Le sette minchiate capitali di Salvini

Immigrati, virus, tamburi e Briatore: levategli il mojito

(di Selvaggia Lucarelli – Il Fatto Quotidiano) – Deve essere un’estate durissima per Matteo Salvini, a giudicare dal livello della sua propaganda social e non solo social. Un livello così infimo e spassoso allo stesso tempo che c’è solo una spiegazione: i mojitos quest’estate ha cominciato a berseli tutti Luca Morisi. Senza zucchero di canna, succo di lime, menta e acqua di seltz: solo rum, però. Ecco dunque la speciale classifica delle minchiate postate da Matteo Salvini negli ultimi giorni.

1)Il leader della Lega esprime solidarietà a Mario Conte, sindaco di Treviso, per i 129 richiedenti asilo positivi al Covid nell’ex caserma Serena. Sindaco che afferma: “Il nuovo focolaio all’interno della struttura genera un danno incalcolabile, anche in termini di immagine, faccio causa alla Stato!”. “Sacrosante parole, questi sono i sindaci della Lega!”, tuona Matteo Salvini. Peccato che sia il sindaco di Treviso che Salvini si dimentichino, nell’ordine, che a) Treviso è stato uno dei primi focolai d’Italia e una delle prime zone rosse d’Italia, per cui “l’immagine” della città – se vogliamo scomodare un termine da soubrette – era già compromessa dal 7 marzo. b) Il 9 luglio a Treviso è arrivato un pullman di badanti dal Kosovo che rientravano in città per tornare ad assistere gli anziani: due di queste erano positive. Quindici persone di quel pullman sono risultate irrintracciabili. In quel caso il sindaco non ha parlato di bomba sanitaria e di cause al governo italiano. Si vede che se devono svuotare il pappagallo agli anziani trevigiani, gli stranieri sono un po’ meno stranieri degli altri.

2) Alla luce dell’arrivo dei migranti in Italia, Matteo Salvini mette le mani avanti e scrive: “Se tornerà l’epidemia, sappiamo chi ne sarà colpevole”. In pratica lui gira senza mascherina nel tour delle piazze stringendo mani e maneggiando i cellulari di chiunque, va in Senato rifiutandosi di indossare la mascherina, dice che il saluto col gomito è la fine della specie umana, strizza l’occhio ai no-mask, dice che non manderà sua figlia a scuola con la mascherina, lancia il messaggio che la mascherina sia una specie di bavaglio che il governo vuole mettere agli italiani e se torna l’epidemia è colpa dei migranti. Certo. I leghisti non si ammalano, basta bagnarsi con l’acqua del Po. O stringere la mano di Salvini, Gesù aveva le stimmate, lui ha gli anticorpi sui palmi. Gli dai il cinque e sei immune.

3) Posta un video di Flavio Briatore scrivendo a caratteri cubitali la frase dell’imprenditore contro il Governo: “VIVONO IN UNA BOLLA, NON HANNO IDEA DELLA VITA REALE!”. Cioè, secondo Salvini Flavio Briatore è l’esperto di vita reale. Attendiamo che citi Attilio Fontana come esperto in trasparenza bancaria.

4) Scrive: “Non vi sembra un’Italia al contrario? Quando lo spiego all’estero non ci credono!”. Ora, sarebbe interessante sapere a chi spieghi l’Italia all’estero Matteo Salvini. E in che lingua, visto che il suo unico interlocutore al momento sembrerebbe quell’Orban che a maggio gli scrisse saggiamente via sms “Dear friend! Congratulations. L’Ungheria è con te, Matteo! Viktor”. Della serie: fino a “dear friend” magari ci arriva, il resto glielo scrivo in italiano così capisce.

5) Per frignare a proposito del processo Open Arms, Salvini posta la foto di sua figlia che è in un’età – 7 anni – in cui non può ancora incazzarsi per la sua esposizione pubblica a fini propagandistici. E commentando la foto scrive: “Per amore dei nostri figli, per il bene dell’Italia, in difesa dei nostri valori e del nostro futuro. Possono anche processare un uomo, ma non potranno mai arrestare le nostre idee e la nostra voglia di Libertà”. Inutile dire che sogno un futuro in cui quella bambina, per spiegare la sua idea di libertà, a 18 anni, con una crocchia di dreadlocks in testa come Carola Rackete, speronerà un gazebo della Lega alla guida di una ruspa.

