La rovina del giornalismo italiano

(Tommaso Merlo) – Secondo la stampa mainstream il Movimento ormai è un partito come gli altri perché si è rimangiato il secondo mandato. Gli è bastato omettere che la modifica si riferisce solo agli amministratori locali per confezionare l’ennesima fake-news da diffondere sotto gli ombrelloni. Le condizioni del giornalismo italiano sono davvero disperate. Ormai perfino i pesci si rifiutano di venire incartati con certi quotidiani. Pretendono anche loro un congedo dignitoso. La stampa mainstream è uno di quegli ambiti in cui sono più evidenti i mali che ancora affliggono il nostro paese. Quel vecchio regime politico ma anche culturale che non si vuole rassegnare al suo triste tramonto. Ingoiata l’ennesima fake sul secondo mandato, i lettori di quei giornali borbottano sotto il solleone contro il Movimento che ha tradito se stesso. Si agitano come inconsapevoli burattini delle balle propagandistiche che si son appena bevuti. Certo giornalismo manca di rispetto prima di tutto ai propri lettori. Li considera stupidi e facilmente manipolabili e li tratta come tifosi disposti a credere ad ogni scempiaggine pur di scagliarsi contro gli avversari politici. Perché di questo si tratta. Di politica, non di giornalismo. Di propaganda, non d’informazione. Invece cioè di svolgere il suo ruolo d’informare, la stampa mainstream disinforma a fini politici. Le divergenze di opinioni non c’entrano nulla. Un’opinione basata su fatti falsi non è un’opinione. È fango. È inquinamento del dibattito pubblico. Così come tutte le soap sfornate dai retroscemisti. Acqua sporca al mulino del proprio padrone. Un modo di fare informazione da giornali di partito che ha infettato tutta la stampa mainstream. Ma invece che un partito, oggi servono una lobby, servono una linea politica restauratrice di un ordine a loro conveniente. Il risultato è che in Italia il giornalismo vero sta scomparendo. Si deve rifugiare in riserve indiane e nicchie digitali. La stampa mainstream è in mano a pochi facoltosi padroni. E intere generazioni di giornalisti si devono omologare per mangiare e fare carriera, si devono aggregare al gregge, si devono piegare alle esigenze padronali. È questa la rovina del vero giornalismo. La dipendenza da interessi lobbistici che invece di premiare l’onestà intellettuale e la schiena dritta, premia i giornalisti più spregiudicati e faziosi e che s’immolano per la causa politica e commerciale del proprio padrone. Una deriva suicida per il giornalismo. Questo perché mentre le caste giornalistiche si arroccano per difendere il proprio castello di carta, i cittadini sviluppando gli anticorpi e si evolvono. Ormai la verità è a portata di click e certe balle durano secondi. E più aumenta la consapevolezza e la capacità di discernimento dei cittadini, più quel modo di fare informazione si ritorce contro chi lo fa. A furia di scivolare nella meschina faziosità e nel conformismo, il giornalismo ha perso il suo bene più prezioso che è la credibilità. Diventando sempre più marginale. Le conseguenze per la nostra democrazia sono devastanti. Invece di arricchire il dibattito pubblico, il giornalismo lo inquina. Invece di promuovere la verità, il giornalismo la umilia manipolandola. Invece di stimolare una coscienza collettiva, il giornalismo spacca la società e la infarcisce di astio per meschino tornaconto. Davvero una rovina per il giornalismo e per il nostro paese. La stampa mainstream è uno di quegli ambiti in cui sono più evidenti i mali che ancora ci affliggono. Quel vecchio regime politico ma anche culturale che non si vuole rassegnare al suo triste tramonto.

18 replies

    • Sentire la trombetta del sistema parlare di stampa “mainstream” mette allegria; dico il vero, una risata me l’ha strappata.
      Merlo, Merlo, giullare gaio dell’eurpoeismo più ottuso, volontario zerbino della neo dittatura antidemcratica, paladino del “sovranazionale” contro i “populismi” (per chi non ama la neo lingua, sostituire “sovranazionale” con “oligarchia” e “populismo” con “democrazia”, cioè istanze del popolo sovrano)… galleggia come un sugherino nel bottino che sommerge il mondo.

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      • Master Class: Tu forse ritieni che il giornalismo attuale risponda a criteri di obbiettività. Sai cos’ è il giornalismo attuale? Uno zerbino di ricconi, pettegolo e lamentoso, ipocrita è squallido, che piagnucola d’ esser soppresso ma sputa merda su tutto e tutti, rovina persone e carriere come niente. Poi seguono le inutili scusa da merdacce fossili. I Giornalisti dei vari potentati sono dei cicisbei piegati a 90 che possono scrivere esclusivamente con un bel palo conficcato nel deretano quando non debbano lucidare le scarpe dei direttori leccaculo degli editori. Oltretutto una cosa che suscita particolare ilarità è la totale assenza di conoscenza sintattica oltre le grossolanità grammaticali dei signori giornalisti. Ai sovranisti/ populisti/ benaltristi/pressapochisti/ ignoranti come le pietre, consiglio di difendere prima dei crocefissi la lingua Italiana perché dubito molto che i depositari di molteplici e differenti verità inventate ad hoc per l’occasione, possano pretendere di capire la benché minima nozione di qualsiasi cosa oltre accendere e spegnere una TV.

