Il debito pubblico come non ve l’hanno mai spiegato

CI ASCOLTERA’ ITALEXIT O CI ASCOLTERA’ IL M5S?

(Marco Giannini) – Iniziamo subito con 5 premesse per azzittire i pappagalli “neoliberal”:

  1. L’Italia non ha mai avuto un eccesso di spesa pubblica per beni e servizi nel dopoguerra.
  2. L’evasione fiscale (fonte CGIA di Mestre 2013) è così suddivisa come mancati introiti:
  3. 8 MD le PMI (spesso di sopravvivenza altrimenti chiudi e licenzi).
  4. 25 MD i salariati in nero di cui tra 1/3 e 1/2 stranieri (quasi sempre di sopravvivenza).
  5. Multinazionali e finanza 42 MD.
  6. Criminalità organizzata 40 MD.
  7. Corruzione ed evasione sono sempre state un freno alla meritocrazia, al talento ma ce le siamo sempre pagate da soli (non ci siamo indebitati assolutamente verso tedeschi o altro) ed infatti abbiamo la tassazione più alta in occidente, di circa 10 punti percentuali.

Le voci “c” e “d” non vengono mai colpite dai Governi e se ne sbattono dei pagamenti con la carta di credito, li aggirano…

  • La svalutazione di una moneta provoca al massimo (secondo la letteratura e le esperienze mondiali) una inflazione di 1/3 del valore della svalutazione.
  • L’inflazione anni ’70 ebbe due picchi causati semplicemente dall’aumento del petrolio e dalla scala mobile. Fu il periodo in cui il salario reale e la quota salari furono più alti.
  • Recovery Fund: in cambio di circa 26 MD a fondo perduto (81-55 = 26 MD cioè le solite 600 euro) riceveremo una montagna di debito estero, cioè il pignoramento per 30 anni dei nostri figli e nipoti. Senza contare che tutto l’occidente (esclusa la UE) ha erogato l’equivalente di 15000 a famiglie e imprese (stampando moneta senza costi o ricatti). Senza considerare i 7 Md (16-9) circa che ogni anno elargiamo alla UE). Anche i cosiddetti “Fondi UE che non sblocchiamo” sono vincolati alle solite riforme strutturali anti economiche (pro-cicliche) e anti sociali. Non era meglio rivolgerci ai mercati finanziari, per avere immediatamente il denaro, visto che i nostri Titoli di Stato (quelli che compongono il debito pubblico) adesso hanno rendimenti bassissimi, evitando così i ricatti interni al Recovery? I tedeschi, col Recovery, potranno anche decidere di impedirci investimenti nei comparti produttivi dove potranno così avere l’esclusiva a nostre spese…

QUESTIONE DI VOLONTA’ POLITICA.

Ultimamente sono tornate in auge le fake news sul debito pubblico, quelle che fino a poco tempo fa erano portate avanti solamente dal PD e dai suoi “padri spirituali” (Prodi, Amato, Ciampi, Andreatta, D’Alema cioè banchieri e affini). Il progressismo finanziario global, creatura del capitalismo finanziario, si distingue, infatti, non solo per generare fenomeni criminal-antropologici come il caso Epstein (pedosatanismo) e “Bibbiano”, ma anche per il possedere banche, partiti e media.

Il neoliberismo non agisce sempre in modo identico: contro i paesi più “rigidi” (Russia, Cina, Iran, Venezuela ecc) ha spesso utilizzato colpi di stato, embarghi e/o infiltrazioni di attivisti passionari di vario tipo (Femen, Carola Rackete, LGBT ecc), ma nel caso italiano, paese occidentale, la faccenda è stata affrontata in modo più “moderno” e sottile.

Se fin dagli anni ’80 i media mainstream hanno raccontato il debito pubblico in un certo modo, ciò non è stato per caso…come non è un caso che i banchieri diventino prima o poi Istituzione o siano premiati in JP Morgan, Goldman Sachs ecc.