6) Salvini posta una notizia di cronaca di quelle che scuotono il paese come neppure riuscì a fare la strage di Erba e cioè: “Torino, immigrato tunisino strappa una collana a una 70enne. I passanti lo inseguono e lo bloccano”. Segue il commento: “E io a processo?”. Giuro che ho riflettuto almeno 15 minuti sul nesso tra i due avvenimenti ma non l’ho compreso. Cioè, se un tunisino delinque, Salvini non deve essere processato? E se anziché tunisino fosse stato messicano, cosa avrebbe scritto, qualcosa tipo “E noi qui mangiamo ancora nachos al formaggio?”. E se il ladro fosse stato italiano, il processo andava bene? Perché nel caso informo che ieri un italiano ha tentato di compiere un furto nel duomo di Arezzo, un altro italiano ha rubato una moto a Modugno, uno ha commesso un furto alla Ip di Sondrio, un altro ha rubato una borsa a Genova e insomma, dovrebbe essercene abbastanza per compensare il tentato furto del tunisino e chiedere il 41 bis per Salvini, se il criterio è “se delinquono solo gli stranieri niente processo”.

7) L’account ufficiale “Lega Salvini Premier” posta una foto del premier Conte, di Roberto Fico e di Teresa Bellanova che suonano i tamburi. Il commento per sbeffeggiarli è: “Mentre l’Italia affonda, loro suonano il tamburo”. Tamburo che chissà, al leghista medio deve sembrare anche uno strumento vagamente esotico, che evoca danze tribali e cannibalismo. Purtroppo l’account “Salvini premier” ignora il fatto che si trattava di un’iniziativa di inclusione per i disabili. Speriamo che nella foga di questi giorni Salvini non chieda di rispedire anche loro, in Tunisia.

30 replies

  1. Salvini e tutto il suo clan sono uomini di merda.
    Basano la propaganda prioritariamente razzista su una dialettica da terza elementare, adeguandosi invece di far crescere queste masse di ignoranti che lo seguono.
    Individua tutta una serie di problemi, presunti o inventati, ai quali non dà soluzioni ma interregativi tendenziose alla pancia dei propri seguaci.
    Ed è risaputo che la pancia non è connessa ai quattro neuroni che vagabondao solitari nel loro cranio, ma sfoga in un orofizio maleodorante.

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    • @Jerome B.
      “… invece di far crescere queste masse di ignoranti che lo seguono. (cit.)”
      Se si adoperasse a far crescere (intellettualmente) quelle masse, ovviamente non lo seguirebbero più!
      E poi ti sei tenuto un po’ largo quando scrivi di quattro neuroni… a meno che la crescita intellettuale di cui
      stiamo parlando non sia già iniziata e noi non ce ne siamo ancora accorti!🙄

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      • Quello descritto da Jerome e dal grande Iula riportato è esattamente il modus operandi di tutti i capi politici che infestano quel circo abominevole che va sotto il nome di DEMOCRAZIA, che siano di destra, di centro, di sinistra, di sopra o di sotto ed eterogenei rispetto alle masse, solo per una spiccata propensione alla furbizia, non certo per intelligenza.
        Se così non fosse, non si avrebbe a che fare con il “demos”, l’unica categoria facilmente illudibile di possedere il Κράτος: ci dicano lorsignori, in che modo, sotto uno stesso aspetto, si può essere passivi e attivi, governati e governanti contemporaneamente!
        Come la maggioranza, per definizione incompetente, potrebbe, rimanendo tale, essere competente su qualsivoglia cosa? Come potrebbe conferire un potere che non possiede e non possiederà mai? Come il “più” può essere tratto dal “meno”?
        Strano che chi possiede più di quattro neuroni (quanti: cinque, sei?…), non si avveda della faccenda…

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    • Caro Gatto ci risiamo, il problema è sempre lo stesso, è il suffragio universale. Basterebbe chiedere ai cittadini che esecitano tale diritto una minima prova, tipo comprensione di un testo livello quinta elementare. E poi si che ci divertiamo a contare quanti fan drl kapitone possono recarsi alle urne.
      Utopia.

