Le tre facce della Meloni per ottenere consenso

(di Daniela Ranieri – Il Fatto Quotidiano) – A un certo punto, in era ante-pandemia, quando non avevamo niente di serio a cui pensare, è diventato di moda elogiare Giorgia Meloni.

Non lo facevano solo Rita dalla Chiesa e il Codacons, con le solite motivazioni (“Porta avanti i veri valori; conosce i problemi di Roma”), ma anche Le Monde, il giornale parigino della borghesia illuminata (“È dotata di un tasso di simpatia record”), e gente di sinistra: per Bertinotti “è corretta e leale”, per Roberto Vecchioni “è più a sinistra di Renzi” (e ci voleva poco), per l’archistar Fuksas “la coerenza di Giorgia Meloni è unica, è una persona profondamente legata al suo popolo”, quasi che elogiare la Meloni fosse diventato un distintivo di sciccheria da parte di gente talmente serena ideologicamente da potersi permettere di apprezzare una che condivide le idee di Ignazio La Russa, purché fosse contro il governo.

Chissà cosa pensano, i fan, della performance che ha visto impegnata Giorgia alla Camera durante il voto per la proroga dello stato di emergenza, quando si è fisicamente trasfigurata, passando dall’immagine della sovranista popolana che capta gli umori del mercato della Garbatella e li porta nel palazzo del potere (a volte anche con derive un po’ così, coi toni della sora Giorgia che consiglia la fettina migliore al bancone macelleria), a quella furente e incendiaria della oppositrice che lancia l’allarme per la “vera e propria deriva liberticida” che “il governo ha messo in campo con la scusa del coronavirus”.

L’allocuzione di Giorgia est omnis divisa in partes tres:
1) Accusa al governo di voler prorogare lo
stato d’emergenza per fare cose nocive e/o favori a non precisate entità: per esempio, per “consentire alla Azzolina di buttare qualche centinaio di milioni euro in banchi a rotelle con cui gli studenti potranno giocare all’autoscontro”, tasto molto battuto sui social;
rovinare il turismo; costringere commercianti e imprenditori a chiudere. Non c’è chi non sappia, ormai, che lo stato di emergenza non ripristina il lockdown, ma è un assetto istituzionale e logistico dello Stato che si prepara a fronteggiare ogni evenienza.
In questa fase del discorso Meloni è caricata a pallettoni, mischia un po’ di Cassese e un po’ di Agamben, ma non si sa quanto ci creda ella stessa.

2) Accusa al governo di volere poteri speciali per stare “abbarbicato alla poltrona”: in base a questo assunto, Meloni chiede elezioni subito, anche se ci sono state due anni fa.

Peraltro giusto un anno fa Salvini provò a “capitalizzare il consenso” (cit. Conte) chiedendo i pieni poteri e le elezioni sulla base di quei sondaggi di cui oggi entrambi, siccome ora premiano Conte, disconoscono l’attendibilità (e si sa in che stato si aggira oggi Salvini per l’Italia).
In questa fase Meloni tiene la mano in tasca, minacciosa e blasé. Non si respira nessun sentimento autentico verso “gli italiani”: è pura guasconeria.

3) Accusa al governo di aver fatto in 5 mesi cose che non c’entrano con la pandemia: dalla lotta contro l’omofobia (“Che, adesso il Covid aumenta i casi d’intolleranza verso gli orientamenti sessuali? ’N c’entra niente!”), alla sanatoria degli immigrati. Questo passaggio serve a ribadire i puntelli di Fratelli d’Italia, ad assecondare l’intolleranza quasi epidermica di certi elettori verso immigrati e gay, ciò che fa dire agli ammiratori di Giorgia che ella ha i valori ed è coerente.

Il climax è raggiunto con l’anafora di “Con quale faccia?!” ripetuto 5 volte, in cui si mischia tutto, le multe ai commercianti. gli inseguimenti coi droni, i “clandestini che violano i nostri confini” e poi vanno “a zonzo violando la quarantena”.

Al di là del merito politico, ci si chiede com’è successo che una ex missina e ministra di Berlusconi, ammiratrice devota di Almirante, abbia guadagnato una stima trasversale

. Forse è stato anche per via delle parodie “simpatiche” che di lei sono state fatte
sui social e nei programmi di satira Tv, con la messa in burletta del suo stile oratorio tra battaglia di Lepanto e televendite di Wanda Marchi, che Giorgia è diventata pop.

