Conte tradito da Renzi e dai figli delle tenebre

(di Sergio Rinaldi Tufi – Il Fatto Quotidiano) – “I figli delle tenebre sono, nel loro genere, più scaltri dei figli della luce”. Nella versione originale del Vangelo di Luca, non si parla di figli delle tenebre ma di “figli di questo mondo”, ma forse la versione rielaborata è più incisiva… Come spesso accade, le Sacre Scritture ci aiutano a capire il presente: in questo caso (citando, più laicamente, Massimo D’Alema) come può succedere che “il politico più popolare”, cioè Giuseppe Conte, sia stato messo in crisi dal “politico meno popolare”, cioè l’Innominabile, che ora potremmo anche ribattezzare, appunto, “figlio delle tenebre”?

Usando la sua stessa terminologia, potremmo dire che ora certe cifre lo faranno rosicare: quelle, tremende per un accanito frequentatore dei social come lui, che ci dicono che il messaggio di congedo di Giuseppe Conte su Facebook ha avuto oltre 11 milioni di contatti, mentre, sempre su Facebook, l’Innominabile raccatta non poche pernacchie. Insomma, se dall’analisi dei dati dei social si dovesse ricavare un’indicazione, nello scontro con Renzi, Conte avrebbe dovuto stravincere. Invece ha perso: perché?

Sotto altri aspetti, diversi dal gradimento popolare (che dovrebbe pur contare qualche cosa, e invece sembra di no), il duello era impari: Renzi era appoggiato in modo spropositato dai media e dai poteri che stanno dietro ai media. Come e perché sia andata così lo spiega, meglio di qualsiasi analisi politica e dietrologica, il mirabile “Se fosse un giallo” di Maurizio de Giovanni pubblicato dal Fatto domenica. L’obiettivo era strappare dal controllo di Conte i 209 miliardi del Recovery Fund da lui guadagnati in Europa, a costo di diffondere la fake news che la preparazione del Recovery Plan non andava avanti.

Forte del fatto che Conte in genere non risponde alle provocazioni (e forse è anche questo che manda in bestia i suoi avversari: che gusto c’è a litigare con una persona educata?), e forte anche del fatto che ogni proposta sarebbe stata descritta dalla stampa come la madre di tutte le proposte, Renzi è andato avanti per settimane bloccando l’azione di governo con ricatti, minacce, richieste, che magari potevano avere un senso ma che sparate tutte insieme si annullavano a vicenda.

Naturalmente Conte non è stato indotto alle dimissioni solo perché lui è educato e l’avversario è prepotente e scomposto. Anche l’ex premier ha commesso qualche errore: nella gestione dell’emergenza sanitaria, pur con tutte le attenuanti, le granitiche certezze della prima fase si sono un po’ indebolite e, a fronte di una situazione che invece di risolversi diveniva sempre più complessa e multiforme, c’è stata qualche indecisione. L’istituzione delle zone di vario colore ha finito per suscitare facili ironie (quasi come i banchi a rotelle): anzi, si è intensificato da parte delle opposizioni di vario tipo l’uso di frasi fatte, spesso ottusamente insultanti, sciorinate nelle interviste televisive, che, per il fatto stesso di essere state dette in tv, venivano “consacrate” come se fossero sensate: ci vuole un cambio di passo, governo incapace, se non hanno i numeri vadano a casa, e via via con varie gradazioni.

Dal punto di vista della comunicazione, forse le misure adottate avrebbero dovuto essere illustrate più in Parlamento che in conferenze-stampa dalla complessa liturgia: è vero che si trattava di decisioni suggerite dalla scienza e non dalla politica, ma non si può sottovalutare l’importanza, sia simbolica sia sostanziale, di certe sedi. Errori più gravi sono stati sottolineati anche da Rocco Casalino e da Andrea Scanzi durante Otto e Mezzo lunedì: la sottovalutazione del pericolo Renzi e la ricerca di “responsabili” per rimpiazzare Italia Viva nella maggioranza. Potrei aggiungere quell’ultima telefonata al Rignanese, che poi, con la finezza che gli è propria, l’ha esibita come uno scalpo, aggiungendo perfidamente che lui non aveva risposto.