I colonizzatori, in ogni angolo del mondo (Brasile, Argentina, Italia, Ucraina ecc), hanno sempre agito cercando di distruggere nei cittadini l’orgoglio nazionale sostituendolo col senso di colpa e mettendoli gli uni contro gli altri, ribaltando Presidenti eletti democraticamente con persone a loro gradite (tecnici o politici che obbediscono ai loro dettami austeri) cioè con dei traditori cui garantire prebende (per loro e soprattutto per i loro discendenti). I corrotti della peggior risma!

La corruzione, l’evasione, il clientelismo, sono fenomeni criminali e godono del “pregio” di essere multiuso cioè possono essere sfruttati per conferire loro un peso macroeconomico (macro e-co-no-mi-co) che non hanno; questo mediante una comunicazione di un certo tipo. I venduti alla camorra finanziaria internazionale, di cui gli alti prelati UE sono un braccio, operano in modo capillare e subliminale per svendere il nostro paese (come quando uscimmo dallo SME nel 1992, vedasi Giuliano Amato…).

Sono convinto che i neoliberisti finanziari (ed i paesi che con esso fanno Asse) siano le “menti raffinatissime” di cui parlava Falcone prima di essere falcidiato a Capaci, spesso mandanti di manovalanza mafiosa locale.

Diffidare di quei media (FQ) e partiti (…) che comunicano che il Covid-19 ha messo in mostra che non avevamo i fondamentali macroeconomici a posto a causa della corruzione e diffidate di chi comunica che la corruzione avrebbe causato il debito pubblico italiano verso il mondo (il debito estero): ciò è una menzogna RI-COR-DA-TE-VE-LO alle prossime elezioni!

Questa balla, questa fake new, servirà una volta ancora per distrarre i cittadini da chi vivacchia “al piano di sopra”. Serve a farvi accettare i sacrifici che i paesi dominanti in UE ci impongono. Una menzogna targata UE quindi (cioè Germania). I media servono proprio a questo a indorarci le continue pillole (anzi…supposte).

Ma davvero avete creduto, ad esempio, alla barzelletta che Germania e Francia fossero contro l’Olanda sulla questione Recovery Fund? Non avete notato il loro silenzio? Dovevano spacciare la nostra accettazione alle riforme strutturali (sì proprio quelle di Mario Monti) come una vittoria per illudere i cittadini, come avevo previsto in un pezzo di un paio di mesi fa (non serviva un mago…).

Proprio quei paesi che hanno un debito privato monstre (Germania), infatti, invidiano il nostro credito privato (risparmi), le nostre pensioni (che mantengono molti disoccupati agendo da ammortizzatore sociale) e le nostre case di proprietà (che loro non hanno) e, guarda caso, cercano sempre di colpire questi punti fermi del nostro benessere, magari per risolvere, un domani, il “debito” monstre privato (pare 7 volte il PIL Europeo) della Deutschebank (per la precisione “crediti non esigibili a bilancio”).

Avete mai fatto caso che i paesi nel mirino, come il nostro, hanno sempre una posizione geostrategica importante e/o bellezze naturali, artistiche, storiche, culturali in quantità? Queste fanno gola…

Il FQ ha spacciato perfino per cosa buona e giusta la svendita a un tedesco di un isolotto in Toscana mascherandolo dietro il binomio ambientalismo/corruzione…

A proposito di fondamentali economici l’Italia pre-covid e, ancor più, pre crisi del 2008, è il paese a lavorare più ore pro capite, nell’import/export ha bilancia commerciale sana (nonostante la penalizzazione insita nella moneta unica), spesa pubblica (in beni e servizi) più bassa da 40 anni e avanzo primario costante da decenni (cioè spendiamo meno di ciò che investiamo). L’Italia quindi ha fondamentali a posto e ciò significa che, se fosse in possesso di una Banca Centrale propria, non potrebbe fallire (addio spread, addio default)!

LA BILANCIA COMMERCIALE (Import/export).

