“Per spiegare la dissoluzione della sinistra in Italia soffermiamoci su una foto di Maria Elena Boschi”

(Fulvio Abbate) – Per spiegare (almeno a me stesso, e a chi abbia voglia di intuire lo stato generale delle cose, anzi, del precipizio) ovvero la dissoluzione, la sparizione capillare della Sinistra in Italia, al momento, cercando di vederci più chiaro, ecco che mi soffermo su una foto (dello scorso maggio, fine lockdown) di Maria Elena Boschi. Un’immagina che la mostra sullo sfondo secondario di Ponte Vecchio, a Firenze. Ora direte: c’entra forse qualcosa la renziana Boschi con la Sinistra? Appunto, poco o nulla.

La prossemica stessa della ragazza, semmai, più che plasticamente mostra il soggetto politico- antropologico ulteriore, che avrebbe dovuto, mostrando se stesso in modo post-ideologico, sostituire, diciamo, una narrazione che per semplicità definiremo appunto “di Sinistra”. “Famo a capisse”, dicono in questi casi, ragionando su alcuni nodi cruciali, esattamente a Roma.

Semplifico ancora di più, una realtà politica che, mossa da voglia di rabbia e tenerezza, nasconde le vecchie bandiere rosse e il germe iniziale della storia e “l’epopea degli umili”, volti e luoghi che Bernardo Bertolucci ha provato a restituire quarant’anni fa con “Novecento”; già nel dire così immagino gli altri volti, perplessi, di coloro che, in nome della “modernità”, reputano l’immagine stessa del “Quarto stato” di Pellizza da Volpedo non idoneo alle moquette, ai parquet, all’ “ouftit” (termine orrendo, che qui utilizzo solo perché proprio del linguaggio altrui, delle società in rapido mutamento glamour.

Dunque, una narrazione che non riferiremo al mondo dei raduni comunisti in piazza San Giovanni a Roma, come li restituisce in “Dramma della gelosia” Ettore Scola, mostrando, nei primi anni Settanta, il derelitto mortodifame Oreste Nardi-Marcello Mastroianni innamorato inconsolabile della barbona Adelaide Ciafrocchi-Monica Vitti, durante il comizio di “Pietro”, nel senso di Ingrao. E neppure quegli altri volti del coté intellettuale, per restare nell’ambito di Scola, che affollano “La terrazza”, crema borghese appaltata al salotto progressista. Desertificato anche ogni pensiero antagonistico a favore di una pedagogia piagnona e anerotica.

Altre paesaggi e conversazioni, perfino altra geopolitica, posto che oggi immaginare Che Guevara e “compagni” in segreta partenza per la Bolivia dove far germogliare laggiù  – 10 100 1000 Vietnam – la guerriglia terzomondista, fa quasi sorridere, appare come pura allucinazione storico-lisergica; nessuno metterebbe più alle spalle della propria scrivania lo stesso ritratto di Gramsci dirigente dell’Ordine Nuovo nei giorni dell’occupazione armata delle fabbriche, 1919-1920, al massimo come martire-maestro, così come figura sul cofanetto eponimo degli Editori Riuniti.

Nella foto della Boschi cui accennavo, c’è una piacente ragazza bionda, appoggiata sul parapetto, l’Arno di sfondo, Ponte Vecchio alle sue spalle,  ma soprattutto, cercando il “punctum”, per dirla con il semiologo Roland Barthes, cioè il dettaglio più espressivo custodito dallo scatto, anzi, l’elemento più “politico” dell’intera foto, più significante, ecco che lo sguardo si ritrova calamitato unicamente dalla H dorata della fibbia della cintura indossata dalla capogruppo di Italia Viva alla Camera dei deputati; l’icona per definizione renziana.

In molti, perfino creature duttili già di Sinistra, quando è apparso Matteo Renzi, hanno gridato al miracolo, hanno immaginato l’avvento benefico, finalmente, di una figura in grado di “svecchiare” il Partito democratico, una forza politica zavorrata dal peso dell’eredità comunista e infine post-comunista.

Oggi come oggi, a dirla tutta, la Sinistra è completamente svanita, ma anche Renzi, la cura che avrebbe dovuto darle un destino ulteriore, non dà segnali d’esistenza; escludendo il gioco dei veti e delle ripicche governativi e parlamentari,  ciò che resta della “rottamazione”, altra parola del cazzo.

