocato degli italiani: «Il futuro del M5S non potrà che essere intrecciato a quello di Conte». Il problema è sempre lo stesso: il come.

La burrascosa transizione del Movimento, che ha visto in questi giorni il doloroso addio di Alessandro Di Battista e l’espulsione di 41 parlamentari che hanno votato in dissenso dai gruppi, deve ancora passare attraverso la scelta del Comitato direttivo, composto da 5 membri ed eletto dagli iscritti attraverso la piattaforma Rousseau. La consultazione non si terrà prima di un mese e dunque è pressoché impossibile prevedere chi ne farà parte.

L’idea dei «contiani» è che il professore di Volturara Appula potrà entrare nel Movimento se il Comitato sancirà la vittoria dei moderati. C’è chi ritiene possibile la partecipazione dello stesso Conte alla corsa, magari per puntare alla presidenza del direttivo e chi invece medita sulla possibilità di modificare lo Statuto per ritagliare all’ ex premier un ruolo «all’ altezza per lui», di leader o padre nobile. Rocco Casalino, che da portavoce di Palazzo Chigi è tornato attivista del Movimento, si augura che «Conte ci venga a dare una mano, perché lui pensa al bene comune».

Una mano a Conte potrebbe darla il Pd, offrendogli di candidarsi nel seggio di Siena lasciato libero da Pier Carlo Padoan alla Camera. L’idea ha fatto arrabbiare tanti tra i dem, ma non è escluso che Nicola Zingaretti trovi il modo di riproporla, quando sarà il momento. Goffredo Bettini a Radio Immagina sottolinea che Conte ha «grande popolarità, ha un feeling con il Paese» e non lascerà campo libero alla destra. Potrebbe prendere un’iniziativa autonoma e «creare una forza rivolta ai giovani, alle forze dinamiche e moderate e ai temi ambientalisti». Conte osserva, studia le prossime mosse e aspetta, convinto che il momento giusto arriverà. «È solo questione di tempo».

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7 replies

  1. Io preferirei che Conte facesse un suo partito, ed eventualmente un’alleanza con il M5S e PD (senza renzi e renziani) se ci sono i numeri per governare. Non occorre andare a elezioni uniti sotto una lista; si può benissimo contare i seggi dopo le elezioni e vedere se fanno maggioranza.

    Qualcuno dirà che così toglie voti al M5S, ma io non ne sarei così certo.
    Il M5S potrebbe ritornare ad essere più “estremista”, lasciando al partito di Conte il ruolo di moderato. Poi, se si va al governo, si troverà un punto d’arrivo tra le rispettive posizioni.

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  2. Scherzi? Quando mai “passerella”!
    Da oggi è la salvifica manifestazione del Messia, a cui dobbiamo tutti prostrata gratitudine per l’inusitato gesto.
    Egli renderà omaggio alle salme, nobilitandole ulteriormente e garantendone, con la sola santissima presenza, l’ascesa al regno dei cieli.
    Papa Francesco, levati.

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