5 Stelle nel governo Frankenstein? Ok, ma solo se ci sono garanzie

(Roberta Labonia) – Correva l’anno 1978 e Lucio Battisti cantava “non lo so però ci sto”. Anche i due Mattei sfascia-governi (per motivi che ai più ancora rimangono oscuri), solo all’apparire dell’aura stellata del guru dell’euro Mario Bros da Francoforte, si sono calati le braghe. Loro ci stanno, ci vogliono stare a qualunque costo nel Governo Draghi. L’hanno detto, accettano il pacchetto a scatola chiusa e non pongono veti. Non sanno chi lo comporra’ ne’ quale sarà il programma del nuovo Esecutivo, sanno solo che DEVONO essere della partita a tutti i costi. Se rimanessero fuori dalla stanza dei bottoni sanno che i 5 Stelle (e a rimorchio Pd e Leu), blinderebbero le loro leggi e il malloppo del R. F. rischierebbe di non finire nelle saccocce giuste. Quelle stesse saccocce nell’interesse delle quali, vista la malparata grillina, prima l’uno, poi l’altro, hanno pensato bene di far cadere due governi. Quel pazzo visionario di Grillo ci è sceso da Genova per convincerle ad entrare nel nuovo Esecutivo Draghi quelle anime tormentate dei 5 Stelle. È sceso a Roma che se le stavano dando di santa ragione mentre il giornalone unico, già scosso da orgasmi multipli, evocava la scissione come cosa fatta. L’elevato ha arringato i grillini parlamentari, li ha riportati tutti con i piedi per terra ricordandogli perchè stanno li dove stanno e cioè per servire la collettività, i loro maldipancia se li facciano passare. Grillo ancora una volta ha tracciato la strada. Nel suo linguaggio criptico che noi che da anni lo seguiamo abbiamo imparato a decodificare, ha disegnato con lucidità il programma da mettere sul tavolo della trattativa. Programma che parla di sviluppo sostenibile, l’asse portante che dovrà guidare ogni azione del nuovo Esecutivo. “Le fragole sono mature”, ha scritto Beppe. Che tradotto suona come: i tempi sono maturi per completare il nostro programma di governo. Perchè è di crescita sostenibile, di “green new deal”, che parla il Piano di Ripresa e Resilienza, e di nuove tecnologie. I fondi del Recovery Fund, 209 miliardi (tanti!), che Giuseppe Conte, non altri, ha spuntato al tavolo europeo, è a questo che dovranno servire. Ecco perché i 5 Stelle devono starci nel governo Draghi. Ma non a tutti i costi. Non a scatola chiusa. Tutto dipenderà da ciò che dirà l’inviato da Bruxelles mister Draghi, domani, nel secondo giro di consultazioni. Secondo prime indiscrezioni sembrerebbe che l’azione di governo di Draghi guardi alle riforme della pubblica amministrazione, della giustizia civile (non penale, occhio!), e del fisco. E che ogni azione tesa allo sviluppo del Paese e alla ripresa economica dovrà coniugarsi con la tutela dell’ambiente. Così fosse, sarebbe un buon punto di partenza. Domani il premier incaricato dovrà scoprire le carte davanti ai 5 Stelle se vorrà la loro adesione consapevole e, soprattutto, leale. Dovrà declinare quali punti di programma intende portare avanti e con chi. E dovrà dare assicurazione che leggi bandiera dei 5 Stelle (RDC e pacchetto giustizia Bonafede), resteranno blindate.

