L’Italia del quasi

(Francesco Merlo – la Repubblica) – “Mini lockdown”, “semi lockdown”, “lockdown parziale”: sono i diminutivi dell’ isolamento, ricordano le donne un poco incinta, le case chiuse semiaperte, il mezzo morto.

Introducono infatti la mezza misura nel fuori misura.

Socchiudono la clausura. Chiudono le scuole lasciandole aperte.

Impongono il confinamento con sconfinamento a percentuale.

Promuovono il “quasi” a rimedio pandemico. Inventano il lockdown con la condizionale, il “chiuso per virus” ma non troppo. Propongono il “no-ma-anche-sì” come antivirale economicamente sostenibile. Ecco che torna dunque la quasità italiana, vecchio trucco che è allo stesso tempo una difesa per addomesticare la realtà dei contagi in crescita e dei conti in decrescita.

È la stessa quasità del progetto grillino del 2019 per una mini Tav, una quasi Tav che i no Tav non avrebbero potuto più contestare.

Proprio come il mini Ponte di Messina che ai No-Ponte potrebbe piacere perché non sarebbe un ponte, ma un quasi ponte, un’ idea da Recovery Fund che ha affascinato Giuseppe Conte, il Submerged Floating Tube Bridge, quattro gallerie ancorate al fondale con dei tiranti d’ acciaio, un quasi ponte sottomarino invisibile e poco ingombrante, un tunnel sotto il pelo dell’ acqua o addirittura sotto il fondale, lungo lo Stretto indispensabile, sottile lo Stretto necessario.

Insomma è grazie a un’ antica e sperimentata saggezza che siamo in quasi lockdown noi italiani. In un Paese penisola, che in latino vuol dire quasi isola, dove gli abitanti del Nord si sentono quasi europei e quelli del sud quasi africani, non c’ è davvero da meravigliarsi se ora siamo rinchiusi all’ aria aperta, quasi dentro e quasi fuori, noi che siamo quasi occidentali e quasi orientali, con un ministro degli Esteri (si fa per dire) quasi filoamericano e quasi filocinese, noi che l’ inglese lo sappiamo quasi, la storia la studiamo quasi, noi che siamo quasi moderni e quasi antichi.

Teniamo sempre una porta aperta perché la quasità ci consente di non perdere e di non perderci, di essere sinceri mentendo, come capitava al premier Conte quando sdillabrava il suo curriculum universitario, e come ora gli capita quando parla del Mes.

Grazie alla quasità riusciamo alla fine ad avere ragione anche quando ci troviamo dalla parte del torto. E non si tratta di paradossi, ma di scienza della politica applicata alla salute: la sanità e l’ economia sono le nuove convergenze parallele, il compromesso tra i ministri Speranza e Azzolina è “storico”, e la virtuosa doppiezza dei governatori De Luca e Bonaccini nutre l’ andreottismo di Conte che resuscita i due forni e va avanti, non scegliendo di non scegliere, ma sdoppiandosi. Modelli? Andreotti fu quasi statista e quasi mafioso.

Berlusconi fu quasi liberale e quasi truffatore. Grillo è quasi comico e quasi politico. Alla fine questo quasi lockdown è quasi meglio del famoso “quasi gol” di Niccolò Carosio.

17 replies

  1. Come volevasi dimostrare.
    Questo, che è il più famoso tra i Merlo, che problema ha? Ca va sans dire: Conte. No, snzi! Il cv di Conte. La mia unica preoccupazione è la pensione che gli pagheremo, ti prego, suicidati.

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  2. Visto che l’intento di Merlo era evidentemente quello di strappare una risata, ma proprio non ne ha la stoffa (intendiamoci: spesso fa ridere, ma quando scrive seriamente), provo a sopperire io, condividendo questo post che un amico mi ha girato tramite facebook, argomento Conte (mi sa che la tesi di Paolapci è quella più corretta):

    Prendi i provvedimenti quando ospedali e cimiteri traboccano.
    “Governo assassino, doveva agire prima”.

    Agisci prima.
    “Ma che senso ha agire prima con pochi morti e ricoverati?!”.

    Vari le stesse restrizioni per tutt’Italia.
    “Ma come si fa a trattare allo stesso modo territori diversi?”

    Allora dividi le regioni per gravità.
    “Ma Conte crede che stiamo giocando a Risiko?”

    Chiudi i parrucchieri.
    “Come faranno i parrucchieri a campare?”.

    Tieni aperti i parrucchieri.
    “Ma come si fa a chiudere tutto e lasciare aperti i parrucchieri?”

    Tieni le scuole aperte.
    “Sì e poi i ragazzi portano il covid a casa”.

    Chiudi le scuole.
    “Ma come si fa a lasciare i ragazzi a casa?!”

    Apri tutto.
    “Chiudete tutto”.

    Chiudi tutto
    “Aprite tutto”.

    L’Europa non fa niente.
    “L’Europa non ci aiuta”.

    L’Europa ci da 200 miliardi.
    “Ci state riempiendo di debiti!”.

    Cosa deve fare il governo per prevenire la seconda ondata?
    “E perché dovrebbe esserci una seconda ondata” (Salvini, 25 giugno)

    Arriva la seconda ondata a ottobre.
    “Cosa ha fatto il governo per prevenire la seconda ondata???” (Salvini, 28 ottobre, dopo un’estate di comizi in tutte le piazze, inviti a non mettere la mascherina, a stringersi le mani e aprire discoteche)

    Non hai un app per il tracciamento.
    “Che aspettano a fare un’app per il tracciamento?”

    Fai l’App.
    “Non scaricate l’App che vi ruba i dati” (scritto su Facebook a cui ha dato pure le foto della figlia).