Tutto ciò incrina però solo in minima parte l’idea che molti di noi si sono formata sul presidente uscente, e soprattutto sulla dignità dei momenti finali: la decisione di dimettersi, che ha un po’ spiazzato qualche osservatore ma che a quel punto era la cosa migliore da fare (anche per evitare a Bonafede di essere massacrato in aula, non per il suo progetto di riforma ma per aver osato abolire la prescrizione); la cortesia negli incontri con Draghi; soprattutto quel congedo fra gli applausi da Palazzo Chigi, in cui qualche cronista che si ritiene acuto ha voluto cogliere momenti di mestizia (comunque chi ironizza sulle mestizie altrui, come avrebbe detto Leonardo Sciascia, è un ominicchio o un quaquaraquà), mentre invece è stato un saluto sereno e sorridente. Ma il bello doveva ancora venire, con quel trionfo su Facebook, preludio forse di un qualche ritorno in scena, nemmeno fra troppo tempo.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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23 replies

    • Ma cosa hanno promesso di dare ai dirigenti 5stelle per aver rinunciato a tutti i principi fondamentali del movimento?soldi?posti di lavoro di rilievo?la prescrizione per qualche reato?Non è possibile che i dirigenti rinuncino ai principi e sopratutto ai ministeri importanti che AVEVANO prima,cosa è successo?che vi hanno promesso??

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    • Adriano, sembra che solo noi elettori e Bersani vogliamo Conte .Per i “litiganti naturali” l’unico posto sarà opposizione

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    • @ßtefano Calciolari
      Conte, dopo aver incassato la fiducia sia alla Camera che al Senato, non aveva intenzione di dimettersi.
      E’ stato indotto a farlo da Mattarella che aveva già ben chiaro l’evolversi della crisi che si sarebbe creata
      con quelle dimissioni “a sorpresa”.
      Conte è un galantuomo e ha avuto il torto di fidarsi del suo PdR, dimenticando che l’esordio del suo primo
      governo è stato ostacolato da Mattarella fino a che ha potuto…l’assurdo tentativo di affidare l’incarico a Cottarelli
      ce lo siamo dimenticato?
      L’aver rifiutato l’incarico ministeriale che Draghi gli ha offerto lo lascia pulito e libero di perseguire i suoi
      obbiettivi politici senza condizionamenti.
      Sarà intorno al suo nome che si raccoglierà una coalizione in grado di opporsi con ottime possibilità di
      successo alla sgangherata Armata Brancaleone delle destre.

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  1. Il bomba di rignano è stato solamente l’utile idiota x far saltare il governo conte 2 con la complicita attiv del pd-leu e parte del mv5 *
    La prova provata che solo pochissimi hanno aderito alla richiesta di Conte e chi per lui chiedeva l’appoggio dei responsabili,
    Responsabili che si sono ben guardati di appoggiarlo, sicuramente assicurati dell’arrivo di super mario di komodo,
    Infatti, nel giro di poche ore tutti giubilanti x la nuova compagine governativa compreso gigino o bibitaro e l’elevato grillo,
    X il resto è storia.

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    • @Marina
      Temo, anzi spero, che il prossimo futuro riservi non poche sorprese a chi pensa che Conte e Di Battista
      siano incompatibili.
      Io credo, anzi spero, che la pragmaticità e l’abilità di mediatore di Conte si possa sposare ed essere
      completata dall’irruenza e dal rigore morale di Alessandro: mano d’acciaio in guanto di velluto.
      Sono due Assi importanti ancora da giocare e potrebbero cambiare l’esito finale della partita.