Perché non nascondiamocelo: quello che si sta profilando all’orizzonte è un governo Frankenstein. Un Esecutivo dove i pentastellati si troveranno a dover condividere decisioni con gli emissari del pregiudicato di Arcore e dove i piddini si troveranno faccia a faccia con i leghisti. Inciso: domani i padani completeranno il loro salto carpiato all’indietro di 360 gradi votando a favore del Recovery Fund al Parlamento europeo (dopo averlo bocciato in prima istanza).Come fidarsi di genia come questa, oggi che li conosciamo bene? Così come fidarsi di Renzi e i suoi servi sciocchi dopo il doppiogiochismo e il cinismo di cui si sono dimostrati capaci? Stasera ho letto un agenzia che nel toto ministri, in quota Italia Viva, dava favorita la Bellanova. E mi si sono contorte le budella. Non a caso ieri, intervenendo in Assemblea 5 Stelle via zoom, Giuseppe Conte ha trovato la sintesi. Parlando come farebbe un leader di partito (e se sarà sarò la prima ad applaudire), si è detto favorevole, nell’interesse del Paese, ad un Esecutivo Draghi con asse portante M5s/Pd, ma ha anche aggiunto: “non dimentichiamo chi collabora lealmente e chi lo fa in modo irresponsabile. Sappiamo chi ci ha voltato le spalle e ora entra per lucrare”. Ecco perché domani i 5 Stelle pretenderanno garanzie, i paletti, loro, li metteranno eccome! Non entreranno a scatola chiusa. Altrimenti il loro sacrificio non varrà la candela. Ecco perché attenderanno l’esito di questo secondo giro di consultazioni prima di lasciare l’ultima parola agli iscritti.

In mezzo ad un circo di figuranti, lobbisti e mafio/massoni, auspico che super Mario sappia fare un distinguo, sappia e voglia cogliere il valore aggiunto di gente seria, perbene e preparata come quella del MoVimento 5 Stelle. Altrimenti l’Italia, ancora una volta, avrà perso.

23 replies

  1. Ma chi dovrebbe convincere Berlusconi e i due sfasciacarrozze (Mattei) a votare la riforma Bonafede ?(ed è solo un esempio dei tantissimi) Labonia torna sulla terra.

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      • Ti ricordo che la fiducia Conte l’aveva avuta, anche al Senato. Se non avesse scelto di dare le dimissioni, il governo sarebbe ancora in piedi. Certo, magari saremmo andati sotto al senato, per la riforma Bonafede, perché in questo caso Renzi avrebbe votato contro, ma loro alla camera la maggioranza non ce l’hanno lo stesso, neanche con Renzi. E comunque un governo non cade per una legge che va sotto. Io credo che ora Draghi si occuperà della giustizia civile, così ha detto, magari non esagerando con temi divisivi, ma anche conscio che molti ingoieranno e staranno zitti, solo perché le cose le propone lui. C’è già quel sentore nell’aria.

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      • il pd è volatile come l’etere per non parlare dei renziani nel pd.Appena ci saranno soldi da gestire e lobby ben paganti da accontentare vedrai chi avrà la maggioranza.Remembar TAV ?

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      • Di nuovo? Ti ho detto che la TAV l’avevano sempre sostenuta. Quindi, dov’è lo stupore? Comunque, con questo continuo atteggiamento di sfiducia non si va da nessuna parte. Io noto che il pd è stato leale e Zingaretti richiama continuamente Conte e il futuro accordo, così come fanno i vostri che hanno lavorato nel governo. Non parliamo di LEU, lealissimi. Chi è sempre lì a dire peste e corna siete voi e i vostri politici che non hanno lavorato insieme a loro, tipo Dibba. Ci sarà un motivo? Poi figurati, io sono di LEU, abbiamo molte cose in comune, ma noi non abbiamo ultrà, siamo fuggiti dal Pd quando è diventato PDR. Abbiamo mollato la casa, perché era invasa dagli usurpatori, ma molti sono rimasti dentro a combatterli. Considerare infetto tutto il PD non è giusto. Bisogna distinguere il malato dalla malattia, non confonderli. E la malattia è Renzi, che, come vedi, sa fare danni ovunque, solo per vendicarsi di non essere riuscito a svuotare il suo partito e per dividere il nascente polo, pd, Leu e 5s. Voi gli state dando una grossa mano. Dico voi grillini, non i vostri parlamentari: loro credo che abbiano capito.
        Non capisco come facciate a non fidarvi neanche dei VOSTRI.
        Comunque una cosa l’avrei fatta, al posto vostro e del Pd, avrei messo un veto sulla lega, come abbiamo fatto noi di LEU, che però, da soli, non contiamo.