    Chiudi le chiese.
    “La gente ha bisogno di pregare”.

    Apri le chiese.
    “Servi del Vaticano!”.

    Fermi il campionato.
    “Non si può fermare il campionato, ci lavora un sacco di gente”.

    Apri il campionato.
    “Questi sono pazzi! Pensano al calcio mentre la gente muore”.

    Dai il bollettino.
    “Così terrorizzate la gente”.

    Non dai il bollettino.
    “Cosa nascondono alla gente?”.

    Non metti restrizioni al trasporto pubblico.
    “La gente è ammassata sugli autobus!”.

    Riduci la capienza sugli autobus e fornisci come alternativa biciclette, monopattini e smart working
    “La gente muore e questi pensano ai monopattini. E con lo smartworking stanno uccidendo i centri cittadini!”.

    Chiudi le discoteche.
    “La gente ha bisogno di divertirsi”.

    Apri le discoteche.
    “Pazzi!”

    Tieni aperto per salvare l’economia.
    “La gente muore di Covid!”.

    Chiudi tutto per non far circolare il virus.
    “La gente muore di fame!”.

    Il governo decide chiusure e aperture.
    “Conte dittatore, devono decidere i sindaci e le regioni”.

    Fai decidere ai sindaci e alle regioni.
    “Il governo è irresponsabile, scarica tutto sui sindaci e le regioni”.

    A questo punto ho solo un grande sogno.
    Giuseppe Conte nei panni di Pasquale Ametrano nella scena finale di Bianco, rosso e Verdone. Anzi. Giallo, rosso e arancione: “O sapete che vi dico? O sapete che vi dico? Che ve l’annate a pijà tutti quanti ‘nder culo. Va bene? Arrivederci”.
    Di Emilio Mola

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      • Cari Fabio, hai colto nel segno. Bravo. Il problema è che questi pagliacci ci strappano la risata solo quando credono di essere seri e di dire cose sensate.

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    • Tutto esatto.Il
      Problema è che Conte è diventato presidente del Consiglio senza la gavetta e ciò è insopportabile :senza leccare c…( finisce con li); senza essere ricattabile , senza portare borse ai padrini-padroni politici per anni e anni , senza far parte dei gruppi che contano (Confindustria , lobby varie) e che poi danno ordini;senza chiedere permesso alla grande editoria, al Vaticano, agli altri poteri forti.Ovvio che anche se respira genera una rabbia enorme in chi vede in lui poco più che un passante che ha vinto la lotteria .Ignorano i tapini che ,, quantunque non presentatosi alle elezioni in veste di candidato presidente del consiglio, è stato espresso dalla forza politica che ha preso il 33% dei voti validi.Inoltre non fa fare figure di menta all’estero, è educato e psicologicamente risolto , non affetto da narcisismo patologico o satiriasi. E cosa più imperdonabile di tutte , durante la crisi pandemica ha dato qualcosa anche alla povera gente oltre che solo ai già ricchi : poco, tardi e male , ma lo ha dato .E -orrore!!- è meridionale.L’ultimo presidente del sud risale al1989, e non ho mai letto in Costituzione che il premier debba essere delle regioni settentrionali, per legge!Non dovrebbe avere alcuna rilevanza la provenienza , atteso che chiunque assurda a quella posizione debba fare gli interessi di tutti i cittadini italiani !
      Queste valutazioni non devono far dimenticare che alle volte è troppo subalterno ai prepotenti , non ha fatto poi tanto per il sud( non scorderò mai quando ci furono le alluvioni a novembre 2019, 60 milioni di soldi veri solo a Venezia è una ceppa al sud, con Matera , la Sicilia e
      Il Salento egualmente devastate). Ecco lo preferirei più decisionista . Ma evidentemente anche lui ha ricevuto una educazione inconscia alla “minorità “, così come molti settentrionali alla “superiorità “, che assimilano col latte materno .

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  3. Un quasi giornalista, o un servo intero.
    Un quasi imbecille o uno STR0NZ0 fatto e finito.
    Un dito puntato ma mai verso se stesso.
    Ma questo Merlo è lo stesso volatile che aveva contrattato per centinaia di migliaia di euro una collaborazione per la RAI?
    Chiedo per un amico sceso dal pero.

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  4. Jerome hai colto nel segno. Bravo. Il problema è che questi pagliacci ci strappano la risata solo quando credono di essere seri e di dire cose sensate.

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  5. Peró, dopo le risate, io trovo vero che ‘st’Italia in fatto di leggi “suffucienti e necessarie” si é sempre comportata alla maniera del “quasi”.

    In Sardegna le discoteche erano chiuse ma si potevano tenere “cene danzanti”.

    Oppure durante il governo B. precedente una delle tante alluvioni isolane, il poter dare attributi abitativi ai sottoscala.

    Le persone danzarono, le acque si concentrarono e i poveracci morirono. O quasi…

    Il “símmaperóio” é troppo forte, nessuna tragedia o deprivazione ha dotato la penisola di un seme iniziatore, al quale poi sia seguito l’uso di parole diverse, capaci di selezionare e metabolizzare una sostanza ontologica nuova, radicantesi nella riflessione della cittadinanza e nel tempo capace di sostituire il male storico che permea l’Italia.

    Zio girino! Zio girino! In 500 parole descrivi il succitato “male storico”! Spaziatura uno e mezzo.

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  6. Ma davvero “quasità“? No, via, ci rinuncio. 🤦🏻‍♂️
    E nel mentre negli USA interrompono un malato di mente a reti unificate che le spara grosse, dicendo “interrompiamo poiché questo le sta sparando grosse!”, qui in Italia si fa a gara a chi le spara più grosse per ore, giorni, mesi, anni… e anche sui giornali, yeeeee!! Alleluja!!

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