L’Italia quando si è trovata in un sistema di cambi flessibili (la regola nel mondo) ha praticamente avuto bilancia commerciale costantemente positiva. Quando il nostro paese si è trovato in difficoltà da questo punto di vista è statp perché si trovava in un cambio fisso con i tedeschi (SME dal 1979 al 1992 ed EURO dal 1997 negli scambi interbancari).

In altre parole l’Italia è forte quando è libera, espressione massima della propria creatività (Made in Italy). La recente impennata della bilancia commerciale (Import/Export) non deve ingannare… dal 2012, oltre a una ripresa del ciclo economico mondiale, l’austerity del Governo Monti ha compresso i consumi e quindi l’import è crollato (il disoccupato, il precario, il salariato tartassato, la piccola impresa che vede arrivare meno clienti hanno meno soldi per fare acquisti e quindi si riducono anche gli acquisti dall’estero).

IL CAMBIO FLESSIBILE.

Il “cambio flessibile” significa che se comprano i tuoi prodotti dall’estero, le valute estere vengono scambiate nella tua moneta per poter acquistare così i tuoi prodotti (stesso effetto il turista che ti visita). In questo modo però la tua moneta guadagna valore (legge della domanda e dell’offerta) e i tuoi prodotti iniziano a costare troppo (perdi competitività). A questo punto sarà il tuo paese a comprare merci estere perché più convenienti e scambierà la propria valuta con quella dei paesi da cui compra i prodotti; la moneta in questo modo si svaluterà, i tuoi prodotti sui mercati commerciali torneranno a costare meno e il ciclo si ripeterà.

La moneta quindi oscillerà intorno ad un valore corrispondente alla propria forza economica.

Nell’euro invece siamo tenuti costantemente ipervalutati (esportiamo meno) e per non crollare dal punto di vista della bilancia commerciale manteniamo un livello di austerità alto (la UE ci chiede il 10% almeno di disoccupazione). Questo è finalizzato a non peggiorare la voce “import” italiana (cioè manteniamo un livello di benessere inferiore a quello che avremmo con una nostra moneta nazionale).

IL DEBITO PUBBLICO INTERNO (CIOE’ NON VERSO IL MONDO), OVVERO “QUANDO LA BANCA CENTRALE PASSA DAL CONTROLLO POLITICO AL CONTROLLO DELLE BANCHE PRIVATE.

Vi dico subito che il debito pubblico è formato dalla sommatoria di tutti i “Titoli di Stato” cioè dai BTP, BOT ecc, anche dai vostri! (Dai vostri…risparmi)!

Se il debito pubblico è esploso dal 1981 in poi, ciò è dovuto ai 4000 miliardi di euro che abbiamo pagato in 40 anni in interessi passivi sul debito, a causa del Divorzio Bankitalia/Tesoro, appunto del 1981 (disposto da Ciampi e Andreatta).  In altre parole con il Divorzio B/T (cioè rendere la Banca Centrale indipendente dal Governo) le banche private hanno potuto determinare il tasso di interesse dei prestiti che lo Stato chiede ai privati (appunto banche italiane, enti e cittadini). In questo modo i tassi di interesse sul debito (cioè sui BOT, BTP ecc) sono schizzati verso l’alto e con loro il debito pubblico (Attenzione! Mi riferisco al tasso di interesse reale cioè il tasso nominale che ti promette lo Stato, meno il livello di inflazione!).

Prima di questa fase lo Stato poteva porre un limite massimo a questi tassi (al fare i soldi sui soldi!) e nel caso non avesse ricevuto tutti i prestiti che chiedeva dal settore privato (perché le banche pretendevano tassi maggiori), emetteva moneta e si autofinanziava aggirando il ricatto di esse! Di norma lo Stato garantiva un interesse sui Titoli di Stato (BOT, BTP decennali) pari, e non superiore, al livello di inflazione presente in quel momento nel paese.

Da quando quindi le banche hanno potuto determinare il livello dei tassi di interesse (rendimenti) sui prestiti allo Stato (cioè sui Titoli di Stato, che sono appunto i BOT, i CCT, i BTP ecc) il debito è schizzato dal 56% (1981) al 121% (1992).

