Apple vale più della Spagna (e quasi quanto l’Italia)

(Andrea Montanari – milanofinanza.it) – Una escalation costante e continua, che ha raggiunto il suo obiettivo nel corso della seduta odierna. A Wall Street, infatti, il titolo Apple ha superato 2mila miliardi di dollari di capitalizzazione: un vero record per il colosso americano. Un picco atteso dagli investitori, visto che da giorni c’era molta attenzione sul gruppo guidato da Tim Cook.

Come indicato dall’agenzia MF-Dow Jones,  Apple ha evidenziato un forte slancio quest’anno: il titolo ha registrato in media un guadagno giornaliero del 3,5% dall’inizio di giugno, secondo i dati forniti da FactSet, e le sue attività si sono mostrate sorprendentemente resilienti di fronte alla pandemia di coronavirus. A quel livello, le azioni vengono scambiate oltre 32 volte gli utili, ovvero 31 volte, escludendo gli 81 miliardi di dollari di liquidità netta nel bilancio della società.

Il tutto grazie a un bilancio in forte aumento, visto che gli ultimi dati diffusi indicano un incremento del 10% dei ricavi su base annuale nel trimestre concluso il 27 giugno scorso, con il titolo che ha mostrato una crescita superiore al 20% dalla pubblicazione di tali risultati il 30 luglio.

Il valore di borsa del gruppo di Tim rappresenta ormai un benchmark di riferimento globale anche perché di Cupertino rappresenta di fatto una vera e propria nazione indipendente in termini di valutazione di mercato. Con il traguardo raggiunto oggi, infatti, Apple ha una market cap che è superiore al pil della Spagna (1.940 miliardi di dollari stimati dal Fondo monetario internazionale nel 2019) e a quello del Canada (1.899 miliardi). In tal senso, si può affermare che lo “Stato della Mela” è al 15° posto assoluto sul scala mondiale, alle spalle della Corea del Sud (2.319 miliardi di dollari).

A Wall Street, Cook non pare avere problemi di sorta, ma è sul fronte operativo e industriale che da giorni si è aperto un fronte da non sottovalutare. Lo sviluppatore di videogiochi Epic Games ha fatto causa ad Apple e Google, dopo che le due società hanno deciso di rimuovere il gioco Fortnite, uno dei più scaricati su scala globale, dai loro app store, spiegando che lo sviluppatore aveva cercato di aggirare i loro sistemi di pagamento. Nello specifico, Epic ha chiesto un ordine restrittivo contro Apple per impedire la rimozione del videogame.

Categorie:Cronaca, economia, Mondo

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6 replies

  1. E’ una schifezza l’accumulare ricchezza a più non posso!
    Nessun dipendente, pubblico o privato, dovrebbe guadagnare più di 10 operai.
    Nessuna società, azienda, libero professionista, imprenditore, sportivo, artista etc. dovrebbe guadagnare più di 10 operai.
    Chi guadagna di più dovrebbe dare allo Stato l’eccedenza. Col ricavato si potrebbe dare un reddito minimo incondizionato, ad ogni maggiorenne, del valore di una paga mensile di un operaio semplice a mezza giornata, cioè circa 650 euro mensili per chi vive da solo. Per ogni componente maggiorenne in più nella stessa abitazione, tale cifra viene ridotta del 10%.
    1 = 650 euro
    2 = (650 euro x 2) – 10% = 1.170 euro
    3 = (650 euro x 3) – 20% = 1.560 euro
    4 = (650 euro x 4) – 30% = 1.820 euro
    5 = (650 euro x 5) – 40% = 1.950 euro

    unica condizione: non commettere reati.

