Calenda e la stampa che piace

CARLO CALENDA POLITICO

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – In un Paese dove si va continuamente a votare, e migliaia di candidati non hanno neppure un minuto sulle tv locali per presentarsi, il trattamento riservato a Carlo Calenda dice tutto su quanto e come sia schierata la stampa italiana. Anticipato da pagine e pagine di giornali, l’ex ragazzo dei Parioli, ma anche ex collaboratore di Montezemolo, ex candidato alle politiche con Mario Monti, ex ministro di Renzi e Gentiloni, ex europarlamentare del Pd ed ex molto altro ancora, ha avuto il privilegio di ufficializzare la sua discesa in campo per il Campidoglio in diretta da Fabio Fazio, rilanciato il giorno seguente da un mucchio di trasmissioni e interviste generalmente in ginocchio, come sanno fare bene i giornalisti che piacciono alla gente che piace, e a cui naturalmente piace Calenda.

E dire che questo signore – di cui si ricordano i dossier Ilva e Alitalia (insieme ad altri 100 e passa) lasciati disastrosamente aperti dopo quasi cinque anni da ministro delle Attività produttive – è accreditato di uno scarso 2 virgola cocci a livello nazionale, e alle ultime regionali è pressoché evaporato. Esprimiamo perciò una doverosa solidarietà a Radicali, Potere al Popolo, Verdi e gli altri ectoplasmi elettorali che con le stesse percentuali, e pure qualcosa in più, non se li fila nessuno nemmeno se si impiccano al cavallo della Rai.

Calenda ha dalla sua che è simpatico come sa esserlo quel generone romano immortalato dai film dei Vanzina, tanto fumo e niente arrosto. E simpaticamente si è auto-nominato padrone del Pd romano, imponendo una candidatura che – sia chiaro – non si può nemmeno pensare di mettere in discussione con le primarie. Facile prevedere che si ritirerà o andrà al macello, in questo caso facendo pure un favore alla Raggi, perché indebolendo i dem spedirà la sindaca uscente ancora più certamente al probabile ballottaggio con la destra.

Ma di questo ai giornali adoranti interessa poco. Pur di togliersi di mezzo una prima cittadina con tre peccati gravissimi – è dei 5 Stelle, ha chiuso la mangiatoia di Roma e di nuovo è dei 5 Stelle – va bene tutto. Pure quel simpatico ex ragazzo di Calenda, anche se non ne ha mai combinata una giusta, nemmeno con questa candidatura.

16 replies

  1. Ma qualcuno ha avvertito le redazioni di giornali e TV che il Carletto non è un purosangue da cavalcare
    fino al traguardo?
    E non è nemmeno un ronzino buono solo a tirar la carrozzella nelle vie di Roma?
    E un cavallo a dondolo.
    Puoi farlo dondolare avanti e indietro finché ti pare… ma non ti porterà mai da nessuna parte!

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  2. Calenda non ha nessun talento, ipocrita e banale, irritante e sulla bocca di tutti, come l’herpes, insomma, una perla così il PD non poteva proprio lasciarsela scappare.

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  3. Ah, Calenda…speriamo che i romani lo mandino alle calende greche, cioe’ in un bel posto che non esiste.
    E li’ ci resti beatamente fuori dalle palle, perche’ di questa gente non se ne puo’ davvero piu’!

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    • *Energia Quieta,
      Quel genere di persone non se ne andrà mai , purtroppo, se non gli andrà bene Roma si candiderà a premier , al posto della Von Der Lyen, come Presidente dell’Onu.
      Perché hanno un narcisismo tossico ; capisco che una buona dose di ambizione serva nella vita come sprone, ma qui sfociamo nel patologico.

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      • Si, è proprio così. Non vincerà e non ce lo toglieremo dalle scatole.
        Non credo sia narcisismo, a lui lo hanno cresciuto proprio così, lo hanno convinto di essere bravo: qualcuno sa dirmi perché la madre e le sorelle (della madre) sono famose? Cioè qualcuna di loro ha fatto un film che ci ricordiamo? Ha scritto un libro che consigliereste? None, campano di rendita da una vita.
        Che poi ti dico, cara Maristella, a me non sta antipatico come a te. Nel senso ha quel fare romano non petulante che non mi dispiace, e non ha nulla a che vedere coi fratelli Vanzina, a differenza di quello che si dice nell’articolo.
        Ma mi urta la sua capacità (sua e di quel mondo di finta sinistra che ha preso il sopravvento, soprattutto nelle grandi città) di collezionare insuccessi che mette sul curriculum stravolgendo la realtà.

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  4. Articolo spettacolare, che però mi lascia l’interrogativo: Che ci “azzecca” Calenda col PD?

    A prescindere dalla validità dell’elemento(😭), si può considerare come proprio un candidato che:
    1)non fa parte del partito
    2)non fa parte della coalizione di governo
    3)non perde occasione per attaccare il pd
    4)si è alleato alle regionali con Renzi per togliere voti al pd
    Gli fate fare pure le primarie per infamarvi da soli?

    Sarebbe come se il m5s candidasse Paragone.

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    • Secondo me non c’entrava niente col pd quando era ministro del governo del pd, può c’entrarci ora?
      Certo lui lo hanno corteggiato, eh. Mica se n’è uscito da solo lo hanno convinto che a Roma uno forte non c’è, a livello nazionale intendo. Perché sul territorio, hai voglia se ci sono, nei municipi.
      Poi, guarda il caso non ce l’ha nemmeno la destra un romano forte. L’altra volta si erano rivolti a Bertoleso, a sto giro Porro e D’Urso, alla prossima vedremo.

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  5. Io non so fare statistiche di presenze, ma ogni volta che accendo la TV mi trovo davanti quel bel faccione da salumaio con aria soddisfatta di chi è una volta di più alla ribalta. Negli ultimi 3 mesi, mi piacerebbe sapere quanti minuti è stato in TV Giuseppe Conte rispetto a Carlo Calenda. Ma quale trascendentale carisma hanno il Bomba, Carletto e, in misura minore, la strega cattiva Bonino per affascinare i conduttori di talk show e giornalai vari? E succede anche alla gente? Dai sondaggi e dalle votazioni concrete, non direi

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  6. *paola pci,
    Il fatto è che il Pd lo aveva mandato a Bruxelles sicuramente Per levarselo di torno, e ora se lo ritrovano a Roma!
    Non mi spiego come mai tanti altri partiti piccoli come potere al popolo ,verdi, più Europa, non hanno nemmeno lontanamente la copertura mediatica di Calenda e Renzi.
    Per quanto riguarda Calenda, credo che vorrebbe poter tutelare i palazzinari e dintorni; Dubito abbia mai fatto una fila o preso un autobus.
    Detto ciò, apprezzo che non parla con accento smaccatamente romanesco😂

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  7. Costui, quand’era ministro, disse alla radio del “sole 24 ore” che il gasdotto TAP sarebbe passato 15 km. sotto il fondo marino ( in pratica bucando la crosta terrestre).
    Da non dimenticare che lasciò il contratto già firmato con la ArcelorMittal senza dirlo a nessuno.
    Questo è il personaggio.

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