Boschi-Gruber: cari renziani, far domande non è sessismo

Dalla ministra Bonetti al deputato Nobili raffiche di tweet contro la violenza sulle donne. La conduttrice “rea” di aver fatto il suo lavoro.

(di Selvaggia Lucarelli – Il Fatto Quotidiano) – Martedì sera, a Otto e mezzo, si è consumato un pestaggio. Ma che dico pestaggio, un omicidio. Ma che dico omicidio, una mattanza. E la vittima, un’inerme, fragile Maria Elena Boschi è ora giustamente celebrata da chi le voleva bene. Anche io desidero ricordarla come una brava ragazza, una che disse “Se vince il no al referendum lascio la politica” e poi ha trovato più incisivo lasciare la riga da una parte per la frangetta.In particolare, è stata compianta con affetto dai soldatini di Italia Viva, quelli che pensano, nella comunicazione, di doversi muovere sempre compatti, in gruppo, come gli gnu nel Serengeti.

L’hanno difesa – in effetti – da un atto vile e feroce: un’intervista di Lilli Gruber (da cui per giunta pare si fosse offerta di andare lei stessa). Un’intervista in cui la conduttrice ha osato dare prova di vivacità, vis polemica e sì, anche una certa ostilità di fronte alla vaghezza dell’intervistata che continuava a rispondere con la consueta verve dell’operatore telefonico automatizzato a domanda “Volete far cadere il governo?”, “Mi auguro di no”. Per poi ripetere come un mantra che a lei interessa come vengono spesi i soldi del Recovery Fund e la Gruber che insisteva sul fatto che il quesito prioritario fosse un altro, e cioè l’eventualità di far cadere il governo in un momento così difficile per il Paese.

Un confronto acceso, insomma, tra una giornalista che ha il diritto (ma volendo pure il dovere) di essere incalzante e una politica che ha il diritto di rispondere a tono. Tanto più che erano loro due, ad armi pari. Non ho intravisto i fratelli Bianchi da Colleferro dietro la Gruber.

Ma l’affronto più duro per la Boschi non è stata neppure la faccenda del Recovery Fund, a sentire i suoi solidali compagni di partito. No, il colpo basso è stato quel perfido mostrarle alcune foto uscite su Chi in cui lei e il suo compagno scattavano dei selfie senza mascherina, all’aperto. Un carognata senza precedenti, uno scheletro dall’armadio di quelli che fanno male e imbarazzano, mi rendo conto. E lì la Boschi, barcollante per l’umiliazione, ha risposto legittimamente che quello è un “suo congiunto”, che si sono tolti un attimo la mascherina all’aperto e poi l’hanno rimessa. Davvero una mortificazione senza precedenti che ha scatenato orde di tweet o dichiarazioni solidali nei confronti della povera Maria Elena, difesa così, per esempio, dal ministro (di Italia Viva) Elena Bonetti: “Da donna mi permetto di dire che l’accanimento sulla vita privata delle persone è sempre fuori luogo”. Accanimento? Ma il meglio viene dal deputato Luciano Nobili, che in risposta a me che scrivo un tweet scherzoso (sul fatto che la Gruber gliele abbia date e la Boschi le abbia prese), scomoda l’hashtag #25novembre come richiamo alla giornata contro la violenza sulle donne.

Ora, capisco che per quelli di Italia Viva talvolta esprimere a comando (e ad minchiam) solidarietà a una donna del loro partito sia qualcosa di molto moderno e chic tipo “ho molti amici gay”, ma qui le donne, la violenza, gli attacchi personali, il sessismo non c’entrano nulla. Qualcuno dovrebbe spiegare ai renziani la differenza tra un attacco sessista e una discussione politica con una donna. E al posto della Boschi mi sentirei profondamente offesa all’idea di essere difesa in quanto donna e non in quanto interlocutore politico.

Se qui si intravede del sessismo, al limite, è quello dei suoi compagni di partito che evidentemente la ritengono parte di una categoria fragile – quella femminile – dunque incapace di sopravvivere a un’intervista cazzuta. E se la Boschi non ha brillato, non è certo colpa dell’ostilità della Gruber.

Ricordo un vecchio scontro tv Costamagna-Carfagna in cui alle domande dure e puntute della conduttrice, la Carfagna seppe replicare con vigore e stile, risultando più efficace della stessa Costamagna. E a proposito di fidanzati e gossip, si ricorda che la Gruber a Otto e mezzo ha chiesto a Di Maio della sua fidanzata, a Salvini della Isoardi e di compagnie esuberanti al Papeete e così via, e parliamo di esponenti di partiti piuttosto diversi. Che hanno risposto senza aria, anzi, frangetta accigliata.

5 replies

  1. A parte che la Carfagna a questa se la mangia a colazione. L’ho vista tenere testa a Travaglio senza incepparsi come per esempio la sua collega MEAC Vien dal Mare. Inoltre le è superiore sotto ogni profilo.

    Comunque le funzionalità della parola sessismo sembra siano aumentate a dismisura. Polisemia semantica o paraculaggine?

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  2. Intervista alla Gruber, segno dei tempi. Caduta di una giovane politica di belle speranza, che qualche anno fa dava ordini alla stessa conduttrice di togliere la parola a un esimio professore reo di dissenso, e ora viene sbertucciata come un Di Maio qualsiasi, costretta a giustificarsi per degli scatti privati. Sic transit gloria mundi. Auguro alla politica in questione un periodo di riposo che aveva promesso di prendersi dalla Annunziata (“è una buona risposta, una buona risposta” aveva esultato la giornalista adorante, trattenendo i gridolini di gioia), perché se li merita e perché l’ho vista proprio male male male. Il potere logora chi non ce l’ha, disse un tempo una persona che se ne intendeva. Amen.

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  3. Ma come ,se una eminenza con tanta esperienza politica e dialettica,che accompagna i suoi interventi oratori con abile gesticolazione delle mani (meglio di Silvan il prestigiatore) ,anzichè ricevere insieme a domande di un certo spessore complimenti e applausi, gli chiedono di una volgare mascherina o dell’auto parcheggiata in divieto di sosta. Ma non c’è più religione ! vuoi vedere che, continuando di questo passo,qualcuno gli farà domande puresu banca Etruria ? Che orrore !!

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  4. E si, magari su banca Etruria e spudoratamente sul colleggio elettorale Trentino sicuro e lontano dalle insidie toscane assegnatole dal “Bomba” di Rignano diabolico nella sua falsità e suo complice

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