Ora d’aria per il No

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Nel 2004 fece scalpore il caso di Michele Martinelli, sindaco uscente di Capannori (Lucca) che, trovandosi momentaneamente agli arresti domiciliari per corruzione in campagna elettorale, dava appuntamento ai concittadini ogni giorno alle ore 18 in punto sotto casa sua per i suoi comizi dalla finestra o dal balcone. Il fatto che fosse di FI fece meno scalpore, tantopiù che allora il centrodestra si faceva chiamare Casa delle Libertà, ovviamente provvisoria. Infatti, sotto le sue finestre, oltre ai numerosi fan, elettori e complici a piede libero, solevano radunarsi i candidati della sua lista per ascoltare compunti le omelie del galeotto casalingo, anche sulla legalità e l’etica. Una volta, mentre lui concionava dal balcone, il capetto di An annunciò un’interpellanza all’ingegner ministro Castelli perché inviasse gli ispettori alla Procura di Lucca che si era permessa di arrestare un sindaco sospettato di mazzette (e poi condannato sino in Cassazione). Alla fine, non si sa come, Martinelli perse le elezioni e arrivò un incensurato. Ora, con qualche variante, la storia si ripete. Roberto Formigoni, condannato a 5 anni e 10 mesi per associazione a delinquere, corruzione e finanziamento illecito (tangenti per almeno 6,6 milioni da due cliniche private in cambio di 250 milioni di fondi pubblici), quindi scarcerato e spedito ai domiciliari dopo appena 5 mesi da un giudice di sorveglianza che confonde i mesi con gli anni, farà campagna elettorale per il No al taglio dei parlamentari. E non dovrà neppure disturbarsi a comiziare dalla finestra o dal balcone.

Siccome siamo in Italia, 70 mesi di reclusione diventano 5 e pure il concetto di arresti domiciliari è piuttosto elastico: il noto pregiudicato ha due ore d’aria al giorno per andare a zonzo fuori casa (“Sfrutto ogni minuto per uscire: incontro la gente e tengo rapporti sperando di poterlo fare un giorno anche di più” ̀, minaccia sul Corriere). E ha deciso di impiegarle al meglio: facendo il testimonial del No, come se non bastassero altre mascotte del calibro di B., Cirino Pomicino, Sgarbi, Brunetta, Borghi, Bobo Craxi (a nome del padre), Monti, Casini, Orfini, Gori, Zanda, Finocchiaro, Violante, Panebianco, Cassese e tutto il cucuzzaro, giornaloni inclusi. La sua presenza come guest star della Maratona del No sabato a Milano non deve stupire: il popolare Forchettoni, dall’alto dei suoi 6 mandati parlamentari, 2 europei e 4 regionali, opina che “meno parlamentari vuol dire più potere ai capibastone dei partiti” (che finora, con 945 parlamentari, non contavano nulla). Adesso, se gli eletti scendono a 600, lui e quelli come lui hanno il 36,5% di possibilità in meno di entrare in Parlamento. E poi come fanno a rubare?

8 replies

  1. E gli Italiani che pensano? Sono proprio con la memoria corta? Dobbiamo aspettarci davvero un risultato del referendum al fotofinish? Certo i “padrini” ma non di meno le madrine che fanno i testimonials del No rappresentano il meglio delle coscienze della Nazione. Ah semo messi proprio bene!!!

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  2. Ancora lo intervista il Corriere? E poi va ospite a la 7 a parlare di come avrebbe gestito lui l’emergenza (regalo di Formigli). Non è proprio solo colpa sua.

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  3. criminali conclamati, condannati in via definitiva con la faccia come il cu, che non provano un briciolo di vergogna…!!!
    ma la cosa più vergognosa é che ci sono giornali e giornalisti al guinzaglio e da riporto che, invece di chiedere conto delle loro malefatte, gli mettono il microfono sotto il grugno per consentire loro di propagandare i regimi ladri e corrotti che li hanno protetti e coccolati…!!!

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    • Questo paese non cambierà mai, se non si decide ad accantonare in eterno e con disprezzo truffatori, ladri e corrotti, invece di permettere loro di prenderci per i fondelli ancora e ancora e ancora, in un riciclaggio senza fine

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  4. La mia opinione è che alla vittoria del No,potrò essere certo che i delinquenti ed i parassiti della politica superano di gran lunga le persone oneste.
    Ad oggi nutro ancora la speranza che nella mia Nazione le persone perbene siano in maggioranza e chi sbaglia sia in buona fede o costretto a sbagliare.

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