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      • Ma carissima paolapci, a parte che la “classe operaia” che aderiva a quell’acronimo che completa il tuo nick è migrata, a fasi successive, tutta intonsa nella prima Lega nord e lì si è fermata, il tuo ironico sussiego riguardante la proposta di introdurre una prova di comprensione di un testo di quinta elementare per avere il diritto di votare, perché dovrebbe essere un problema adesso che c’è Salvini e non quando c’era Berlinguer? E perché ci si dovrebbe, a questo punto, fermare alla quinta elementare e non spingersi alla terza media; alle superiori; università; dottorato? Sei per caso una vandeana a tua insaputa? O sei una democratica a fasi alterne che non sa cosa UNIVERSALE significhi?

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      • Troppe cose.
        Prima Lega nord, che vuol dire soprattutto Veneto, non certamente operaio centro sud, e nemmeno Nord in generale, ma comunque ormai sono andati, voti irrecuperabili. Lasciarli al loro destino, soprattutto visto che nemmeno la lega nord esiste più.
        Metti nella stessa frase Salvini e Berlinguer e mi chiedi quale sarebbe la differenza? Non accetto la provocazione.
        Quinta elementare, per dimostrare a quale platea parla, volevo scrivere terza in realtà, ma ho abbondato.
        Guerre di Vandea, paragone forzato, ma democratica a fasi alterne probabile, che vuoi non ce la faccio a considerare meritevole di diritto sl voto uno che si fa la fila di due ore per farsi la fato col kapitone

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      • E no, dai Paola, non far finta anche tu di non capire: non ho chiesto la differenza tra Salvini e Berlinguer (di passata, non è per nulla peregrina l’affermazione di Salvini per cui: “I valori di una certa sinistra che fu quella di Berlinguer, i valori del lavoro, degli artigiani, sono stati raccolti dalla Lega. Se il Pd chiude Botteghe oscure e la Lega riapre io sono contento, è un bel segnale.”; aggiungiamo che qualche bel tomo di sinistra, che sicuramente supererebbe il test di dottorato, l’ha scambiata per un’eredità morale tra i due, e ti puoi ben figurare cosa sia rimasto a manca!), ma della “minima prova di comprensione” dei rispettivi corpi elettorali: vorresti seriamente sostenere che la “classe operaia” di Berlinguer, che ha permesso al PCI all’epoca di raggiungere il 33,3%, avrebbe tutta agevolmente superato il test di “comprensione di un testo livello quinta elementare”? Dai Paola: col cavolo che si sarebbe pigliato il 33%! Quindi: perché quelli che adesso “lasci al loro destino” dovrebbero essere sottoposti al test di comprensione, mentre prima valeva il suffragio? Dicevo Lega Nord, per dare una data storica alla “diaspora”, infatti ho parlato di “fasi successive”: per cosa credi che Salvini abbia tolto il “Nord” dal nome? Per quanto riguarda la questione democratica a fasi alterne, bisogna dire che è affettiva non probabile, e ciò costituisce un vero paradosso! A me fa zero differenza che sia col kapitone, con il Pinocchietto, il “bello addormentato” o il “banana”: quelli che si fanno la fila per due ore per farsi la foto, tutti alla pari sono! Come vedi. Non sono certo io a far paragoni forzati.
        Guerre di Vandea? Non occorre andare al fronte per essere un vandeano.
        Troppe cose? Non sono uso farmi la barba col rasoio di Occam…

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      • Gatto, ma è semplice, perché Berlinguer non mentiva al suo elettorato, e cosa più importante, non ne aveva bisogno, non c’era un Berlinguer privato che doveva difendere in pubblico. Salvini mente continuamente, non solo per torlupinare chi lo acclama, tra l’altro su argomenti che non conosce nemmeno lui, o non li ha capiti (il MES 6/9 mesi fa, prima del Covid, era diventato una battaglia ideologica, ma tu davvero credi che lui sapesse cosa fosse? Ti prego!) ma soprattutto perché ne ha bisogno lui, tutto è un fatto personale. E allora l’esamino serve perché questa destra che trascina l’elettorato in questa miseria. Che se fossi di destra darei le capocciate al muro ogni volta che parlano sia Salvini che gli altri, che so Romeo, hai mai sentito parlare Romeo?