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  2. siamo alla narrazione evangelica.
    Conte è Dio.
    ma non sarà poco?
    c’è qualcosa più di Dio? non so, DIO scritto tutto maiuscolo, SUPER-DIO, il Creatore del Creatore.
    CONTE è la Perfezione, l’Essere per eccellenza.

    non vi sentite ridicoli, bambocci di Conte? pardon, di CONTE?
    perché lo siete parecchio.

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    • I bambocci sono quelli che osannano Draghi come fosse il Messia senza aver fatto ancora nulla. Conte ha portato a casa 209 miliardi, per quanto i microcefali come te si arranchino sugli specchi pur di non ammettere. Il ridicolo è chi non sa riconoscere il merito negli altri passando automaticamente a rosicare, segno di pochezza umana assoluta.
      Sei un renzi qualunque, ed è l’insulto peggiore che possa farti.

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      • Caro Luca, non so se ti stai rivolgendo a me… Nel caso non si fosse capito, ero ironico. So che non troverò post del Mazzuolatore che stigmatizzino il leccaculismo dei media verso Draghi. Felice di sbagliarmi.

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      • @AlessandroVeneziani
        e infatti sbagli.
        trovo il servilismo dei media verso Draghi peggio ancora del fanatismo dei bimbi di Conte.
        almeno Conte ha fatto qualcosa: si può dire “ha fatto bene” o “ha fatto schifo”, io penso la seconda ma c’è chi può sostenere la prima: almeno sta giudicando qualcosa di reale.
        Draghi non ha ancora fatto un cazzo, e i giornaloni lo osannano così, sulla fiducia, come il Messia. se Conte è DIO, Draghi sembra già il FIGLIO DEL PADRE, nato prima di tutti i secoli ecc. ecc.
        imbarazzante.

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      • Bene Mazzuolatore, il tuo post sembrava a senso unico. Felice di essermi sbagliato, mi fido ciecamente sul fatto che hai mazzolato tutti i luoghi di celebrazione preventiva di Draghi. Sulla gerarchia religiosa suggerita, non dico nulla.

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  3. Penso sia ormai inutile parlare del passato ,ma vogliamo dire che,se abbiamo draghi la responsabilità principale è dei 5S? Vogliamo dire che Renzi è andato fino in fondo perché era convinto(a ragione ) che il movimento era terrorizzato dalle elezioni ? Al gioco /bluff di Renzi ( anche lui,e il PD non erano certo entusiasti delle urne e il PD,da solo,non sarebbe mai andato con Salvini e Berlusconi)) bisognava rispondere una sola cosa: o Conte o elezioni,ma davvero però,non per scherzo.Ecco,se avessero tenuto duro quello avremmo avuto ,con buona pace di Mattarella e c: Conte,o elezioni cui partecipare senza paura. Ma si è avuto,appunto,paura, o una scarsa percezione del momento politico

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  4. Comunque, se uno scrive “Renzi, figlio di”, la prima parola che mi viene in mente non è “tenebre”.

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  5. Del senno fi poi son piene le fosse.
    Cosa poteva fare Conte se dietro a quel signorino si nascondevano in tanti filibustieri compreso chi non ti aspettavi molto in alto ?

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    • @cesaregoffredogranese
      Intanto non avrebbe dovuto accettare “l’amichevole consiglio” di Mattarella di dimettersi.
      Così ha aperto la strada al golpe perchè, una volta ottenute le sue dimissioni, il “buon”
      Mattarella ha avuto gioco facile per buttare un po’ di fumo negli occhi col fasullo incarico
      esplorativo di Fico, mandato allo sbaraglio per legittimare l’uscita dal cappello a cilindro
      del coniglio Draghi che già da giorni attendeva la chiamata dal Colle.
      Se non fosse stato già tutto preordinato il “buon” Mattarella avrebbe potuto usare la sua
      “moral suasion” a favore di Conte e i “responsabili” sarebbero saltati fuori a mazzi, anche
      se, a rigor di prassi e di precedenti, non ce ne sarebbe stato bisogno.
      I “golpisti” avrebbero dovuto uscire allo scoperto, ma così l’ingenua fiducia di Conte gli ha
      facilitato il compito.
      Credo che Conte abbia imparato la lezione e, pur non rinunciando mai al suo atteggiamento
      misurato e signorile, ha fatto capire che lui è ancora della partita e che non sarebbe stato
      facile cancellare la sua esperienza politica con un po’ di chiacchiere ipocrite.
      Chi si illude di averlo gettato nel cassonetto della politica e che di lui si perderanno presto
      le tracce è destinato ad amare sorprese (Così parlò Zarathrusta).