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      • I demoni che diventano angeli. Sei un ingenua .Il pd ha una storia lunga alle spalle e il fatto che con il governo Conte si sia comportato meglio dello sfasciacarrozze milanese non deve indurre ad illudersi .Il lupo perde il pelo ma non il vizio.

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      • Lunga? È nato nel 2007, non molto prima di voi. Prima era solo un partito di sinistra, poi si è fuso malamente con la margherita.
        Sai, caro Cesare, sarò ingenua, ma con la diffidenza e il pensiero negativo non si costruisce mai niente. E alla fine, se si viene traditi, forse ce lo si è meritato.
        C’è proprio una frattura tra voi e i vostri parlamentari. Non vi fidate neanche di loro…così finirete per spaccarvi, purtroppo. Mi dispiace perché io ero molto interessata al MV da tanto tempo, volevo anche votarvi, ma giuro che le vostre fisime sono scoraggianti. La continua sfiducia logora.

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      • Ma di quale maggioranza parli? Ti ricordo che il PD è doppiogiochista come lo sono Salvini e Renzi. La votazione sul TAV ti ricorda niente? L’unica via è dire NO a Draghi o, alla peggio, astenersi finché non comincerà materialmente il massacro.

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      • La votazione sul TAV? E dov’era il doppio gioco, se il PD è stato, purtroppo, sempre a favore? Con questa storia del PD avete francamente stufato.Lo sappiamo tutti che ci sono renziani, nel PD, ma voi avete un atteggiamento pregiudiziale a prescindere. Ma non lo sapete che Grillo era venuto al PD a portare le sue idee? E che siccome è stato respinto perché non hanno creduto alla sua sincerità nel voler abbracciare il centro sinistra, stupidamente e ingenuamente forse, Lui se l’è legata al dito e vi ha convinto che era il PD meno elle. Tipo la VOLPE e l’uva… Ma non vedete che Grillo è il PRIMO che vuole costruire un polo col PD e Leu, federato da Conte?
        A proposito, non ho capito che cosa Grillo avrebbe fatto a Conte, secondo Fabio… MI risulta che siano più che d’accordo. Boh. Secondo me con questo atteggiamento da ultras non si va molto lontano… ma contenti voi.. io sono molto orgogliosa dell’atteggiamento dei miei di LEU. Tra l’altro, leali a voi e a Conte sino alla fine. Non mi risulta il contrario, purtroppo.

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      • Maggioranza o no, DOBBIAMO stare dentro al governo Frankestein. Con occhi di lince ed unghie affilate. Ricordiamoci che il Fascismo ebbe via libera quando i partiti dell’opposizione si ritirarono sull’Aventino. Per rovesciare il tavolo se i Mattei dan foera de matt siamo sempre in tempo

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      • Sono d’accordo, Bugsyn.
        Specialmente in questo momento, in cui su la 7, va in scena il dilaniamento di Crimi e del M5S. Il declassamento di Conte, poi, non te lo racconto… e si stupiscano pure, tutti questi sciacalli, di quanto è crollato nel gradimento il “povero Conte” (Conchita de Gregorio!) e di come Renzi sia diventato il vincitore! Chissà chi sarà stato a suonare la grancassa? Non loro, eh!
        Tutti venduti. Dal primo all’ultimo.
        Che disgusto.

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      • “… LEU. Tra l’altro, leali a voi e a Conte sino alla fine. Non mi risulta il contrario, purtroppo.”
        Cosa avrebbe fatto il M5S contro LEU? E il PD, che fino al giorno prima diceva “o Conte o voto” e poi con Draghi c’ha messo mezzo secondo a dargli l’appoggio, secondo te è stato onesto? O è solo nostro pregiudizio?