Su tutto, campeggia quell’H, iniziale di un marchio-griffe di lusso e orgoglio globali, planetari, di più, provinciali, rionali, da sabato in discoteca. La stessa cintura che, fanno notare i più meticolosi, sul mercato ha un costo assai superiore alle migliaia di euro.

Assodata la miseria del dibattito politico perfino pubblico, ormai circoscritto alle varie ed eventuali di un governo retto da estranei improbabili sotto la nube nera evidente delle meccaniche capitalistiche in affanno, resta ragionare in grande, chiarito che il crash della Sinistra non è un semplice fatto periferico, come già per il Covid. Il virus del suo prosciugamento è presente anche altrove.

In Francia, la roccaforte del Parti socialiste già di Mitterrand e succedanei, è di fatto franata, la sede di rue de Solférino, come dire la chiusura del salotto di rappresentanza, è finita in dismissione; per non dire del Pcf, la cui sede spettrale progettata da Oscar Niemeyer è ancora lì intatta come appunto astronave aliena. La sala delle assemblee dell’edificio custodisce un gioco di rifrazioni tale da cancellare ogni ombra, compresa quella eventuale portata dalla mano che impugna una penna nell’atto di prendere appunti, anche questa una metafora, per chi avessi voglia e talento per le spiegazioni metafisiche.

Tornando all’immagine della compiaciuta Boschi con la sua cintura griffata H., non esiste, almeno al momento, immagine più simbolica di questa per raccontare il trapasso. In tutti i sensi. Già evidente nella fabbrica del consenso che Enrico Letta volle piazzare sotto l’insegna di “Vedrò”, il suo laboratorio. E’ stato proprio “Vedrò” il bacillario di ciò che in seguito, altri, avrebbero ottenuto.

Intendiamoci, nessuno pensi che si tratti di una riflessione nostalgica di tipo operaista, l’attuale populismo suggerisce semmai soltanto subcultura: la diminuzione dei deputati come “giusta punizione” per la classe politica, i parlamentari come “proci”, privilegiati con bandoliere colme di benefit.

La Sinistra non ha saputo rispondere al populismo montante, non ha saputo spiegare ai suoi stessi sostenitori e perfino militanti la complessità delle cose. Senza però mai rimuovere l’ossessione governista, ha insistito nella convinzione che solo da una prospettiva istituzionale si possa incidere sulla meccanica delle cose. Può anche darsi che la Sinistra non sia idonea a questa nostra epoca, ma la convinzione che debba mostrarsi mutante, estranea al suo stesso germe, così da diventare convincente agli occhi degli estranei , la rende risibile, e nessuno pensi che in questa considerazione ci sia nostalgia per le cellule che ancora adesso fanno riferimento, metti, a ciò che resta di Rifondazione con il suo intatto perverso leninismo.

L’abbraccio possibile e ventilato con il Movimento 5 Stelle, diportisti del sapere politico e culturale stessi, analfabeti degni dei nostri più stupidi e insieme “convinti” compagni di scuola, palestra, cral, muretto, officina di meccanico per ciclomotori, sarà forse il colpo di grazia definitiva; la sua testa nel cesto.

P.S. Questo pezzo sarebbe dovuto uscire su una testata tra quelle cui collaboro, ma l’obiezione che la foto non sia recente, e dunque avrebbe potuto sembrare un attacco pretestuoso, ha fatto così che lo utilizzassi per una semplice nota; ai miei occhi, frangetta o fibbia, il tempo per certe creature resta intatto, immobile nella sua sostanza piccino-borghese, di più, provinciale da la-più-bella-della-festa. 

