Sopravvivere al bacio del Draghi

MARIO DRAGHI PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – Avessero avuto negli ultimi tre anni tanta attenzione su tv e giornali quanto quella degli ultimi giorni, i Cinque Stelle non avrebbero perso una bella fetta del loro consenso. Adesso però c’è aria di scissione, e allora pure la fiducia a Draghi passa in secondo piano. Una ventina di senatori M5S e altrettanti deputati non ce l’hanno fatta a dare il loro voto al regista delle privatizzazioni selvagge degli anni ‘90, e aderire a una stessa maggioranza con Berlusconi e i due Mattei che hanno pugnalato un premier galantuomo come Conte.

Con inconsueta rapidità, il Movimento ha già espulso 15 parlamentari di Palazzo Madama, e tutto fa pensare che accadrà lo stesso per Montecitorio. Alcuni di questi potrebbero confluire in nuovi gruppi, nella speranza che Alessandro Di Battista li guidi verso non si sa quale destino. Perciò i 5S hanno davanti una delle curve più pericolose di tutta la loro storia, e all’informazione mainstream non pare vero di potergli dare il calcio dell’asino.

Tutto il rancore accumulato verso l’unica forza politica estranea al sistema di potere che un buon giornalismo dovrebbe denunciare, invece di mangiarci insieme a tavola, è dilagato come un fiume in piena. Della pandemia, dei ristori, dei soldi europei chi se ne frega se si possono colpire al cuore gli odiati grillini, con tutto quello che rappresentano: la fine di mille privilegi, una spesa pubblica che non finisce sempre nelle stesse tasche ma aiuta gli ultimi con il reddito e le pensioni di cittadinanza, un’onestà che non ha pari in nessun partito, la fine di autentici scandali al sole come le concessioni autostradali, e l’elenco è ancora lungo.

Così questa informazione è complice di quel Paese peggiore a cui i Cinque Stelle dissidenti stanno dando – per quanto involontariamente – una mano. Perciò di offrire altri aiuti al sistema non c’è bisogno, e il Movimento farebbe bene a dare una chance ai suoi portavoce in crisi di coscienza di fronte a una prova per stomaci forti: il bacio del Draghi.

8 replies

  1. Penso sarebbe saggio riammetterli nel movimento, con tante scuse, e permettere loro di fare politica secondo coscienza, tanto a brevissimo l’intero movimento sarà sulle stesse loro posizioni, quindi perchè espellerli?
    Del resto lo stesso povero Crimi pochissimi giorni fa aveva detto “mai con draghi”, e allora perchè accanirsi).
    Se non li riammettono pazienza, vuol dire che deve andare così, e il gruppo di espulsi spero creerà un nuovo movimento con modi diversi, da affiancare al vecchio e eventualmente collaborandoci.

    Chi sta tentando di indirizzare il movimento dall’alto invece che dal basso come dovrebbe essere (forzando i tempi della votazione e manipolando il quesito, permettendo a Grillo di fare il capo politico e di partecipare alle consultazioni, mantenendo Crimi al suo posto dopo che si è votato per sostituirlo con un collegio di cocapi, e decidendo per un’espulsione fra l’altro immediata …) sta prendendosi un potere che non gli spetta secondo me.

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  2. Sono d’accordissimo con Fabrizio! Gaetano Pedullà ha ragione su tutto, bisogna essere più comprensivi perché non tutti hanno il pelo sullo stomaco

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  3. Va bene, ma il banchiere delle privatizzazioni non c’entra. Ieri nelle repliche rispondendo a chi si lamentava degli aiuti a pioggia ha detto che quanto fatto finora in tema di ristori è in linea con quanto fatto in Europa. Quindi ha difeso il modo in cui si è speso finora. Già parla poco, se poi nemmeno lo ascoltiamo e ci limitiamo a leggere il giornalone unico non è che si fa il bene di qualcuno, tanto meno dei 5s.

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    • Infatti anch’io penso che molte cose verranno mantenute: intanto vediamo cosa succederà con il blocco dei licenziamenti e così via

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      • Ma anche prima, voglio proprio vedere le regioni che si rifiutano di seguire le indicazioni del ministero come faranno a fare la i grossi con Draghi.

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  4. Al momento una probivira, Raffaella Andreola, ha congelato le espulsioni
    Continuiamo a chiedere a nome di quale statuto Crimi è sempre in carica da un anno. mentre doveva restarci al massimo per un mese, a nome di quale statuto i dirigenti del Movimento non hanno usato quel mese per farci votare il nuovo governo interno e anche a nome di quale statuto Grillo, che doveva uscire dalle scelte del Movimento e restare solo come garante, si prende il diritto di decidere per noi, andare a patteggiare con Draghi e venderci in cambio di niente?

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  5. Ragazzi avete sentito sono stati bloccati tutti gli emendamenti sulla blocca prescrizione… quindi la riforma Bonafede rimane

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