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      • No Lucapas, non intendevo verso Leu, noi non ci ca§ate proprio di striscio… intendevo rispetto al “polo” in genere, non parliamo poi del Pd.
        Per quanto riguarda il fatto che il pd abbia subito battuto i tacchi col PDR, era scontato. Mai oserebbero dirgli di no.
        Ma tranquillo, direte di sì anche voi, mi sa. E vi conviene farlo, non fosse altro che per fare dispetto a tutti ‘sti stronzi di giornalai che hanno aggredito Crimi, stasera a la 7.
        Una cosa mai vista. È veramente vergognoso come vi odiano e vi vogliono FUORI DAI PIEDI. Non dategliela, questa soddisfazione. Mi sono arrabbiata moltissimo per voi.

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  2. Mi sembra il luogo più appropriato per citare (verbatim):

    “Non c’è da credere ai propri occhi e alle proprie orecchie leggendo e sentendo dei contorcimenti di una politica totalmente subalterna che cerca di giustificare il salto sul carro di Draghi dopo averne detto peste e corna. Questa nobile gara di arrampicata sugli specchi è a dir poco patetica soprattutto per quelle formazioni come la Lega che proprio il governo Draghi – o forse sarebbe meglio dire “progetto Draghi” con riferimento alle forze che hanno portato avanti l’operazione – si propone di azzerare. Ma forse il leader della Lega è vittima di un settore industriale incapace di visione che ha l’unica ambizione di essere la futura Polonia della Germania, la futura area basso costo. Per non parlare poi dei peana che prendono spunto dal prestigio del personaggio, come era accaduto anche per Monti, per indurre ad accettare a scatola chiusa la in mora della democrazia o per rendere credibile la rivelazione di piani salvifici che la stampa di regime produce perché il popolo applauda prima di essere portato al macello. Ora Draghi è certamente personaggio di grande autorevolezza visto che svendendo a un terzo del valore il patrimonio dell’Eni a Goldman Sachs si è conquistato la vicepresidenza di questa banca d’affari che forse è la più grande del mondo. Visto che è stato uno degli inventori dei i titoli derivati da cui è scaturita la crisi del 2008 diventata endemica. Visto che come governatore di Bankitalia ha chiuso occhi ed orecchie sull’ affare Antonveneta. visto infine che ancor prima di prende possesso della presidenza della Bce ha architettato la vicenda dello spread che poi è sfociata nella chiamata di Monti.

    Quando si parla di prestigio si dovrebbero mettre in conto anche queste cose ed è per questo che ripropongo qui in veste integrale la famosa lettera del 5 agosto 2011 con qui Draghi ha ricattato il Paese, una lettera che i festanti di oggi vorrebbero dimenticare o nascondere ma che ahimè è storia:

    Caro Primo Ministro,
    Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea il 4 Agosto ha discusso la situazione nei mercati dei titoli di Stato italiani. Il Consiglio direttivo ritiene che sia necessaria un’azione pressante da parte delle autorità italiane per ristabilire la fiducia degli investitori.
    Il vertice dei capi di Stato e di governo dell’area-euro del 21 luglio 2011 ha concluso che «tutti i Paesi dell’euro riaffermano solennemente la loro determinazione inflessibile a onorare in pieno la loro individuale firma sovrana e tutti i loro impegni per condizioni di bilancio sostenibili e per le riforme strutturali». Il Consiglio direttivo ritiene che l’Italia debba con urgenza rafforzare la reputazione della sua firma sovrana e il suo impegno alla sostenibilità di bilancio e alle riforme strutturali.
    Il Governo italiano ha deciso di mirare al pareggio di bilancio nel 2014 e, a questo scopo, ha di recente introdotto un pacchetto di misure. Sono passi importanti, ma non sufficienti.

