La xenofobia propagandistica

(Tommaso Merlo) – Quando governavano i gialloverdi l’Italia era un paese xenofobo sull’orlo di un regime populista. Non cadeva foglia che non fosse per ragioni razziste. È passato solo un anno, i decreti sicurezza sono ancora in vigore, eppure l’Italia è tornata magicamente ad essere un paese civile che cerca di mettere delle pezze ad una questione complessa come quella dell’immigrazione clandestina di massa. Già, la vera invasione nociva dell’Italia resta quella della vuota propaganda spacciata come politica e come informazione. Onestà intellettuale calpestata in nome di futili rigurgiti ideologici e interessi egoistici. A destra come a sinistra. Ai tempi dei gialloverdi il baccano propagandistico sull’immigrazione contribuì a dopare i consensi di Salvini all’inverosimile, mentre costò una valanga di voti al Movimento. Questo perché mentre la propaganda di destra osannava Salvini come unico baluardo all’invasione, come uomo forte che metteva finalmente mano alla questione politica più calda degli ultimi anni, la propaganda di sinistra che domina l’informazione mainstream massacrava il Movimento come complice della disumana deriva xenofoba e come traditore di chissà quali valori. La verità era come al solito tutt’altra. Il governo gialloverde dovette mettere una pezza ad anni di politiche fallimentari sull’immigrazione. Un fenomeno finito fuori controllo con l’Italia che sembrava davvero un campo profughi abusivo. E checché farneticasse la propaganda di sinistra, la presenza del Movimento al governo funse da argine e non permise a Salvini di calcare la mano sugli immigrati così come su molte altre questioni. Già, i decreti sicurezza erano necessari e in gran parte hanno funzionato anche se ovviamente sono perfettibili e non hanno certo risolto una questione globale ed epocale come l’esodo verso il mondo industrializzato. Per quello ci vorranno anni ed anni di cooperazione internazionale. Ma la propaganda non ha tutto quel tempo. Non vede oltre le prossime elezioni. Non vede oltre il nemico da abbattere. Salvini ottenne i decreti sicurezza in extremis, poi si congedò da eroe e tentò il colpaccio vantandosi di aver risolto il problema dell’immigrazione. Già, come no, peccato che gli sbarchi non sono mai cessati e come ogni estate sono ripresi anche se con numeri nettamente inferiori. Mentre il governo è al lavoro per porvi rimedio, la sceneggiatura propagandistica procede a parti invertite. La propaganda di sinistra che oggi governa si limita ad esternare qualche mal di pancia sui decreti sicurezza e si accontenta di qualche modifica. La propaganda di destra spera invece di ravvivare il sovranismo lanciando forsennati allarmi che manco l’invasione delle cavallette e difendendo coi denti anche le falle dei vecchi decreti. Già, oggi a sinistra conviene la calma, mentre alla destra conviene il caos. Il tutto in attesa che Salvini e Meloni comandino da soli e le parti in commedia s’invertano di nuovo. È questo uno dei mali più gravi del nostro paese. La disonestà intellettuale, l’ipocrisia e la faziosità accecante che domina la politica e l’informazione. Il campanilismo che piega la ragione trascinandoci in un baccano autolesionistico. Una politica ridotta a rissa ma non sulle idee e sulle cose da fare, sulle balle propagandistiche che vengono spacciate a secondo della convenienza. Un’informazione ridotta a fabbrica di quelle balle che le produce per assecondare le ambizioni di qualche padrone, per alimentare le nostalgie di qualche trombone che non molla l’osso perché non ha altro che la maschera che indossa e per coltivare il bieco conformismo che in Italia rende sempre un sacco. Guai a chi osa mettere in discussione l’andazzo, più comodo e redditizio accodarsi. Politica e informazione hanno sdoganato la menzogna a fini politici. Ormai non se ne vergognano più. Inquinano platealmente il dibattito pubblico con qualsiasi panzana gli torni comoda. Una xenofobia propagandistica, una avversione all’onestà intellettuale e alla verità dei fatti che sta facendo perdere all’Italia un’infinità di tempo e di energie sul nulla invece che affrontare i problemi reali che l’affliggono.