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  2. Capitalizzazione di borsa include dei valori del tutto aleatorio e prospettici.
    È la solita bolla speculativa tenuta su da banche d’affari, fondi pensione, fondi d’investimento che vi hanno investito.
    Dal punto di vista meramente industriale questo valore non è giustificato.
    Apple ha un proprio pubblico di clienti /adepti disposti a pagare di più un prodotto che, all’atto pratico per la maggioranza degli utenti non presenta grandi differenze rispetto all’alto di gamma motorizzato Android.
    Puntano molto sull’esclusivita’ del loro prodotto, di un sistema operativo chiuso, di un design all’avanguardia e accessori anticipatori di tendenze. È un prodotto modaiolo e apparentemente esclusivo.
    E in una società dell’immagine trovano milioni di fessi disposti a farsi pelare spontaneamente.
    Tutto questo mondo Immateriale sarebbero le evanescenti fondamenta della bolla Apple.

    Prima o poi dovrà scoppiare.
    Quando arriverà un innocente che rivolgendosi a tutti esclamera’ che il re è nudo.

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  3. da ingegnere elettronico che sa di cosa parla, ho una azienda e faccio schede elettroniche. So di cosa parlo.
    La Apple è una BOLLA enorme, solo più piccola di Tesla, la BOLLA più grande che abbia mai visto. Se volete perdere tanti soldi comprate azioni americane, investite nello s&p500 e nel nasdaq (che continuano a crescere verso l’infinito) e/o in tutti gli etf con almeno il 50% di esposizione verso l’america. Poi capirete cosa vuol dire vivere sotto i ponti, dentro una scatola di cartone.

    La bolla immobiliare del 2008 è robetta rispetto a questa. E quando scoppierà, la grande america cadrà giù. Ma per davvero. Oppure pensate che il 1929 non si possa ripetere? E’ la storia dice che risuccederà. Molto presto.

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    • Anche Tesla. Sta salendo perchè hanno deciso di portarne la quotazione a 2.000$$ per azione. E ci arriverà.
      Nel frattempo i grandi, soliti manovratori si alleggeriranno delle azioni rifilandole al grande pubblico retail in giro per il pianeta
      Tesla produce SOLO 600.000 vetture all’anno.
      La qualità degli interni, le rifiniture, i materiali, gli allineamenti delle lamiere sono a livello di vetture europee degli anni 80.
      Hanno goduto finora di un enorme vantaggio competitivo. A differenza dei prduttori tradizionali NON DOVRANNO AFFRONTARE l’armageddon della revisione dei rocessi industriali.
      Eliminare i FORNITORI DI:
      Testate e monoblocchi.
      Pistoni, bielle, fasce e albero a gomiti
      Valvole ed albero a camme
      Pompe dell’acqua, alternatore/Motorino di avviamento e tutte le cinghie di trasmissione-Distribuzione
      Collettori di scarico, Catalizzatore e marmitte
      Sistemi di accensione e iniezione
      Comporterà la crisi e chiusura dei fornitori e discesa occupazionale, con risvolti di natura sociale, economica e politica.
      Ma già oggi la produzione elettrica tedesca è a un livello qualitativo eccezionale e superiore rispetto a Tesla. Basta vedere i modelli Porsche, Mercedes, Audi e BMW. Senza dimenticare l’esperienza accumulata da Toyota-Lexus.

      Non appena cominceranno a investire PESANTEMENTE pure sulle batterie per allungarne la riserva e a ridurre i tempi di ricarica, TESLA VERRA’ SBATTUTA FUORI MERCATO.
      E’ patetico pure l’innamoramento per prodotti che hanno zero utilità all’atto pratico, tipo i pick-up per bimbi minchia cresciuti male.
      La concorrenza farà il culo a Tesla che oggi, tra l’altro, basa i suoi profitti pure sui due miliardi di dollari l’anno che FCA le passa per comprare i certificati antinquinamento e rientrare così nelle medie di consumo che sfora con le copiose vendite dei prop.ri truck marchiati RAM.

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  4. E’ la conseguenza della massa di denaro immessa nel circuito per tenere su i valori di borsa dopo il 2008, o pensavate che il denaro fosse andato a chi ne aveva veramente bisogno?
    Più in piccolo è quello che ha fatto la BCE prestando, quasi a zero interessi, soldi alle banche, le quali hanno comprato titoli, mica li hanno immessi nell’economia reale.

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