Meloni ha marciato su questa popolarità e, mentre la sua faccia sui manifesti ringiovaniva, lei politicamente invecchiava, accontentandosi di scavarsi una nicchia di schiettezza popolana in contrasto con la torva facies da questurino del citofonatore.

Adesso che egli è bastonato dai suoi numerosi guai, è lei a fare la faccia truce. Sotto Covid la destra ha perso il treno, non ha saputo farsi carico dell’istanza di protezione degli italiani, e mentre Salvini si è rifugiato nella negazione della realtà e nella libertà di contagio, alla Meloni, che la mascherina la indossa perché sa che c’è un’emergenza, è rimasto questo impopolarissimo spicchio di mercato, inteso per una volta in senso elettorale (fermo restando che farebbe bene a tornare in quello rionale, dove scoprirebbe che tra le paure dei cittadini non c’è la deriva liberticida).

14 replies

  1. L’articolo, in fondo, trasuda simpatia. Il capo di un partito che ospita chi ( parlando abitualmente con voce cavernosa e troppo alta – secondo me lo fa apposta -) ha messo in mano agli armatori i nostri militari sottraendoli agli ordini dei propri superiori, che insieme a lei ha votato in Parlamento ( cioè giurato) che B. era convinto che la minorenne marocchina Ruby fosse la nipote dell’egiziano Mubarak, che insieme a lei era ministro del governo B., non può suscitare simpatia, bensì ammirazione per la sua improntitudine e impudenza.

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  2. La cosa che più mi fa schifo di gente come la Meloni è il totale menefreghismo verso la sofferenza dei suoi concittadini che si trovano in stato di povertà.
    Lei non è affatto stupida e sa benissimo che è IMPOSSIBILE dare un lavoro dignitosamente pagato, più contributi, a milioni di disoccupati/precari.
    Lei non è affatto stupida e sa benissimo che la media di RdC arriva a malapena a 500 euro/mese A FAMIGLIA, non a persona. Ma nonostante ciò semina rancore e odio verso i poveri, definendoli “gente strapagata per stare sul divano”.
    Fa intendere che con i soldi “sprecati” del RdC si potrebbe avviare un boom economico se li diamo alle imprese. Ciò è matematicamente falso, perchè le pmi in Italia sono circa 3.719.000. Dividendo i 6 MLD del RdC per 3.719.000 di pmi, abbiamo circa 1.600 euro ALL’ANNO da dare alle imprese, ovvero 134 euro al mese. Con questo piatto di lenticchie non si avvia nessun boom economico, e lei lo sa benissimo.
    Come lei lo sanno anche i due Mattei. Stesso copione e stessa propaganda sulla pelle degli ultimi che chiedono solo di poter vivere dignitosamente.

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    • “Lei non è affatto stupida”
      no caro Guido, lei non è stupida ma ignorante forte, l’unica scuola cha ha fatto è stato il 5 anno dell’alberghiero, con la formazione che ha potrebbe al massimo gestire il baretto di un stabilimento balneare ad Ostia. Tutto quello che dice ed afferma è preso da piccoli messagini che ripete all’infinito con foga, tanto da sembrare, ad alcuni, una che conosce di quello che parla, ma è tutta commedia, se le facessero domande serie non saprebbe cosa rispondere o farebbe, come le accade spesso delle gaffes mostruose.

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      • @adriano 58
        Questa volta non sono d’accordo con te.
        Ignoranti, in senso lato, lo siamo tutti, anche il più celebrato degli scienziati.
        La Meloni non si occupa di fisica nucleare, di filosofa, di economia computazionale, o di agronomia; lei. purtroppo per noi, si occupa
        di politica e lo fa da moltissimo tempo, per cui ha avuto agio di apprendere e sfruttare a vantaggio suo e della sua fazione ogni
        più piccola o grande opportunità che il panorama politico del momento le ha offerto e le offre.

        Pensi forse che il suo bacino elettorale, contiguo e in parte sovrapponibile a quello di Lega e FI, gli consentirebbe di muoversi
        nell’arena politica con programmi e discorsi incentrati sulla ragionevolezza, sullo sguardo puntato al futuro, sulla realtà dei fatti,
        sulla condivisione e, non sia mai, sulla solidarietà?
        Ovviamente no, e la Meloni, così come Salvini prima di lei, punta tutto su una visione politica comprensibile, condivisibile e digeribile dal suo elettorato e, soprattutto, conforme alle direttive dei gruppi di potere che li indirizzano.
        Nel suo campo Giorgia Meloni, oltre a non essere stupida, non è nemmeno ignorante, ma è molto più esperta e navigata di tanti
        che pensano che parlare come una borgatara e urlare come una pescivendola sia sinonimo di ignoranza tout court.