Questo debito, fino al periodo precedente la moneta unica, era comunque interno e non “verso il mondo” perché nessuno dall’estero ci prestava niente, visto che la lira si svalutava.  I prestatori erano cittadini italiani e, soprattutto, banche italiane! L’Italia svalutava per rimanere ad un valore pari alla sua forza economica, come deve essere, perché se sei troppo forte rispetto alla tua economia ti indebiti, perché non esporti ma importi! 

Capite bene che chi deteneva moltissimi capitali (le banche italiane non certo il cittadino comune) si arricchiva in modo abnorme con i tassi di interesse reali positivi (superiori cioè ai livelli di inflazione) dovuti al Divorzio B/T e, un domani che si fosse affermata una politica opposta (l’austerity), costoro non ne avrebbero risentito. Della austerity (tasse, tagli, disoccupazione, precariato) ne avrebbero risentito semmai i cittadini che, magari, in questi undici anni (1981/1992), avevano messo da parte un gruzzoletto in BOT e BTP, si erano fatti la casetta ecc mentre con l’austerity finivano per ritirare i risparmi per vivere e/o per mantenere un disoccupato e/o finivano perfino per vendere la casa.

Attenzione! Come l’evasione fiscale, quindi, gli alti interessi reali su BOT, CCT, BTP (cioè sul debito pubblico) rappresentano una redistribuzione della ricchezza verso i più ricchi, penalizzante verso il cittadino comune!

E’ il caso quindi di dire NO alla Banca Centrale “indipendente”.

Al cittadino non conviene, conviene alle banche (ed a Maastricht è stata riconfermata).

Come detto, prima del 1981, dal dopoguerra in poi, il debito pubblico non aveva mai superato il 56% (cioè lo Stato si faceva prestare 56 dai privati e da questo denaro otteneva 100 in termini di PIL). E’ chiaro che quando ha permesso di “fare soldi sui soldi” (cioè improduttivi), con interessi reali troppo alti, il debito ha sovrastato il PIL andando oltre il 120%.

Segue grafico gentilmente concesso dal Sole 24 Ore sull’andamento del rapporto Debito/PIL.

REPETITA IUVANT.

Continuiamo con questo ABC dell’economia.

Spesso sentiamo dire dai media, all’unisono, che la Banca Centrale deve essere “indipendente” cioè staccata dal potere politico per evitare il voto di scambio e la corruzione. Quello che però non dicono è che “indipendenza” significa che la Banca Centrale finisce per essere in mano alle banche private! Io preferisco che siano persone elette, che mi rappresentano a controllarla… e non coloro che (ad esempio) hanno causato la crisi finanziaria del 2008, ottenuto di socializzarne le perdite (hanno pagato cioè i cittadini) e preteso che la nostra Costituzione venisse violata (fiscal compact, pareggio di bilancio ecc).

Una Banca Centrale sociale e pubblica (il contrario di “indipendente”) è quindi nell’interesse delle classi sociali cittadine (lavoratori dipendenti e piccola impresa) che sono quelle che pagano le tasse.

Prima del 1981 (prima che Ciampi e Andreatta attuassero il summenzionato Divorzio B/T rendendo Bankitalia indipendente), il tasso di interesse che lo Stato prometteva sui prestiti che riceveva (debito pubblico) era al massimo a un livello pari a quello dell’inflazione e quindi il debito pubblico non aumentava in termini reali e non pesava ulteriormente sulle tasche dei cittadini (gli interessi chi li pagava se non il contribuente?!).

Al prestatore conveniva perché, anche se non otteneva un aumento reale del proprio capitale, ci guadagnava la tutela di esso a rischio 0. Ebbene sì, lo Stato non poteva fallire avendo questo tipo di banca centrale e fondamentali macroeconomici solidi!