30 replies

  1. Ecco di nuovo il “trombetta del Sistema”, squillare l’Adunata.

    Preferivo ignorarlo, tanto è imbarazzante, ma è l’ora che la gente si svegli.
    Eccoli gli “antirazzisti” e “antifà”, i ricchissimi e i loro cagnolini. I mondialisti, i globalisti.
    Quelli che per secoli hanno imposto a suon di bombe, la supremazia anglo-americana, e che poi, scoperte le opportunità della glebalizzazione, con delocalizzazioni annesse, ora spingono (con qualunque mezzo), affinchè la nazionalità non conti più nulla, le nazioni spariscano e conti solo il denaro. È a suon di denaro, che si distruggono i baluardi della democrazia, che si spalmano gli schiavi dove fa comodo, per lavorare gratis e per destabilizzare, se necessario.
    E chi se ne frega del popolo che soffre, parola talmente orribile, per questi esseri immondi, da diventare innominabile; populismo, nella neo lingua dei milord e dei loro sodali, è il termine dispregiativo con cui prendere le distanze, dalle richieste del popolo.
    Prima democrazia, ora “populismo”; prima gli Stati, ora il calderone dove nessuna voce conta, perchè i poveracci gridano al cielo, e i miliardari (e i loro sodali), impongono le regole Buone, dall’alto, come gli Dei. Prima la famiglia, ora i rapporti occasionali, tutti validi allo stesso modo, tanto i figli li deve educare la scuola di stato, totalmente asservita ai pochi privati, ma pagata da noi.
    Ed ecco, che i lacchè nell’anima, fiutato l’andazzo, non si schierano con chi prova a resistere, Davide contro Golia, ma dalla parte dei Padroni, che fino all’altro ieri avevano infamato; beh, fino all’altro ieri, mica erano così potenti.
    Non ho più voglia di parlare, lo schifo è davvero troppo.

    merlicchio canterino esulti pure, per il ripristino del “permesso umanitario” (permesso universale); spero che i suoi familiari non debbano incontrare mai un Osegale; forse in quel caso la piaggeria verso i “Soros” se la rimangerebbe.

    "Mi piace"

    • “Glebalizzazione” e’ fantastica, e ti ringrazio per avercela donata. Almeno una gioia.

      Invece, nel resto del letto, si ravvede la solita destraccia.

      “Quelli che per secoli hanno imposto a suon di bombe, la supremazia anglo-americana” non hanno nulla a che fare con i baluardi del pensiero di sinistra, che a tutt’oggi sono anche quelli della democrazia, guarda un po’… Quelli che impongono le bombe, ed a suon di talleri distruggono la realta’ degli strumenti di un governo democratico (la qualita’ dei servizi, dell’ambiente e l’eguaglianza di fronte alla legge, ad esempio), che spalmano gli inconvenienti della produzione di massa su schiavi nuovi e vecchi, sono gli stessi che incarnano sia l’ingiustizia del fascismo sia quella del capitalismo, con le bugie.

      Con le bugie, non v’e’ fascismo senza bugie, cosi’ come per le bombe: prima sganci le bugie poi le bombe.

      “E chi se ne frega del popolo che soffre, parola talmente orribile, per questi esseri immondi, da diventare innominabile; populismo, nella neo lingua dei milord e dei loro sodali, è il termine dispregiativo con cui prendere le distanze, dalle richieste del popolo”. Del popolo se ne fregano quelli ci vivono assieme, non so te, piu’ impegnato a mostrare questa puzza al naso nei confronti di chi propone soluzioni assimilandoli a non meglio specificate e’lite economiche. Le richieste del popolo non hanno mai fruttato alcunche’ di buono da quando – sempre – i potenti hanno trovato una maniera di fargli dire quel che vogliono loro. Prima era la fame e la spada, poi la televisione, poi di nuovo la fame e la spada (in senso lato, vedi stragi). Le richieste del popolo sono le stesse di quelle dei ricchi: farsi i fatti loro spesso in barba al buonsenso ed ai succitati baluardi della democrazia (poi, se chiamate democrazia la RPC o l’Iran, se definite democratico un Orban o un Duda o un Erdogan o un Forcone son fatti vostri). A questo punto il cosiddetto “popolo” e gia un sistema di fazioni, strumentalizzabile e distraibile.