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      • Vabbè Paola, vedo che ti ostini a svicolare: mi ricordi tanto Minestrina/RUGGINE/FRANCESCA.
        A questo punto potremmo imparare a ballare il tango che, come diceva Cremonini, nella vita serve sempre: mi dai il tuo cellulare?

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      • Stavolta ti ho risposto, l’esame serve perché il fascio leghista si beve tutto, non sa distinguere la realtà dalla fantasia, né questioni private dei leader con questioni pubbliche. Basta guardare il tema del momento, la “donazione” di Fontana, lì c’è tutto: bugie per nascondere il conflitto di interessi, poi la questione personale penale e morale, di un amministratore coi soldi in Svizzera (immorale come il dirigente sanitario che non si fida del suo ospedale; penale, da dove arrivano questi soldi?).
        Inoltre, non sono una fan dei 5s, ma se un personaggio come Gallera o Fontana, fosse stato 5s il divertimento dei giornali sarebbe ben altro. Invece il 5s lo puoi bullizzare, e sia chiaro, se lo merita io ne sono ben felice, il punto è che lo si fa per dimostrare una tesi precostituita.

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  2. Deboluccio, da che parte lo vede???? Scusi sono veri o falsi i momenti descritti? Se sono veri cosa c’è da dire se non vergognarsi e tacere, in silenzio dietro alla lavagna!

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  3. Intendevo non per la realtà dei fatti decritti (incontestabili) ma perché (forse chiedo troppo?) sono abituato ad uno stile più graffiante da parte della mia preferita Selvaggia Lucarelli.

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  4. La Lega già guarda a Zaia, partiti così piramidali, che investono tutto sempre solo su una persona, rischiano anche tutto se quella persona comincia a perder colpi. Anche la vicenda Open Arms che Salvini cavalca come può, non credo incida più di tanto. A parte che non credo alla fine succederà nulla, perché per quanto l’ex ministro sia un irresponsabile opportunista in caccia di voti, sarà difficilissimo dimostrare la reale volontà del sequestro. Se Salvini perde voti è perché molte delle cose per cui lui sbraita si rivelano infondate e delll’unica cosa di cui bisogna avere paura e da prendere in seria considerazione, lui racconta che non esiste.
    Per quanto abbia allevato il più possibile elettori acritici, nella regione più colpita dal covid, governata dalla Lega, in cui il governatore si sta ridicolizzando in tutte le forme possibili, non puoi raccontare che il covid fa parte di un piano di segregazione del governo.

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  5. E siamo solo all’inizio di agosto, ma sappiamo tutti che il meglio deve ancora arrivare, ancora un paio di settimane di pazienza: il mojito, se fatto bene (e non ho dubbi che nel locale di proprietà del Consigliere Europeo leghista lo facciano benissimo), è delicato, dissetante e soprattutto leggero, bisogna lasciargli il tempo di fare effetto.

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  6. A giudicare dalla “presunta” granita all’arancia che il cazzaro ha postato su Twitter e che pareva sanguinella direi che il Papeete si conferma quello che è sempre stato: un locale con prezzi altissimi, almeno quanto il volume della musica, e qualità pessima. Non a caso da sempre metà di calciatori e veline (in passato)

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  7. invece quelli “buoni”, il partito delle tasse e rocco col bibitaro, risolverebbero tutti i problemi del nostro paese, vero?
    E perchè finora, specialmente il primo, non l’hanno fatto???
    Eppure loro sono quelli bravi e buoni…..
    ridicoli

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