19 replies

  1. Guardiamoci in faccia: la Sinistra, come la ricorda e vagheggia Abbate, non esiste più da un pezzo. E’ morta, defunta, non si è mai ripresa dopo il crollo del Muro di Berlino. E probabilmente ha senso che sia così: comunismo, socialismo, fascismo, etc., hanno fatto il loro tempo, volerli tenere in vita è come attaccare un malato in coma irreversibile alle macchine e far finta che “possa ancora avere figli” (cit.).
    La Boschi, come il suo Signore e Padrone Renzi, simboleggiano una delle strategie che ha adottato la Sinistra per sopravvivere senza nostalgie, senza sventolare bandiere rosse e cantare l’Internazionale. Semplicemente, si è messa a fare politiche di destra.
    Che altro era il blairismo, il neolaburismo inglese, che la Lince di Rignano ha maldestramente tentato di importare in Italia, se non questo? Neoliberismo, una sinistra che strizza l’occhio all’impresa, che se ne frega, se non sfida apertamente, i sindacati, che legifera contro i lavoratori. E il colpo di genio è averlo fatto sotto l’egida della “Sinistra”, che in Italia, ma forse anche nel mondo, agli occhi di qualcuno – soprattutto degli intellettuali – è marchio di garanzia, come la sigla DOC o DOP e simili.
    Pensateci: quale governo di centrodestra sarebbe riuscito a fare quello che ha fatto Renzi, il Jobs Act, la riforma dell’articolo 18? Se ci avesse provato Berlusconi sarebbe stato appeso a testa in giù, sarebbero scesi in piazza tutti. Con Renzi qualcuno è sceso in piazza, ma chi se ne è accorto? I giornaloni erano dalla sua parte, perché queste cose le faceva il leader del principale partito di centrosinistra, e allora tutti a dire che erano le più grandi e moderne riforme mai concepite, che così si salvava l’Italia, si garantiva la ripresa, la disoccupazione calava, il PIL aumentava, tutto andava nel migliore dei modi.
    Sì, i giornaloni, i giornaloni che hanno amato e amano ancora Renzi. Perché? Ma perché faceva quello che a loro piace (la stampa è tendenzialmente conservatrice in Italia), le riforme che loro apprezzavano, ma dava anche loro l’alibi per poterle lodare smaccatamente: “sono riforme di sinistra” dicevano “quindi sacrosante”. Se le stesse cose le avesse fatte un governo di centrodestra le avrebbero criticate duramente, perché lo stigma della destra è sempre forte, ma se le fa la sinistra allora tutto ok.
    Ecco perché la Boschi, con la sua cintura griffata, è il simbolo di qualcosa di più di una Sinistra che è diventata inconsistente. E’ il simbolo di una Sinistra che si è fatta Destra, ma non vuole rinunciare alla sua patente di “superiorità morale”, alla sua insindacabilità, al dogma che “la Sinistra non si processa”, al supporto dell’intellighenzia, dei cervelloni da strapazzo. Un’operazione geniale, ma ipocrita quanto solo questa Sinistra destrorsa sa esserlo.

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    • Come sempre concordo; solo un piccolo appunto “…La Boschi, come il suo Signore e Padrone Renzi, simboleggiano una delle strategie che ha adottato la Sinistra per sopravvivere senza nostalgie…(cit.)”: non è stata una strategia DELLA Sinistra, ma loro (Renzi & C.) che l’hanno strategicamente adottata per sopravvivere, e molto bene direi.
      La Sinistra, semplicemente, se ne è rimasta muta, muta, zitta, zitta senza dire nemmeno ahi! E piano, piano le è persino piaciuto…

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  2. Questo articolo mi sembra inutile: secondo me, senza farla tanto lunga, la Sinistra non c’è più perché molti suoi esponenti si sono fatti corrompere e hanno rubato.
    Stefania Testa
    Roma

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    • Allora, al netto dei delinquenti, non eslusivi di nessun partito, la Sinistra, ideologicamente, non ha subito cambiamento niuno? I delinquenti sarebbero quindi la causa, non una delle tante conseguenze, della sua disfatta morale : lavare la testa all’asino… è inutile come l’articolo…

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  3. Impresa vana cercare nel profluvio di chiacchiere con cui Abbate abitualmente riveste le sue elucubrazioni l’iter cronologico e storico
    attraverso cui la Finanza Globalista neo-capitalistica “s’é accattata” i partiti socialisti e socialdemocratici di tutta Europa.

    Johnny Onesto ha tentato, con la sua analisi, di disperdere le cortine fumogene che Abbate ha sparso, non so fino a che punto
    inconsapevolmente, con le sue superficiali ricostruzioni, e di ciò gli dò volentieri atto.