      E siccome le parole “parlano”, mo’ mi salta il ticchio di aver sulle scatole chi parla di “popolo” perche’ dimostra di inquinare, insozzare, sfruttare l’unico dono che possiamo aver ricevuto da 6000 anni a questa parte: l’idea ed il ruolo di cittadinanza. La cittadinanza – d’una valle o di una metropoli – e’ un corpo organico e variato, variabile nei casini che si procura e nelle maniere in cui difende i diritti e denuncia gli abusi. Invece no, adesso popolo e’ bello, popolo e’ nazione (unoerre, attacca Almamegretta), nazione e’ buuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuh! molto importante, e’ come il completino per uscire, lo si esibisce.

      Perche’ nessuno parla di “cittadini e cittadine”? Perche’ altrimenti si entra nell’ambito dei diritti e dei doveri, e in Italia di doveri non credo voglian sentir parlare in molti.

      Ergo, il cosiddetto “populismo” e’ sicuro indizio di prevaricazione e divisione e vorrei che qualcuno o qualcuno mi dicesse che “il populismo e’ buono/meglio perche’ lo fa tizio o tiuzia”. Fate un esempio.

      In chiusura, due note. Prima, gli immigrati e’ sempre colpa loro, nevvero? Armi all’Egitto, Turchia, nessuno?
      Seconda, quanto e’ difficile trovare un Kafka in Praga, oggidi’, tutti quanti volevano stare solo con quelli “fatti come loro” ed ora la mista buona non c’e’ piu’

      "Mi piace"

  2. Questo Merlo cinguetta sempre la stessa solfa. Si può definire giornalista qualcuno così sdraiato su un partito politico? Le criticità ci sono ovunque: la destra è totale feccia, la sinistra soffre dei traumi di anni di pessima politica complice ma è se non altro meglio del periodo Renzi, i 5 stelle non sono esenti da colpe e ipocrisie. Obiettività e misura per favore.

    Piace a 1 persona

  3. In risposta ai due commenti sopra: Merlo non supporta il processo di globalizzazione, né difende il sistema delle informazione italiano. Credete davvero che Salvini difenderà i posti di lavoro una volta al governo? Gli industriali vogliono un basso costo del lavoro e la libertà di licenziare e li accontenterà subito. Allo stesso modo userà la stampa amica/nemica a scopi elettoralistici, come fa tutt’ora. Nn tenterà mai di risolvere i problemi di RAI e finanziamenti pubblici ai giornali. I 5stelle nn stanno facendo molto per questo ultimo problema ma mi dà molta più fiducia della destra (vedi decreto dignità, spazzacorrotti, nuove norme csm, …). Poi, la soddisfazione piena non esiste in politica.

    Piace a 1 persona

  4. Master Class
    posso essere d’accordo su alcuni punti polemici però arrivare a riproporre, specialmente quando parla di dissolvimento della famiglia sembra si sentire “dio stato e famiglia” di fascista memoria,. Basterebbe attuare (diffendere visto il continuo attacco attuato negli ultimi 30 anni) la costituzione italiana e i suoi capisaldi con i diritti fondamentali per tutti e specialmente con un occhi di riguardo verso i più deboli. Ora che certi sinistroidi si siano fatti portavoce del capitalismo multinazionale e neoliberista, in cui il razzismo si estrinseca attraverso lo stato sociale a cui appartiene un individuo, non significa che partiti di destra come la ex SegaNord che con leggi come la flat tax e la secessione delle regioni più ricche per liberarsi dai meridionali parassiti e sfaticati avremmo una maggiore giustizia sociale. Lo dimostrano le regioni in cui le destre governano e lo fanno con lo stesso servilismo verso il capitale.