    Nell’attuale situazione, riteniamo essenziali le seguenti misure:
    1.Vediamo l’esigenza di misure significative per accrescere il potenziale di crescita. Alcune decisioni recenti prese dal Governo si muovono in questa direzione; altre misure sono in discussione con le parti sociali. Tuttavia, occorre fare di più ed è cruciale muovere in questa direzione con decisione. Le sfide principali sono l’aumento della concorrenza, particolarmente nei servizi, il miglioramento della qualità dei servizi pubblici e il ridisegno di sistemi regolatori e fiscali che siano più adatti a sostenere la competitività delle imprese e l’efficienza del mercato del lavoro.
    a) È necessaria una complessiva, radicale e credibile strategia di riforme, inclusa la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali. Questo dovrebbe applicarsi in particolare alla fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala.
    b) C’è anche l’esigenza di riformare ulteriormente il sistema di contrattazione salariale collettiva, permettendo accordi al livello d’impresa in modo da ritagliare i salari e le condizioni di lavoro alle esigenze specifiche delle aziende e rendendo questi accordi più rilevanti rispetto ad altri livelli di negoziazione. L’accordo del 28 Giugno tra le principali sigle sindacali e le associazioni industriali si muove in questa direzione.
    c) Dovrebbe essere adottata una accurata revisione delle norme che regolano l’assunzione e il licenziamento dei dipendenti, stabilendo un sistema di assicurazione dalla disoccupazione e un insieme di politiche attive per il mercato del lavoro che siano in grado di facilitare la riallocazione delle risorse verso le aziende e verso i settori più competitivi.

    2.Il Governo ha l’esigenza di assumere misure immediate e decise per assicurare la sostenibilità delle finanze pubbliche.
    a) Ulteriori misure di correzione del bilancio sono necessarie. Riteniamo essenziale per le autorità italiane di anticipare di almeno un anno il calendario di entrata in vigore delle misure adottate nel pacchetto del luglio 2011. L’obiettivo dovrebbe essere un deficit migliore di quanto previsto fin qui nel 2011, un fabbisogno netto dell’1% nel 2012 e un bilancio in pareggio nel 2013, principalmente attraverso tagli di spesa. È possibile intervenire ulteriormente nel sistema pensionistico, rendendo più rigorosi i criteri di idoneità per le pensioni di anzianità e riportando l’età del ritiro delle donne nel settore privato rapidamente in linea con quella stabilita per il settore pubblico, così ottenendo dei risparmi già nel 2012. Inoltre, il Governo dovrebbe valutare una riduzione significativa dei costi del pubblico impiego, rafforzando le regole per il turnover (il ricambio, ndr) e, se necessario, riducendo gli stipendi.
    b) Andrebbe introdotta una clausola di riduzione automatica del deficit che specifichi che qualunque scostamento dagli obiettivi di deficit sarà compensato automaticamente con tagli orizzontali sulle spese discrezionali.
    c) Andrebbero messi sotto stretto controllo l’assunzione di indebitamento, anche commerciale, e le spese delle autorità regionali e locali, in linea con i principi della riforma in corso delle relazioni fiscali fra i vari livelli di governo.

    Vista la gravità dell’attuale situazione sui mercati finanziari, consideriamo cruciale che tutte le azioni elencate nelle suddette sezioni 1 e 2 siano prese il prima possibile per decreto legge, seguito da ratifica parlamentare entro la fine di Settembre 2011. Sarebbe appropriata anche una riforma costituzionale che renda più stringenti le regole di bilancio.
    3. Incoraggiamo inoltre il Governo a prendere immediatamente misure per garantire una revisione dell’amministrazione pubblica allo scopo di migliorare l’efficienza amministrativa e la capacità di assecondare le esigenze delle imprese. Negli organismi pubblici dovrebbe diventare sistematico l’uso di indicatori di performance (soprattutto nei sistemi sanitario, giudiziario e dell’istruzione). C’è l’esigenza di un forte impegno ad abolire o a fondere alcuni strati amministrativi intermedi (come le Province). Andrebbero rafforzate le azioni mirate a sfruttare le economie di scala nei servizi pubblici locali.
    Confidiamo che il Governo assumerà le azioni appropriate.
    Con la migliore considerazione,

    Mario Draghi, Jean-Claude Trichet

    Questo è il vero programma Draghi, quello che Conte non poteva permettersi si imporre perché non era tanto prestigioso da imporre un’ammucchiata politica disposta a firmare qualsiasi diktat finanziario e nemmeno era culo e camicia con la grande finanza.”.