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      • @Aloysius,
        da dove trai la tua certezza che sia stato Mattarella a consigliare Conte e non Conte a volersi sbarazzare in fretta di Renzi, contro i consigli di Mattarella?
        Chiedo, perché io ho avuto quest’ultima sensazione, ma, se hai dati concreti, sono più che disponibile ad abbracciare questa versione, anche perché sul seguito della vicenda sono perfettamente concorde, alla lettera proprio!

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  6. “le colpe di Conte”
    ritardi nell’affrontare la pandemia? accuse pretestuose, dove lui ha potuto ha fatto, avrebbe divuto commissariare le regioni per insipienza e procurato danno. Chi lo critica non si rende conto di come è effettivamente messa la sanità in Italia e chi la governa, le regione dle centro destra hanno più brigato per ostacolare che per collaborare, non ricordate più le polemiche della scorsa estate? le discoteche di m…..e lo sci di questo inverno? ah lo sci come si fa a vivere senza lo sci.
    Le regioni hanno mollato la presa, pensavano che fosse tutto finito e hanno protestato perchè ha prorogato lo stato di emergenza DITTATURA SANITARIA!!!!
    di voler fare al meglio delle possibilità e dedicare il proprio tempo a fare il PdC, per cui ha giurato e chiesto la fiducia, invece di brigare coi politicanti.
    Compito questo, che secondo me, era proprio delle forze politiche che lo “sostenevano”, invece di coltivare “intelligenza” col nemico.
    Infatti, mi ricordo le parole di rassicarazione miste ad avviso di nominare un sottosegretario ai servizi, la continua richiesta del Mes, e la revisione del piano del Recovery Fund, DA CHI? da parte di Renzi? No di Zingaretti e potentati del Pd. ANDATE A LEGGERE LE NOTIZIE DI QUALCHE SETTIMANA FA.
    Conte ha rassegnato le dimissioni quando oramai si è arrivati alla vigilia della votazione su Bonafede, l’ha fatto per lealtà e condivisione col SUO ministro della giustizia, si è comportato come UN BUON COMANDANTE CHE NON LASCIA SOLI I SUOI SOLDATI. Altri invece sono scappati prima.
    Prima o poi qualcuno dirà come sono andate veramente le cose in Europa, di chi fù l’idea di mettere a disposizione un piano di distribuzione di fondi per l’emergenza. Ve la ricordate cosa disse all’inizio la LAGARDE?
    Magari lo sapremo quando la Merkel o la Von der Leyen scriveranno le loro memorie.
    Il programma di Draghi è un copia incolla di quello di Conte, solo spostato a destra.

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  7. Intanto in Germania

    Gli stipendi dei parlamentari tedeschi subiranno un taglio a causa della crisi economica legata al Covid-19. Si tratta di una riduzione di piccola entità, che tuttavia rappresenta una novità assoluta in Germania dal dopoguerra ad oggi. Secondo un portavoce del Bundestag, citato dal Corriere della Sera, a partire da luglio la busta paga dei parlamentari sarà alleggerita di circa 60 euro mensili.

    Una taglio minimo, ma che è determinato da appositi meccanismi che adeguano la paga dei parlamentari tedeschi all’andamento del Paese. Infatti, in Germania, i compensi di deputati e senatori sono indicizzati alla media degli stipendi dell’intera nazione.

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