La Raggi, Zingaretti e la destra del Pd

(Tommaso Merlo) – Virginia Raggi lo dice chiaramente, lei proviene da una cultura di sinistra che questo Pd ha tradito. È la storia di milioni di elettori che hanno poi trovato nel Movimento una nuova casa. Attaccare maldestramente la ricandidatura di Virginia Raggi è stato forse l’errore più clamoroso commesso dall’insipido Zingaretti. Un errore figlio di attriti personali ma soprattutto dalla totale incapacità della sedicente sinistra di ammettere le proprie colpe e rinnovarsi. Senza Mafia Capitale di cui il Pd è stato uno dei protagonisti, un sindaco come Virginia Raggi non sarebbe mai stato eletto. Senza decenni di malapolitica e malaffare di cui il Pd è stato uno dei protagonisti, una forza come il Movimento non sarebbe mai arrivata al potere. Il Movimento è nato anche sulle ceneri della sinistra. Grillo provò a candidarsi alle primarie del Pd, non di altri partiti. Quando gli chiusero la porta in faccia, proseguì da solo. Eppure il Pd e i benpensanti di sinistra hanno sempre infamato il Movimento come antipolitica, come una forza populista barbara e che puzzava di destra. Non hanno mai voluto capire il Movimento e questo perché implicava ammettere il loro fallimento storico. Dopo anni di sterili litigi e cartelli elettorali antiberlusconiani, Renzi scalò un Pd in avaria e scopiazzò Blair. Fece cioè virare brutalmente il principale partito di sinistra verso destra. E per una ragione molto pratica. Non riuscendo a produrre nessuna nuova idea di sinistra, il Pd prese a prestito quelle di destra sposando il neoliberismo. Passeggiando a braccetto coi padroni invece che con gli operai e massacrando i diritti sociali nella speranza che prima o poi la fantomatica crescita si manifestasse. Ed invece a manifestarsi sono stati milioni di poveri e una società ricolma di rabbia e disillusione. Renzi trasformò il Pd in una fotocopia di Forza Italia con la quale inciuciò beatamente. Un tradimento epocale dei valori della sinistra, della sua storia e dei suoi elettori che alla lunga portò alla scissione di Bersani e compagni e al 4 marzo. Un tradimento che creò un vuoto politico enorme che il Movimento colmò. Ma Renzi non fece certo tutto da solo. Fu assecondato da tutti i baroni del Pd che ancora oggi sguazzano nel partito facendo i finti tonti. Con la fuoriuscita di Renzi si sperava che Zingaretti riportasse il Pd a sinistra e soprattutto facesse i conti con l’indecente passato del partito. Il tempo passa. Certi deliri neoliberisti sono stati smussati, ma il Pd non ha ancora fatto nessun vero esame di coscienza e nessuna vera svolta. Il Pd è ancora ostaggio degli stessi baroni e quindi delle stesse logiche e quindi della stessa cultura politica e quindi soffre della stessa cronica mancanza di idee e di slancio politico. Un partito stantio e vittima di se stesso come dimostra anche la vicenda Raggi. Dopo Mafia Capitale e decenni di malapolitica e malaffare, il Pd poteva assumersi onestamente le proprie responsabilità, poteva cogliere l’occasione storica di quel disastro per cambiare e ripartire su basi nuove. Ed invece il Pd ha fatto spallucce e si è messo a contare i giorni che mancano per levarsi la Raggi di mezzo e riprendersi le poltrone capitoline. Arroganza, ottusità, dipendenza poltronistica. Con Zingaretti a bisticciare con la sindaca e a spingersi a stroncare tra i primi la sua ricandidatura. Questo mentre Zingaretti si riempiva la bocca di chissà quale alleanza col Movimento e ricandidava grotteschi poltronosauri alle regionali. Il solito vecchio Pd. La solita vecchia politica. Virginia Raggi ha fatto benissimo a tenersi alla larga ed è una linea che tutto il Movimento dovrebbe seguire. Gran parte del Pd è ancora indigeribile. Se davvero vogliono allearsi col Movimento allora devono dimostrarsi all’altezza. Solo in quel caso si può collaborare. Non è il Movimento che si deve adeguare all’andazzo della vecchia politica. È la vecchia politica che si deve adeguare al Movimento. Solo così il Movimento sopravviverà e riuscirà a rinnovare la vecchia politica e tutto il paese.

21 replies

  1. Analisi perfetta .Quello che non capisco e’ l’inerzia della base del PD ,la cosidetta gente militante,in questi anni di devastazioni dei valori della SINISTRA..Una volta questa gente era la piu’ informata,sensibile all’esigenze della gente,,per una societa’ meno frammentata, piu’ unita.Vederla trasformata in gregge mi rattrista. IL CASO DELL’ELEZZIONE DI CASINI E’ EMBLEMATICA E, NELLO STESSO TEMPO COMICA.