    Davide Oblomov Bragagna Titton
    La solita solfa per screditare i 5 stelle , “anche loro sono uguali agli altri”.
    Le voglio solo ricordare il decreto dignità, il reddito di cittadinanza, la legge sul salario minimo che il pd non vuole fare.
    Poi possimo dire che anche il movimento ha delle ricadute, ma paragonarlo agli altri partiti lo trovo molto forzato

    Piace a 1 persona

    • Credo che si stia dimenticando una polemica che ci ha rotto le ” tasche” per mesi: l’autodifesa. Sembrava che nei decreti/sicurezza fosse stato liberalizzato il far west dalla sparatoria facile contro ladri e rapinatori, la corsa alle armi e l’ incitamento a usarle. È passato un anno. Dove sono i difensori del provvedimento che lo consideravano unico argine alla delinquenza e i detrattori che dipingevano scenari sanguinosi?

      Piace a 1 persona

      • Il Manifesto è ancora un ottimo giornale sia nella prosa che nei contenuti in quanto ha preservato una dialettica lucida e razionale a fronte della generale involuzione che ha indotto alcuni pensatori e scrittori a declinare sui bizantinismi o sulle strade di una ascesi “religiosa” con un richiamo ai dogmi della fede, per contrappesare un vuoto di concetto e logos, ma il suo limite, per quanto mi riguarda, è insito nell’essere appunto un giornale, cioè uno strumento di analisi e rendicontazione postumo, incapace, però, di mordere il potere forte e cattivo, quello che si insinua nelle istituzioni e fa casta e merenda con una prassi poco chiara e reazionaria nei suoi paradigmi costitutivi tanto da pensare ad una vena “nazista” ingrossata per meri scopi lucrativi. Se, come si narra nell’articolo, queste tipologie di aggressioni, si stanno estendendo, non credo che sia possibile farci molto in quanto all’incultura generale e al dissesto sociale si sovrappongono la semplice cattiveria e un semplice desiderio di odio, che anche se latente, si esprime in aggressioni verso i migranti, verso le donne, verso gli anziani, verso cioè, le fasce inermi e deboli della popolazione; è il modus operandi dell’odio vigliacco, dell’amore pagliaccio, dei cervelli cresciuti su orizzonti strampalati…

        "Mi piace"

  5. Gli Articoli di giornale sono una specie di salvagente in un mare profondo e vasto, ma le loro disamine, pur essendo critiche che vertono anche su di una dimensione costruttiva e idealmente corretta non hanno la forza di creare aggregazione su nessun tema, possono spingere verso una fazione politica o quella opposta (il bicameralismo è da molti lustri surclassato da una massa di rappresentanza divenuta talmente corporale a se stessa e corale nelle azioni da essere divenuto plausibile quanto legittimo il pensiero di una sua potatura). Cosa è che oggi crea aggregazione? Le singole analisi politiche sono sterili se non investite della loro risonanza territoriale e molte istanze si auto perpetuano in funzione di una logica di mercato che procede per inerzia, che quanto più la massa è grande altrettanto grande sarà la sua forza inerziale. I processi politici sono, fondamentalmente, processi economici e sociali e le conseguenze delle scelte orchestrano lo sviluppo dei territori. Ma a me, questa politica così come si è evoluta, non piace affatto, che per espandersi ha perso sia in qualità sia nella forza di incidere positivamente sui singoli e sulle aspettative di tutti (..). Sembra che i vari traguardi vengano spostati di volta in volta man mano che qualcosa spinge troppo verso il basso, verso il così detto popolo, in modo da non giungere mai alla meta come la bilancia della cassa integrazione non pagata che sembrerebbe spiegare la reazione al gettito del reddito di cittadinanza, ma forse sbaglio.

    "Mi piace"

    • Quando ero bambino l’Unita’ e l’Avanti aggregavano vecchietti al parco. Il formato, il prodotto era usato in quella maniera. Mi chiedo perche’, per me, l’aggregazione e’ creata dai bisogni… Per lei?

