Vax day

(Giuseppe Di Maio) – “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività… Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge…”. Così recita l’articolo 32 della Costituzione. E l’articolo 48, “Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. Il voto è personale ed eguale, libero e segreto… Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile…”.

Il nostro dettato costituzionale, capolavoro della civiltà italica, anelito di un’élite sopravvissuta all’oppressione del Fascismo e ai rigori della guerra, purtroppo viene ancora letto come le foglie della Pizia. Ognuno trova il modo di torcere le sue parole a proprio vantaggio. Tanto è vero che, nonostante la “Costituzione più bella del mondo”, il male maggiore d’Italia è rimasto inalterato: la sua classe dirigente è un parassita molesto che spreme le residue virtù del paese, mentre la lotta politica è una miserabile guerra di classe in cui imperversa l’interesse privato.

La democrazia moderna si fonda su alcuni concetti anteriori: la volontà generale, l’estensione della cittadinanza e il bene comune. Ognuno di questi per costituirsi pubblicamente abbisogna di una capacità d’elaborazione in sede privata attraverso l’informazione e la morale. E’ inutile qui sottolineare l’importanza fondamentale della stampa nel decidere le sorti della democrazia. L’informazione è senza dubbio il pilastro su cui si edifica tutto l’edificio politico, l’agorà in cui si sviluppa ogni idea e strategia per raggiungere gli obiettivi comuni. Se la stampa mente, se presenta degli scopi privati come scopi collettivi (anche attraverso la satira), allora essa deruba il cittadino della sua capacità civile, gli sottrae ogni legame coi fatti e lo precipita nel pozzo effimero delle opinioni, del pensiero unico.

La sopravvivenza della democrazia dipende dalla regolamentazione della stampa, dalle leggi che le impediscano di essere strumento dell’interesse privato. Dipende dalle opinioni obbligate scambiate per libere elaborazioni da una moltitudine di idioti che ricattano la collettività e compromettono le leggi dello Stato. Quelle sul vaccino sono tra queste. Giacché la salute pubblica (la libertà personale, la qualità della vita, la vita stessa) è nelle mani del vicino di casa. Ecco perché è il tempo di una patente civile. E’ il tempo di negare l’accesso alle attività pubbliche a chi non si sia vaccinato, cioè “per disposizione di legge”, come dice l’articolo 32 della Costituzione. E’ il tempo di una patente di cittadinanza che limiti l’accesso al voto a qualunque immorale decerebrato. A chiunque sia incapace di discernere la più debole e gratuita mistificazione. E’ il tempo di togliere lo stupido segreto alle espressioni politiche, di assorbire l’ignoranza “nell’incapacità civile” dell’art 48, finora allevata dalle classi dominanti per usare la volontà generale a conferma dei propri abusi.

4 replies

  1. Non sono d’accordo a limitare patentare ecc.

    Il prblema della democrazia secondo me è che va modernizzata.
    Prevede la tripartizione dei poteri ma i poteri non sono più tre, sono almeno cinque (l’informazione, quarto potere, e la finanza, quinto, o meglio, primo). Poi ce ne sono anche altri: mafie e logge per esempio.

    La politica è un vaso di coccio in mezzo a vasi di ferro citando Manzoni, e il coraggio chi non lo ha non se lo può dare, bisogna strutturare la democrazia in modo che non sia sopraffatta da poteri esterni, altrimenti non può sopravvivere.

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  2. Non ci siamo. Per salvare la forma di un articolo della costituzione si calpesterebbero gli altri diritti fondamentali garantiti dalla nostra carta. Una simile idea dal punto di vista giuridico è aberrante.
    Si badi che non sono un no-vax.

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  3. Sull’informazione condivido completamente. Ma se la si regolamenta secondo un principio squisitamente democratico tramite una legge seria sul conflitto di interesse non occorrono limiti per nessun cittadino.

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