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  2. che rabbia! che rabbia vedere il movimento governare con certi poltronosauri traditori, ladri, corrotti e corruttori che corrompono con misere “fritture di pesce…” (senza essere stati espulsi dal partito e perfino ricandidati…)!!!
    bersani altro vi-le di-so-ne-sto…! la scissione doveva farla prima di votare (anche lui e i suoi seguaci) l’abolizione dell’art 18, e altre boiate fascistoide…, non dopo!!!
    solo un traditore dei lavoratori poteva tradire come ha tradito il bettolano…!!! ora, con leu, chiede i voti ai lavoratori?
    che disgustoso di-so-ne-sto!!!

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  3. “Homo ridens” con le candidature regionali e la sparata sulla sindaca Virginia Raggi, ha perso l’ennesima occasione per incominciare a dare nuova linfa vitale a quello che dovrebbe rappresentare un moderno partito di sinistra. Ma si sa ed è risaputo che il coraggio è dei forti e quindi……..

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  4. Oggi merlo si artigiana il M5S e domani scommettiamo elogia la moneta unica? Lo fa sempre… idem associando la critica alla moneta unica ,che non dovrebbe avere colore politico, alla destra (è il PD a adorare la moneta unica…… In Italia nessuno purtroppo è contrario se non Salvini che lo è solo strumentalmente) ….. Il tutto per fare credere al M5S che la moneta unica è bella e buona. In realtà la moneta unica è per i super ricchi e contro la ” plebaglia europea”per usare le parole di un suo fondatore Attali.

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    • Moneta unica, aria unica ,clima unico,diritti unici,e’ il solo modo per questo pianeta di SOPRAVVIVERE.Fatti entrare nella testa il concetto della barca”UNICA”.

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      • …AHAHAHAH, a mo’ di come fece Noè, temo proprio che nella (B)Arca ”UNICA”, ospitante una coppia per specie, il prode Luigi in qualità di componente non ci sarà affatto: sicuro come il Covid-19!

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      • @Gatto
        fossi in te mi farei seriamente visitare per comprendere il motivo di questa tua fissa per Di Maio. Magari scopri un qualche problema iconscio dovuto a traumi infantili irrisolti.

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      • L’ho già fatto e il dottore mi ha detto che sto bene, quindi il problema deve averlo Di Maio… Adesso però che abbiamo visto che sono sano: che c’entrerebbe Di Maio con quello che ho scritto sopra: me lo sai spiegare tu? Attendo impaziente…

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  5. Condivido pienamente l’articolo di Merlo, purtroppo lo Zinga è ostaggio dei renziani e dei vecchi camaleonti del PD che in passato facevano ammuina con Berlusca davanti, e poi dietro le quinte si spartivano il potere. IL vero tradimento però lo operò il logorroico di Rignano che non avendo una vera idea politica doveva sempre cercare di copiare gli altri leaders europei, prima Blair e poi Cameroon,il quale con grande senso civico,perso il referendum sulla Brexit si dimise…Lui il logorroico da strapazzo non ebbe nemmeno quel briciolo di dignità ed ora si aggira come una mina vagante promettendo ogni piè sospinto di far saltare tutto in aria.Nella storia ci sono sempre stati personaggi subdoli,ma hanno sempre fatto una brutta fine ed io mi sono messa a sedere sulla sponda dell’Arno aspettando di stappare lo champagne.Sono anche io d’accordo che se il PD vuole restare in vita deve risorgere dalle proprie ceneri,novella araba fenice.

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  6. Da ex elettore della sx. le parole di Merlo rispecchiano totalmente i miei pensieri e anche (ri)sentimenti verso il pd.
    Anche io mi stupisco, come @Luigi, della mancanza totale di autocoscienza critica dei suoi elettori che tralaltro nella sx. non e’ mai mancata, anzi a volte e’ arrivata addirittura ad essere auto-lesionista ma i tempi inevitabilmente sono cambiati, in questo caso direi prt.
    Sarebbe interessante che qualche giornalista facesse un reportage giornalistico, o anche un regista un film/documentario sul cosiddetto popolo del pd…come si sentono, cosa pensano, avremmo un bel spaccato sociologico.
    Io con qualcuno ci ho parlato e, scusate, il piu’ delle volte mi sono cadute le braccia ma qualcuno incazzato ci sara’ pure in giro che cmq non vuole mollare e spera di cambiare il suo partito, ormai per me impresa donchisciottesca ma degna di rispetto come tale.
    Quello che ho notato e’ l’avanzata eta’ di quelli che votano pd perche’ prima votavano PCI e pensano ancora in buona fede di votare a sx. ma sono convinto che il discorso e’ piu’ complesso, a partire dalla sparizione storica della classe operaia, e quindi di tutto il suo mondo culturale e politico che le girava attorno, insomma l’aria che si respirava.
    Ci sarebbe poi anche tanto altro ma non voglio dilungarmi oltre, si rischierebbe di finire nell’antropologico e temo di non esserne in grado, ci vorrebbe qualcuno bravo per capire oggi i buoni elettori del pd.