Quando andate in banca ad acquistare un BTP o un BOT ecc state prestando soldi allo Stato, essi sono i vostri risparmi (!) il vostro credito privato e sono proprio il debito pubblico (una discesa è anche una salita conta il punto di vista!). Ridurre il debito pubblico (tassando e tagliando, mantenendo alta disoccupazione e precariato cioè austerità) equivale a ridurre i vostri risparmi privati, a impoverirvi.

Con i BOT e i BTP lo Stato crea beni (es. ospedali) e servizi es. (infermieri e medici) cioè con un po’ più di debito pubblico fa stare un po’ meglio il proprio popolo. Ma questo debito non deve finire in una quantità improduttiva (gli interessi!) altrimenti si creano diseguaglianze sociali!

Il debito, chiaramente, se ben investito (non in interessi ma in beni e servizi), aumenta il benessere della popolazione, e questo può comportare un po’ di inflazione e da lì (sorvolo sul meccanismo) anche la svalutazione della moneta. Ogni paese è libero perciò di scegliere una politica economica basata sui consumi interni e cioè sul benessere (facendosi prestare soldi dai propri cittadini per creare Ospedali, per assumere infermieri, insegnanti ecc) o al contrario indirizzarsi verso il  mercantilismo (competendo col mondo al ribasso sui diritti sociali) basando la propria economia sull’export. La Germania negli anni ‘90 scelse questa seconda strada (neoliberista) basando la propria economia sulla domanda estera dei propri prodotti (se tieni allo stecchetto i tuoi lavoratori le tue merci costano meno ed esporti di più, inoltre la tua popolazione consuma meno e tu Stato importi meno). I proventi di questo export i tedeschi non lo redistribuivano alla popolazione (ad es. aumentando i salari) ma lo indirizzavano a sempre detassare l’export!

La compressione della domanda interna perciò, teneva bassissima l’inflazione e i prezzi divenivano ancor più competitivi! Quando i tedeschi ci danno dei “debitori”, quindi, in realtà si riferiscono a questo e pretendono che noi italiani si faccia come loro (magari per l’eternità?!) e esigono che adesso sia il loro momento di vacche grasse a spese nostre! Ma gli italiani prima della moneta unica non erano per niente indebitati né con loro, né con l’estero, avevano un fisiologico 12% di debito estero e ogni paese ha scelto liberamente e legittimamente una strada o l’altra!

Ovviamente i tedeschi non svalutando la loro moneta (la svalutazione rendeva i prezzi molto più bassi nel commercio con l’estero, strada che seguivamo noi italiani) dovevano puntare maggiormente sulla tecnologia e ciò avvenne ma, pur riconoscendo grande merito ai tedeschi per questo, sarebbe folle raccontare questo come il “motivo del debito estero italiano” (sarebbe un’altra fake new, già sentita peraltro).

Adesso passiamo anche alla storia del debito estero in Italia; vi anticipo che esso si è creato a causa della moneta unica!

IL DEBITO ESTERO (“verso il mondo”; debito estero infatti significa “aver ricevuto come stato dei prestiti da soggetti esteri”).

Quando l’Italia è entrata nella moneta unica lo ha fatto con un rapporto 1 Marco = 990 lire. La decisione fu presa a Ecofin il 24/11/’96 quando il rapporto tra le due monete era proprio codesto. Il Marco tedesco era costantemente in rialzo, da decenni, sulla lira (perfino 1 marco = 1264 lire) ma, “magia” (cioè a causa di una manipolazione finanziaria attuata dai poteri finanziari che hanno venduto marchi e comprato lire appositamente), in vista della decisione di Ecofin, in poco più di due anni si svalutò precipitando a 99 (vedasi il grafico sottostante che ho reperito dal sito Goofynomics, meglio citarlo onde evitare cause…).