        P.S.: Non vorrei che tu o altri lettori vedeste nel mio commento una velata ammirazione nei suoi confronti.
        Non è affatto così! Considero Giorgia Meloni, così come Salvini, Berlusconi e Renzi, i principali esponenti della peggiore
        destra europea, un’autentica jattura per il nostro Paese che potrà tornare a crescere solo quando sarà riuscito ad esorcizzare
        questi neri fantasmi.

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      • pieroiula

        pienamente condivisibile, ma ti posso assicurare che la sua ignoranza non è una posa, ignorante lo è veramente, spesso confonde mele e fichi.
        Mi spiego meglio, quando dice delle immani stronzate lo pensa veramente, solo che nessuno gliene chiede conto. Il suo 18% è gonfiato i sondaggisti sono come il servo con l’asino del padrone.
        Esperta di politica politicante lo è da quando frequentava l’istituto alberghiero statale “Amerigo Vespucci” di Roma e lo dico senza voler sminuire le scuole professionali, è lei che dice di essere interprete, de che?
        Ribadisco, non è in grado di gestire altro che un baretto di stabilimento balneare.
        Non è stupida è pericolosa, perchè fa passare pensieri, teorie e soluzioni elementari completamente sbagliate incolpando e montando la rabbia verso facili bersagli e distraendo dalle vere responsabilità, in primis anche lei da ex sostenitrice del CAI(N)ANO

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  3. Sono in attesa dei commenti di alcuni Troll come quella PUTTANA di Loretta, Gatto e Luigi, che mi minacciavano di querela per aver contestato e smontate nel merito le teorie sovranare di un tale Marco Giannini.
    Auspico una tale iniziativa per far partire un’indagine di ricerca di tutti quei profili che lorda o, con i loro insostenibili argomentazioni i commenti sotto ogni articolo.
    Saranno soggetti autonomi o fanno parte di un’unica centrale di controinformazione che li gestisce tramite algoritmi o schiavi da tastiera?
    Ai giudici la parola.
    Per smontare definitivamente la loro propaganda inquinata.

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    • Ma chi è che ti ha minacciato di querela? Io? Loretta? Dove l’avresti létto? Ma sei normale? L’unico che ha minacciato querele è stato Giannini, per rimediare, giustamente, a tutte le illazioni sul suo conto.
      Di te in particolare, in quanto tale, frega niente a nessuno: ma ti caga! Se poi dovessero, per Giannini, esserci gli estremi per farti rientrare nella categoria dei querelati, lo vedrà lui e io non soffrirò certo se ci sarai pure tu. Per quello che mi riguarda, non sei nemmeno degno di essere querelato, tanto sbarellate sono le tue posizioni… Esci da questo corpo! E una volta riuscito l’esorcismo, fatti una vita… PS. Redazione, sono mancato un po’ di mesi, ma vedo che avete cambiato solo piattaforma software, non certo stile di moderazione: com’è possibile che soggetti come il suddetto scorrazzino liberamente su questo blog offendendo a destra e a manca?

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  4. Secondo me questo gonfiaggio mediatico della meloni è facilmente spiegabile: la nave salvini affonda e i topi scappano su un altro prestanome del potere.
    Sono i meccanismi di leadershiT mediatica.
    Il fatto che ripieghino sulla meloni, personaggio da b-movie, la dice lunga su quanto siano alla frutta.

    Man mano che i cannoni mediatici perdono forza, la loro fine si avvicina (a grandi passi).

    PS nel gioco ovviamente ci metto anche leu, pd e tutta la finta sinistra che con la finta destra formano la nostra finta democrazia.

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  5. “quando non avevamo niente di serio a cui pensare, è diventato di moda elogiare Giorgia Meloni”

    Cara Daniela Ranieri, dovresti guardare anche a casa tua (Il Fatto Quotidiano) di tutte le volte che Padellaro la ha elogiata (desiderio di ingropparsela la chiamo io).
    Per me era ed è la TRUCIDA, più pericolosa del Cazzaro Verde, perchè si nasconde dietro il suo genere, e chi la critica può essere accusato di miṡoginìa ed attentato ad una madre.

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