Il balletto dei colori

(Fiorenza Sarzanini e Monica Guerzoni – il Corriere della Sera) – Il virus ha ripreso a correre, gli indici Rt superano l’ 1 e il governo fa scattare chiusure e divieti. «La curva epidemiologica sta risalendo, è fondamentale mantenere alto il livello del rigore», avverte Roberto Speranza, preoccupato per i numeri del Covid-19 in Europa e perché «le terapie intensive hanno smesso di scendere». Dall’ 11 gennaio l’ Italia sarà a prevalenza arancione, con qualche area rossa e alcune gialle. Sono in bilico tra le fasce più alte di rischio Lombardia, Veneto e Sicilia.

Ma anche Emilia-Romagna, Lazio, Puglia, Calabria e Basilicata. La conferma dei passaggi di zona arriverà oggi con il monitoraggio dell’ Istituto superiore di sanità, ma i dati del bollettino di ieri e l’ indice di contagio di nuovo in salita non rassicurano. Quando avrà visto il report, il ministro della Salute firmerà l’ ordinanza sulla cui base entreranno in vigore le misure di contenimento.

Il governo intanto lavora al nuovo Dpcm, che sarà firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte e conterrà molte delle restrizioni ora in vigore. Entrerà in vigore il 16 gennaio e dovrebbe scadere a fine mese a meno che il governo non decida (come è pressoché scontato) di prolungare lo stato di emergenza, in quel caso anche la vita del decreto del presidente del Consiglio potrà essere allungata. Speranza si batterà per prorogare anche il decreto legge che vieta gli spostamenti tra le regioni e per far scattare nei week end le misure delle zone arancioni anche per i territori che si trovano in fascia gialla: bar e ristoranti chiusi e limitazione agli spostamenti.

Il calcolo per stabilire le fasce viene effettuato incrociando le nuove soglie di rischio con la tenuta delle strutture sanitarie. I parametri prevedono che con Rt all’ 1 e rischio moderato si va in arancione, con Rt a 1,25 si va in rosso. Ieri tutte le regioni avevano un rischio moderato e dunque sarà l’ indice di contagio a fare la differenza. Erano a 1,05 l’ Emilia-Romagna, a 1,07 il Veneto, oltre 1 la Calabria e certamente la Lombardia. Vuol dire fascia arancione con negozi aperti, mentre bar e ristoranti sono chiusi ed è vietato uscire dal proprio comune.

Lombardia, Veneto e Calabria rischiano di passare direttamente in fascia rossa, il che vorrebbe dire vietato uscire di casa se non per «comprovate esigenze» e per andare nei negozi che rimangono aperti. Lazio e Liguria sono tra giallo e arancione. Toscana, Friuli-Venezia Giulia, Molise e Campania dovrebbero rimanere in giallo.

Il quadro epidemiologico allarma gli scienziati e porta la linea del governo verso il rigore. Ecco perché dal 16 gennaio sarà certamente prorogato il divieto di spostamento tra le regioni. La deroga per i piccoli comuni al di sotto dei 5.000 abitanti sarà mantenuta per chi risiede in una regione in fascia arancione, con le stesse limitazioni del periodo natalizio: non allontanarsi più di 30 chilometri (anche sconfinando fuori regione) e non raggiungere il capoluogo di provincia.

Sarà confermato il divieto di uscire di casa dalle 22 alle 5, se non per ragioni di lavoro, necessità e salute.

In fascia rossa resterà la deroga che consente a due persone, con figli minori di 14 anni al seguito, di uscire per andare a trovare amici e parenti una sola volta al giorno.

Il nuovo Dpcm conterrà modifiche anche sugli sport. Il ministro Vincenzo Spadafora sta lavorando per consentire che nelle aree gialle si possa tornare ad allenarsi in forma individuale anche a calcio, basket e negli altri sport di squadra. Il ministro vorrebbe tornare alla situazione precedente al Dpcm del 4 novembre, quando gli sport erano regolati per fasce e non era ancora scattato lo stop nazionale a palestre e piscine. Ma non sarà facile superare le perplessità dei rigoristi Speranza, Boccia e Franceschini.

2 replies

  1. se facevano tutto rosso non andava bene
    si sopprimo le libertà essenziali
    se facevano tutto arancione non andava bene
    si sopprime la libertà d’impresa
    se facevano tutto giallo non andava bene
    si attacca il diritto alla salute
    ora rimane solo una cosa da fare
    Fiorenza Sarzanini e Monica Guerzoni e tutto il CdS … andate a [censura pesante]
    e non tornate più.
    purtroppo, con mezze misure, si hanno mezzi risultati, o anche meno
    l’errore è che hanno voluto non scontentare tutti

    Piace a 1 persona

  2. Le Sorelle De Rege, al secolo Sarzanini/Guerzoni, vanno sempre in coppia come i carabinieri.
    Una sa leggere (anche se non capisce ciò che legge) e l’altra sa scrivere (anche se non capisce ciò che scrive).
    Manca il terzo carabiniere che tenga d’occhio quelle due “sporche intellettuali”.

    "Mi piace"

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