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  3. OGGI ANNO 2021
    “Con Iv, B. e Salvini torna la prescrizione e addio a Bonafede”
    Enrico Costa, avvocato eletto con Forza Italia e ora in “Azione”, è il deputato che tra una settimana darà l’assalto alla norma sulla prescrizione del governo giallorosa. Onorevole, cosa vi spinge? La legge Bonafede è irragionevole perché non va a incidere sui problemi del processo.

    ANNNO 2016 Costa dice di volere “processi in tempi certi” e di volere “la certezza della pena, non la lunghezza del processo come pena”. E chi non sarebbe d’accordo con Enrico Costa, ministro per gli affari regionali e le autonomie, in quota al Nuovo centrodestra (Ncd) alfaniano? Però queste sono anche le ragioni per cui Costa si dichiara FIERAMENTO CONTRARIO all’emendamento dei senatori del Partito democratico, Felice Casson e Giuseppe Cucca, che vuole fermare i tempi della prescrizione dopo la sentenza di primo grado.
    La proposta di Casson e Cucca non piace neanche al leader Ncd e ministro dell’interno Angelino Alfano: “Ancora una volta il Pd sarà chiamato a scegliere tra la vecchia sinistra giustizialista, legata a un’idea che non prevede garanzie per il cittadino, e chi come noi ha un profilo più riformatore”.

    Fermare la prescrizione sarebbe dunque da vecchi giustizialisti, da Torquemada o Robespierre, certo non da “riformatori”
    che hanno a cuore “il cittadino”

    Va sottolineato che in Germania, per interrompere il decorso della prescrizione, non si aspetta la sentenza di primo grado; basta che l’indagine sia cominciata. Suonerà strano per Costa , ma NESSUNA forza politica tedesca, né di DESTRA né di SINISTRA, nessuna camera penale, nessuna associazione di avvocati ha mai attaccato quella NORMA come vessatoria e liberticida. E nessuno ha mai costruito quel nesso tra processi troppo lunghi e tempi di prescrizione “troppo lunghi” tanto caro agli esponenti POLITICI nostrani

    Ecco perché in Germania – e in tantissimi altri paesi – non ha nessun senso darsi a quello sport tanto caro a imputati e avvocati in Italia: tirarla per le lunghe, trovare cavilli di ogni sorta non per difendersi efficacemente e nel merito dalle accuse, ma per salvarsi in zona prescrizione, per difendersi non nel processo, MA DAL PROCESSO

    Quindi nel merito l’emendamento di Casson e Cucca andava proprio nella giusta direzione.

    E i numeri per farlo passare al senato così come alla camera c’erano tutti, infatti i CINQUESTELLE hanno subito segnalato di essere disposti a votare l’emendamento. Ma per gli alfaniani, aderenti a un partito che conta un bel numero di indagati ed è quindi particolarmente attento ai “diritti dei cittadini”, è stato uno smacco inconcepibile. E il Pd? Non ha difeso i suoi due senatori, ha derubricato il loro emendamento a “INIZIATIVA PERSONALE ” IL PD di Renzi – IL ROTTAMATORE

    Peccato che fuori dell’Italia NESSUNO o quasi condivida questa maniera di difendere i diritti umani.
    Invece avrebbe fatto bene ad accogliere quell’iniziativa. Uno dei maggiori problemi della giustizia italiana è proprio il curioso regime delle prescrizioni. Modificarlo sarebbe un passo decisivo per accelerare i processi, un passo decisivo anche per garantire che,
    per esempio, i corrotti siano effettivamente puniti. Una giustizia meno ingolfata, un paese meno corrotto: sono queste le riforme di cui l’Italia ha bisogno per rimettersi in moto.

    Adesso ditemi voi, chi in EU darebbe OK a una riforma che non tiene conto di questo? Se non si farà una riforma seria
    legata al RP non PASSERA’, chi dovrà fare questa riforma indipendente da Bonafede ne dovrà tenere conto che piace o no
    a Costa, IV, Berlusconi, Salvini ,Renzi

    Quindi la conclusione: M5S deve stare in questo governo per poter finalmente dare il suo contributo alla nuova riforma
    che piace o no ai vari Renzi,Salvini,Berlusconi – andrà nella giusta direzione europea ,altrimenti nisba soldini
    La giustizia italiana come funziona la conoscono bene tutti in EU, i tedeschi per primi e sappiamo il peso che hanno in Europa.