Da questo modo la Germania ottenne con l’euro una moneta più debole rispetto alla propria economia mentre l’Italia ottenne una moneta troppo forte: in altre parole nel commercio mondiale (non uso il termine “mercati” per non confonderli con quelli finanziari),  la Germania ha ottenuto il 20% di vantaggio competitivo rispetto all’Italia grazie a un tecnicismo… da quel momento, noi italiani, abbiamo iniziato ad importare dove prima esportavamo finanziando queste spese con soldi esteri in prestito (debito estero). Questo perché ormai la moneta era unica, gli stranieri non temevano più la svalutazione della lira e ci prestavano soldi!

A causa di questi prestiti ottenuti dall’estero (debito estero) da quando siamo in euro, il debito estero si è impennato verso il 40% e col Recovery Fund andrebbe sicuramente oltre questa soglia, rendendoci ormai una colonia indebitata “verso il mondo” soggetta all’accusa di essere stata spendacciona e parassita.

Ricevendo in questo modo denaro dall’estero, nel periodo 2002-2005, l’Italia ha visto anche un incremento dell’inflazione, rispetto ai tedeschi; essa ci ha indebolito ancora di più nel mercato mondiale (prezzi più alti).

Al rialzo dei nostri prezzi (inflazione) contribuì anche Berlusconi, mantenne troppo poco il doppio prezzo lira/euro sui prodotti e non operò controlli adeguati sui prezzi.

Quindi con un bilancio import/export non più affidabile, si sapeva che sarebbe bastata una crisi di qualsiasi tipo (anche esterna a quel paese) per completare il Ciclo di Frenkel e portarci presso il default. Il libero scambio tra paesi (no dogane) e il cambio fisso (ad esempio una moneta unica) sono infatti le prime tappe di questo ciclo che comporta la minaccia di un default (vedasi spread).

La condizione di soffocamento economico intrinseco all’euro (1 marco = 990 lire) è immodificabile a meno che non si realizzino debito comune e eurobonds: il ricavato da questi eurobonds, pagato da tutti gli europei o da emissione monetaria (rendendo la BCE non più indipendente, cioè in grado di operare politiche fiscali e non solo monetariste), andrebbe indirizzato verso il nostro paese (verso anche la Grecia, la Spagna, il Portogallo ecc) come avviene nelle vere “unioni” solidali verso chi è rimasto indietro…al fine di rendere più competitive le nostre merci.

In caso contrario la UE non potrà definirsi “Unione” e per noi continuerà ad essere un pessimo affare (fino ad arrivare ad enormi sofferenze per i cittadini) e permarrà come “campo di guerra commerciale” tra paesi limitrofi e, per giunta, con regole a noi “sconvenienti”.

Che dire, questa è storia, l’avete vista sotto i vostri occhi, diffondetela, condividetela così vedremo chi tra le forze politiche, in particolare tra M5s e Italexit, difenderà il proprio paese.

Se non lo farà nessuno, non ci resterà che dichiarare guerra alla Norvegia, arrenderci un minuto dopo di modo che saremo annessi da loro e in tal modo saremo usciti dalla UE!

Bibliografia e sitografia consultate.

Frefall – J.E. Stiglitz, Einaudi, 2010

Perché studiare la macroeconomia – Anna Maria Variato, 2008.

Dignità del lavoro – Federico Caffè, Castelvecchi Editore, 2013.