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  1. Quarto potere risalito in classifica.

    Mi consola il fatto che a forza di distorcere le notizie, piano piano le persone abbandonano il mezzo (o la vita se molto anziani).
    Tv e giornali sono in fase di crollo ormai da decenni, e il re rimane nudo davanti alla rete.

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  2. E in tutto questo vomitevole marciume del “giornalismo nazionale”, quel che fa oggettivamente girare le palle è che questo sistema ciucci soldi pubblici a milionate. Come dire? Oltre al danno… la beffa. Che schifo.

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  3. Fino a quando l’editoria e le lobby saranno parte attiva nel controllo dell’informazione e non sara’ fatta la legge sul conflitto d’interessi, si assistera’ ad un ulteriore decadimento del mondo mediatico con fake news, omesse verita’, informazione distorta sempre più servile ai dictat della proprietà

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  4. La parte più divertente di tutto ciò è che i numerosi detrattori del m5s presentano sempre due postulati di base: quello più diffuso è “i 5stelle sono degli incapaci, o in generale fanno schifo”, liberamente alternato con “i 5stelle sono come tutti gli altri”, senza che nessuno faccia mai lo sforzo di guardare appena oltre la punta del naso per enunciare l’assioma immediatamente consequenziale, ovvero quel “ma allora tutti gli altri fanno schifo” che è all’origine della nascita stessa dei suddetti.

    La cruda realtà, però, continua imperterrita a mostrare che, qualunque sia la nefandezza del momento attribuita ai pentastellati (per i quali, tengo a chiarire, non nutro particolari simpatie), sia essa vera, presunta o inventata di sana pianta, la stessa è facilmente ritrovabile in qualunque altro schieramento, solitamente moltiplicata per dieci (come minimo).

    Voglio dire: è sacrosanto evidenziare, a puro titolo di esempio, le criticità della piattaforma Russeau (sono il primo a riconoscerle), però il passo successivo deve necessariamente essere l’indicazione di quale sarebbe l’alternativa migliore e più trasparente, anche se non fosse già reale ma almeno in divenire. Se cinquantamila iscritti per decidere su una questione vengono additati come insufficienti, io sono pienamente d’accordo, ma ogni altro modello alternativo che viene sommessamente proposto prevede che le decisioni le prenda sempre e soltanto uno, con l’ulteriore risvolto comico di rendere quasi un elogio quella che voleva essere una critica.

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  5. Caro Merlo, a volte le tue invettive le trovo eccessive, e spesso non sono d’accordo con le tue opinioni, ma in questo caso concordo in pieno. Il Cancro dell’informazione italiana ( è l’unica che conosco davvero) è più letale e virulenta della Malapolitica. E il suo berciare, falsificando, è il motivo, forse unico, che mi farà rivotare i 5stelle alle prossime elezioni. D’altronde se questo mainstream e dintorni è così accanito, così spietato, così ignobilmente prevenuto sui pentastellati, vuol dire che pur con tutte le cazzate che fanno e dicono, con tutta l’inadeguatezza che spesso hanno dimostrato, beh restano ancora l’unica arma che il cittadino perbene ha di sconfiggere il Sistema Marcio di cui la stragrande maggioranza dei giornalisti ne rappresenta il Cantore. E pur se ridotti al lumicino e quindi impossibilitati in futuro a governare i 5stelle sono una necessità a cui dare il consenso.

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  6. Parlare di massimi sistemi è sempre un escamotage per non affrontare mai le questioni seriamente e per non voler vedere neanche il marcio da cui siamo circondati; tutto procede per il meglio se le questioni si intagliano nel clima del pensiero unico e della cura unica cioè di quel pensare comune che affratella i cittadini alle istituzioni, a prescindere da quello che fanno, solo per un collante di bandiera politica o per semplice vantaggio personale. Il pensiero unico è solo un modo diverso per dire che chi pensa diversamente sarà automaticamente escluso o messo alla gogna da coloro che si sentono affratellati alle istituzioni e dalle istituzioni; i giornali sono le cronache e il punto che si ritaglia su singoli avvenimenti e ormai hanno perso, specialmente le testate locali, quell’ampio respiro dove si potrebbe trovare un briciolo di critica negativa, tutto procede per il meglio se così facendo si può garantire un’entrata mensile e una rendita minima agli scrivani del giorno dopo, ciò significa anche aver messo sotto ai piedi l’etica e una logica di contrasto al malcostume che conduce inesorabilmente al malaffare. Ma le questioni non sono così lineari e s’ingarbugliano nei contrasti e con la volontà, risibile, effimera quanto in malafede, di coinvolgere persone accuratamente selezionate all’uopo scartando sul grosso possibili detrattori di tale impostazione. Questo ha permesso anche di circuire vincoli e di strutturare una realtà sociale plasmandola con il marchio desiderato che evita problemi e evita l’indebolimento delle stesse istituzioni così, nel tempo, configuratesi. .

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