Riforma Mes, Conte strappa il sì. Però ora non vuole vivacchiare

La farsa minacce senza crisi, passa la risoluzione Mes. Senti chi parla, da premier piazzò i suoi commissari ovunque con pieni poteri. Ora i suoi strali anti-premier sono applauditi dal centrodestra. Fronda M5S: 15 no

(di Luca De Carolis – Il Fatto Quotidiano) – Il fazzoletto nel taschino è meno ricercato del solito, il tono meno dritto, lo sguardo velato dalla fatica. “Il governo ha bisogno della massima coesione delle forze di maggioranza per continuare a battersi in Ue”, ricorda il presidente del Consiglio Giuseppe Conte al Parlamento nel giorno del giudizio, quello del voto sulla risoluzione di maggioranza che contiene una mina chiamata Mes. Conte e il governo lo superano, perché la fronda a 5Stelle da ordigno si tramuta in mortaretto. Così alla Camera la risoluzione passa con 297 voti a favore, nove astenuti e 256 contrari, 13 dei quali grillini (10 hanno disertato il voto). Mentre in Senato i sì sono 156 e i contrari 129, di cui due grillini, Crucioli e Granato.

Ma il premier che oggi andrà a Bruxelles per il Consiglio europeo parte con le retrovie in fiamme. Dopo essere stato quasi processato in aula in Senato da Matteo Renzi. E dopo un altro Consiglio dei ministri saltato. Ieri Iv non ha voluto neppure discutere delle risorse del Recovery Plan, lasciando da parte il cuore del problema, la cabina di regia. Quindi niente Cdm. “Renzi questa volta non bluffa”: lo pensano quasi tutti nella maggioranza. Ma soprattutto lo pensano a Palazzo Chigi. “Vuole un Conte-ter da qui a gennaio”, sussurrano ambienti vicini al premier. Un rimpasto profondo per depotenziare il presidente del Consiglio, anche se dal microfono l’ex sindaco giura che “le tre poltrone di Iv” sono a disposizione. “A occhio vuole proprio la testa di Conte”, scuote la testa un ministro del M5S.Di certo ha alzato l’asticella. E forse lo snodo è stato l’incontro con il premier Conte a Palazzo Chigi, pochi giorni fa. “Un colloquio dove Renzi e il presidente hanno parlato di tutto” raccontano. Ma non di rimpasto. E di fronte alla saracinesca l’ex premier forse ha deciso per la guerra. Anche perché la struttura pensata da Conte per gestire i 196 miliardi del Recovery non piace quasi a nessuno dei giallorosa. “Bisogna cambiare” dicono. Lo fa trapelare anche il leader di fatto del M5S Luigi Di Maio, convinto che “il nodo sulla struttura possa facilmente risolversi in Cdm, dialogando tra persone adulte si trova una soluzione”. Ma il senso è che il premier deve rassegnarsi a cercarla. E chissà quanto è disposto a concedere. Nelle sue comunicazioni all’aula parla innanzitutto ai 5Stelle, quindi di Mes: “L’Italia si farà promotrice di una proposta che riconsideri in modo radicale funzioni e strutture di questo strumento, legato a un paradigma ormai obsoleto”. E comunque “la riforma del fondo salva Stati è stata migliorata grazie all’Italia”, e sulla sua ratifica “resta la responsabilità delle Camere”. Ma poi Conte si rivolge alla sua maggioranza: “Il confronto dialettico è segno di vitalità e ricchezza, ma va fatto con spirito costruttivo, senza distrarsi dagli obiettivi”.

Però ora la mossa sta a lui. Sorpreso dalla rivolta contro la cabina di regia. Conte lo ha spiegato nelle scorse ore in colloqui riservati: “La norma che prevede la struttura di gestione passerà per il Parlamento, e le decisioni non le prenderemo io e i tre ministri della cabina. Il nostro compito sarà informare i ministri del Ciae, il comitato interministeriale per gli Affari europei”. E i manager, con i loro poteri sostitutivi? “Quelli spettano ai ministri, i manager possono intervenire solo in ultima istanza”. Casomai, “a proporre commissari onnipotenti sui cantieri era stata Iv, con il suo piano Italia Shock” ricorda un 5Stelle vicino al premier. Ma ora? Membri di governo hanno proposto a Conte di inserire la norma sulla cabina di regia in un emendamento alla legge di Bilancio, cioè quello che Iv non vuole. “Vediamo se Renzi ha il coraggio di non votare la manovra” hanno suggerito. Ma da Chigi hanno detto no.

Conte non può andare allo scontro. E dovrà trattare. Però non vuole smontare tutto. Soprattutto, non è disposto a vivacchiare. “Potrebbe anche non accettare un Conte-ter”, raccontano. E cimentarsi anche nel voto anticipato, puntando sul consenso ancora alto. Non è la prima carta, per il premier, ma neppure la più remota. Anche perché ritiene che costruire una nuova maggioranza “non sarebbe affatto facile”. Ma è ancora presto. “Sono tranquillo” giura Conte uscendo dal Senato. Perché deve dirlo.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

Tagged as: , ,

5 replies

  1. La situazzione ha assunto caratteristiche drammatiche.A questo punto bisogna avere il coraggio di girare le carte per vedere il “poker” che ha in mano il rignanese o l’ennesimo bluf. Non si può andare avanti con un megalomane e quattro circensi suoi amici a mettere bastoni tra le ruote tutti i giorni al governo che paradossalmente li tiene in vita.

    Piace a 2 people

    • Bluf! Uno dei motivi, nessuno può assicurare a tutti i suoi adepti una ricollocazione,
      Ammenoche`lei voglia dare una mano e prendersene qualcuno che rimarrà fuori, tipo la Bellanova

      "Mi piace"

  2. “Anche perché la struttura pensata da Conte per gestire i 196mld. del Recovery Founf non piace quasi a nessuno
    dei giallorosa. (cit.)”
    Davvero?
    “Quasi a nessuno” apiace significa che la “quasi totalità” dei giallorosa è contraria alla struttura che pure è nata in Consiglio
    dei Ministri, sia pure pilotata da Conte e Gualtieri.
    Allora delle due l’una: o quella frase è soltanto un’impressione del giornalista e non corrisponde alla realtà dei fatti, e
    ciò, per il FQ, non è un bel segnale, oppure è vera e andrebbe approfondita citando nomi, fatti, dichiarazioni, riferibili a
    quella “maggioranza ostile e silenziosa” annidata tra le pieghe del governo che lui da per scontata.
    Il giornalismo fatto di allusioni, mezze frasi buttate lì, o vere e proprie fandonie lasciamolo ai giornaloni di Lorsignori.

    Piace a 2 people

  3. “E cimentarsi anche nel voto anticipato”??????

    ma quando mai!
    non riesco a comprendere perchè Travaglio insista ad incaricare De Carolis a seguire Conte.
    non è la prima volta che cerca di addossargli cose che non ha mai detto o palesato, ma stanno solo nella fantasia del gionalista (?). ‘sto De Carolis assomiglia sempre più all’ex S. Feltri.

    Piace a 2 people

  4. Ma al bomba a che gli serve Conte ter? Per cambiare uno o due ministri non c’è bisogno di andare al colle a dimettersi, lui vuole di piû. Vuole un primo ministro da gestire. Questo malato mentale ha sempre avuto un unico problema. È un bluff, non ha niente in mano, a parte il logoramento.

    Piace a 2 people