      "Mi piace"

      • Le persone cercano ciò di cui hanno o sentono il bisogno e si muovono in quella direzione come gli animali lungo i loro sentieri tracciati. Ma alla fine si finisce sempre nella caverna e questo è ciò che rende tristissimo il rapporto umano, specialmente quello tra un uomo e una donna, che nella fase adulta non riescono più a vedersi come “bambini” ne di fronte al mondo, ne a fronte dei sogni da realizzare o dei problemi e problematiche varie da risolvere; Le posso dire che credo che la retorica degli antichi e anche degli scolastici, confluiti poi nella chiesa cristiana e ortodossa, avesse questo potere magico, cioè la capacità di sovrastare le menti adulte, nel loro medio estrinsecarsi, e di agire come un faro, come una fiamma sacra, un fuoco fatuo, che permettesse al genio umano di servire l’uomo, l’uomo che serve l’uomo; e in questo anacronismo sinottico, gli esseri umani, se mi consente, credo che siano più capaci e altruisti rispetto ai mille re soli al comando.

        "Mi piace"

      • Signora Minestrina, se letto il giornale cartaceo permette di riflettere, invece di guardare le figure come in tivvu’. L’articolo di giornale in genere non aggrega perche’ viene trattato come un caffe’ al mattino, si consuma tête-à-tête con le proprie opinioni. Finiti i tempi in cui si incrociava il tipo o la tipa chiedendo “hai letto [eccetera eccetera]?”, chissa’ oggi come fate voi la’ (o meglio, i vari strati di cittadinanza).

        Piace a 1 persona

      • Ho cliccato nel posto sbagliato, quanto sopra va verso Minestrina. Quanto sotto a Gatto.

        L’analisi testuale permette di identificare elementi di stile negli scritti che possano offrire una “identita” a chi quei testi ha prodotto. Ad esempio, il sistema numerale indiano e’ stato maneggiato in maniera critica e scientifica dal mondo islamico verso l’800 CE, ma alcuni sospettano che autori persiani e arabi avessero cominciato a considerarlo un poco prima, portando come prova un testo scritto si’ un secolo dopo quella data, ma usando un linguaggio cosi’ fuori mano rispetto alle produzioni testuali contemporanee che si tratta molto sicuramente di una copia di corrispondenza tra tecnici anteriore all’800 CE. Oppure il caso di Paolo Sarpi che smonto’ la bufala (BUTAC nel 1600) della donazione di Costantino, dimostrando che il Vaticano raccontava fregnacce.

        Le tematiche attinenti all’analisi testuale sono complesse e di denso spessore, questo per dire che non ci capisco un’acca e che dovete andarvi a cercare tutto voi. Eppero’, fino dagli anni ’60 SS, il fatto di poter inserire un testo su banda magnetica e poi forare cartoncini per produrre risultati quantitativi (ed, interpretandoli, qualitativi) ha accomunato l’ingegno di matematici e semiologi – partite da Eco – per poi sfociare nella medicina legale, psicocosologia, eccetera, infine per essere prostituito nel campo dell’ufficio risorse umane. Ed io, gli effetti di questa prostituzione mentale e perverrsione della scienza, li ho sofferti parecchio in due continenti e [numero a caso inferiore a dieci] Paesi.

        Messo questo in chiaro grazie alla stringatezza ed esaustivita’ della mia prosa, cosa c’entra la robba FPGA e TensorFlow? Il primo termini indica un circuito dedicato (pensate ad un ASIC dei primi anni ’90, se siate stati Amiga o Atari) costruito tramite Field Programmable Gate Arrays, ovvero un tappeto di circuiti ai quali si puo’ dire cosa fare attraverso istruzioni predeterminate. FPGA vengono usate per simulare processori, oppure specifiche operazioni di calcolo che impegnerebbero la maggiorparte delle ebergie di altri “processori” anche se piu’ potenti. L’utilita’ di un FPGA e’ di poter fare una cosa sola, e farla a manetta, in maniera dedicata (vedi le FPGA per i cosiddetti Bitcoin). Per finire, TensorFlow e’ un ambiente di “messa in opera” per operazioni di Intelligenza Artificiale, quindi maneggia un botto di risorse ma soprattutto offre vantaggiose (per chi ne capisce) possibilita’ di delegare, di spargere gli sforzi di elaborazione attraverso “nodi” (e qui mi fermo perche’ ogni altra parola e’ borgorigma tecnico-parolaio di cui capisco uno zefiro).