http://www.bancaditalia.it

www.Istat.it

www.emilianobrancaccio.it

http://www.goofynomics.blogspot.com

www.ilfattoquotidiano.it

www.ilsole24ore.it

www.actualix.com

http://www.frosinoneinvetrina.com

http://www.sollevazione.it

35 replies

    • Allora, cominciamo…

      Non si scrive il nome del sito dove sia eventualmente possibile leggere il riferimento, si offre visione dell’indirizzo ipertestuale della risorsa contenente il riferimento in questione, altrimenti io posso scrivere che gioco a golf da dio e appresso scrivere vaticano.org. L’uso della parola “sitografia”* – ebbene si’ accettato dalla Accademia della Crusca – ha fatto storcere il naso a molti ed in effetti conta poco sui motori di ricerca. Ad ogni modo, il succo e’ che questa cosiddetta “sitografia” dovrebbe funzionare come una bibliografia e come vedete non e’ questa l’occorrenza**. Anche nel caso di testi pubblicati a nocumento arboreo, in fine articolo (articolo? commento? post?), ad esempio leggiamo solo che Joseph Stiglitz e’ l’autore di un tomo intitolato “Freefall” stampato da Einaudi ed apparso nel 2010 e non e’ dato modo di sapere dove l’Autore citato dica cose che motivino il ragionamento del signor Giannini. Il problema e’ che il catalogo Einaudi, online, per dire, sitografato, non restituisce alcunche’ per Stiglitz e il 2010 e il titolo Freefall.
      In quell’anno, di Stiglitz, Donzelli ha pubblicato “Globalizzazione”, Rizzoli Etas ha pubblicato “La misura sbagliata delle nostre vite. Perché il PIL non basta più per valutare benessere e progresso sociale”(insieme a Sen e Fitoussi) e poi… Einaudi nel 2010 mette alle stampe “Bancarotta. L’economia globale in caduta libera”***. Quindi, il primo sforzo del signor Giannini di rendersi disponibile al confronto e alla disamina sembra partire male, viene fornita una lista che nobilita ed eleva il concetto del “Me l’ha detto mio cugino”, ma non riesce a superarne i limiti. Se volete saperlo, io il cugino me lo scelgo meglio****. Le altre menzioni di testi stampati sono invece corrispondenti al vero*****.

      Un altro problema e’ creato dal fatto che, perlomeno agli occhi di chi scrive, la lista rappresentante la gia’ discussa “sitografia” e’ stata creata al fine di irridere l’ipocrisia dei piu’, di incrinare il busto di gesso della borghesia italiana, di disorientare eventuali acerrimi nemici e di schiaffeggiare l’ottusa passivita’ del mondo moderno. Infatti dopo la menzione di paludate istituzioni come la Banca d’Italia e l’ISTAT (e, come sopra, esibite in quanto totem inscalfibili dal trito nitrito della catalogazione ovvero senza il minimo riferimento a fatti, cose, atti consapevoli o meno consapevoli delle mille formichine che in seno alle istituzioni si annidano), piombano sulla retina dell’astante digitale graffi concettuali come http://www.emilianobrancaccio.it, o http://www.frosinoneinvetrina.com, oppure link sbagliati come l’Actualix, che risponde invece all’indirizzo https://it.actualitix.com/ (www.actualitix.com e’ un blog di viaggi e turismo, francese).

      In riferimento all’obbligo di menzionare le proprie fonti, da dire al Giannini: “Da mo’ che non fai il refresh, eh?”. Per la stessa ragione, da non dire al Giannini: “Guarda qua: https://securitytrails.com/domain/actualix.com/history/a.”

      Eppoi, eppoi c’e’ il caso dell’ultimo riferimento, cio’ che stringe il cuore, e per questo non ne parlo.

      ..

      ..

      ..

      * Wikietcetera “Il termine sitografia è un neologismo della lingua italiana che rappresenta il corrispettivo nell’ambito dei siti internet di ciò che la bibliografia rappresenta nell’ambito dei libri.Secondo la definizione dell’Accademia della Crusca la sitografia è il repertorio sistematico di siti Internet, che contengono informazioni in riferimento a un particolare argomento, che solitamente affianca le tradizionali bibliografie relative esclusivamente a fonti cartacee”.

      ** https://www.lettera43.it/howto/come-fare-una-sitografia/?refresh_ce

      *** https://www.einaudi.it/catalogo-libri/problemi-contemporanei/bancarotta-joseph-e-stiglitz-9788806205263/

      **** https://www.voltairenet.org/IMG/pdf/CC_2010_10.pdf && https://www.pragcap.com/category/myth-busting/

      ***** https://www.researchgate.net/publication/266568054_Perche_studiare_la_macroeconomia; http://www.castelvecchieditore.com/prodotto/la-dignita-del-lavoro/ (ma, bada bene, 2013 e’ l’anno di pressa, viene poi distribuito nel gennaio 2014 e poi riedito, sempre da Castelvecchi, nel 2016. Invece il signor Giannini [puntini puntini puntini]).