    Meditate grillini , grillini ,meditate con il vostro peso in parlamento potreste finalmente prendervi una bella soddisfazione..

    PS . adesso da Merlino: CORRAO , PARAGONE e Gerramica da contorno – processi su processi infiniti

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    • @Tracia
      Mi sembri alquanto ottimista sull’ineluttabilità del mantenimento della riforma Bonafede.
      Dimentichi che l’Italia è la patria del Diritto ma anche del Rovescio.
      Dimentichi che un certo Andrea Orlando (ma di che partito è? Boh! Sara senz’altro leghista o berlusconiano)
      ha già pronta la sua riforma della riforma che ne annullerà gli effetti.
      Ovviamente, a parte i 5S, tutti gli altri (quelli con cui ti auspichi si faccia il governo Frankenstein) sono
      entusiasticamente favorevoli e sicuramente così finirà.
      Draghi è il (tutt’altro che) folle Dr. Frankenstein e si propone di mettere insieme un’orrenda creatura
      utilizzando parti dei cadaveri di tutti i partiti politici.
      Vuole anche quello dei 5S.
      Grillo è sceso fino a Roma a sparare il colpo di grazia alla tempia del Mov.
      Adesso SuperMario potrà completare il suo mostro, ma ancora non sa dove piazzare le parti del cadavere
      grillino, perché, diciamola tutta, non è che gli servissero veramente: col Cazzaro verde dentro a cosa gli
      servono quei rompicoglioni dei grillini se non a fargli perdere tempo?
      Lo scopo ultimo, vero era per l’appunto toglierseli dai piedi inducendoli a bere la cicuta.
      Perchè mai il padre Beppe l’abbia servita alla sua creatura e le abbia detto “Bevi!” rimarrà sempre per me
      un insondabile mistero.

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      • Io confermo la mia convinzione che la riforma sarà fatta su modello europeo, non come la vogliono i sopracitati sopra.
        Sono 20 anni che UE CHIEDE UNA RIFORMA SERIA. Non farla sarebbe un grosso problema, sopra tutto di chi
        sarà incaricato a farla.

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      • x Aloysius Limerick Medina

        Un certo Orlando non conta niente adesso. La riforma la farà un tecnico, ma come ho letto poco fa nel programma di Draghi
        ci sarebbe la riforma della giustizia civile , non quella penale, Be, se cosi fosse mi auguro che tutti della attuale maggioranza
        non votino la fiducia. Se PD vota si ,peggio per loro ,vedremo alle prossime elezioni con chi faranno maggioranza,

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  4. Ma fa così differenza avere dei manigoldi che si salvano con la prescrizione e vedere cadere il governo per poi farne un altro, alla faccia degli elettori, con dentro il diavolo e l’acqua santa? Entrandoci anche il M5S, finirebbe per portare l’acqua con le orecchie a Giorgia Meloni

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  5. «blinderebbero le loro leggi e il malloppo del R. F. rischierebbe di non finire nelle saccocce giuste»

    Esatto. E’ tutta qui la storia.
    Il partito dei ladri aveva già istruito da tempo i due mattei, quello padano e quello d’arabia. A quest’ultimo è toccato il lavoro sporco e lo ha anche ammesso.
    Ora la torta (i 209 mld) è a disposizione di quelli con le zampe abbastanza lunghe e pelose per arraffarla.

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  6. «il giornalone unico, già scosso da orgasmi multipli»

    La meli e la annunziata stanno ancora squirtando.
    In 75 anni di storia repubblicana di governi ne sono caduti tanti. Ma questa è la prima volta che si vede gente godere senza neanche fare finta di nasconderlo.

    Poi ci sono i fenomeni che esaltano il cazzaro di Rignano, quello che ha vinto e che si è rivelato più furbo e spregiudicato degli altri.
    Nessuno ha mai detto niente del genere di bossi nel 94, bertinotti nel 98 e mastella nel 2008.

    Chissà perché…

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