        Indi per cui, se tu riesci a sgamare i molteplici nick della Nostra, o dici di poterlo fare, vuol dire che cogli intuitivamente segni semantici o sintattici o tipografici attraverso i quali sai o credi di saper individuare la mano che si firma Minestrina.

        Sono le otto di sera e segnano ancora trenta gradi.

        "Mi piace"

      • Perdincibbacco, non c’ò capito ‘na mazza, ma m’è piaciuto! … Sì, penso di essere ancora uno dei pochi che usa la propria ‘identità’ per intuire ciò che oggi non si fa che con l’ “alterità” tecnologica, se è questo che intendevi dire con la disamina che mi hai proposto circa “la robba FPGA e TensorFlow”…

        "Mi piace"

      • Noooooooooooooooooooooooooo… Allora “identita’” era la parola sbagliata. “L’analisi testuale permette di identificare elementi di stile negli scritti che possano offrire una “immagine” di chi quei testi ha prodotto”.

        L’analisi testuale risale allo scrivente, al suo tempo, alle motivazioni, eccetera.

        Esempio: il gioco dei quiz che permettono di indovinare di chi si stia parlando. Oppure il detective che mette assieme indizi per una supposizione. La digitalizzazione di questo processo aiuta a far prima con le correlazioni, come dire una macchina per le analisi di laboratorio si fa cinquanta urine in mezz’ora cercando quello che vuole trovare nello specifico caso.

        "Mi piace"

    • Sono stata Atari, il primo computer fu acquistato nei primi anni 90, ma era senza rete con i primi programmi telescriventi, con l’avvento della prime reti ( omnitel ) si.. Atari, ricordo questo nome vagamente.. Il manifesto? mi scusi Ennio lei ha postato qui un articolo a del Manifesto, che ho letto e commentato.. cosa c’entra il Manifesto 2? Il manifesto è stato bravissimo a non farsi fagocitare come l’unità, linea d’ombra, Airone e un altro interessantissimo settimanale che iniziava con la A come avanzi, di cui adesso non mi sovviene il nome, la sua Resistenza l’ha pagata ennesime mattine in cui non veniva menzionato nelle rassegne stampa televisive, adesso sembra che venga citato e gli articoli di prima pagina visionati,.. Cribbio questo governo sembra che funzioni nel modo giusto, da non crederci!

      "Mi piace"

  6. Maniche? L’articolo e’ di Luigi Manconi, il quale se non parla di garantismo riceve la mia attenzione, la testata non si richiama, almeno a occhio, al manifesto. non capisco. Lo leggo come leggo Le Monde Diplomatique, quando voglio perdere speranza e gioia di vivere.

    Invece, mi parli delle sue avventure pre-modem!

    "Mi piace"

    • Avventure pre-modem? Anche lei sign ennio è molto sibillino..Niente di speciale cosa vuole sapere? avevo degli ottimi amici che mi hanno sempre rispettato, come io ho sempre rispettato loro..La prima volta? ahh questo tempo delle mele…

      "Mi piace"

    • Atari mi sembra, se non vado errando che era il sinonimo di nick name, l’Atari con cui si va in rete. ma posso sbagliarmi, sono passati tanti di quei tornadi altro che il villaggio del mago di Oz.

      "Mi piace"

  7. No, e qui guarda caso torniamo a tangere il mare magnum che contiene il concetto di identita’.

    La parola era avatar. Adesso che wikipeggio vedo che la parola e’ indiana e nel mondo digitale ha la sua bella storiella.

    Ma ora, doccia, cannetta e poi robaccia antizanzara. A domani, per chi ne ha.

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.