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  7. Difficile con i suoi trascorsi che il piddìmenoelle possa mai rigenerarsi dall’interno ( forse solo formulando programmi seri ed attuandoli ), io personalmente la vedo molto dura dato che sino ad oggi se ne è fregato del bene comune ed ha perseguito solo i propri interessi e quelli dei poteri forti.

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  8. L’UTOPIA E IL MONDO REALE- Viviana Vivarelli.

    Inevitabilmente c’è sempre uno iato tra l’utopia e i fatti. Guai se ciò non fosse! Non saremmo umani. E inevitabilmente i fatti nella realtà del mondo saranno sparsi nel tempo, strappati faticosamente, inseriti in un difficile percorso fatto di lotte, ostacoli e compromessi. La realtà è questa e vale per ogni cosa. È nella politica come nella vita. Non esiste il lavoro perfetto, il matrimonio perfetto, l’amicizia perfetta, la politica perfetta. Solo il nostro desiderio è infinito. Ma l’utopista velleitario non riesce ad accettarlo e pretende dagli altri quella perfezione che lui nella propria vita è stato ben lontano dall’ottenere.
    Solo l’utopia è perfetta.Tutto il resto è umano.
    Ma attaccarsi all’utopia rifiutando con disprezzo tutti i passi parziali del cammino verso di essa è demenziale. E’ infantile. Da gente mai cresciuta.
    L’utopia splende nel cielo degli ideali ma pretendere che sia realizzata bene e subito nel mondo delle cose reali è proprio degli sciocchi. Chi sciocco non è si rende conto, col realismo delle persone integre, che anche senza la maggioranza assoluta, anche con gli ostacoli posti dalle coalizioni disumane a cui siamo stati costretti dall’orribile Rosatellum, anche con tutti i media contro e troppi italiani furbastri, corrotti, immaturi o disinformati, in dieci anni abbiamo realizzato più cose per il bene comune di quanto gli altri partiti non abbiano mai fatto in 30 anni.
    Certo che siamo cambiati! Solo gli imbecilli non cambiano mai. E oltre a loro anche i corrotti e i dittatori velleitari si ripetono; basta guardare come si somigliano i dittatori di tutti i tempi che usano sempre le stesse trappole e come la manipolazione della gente si ripeta nella storia con schemi simili: l’ossessione di un nemico, il fanatismo per un leader, la difesa della ‘roba’, la patria scambiata per un possesso, la ripetizione di slogan, il culto della personalità…. Con la stessa monotomia si ripetono i killer seriali che uccidono le loro vittime sempre allo stesso modo, così che la politica come la criminalità segue schemi fissi. Persino gli analisti che esaminano persone mentalmente disturbate sanno che alla fine i loro pazienti rientrano in poche categorie fisse, perché nemmeno la malattia ha fantasia.
    Per questo, rivoluzionare gli schemi, aprire nuove possibilità alla mente ed al pensiero ha qualcosa di straordinario. È un passo fortemente evolutivo. E il M5S lo ha fatto. Comprendendo anche però che nessun Movimento può restare lo stesso in dieci anni, altrimenti sarebbe nato morto. Sarebbe un Movimento di gesso come’ Il bambino di gesso’ di Rodari https://www.filastrocche.it/contenuti/il-bambino-di-gesso/ Sarebbe una cosa finta, fittizia, non umana.
    Ma tanti uomini di gesso insistono nel non capirlo, come se poi, loro, fossero rimasti gli stessi di dieci anni fa, in un mondo che ogni giorno cambia e si trasforma.
    Anche la democrazia, come ogni altra cosa positiva di questo mondo, è un work in progress, un cammino verso qualcosa di meglio.
    Gandhi diceva: “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo!” Ed Eraclito, che fu uno dei primi filosofi del mondo occidentale, tanto importante da ispirarela rivoluzione di Marx, disse che “Il cambiamento è il signore di tutte le cose!.
    Chi non cambia muore. O forse era morto e non lo sapeva.

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