Parroco celebra il funerale al 2020

(Devis Rosso – lastampa.it) – Il parroco di Moretta, don Gianluigi Marzo, celebrerà oggi giovedì 31 dicembre, alle 17,30, una messa nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, per «salutare», o meglio, dire addio al 2020.

Più che un saluto, infatti, sarà un vero e proprio funerale. Il parroco ha infatti fatto affiggere nella bacheca degli annunci mortuari un manifesto funebre in cui si annuncia la fine dell’anno più tormentato degli ultimi decenni. E, divulgandolo sul Facebook, ha sottolineato che si tratta di un manifesto «da leggere con la testa e non solo con gli occhi».PUBBLICITÀ

«Finalmente – si legge sul manifesto funebre – dopo 366 giorni di agonia ed ansia, è venuto a mancare l’anno ventiventi in Covid 19».

Il giovane don Marzo arriva da Lecce, da quel Sud Italia dove non è raro assistere a «goliardate» ed episodi del genere. Una forma di gesto scaramantico tra sacro e profano che nella tranquilla Moretta non si era ancora vista. Il manifesto, ovviamente, ha rapidamente attirato l’attenzione dei cittadini suscitando commenti e curiosità.

Curioso anche il messaggio finale del manifesto, che recita: «Si dispensa dalle visite, dagli assembramenti e dai festeggiamenti vari e inutili che potrebbero favorirne il ritorno».

4 replies

  1. Gli alberi di Natale sono pieni delle promesse dei partiti, alcune di queste si ripetono da 20 anni senza mai essere state realizzate, ma loro, imperterriti, le ripetono, come si fa con una classe di ripetenti, mentre i ripetenti sono loro. Le balle di Berlusconi sono così vecchie che hanno il caschetto dipinto e portano la dentiera, quelle di Renzi sono strette nella pancera di uno non più giovane che perde pezzi da tutte le parti, quelle della Fornero portano una lacrimuccia finta e le rughe della perversione, quelle della Gruber sono le balle di una nana che si crede più alta perché si arrampica sul Bilderberg, quelle di Cairo sono così false che perdono audience come bruscolini, quelle della Boldrini hanno mostrato fin troppo la faccia brutta del potere e quelle di Bersani sono scolorite come le macchie del giaguaro che si è stinto da solo per vecchiaia. Tutto questo triste mondo legato a un passato degenerato vorremmo buttarlo via nel pattume, come le vecchie cose brutte che non servono più, avviticchiato a quelle poltrone ormai sfondate e rappresentative di niente, che col vero popolo non hanno avuto mai niente a che fare.

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  2. Anche nei tenpi antichi l’ultimo giorno dell’anno si facevano grandi falò di fascine o di cose vecchie per mandare in fumo tutto quello che non si vuole più. ma, siccome io sono sempre ottimista, ai funerali preferisco i brindisi

    BRINDISI DI FINE ANNO
    Viviana Vivarelli.

    Faccio un brindisi stasera
    alle persone che amo e a quelle amabili
    che un giorno incontrerò ed amerò
    perché il mondo è dei loro sorrisi
    Possano i vostri visi sereni
    migliorare le mie ore più care
    Faccio un brindisi stasera
    agli uomini e alle donne di buona volontà
    perché la volontà buona si misura sul bene
    che ognuno mette nel mondo
    e non in quello che riceve per sorte o fortuna
    ma la volontà buona si misura anche nelle cose storte
    trasformate in bene di tutti
    perché nostra è la Terra.
    e tutto ciò che ne fa parte.
    Brindo ai coraggiosi, agli sdegnati,
    ai rimasti soli, agli abbandonati,
    a chi ha una famiglia infinita,
    a chi trova che è dura la vita,
    a chi piange il proprio destino,
    a chi ride come un bambino
    a chi ha troppo e non lo sa,
    a chi si fa piacere quello che ha.
    Brindo a chi porta qualcosa di suo
    a chi ha meno e a chi ha di più,
    a chi insegna qualcosa di bello
    a chi non ha mai pensato che il mondo sia bello
    Brindo a chi mi aiuta a camminare nel giusto
    senza inciampare nei miei passi
    a chi mi insegna cosa devo dire
    e mi corregge quando devo parlare.
    Brindo agli usignoli come ai rondinotti
    agli sparvieri come ai passerotti
    a ognuno secondo colore e natura
    a chi mi capisce e a chi mi snatura,
    al mondo che è strano e vario
    e a chi è originale o abitudinario.
    Infine saluto la bella brigata
    ché a questo punto sono un poco ubriaca.

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    • @Viviana
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