    La nascita stessa del PD ha avuto come padrini Clinton e Blair, paladini della “terza via al socialismo”, che in realtà, come la
    Storia sta dimostrando, era la via più rapida e diretta per la sua dissoluzione.
    L’operazione è stata condotta con strategia sapiente, in modo graduale, con la tecnica della “rana bollita”, tanto che la rana
    (l’elettorato di Sx, che non è affatto defunto) non s’è accorta di nulla e ha continuato a sostenere un partito che aveva compiuto
    una inversione di 180° sostenendo e attuando in ogni occasione politiche schiettamente di destra.

    Ma ripercorrere, da analista e cronista, la strada che ha portato ad un risultato tale che tutti i sinistri (o sedicenti tali) si stracciano le
    vesti ululando: “La Sinistra l’è morta!” (e non è vero!), comporterebbe andare a frugare in certi archivi che portano il sigillo
    di cazzuola, squadra e compasso.

    La massoneria delle UR Lodge condiziona e controlla il potere in tutto il mondo occidentale, a cominciare dagli Stati Uniti in
    cui si trovano le più potenti, e non ha problemi, possedendo il 95% del “Circo Mediatico”, a farci sapere solo quello che vuole
    si sappia, nascondendo e mistificando tutto il resto.

    P:S.: Fra tre mesi negli USA si terrà il rito massonico dell’elezione del Presidente.
    E’ “cosa loro”, a partire dal n° ! della lista George Washington, maestro massone, e il trascorrere dei secoli non ha mutato di molto la situazione. Ci sono lotte e rivalità anche violente tra logge di diversa osservanza, alcune di simpatie democratiche, altre
    repubblicane, ma sono lotte che non riguardano il comune obbiettivo di spartirsi la torta del potere.
    Chiunque vincerà, state pur certi che a vincere veramente saranno sempre i “fratelli muratori”.

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      • Infatti chi accusa un altro di essere complottaro deve necessariamente spiegare il perché, ovvero, dimostrarlo!
        Altrimenti se si cerca di vietare il senso critico che si oppone (natura umana) al pensiero dominante imposto dalle tivvì accusandolo di complottismo, il non ragionare più e bersi tutto ciò che passa il convento, cioè l’antagonista del “complottismo” non resta che essere definito “coglionismo”.

        Peraltro rimarco una cosa: tutto ciò che affermo in campo economico è letteratura scientifica, ABC dell’economia, chi cerca di spacciarlo per “complottismo” non è altro che un pezzente troll che sa di poterlo dire davanti ad una platea che magari non si ciba della materia economica presa (giustamente) come è dai casini della vita.

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    • Guarda che non c’e’ bisogno di andare a cercare nelle grotte per spiegare l’ingiustizia.

      Se ti piace veder bruciare a fuoco lento i massoni (doverosissimo) basta andare in Calabria, nei palazzi di Giustizia.

      E cominciare col cavargli un occhio col cucchiaino da te’.

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  4. Essere “Sinistra” e’ difficile perche implica l’obbligo di farsi piacere i doveri. E bisogna farlo per molti, molti anni prima di goderne i risultati.

    Gli ideali del progressismo non hanno mai sconfitto gli apericena e l’istinto all’idolatria ha sempre riguadagnato il terreno perduto.

    Mai ‘na gioia…

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  5. Stress…
    Che stress… stress… i che stress
    Stress… stress… i che stress
    E parli da solo
    Stress… stress… i che stress
    La tua vita è mono
    Prova a camminare prova a camminare
    Prova a camminare prova a prendere un po’ d’aria
    Il mondo è bello perché varia stress
    Prova a camminare prova a camminare
    Prova a camminare prova a camminare
    Prova a camminare prova a prendere un po’ d’aria
    Il mondo è bello perché varia stress
    Prova a camminare prova a camminare
    I che stress… stress stress i che stress
    E parli da solo
    Stress stress i che stress
    La tua vita è mono
    Do it…
    Funky jazz bi pop latin salsa swing blues pop raggae
    Stress!!
    Lore’… eh? I che stress!

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  6. La sinistra, lo steso mondo e’ o sta morendo da quando ci hanno fatto credere che il SOCIALE NON ESISTE. Pensa per te che e’ sicuramente meglio. Questo e’ il vero cancro mortale che ci perseguita, e che e’ molto facile da creare e gestire.

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