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      • A lei manca una rotella…un pippone colossale per criticare (malamente) la bibliografia…ma quanto rosichi?
        gran bel pezzo di Giannini. Anche questa volta.
        Argentina: aveva bilancia commerciale KO. Al solito fate critiche da tuttologi che passano le giornate a spiare ciò che fanno gli altri. Producete cornutoni (chissà vostra moglie come si diverte aha!)!

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  1. Quando è troppo è troppo, un’accozzaglia di notizie e teorie prese a caso, frullate e assemblate insieme senza capo nè coda.
    Marco Giannini è un terrapiattista del monetarismo e della macro-economia.

    Goofynomics = Bagnai Marco Giannini sempre in braccio a Bagnai finisce.

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    • Rosiconi…ma come vi purga sempre il Professor Giannini !!!
      I grafici io li ho visti e parlano proprio del pezzo!
      Mamma mia che invidiosoni
      Fatevi una vita!

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      • Gianf, lascia stare, cosa ti devo spiegare come funziona?? Perché l’Argentina? Perché è uno stato con propria moneta, e deve vivere nel mondo! Come fa l’Italia ha garantirsi il benessere nel tempo? Con la lira? Ma da dove vieni? Sai cosa è una vanga, una zappa, un badile? Rosiconi a me?? Ma tu sai leggere e scrivere in italiano? L’Italia ha vissuto il suo benessere per più di 30 anni svalutando!!! Tu concorrente di altro paese come la prendi? Fatichi tutto il giorno hai il prodotto migliore, ma non vendi sul mercato perché il tuo omologo italiano può abbassare il prezzo grazie alla politica? Perché don Giulio tremonti andò in cina a vendere titoli di stato???? Ma di che parli, vai a dormire che è tardi, se vuoi te le invio io le lire ne ho rimaste diverse in un cassetto.

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      • Cari gianf e giannini, purtroppo è successo che con l’euro (operazione per la quale prodi dovrebbe essere ringraziato in eterno) è successo che la mia busta paga da 1500000 lire è passata a 787 euro mentre le caramelle che compravo da 10 lire sono andate a 10 centesimi. Bello dimezzare le buste paghe e raddoppiare gli incassi!! Quanto pensavano di fare i furbi i prenditori italiani( magari in svizzera con domicilio). Invece di entrare nella competizione mondiale con innovazione e prezzo hanno dissanguato i ceti medi e bassi. Fare i furbi alla lunga non paga. E la vostra soluzione è : ritornare alla lira e tu gianf mi dai del rosicone,. A chi ti ha pagato gli studi!!!!! Ed io ha pagare con le mie tasse i tuoi professori

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      • Solo una persona credulona e priva di competenze può apprezzare questo articolo scritto in 5 minuti seduti sul cesso. Fa un elenco numerico e si riferisce a punti indicate da lettere, salta di palo in frasca… cita a sproposito. Direi che sia stato scritto per far colpo sugli analfabeti funziionali.

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  2. Con me sfondi una porta aperta, penso che tu sia consapevole che faranno e diranno di tutto perché l’uscita non si compia, questo provocherà un terremoto in Europa di proporzioni epocali.

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  3. Lunghissimo articolo che mescola pere con mele, con conclusioni e argomenti a volte condivisibili, altri arrampicati sugli specchi. Il Nostro è giovane e 50 anni fa non c’era oppure non lavorava;
    ignora o dimentica che negli anni ’70 l’Italia era bersaglio ( attentati dinamitardi quotidiani, stragi, omicidi, gambizzazioni), degli “opposti estremismi” foraggiati e promossi da poteri oscuri, dalla lotta tra USA e URSS, a non parlare di Israeliani e Palestinesi, oggetto di trame della P2, che la scala mobile non seguiva perfettamente la crescita dei prezzi e dunque dell’inflazione, che la svalutazione era data dall’inflazione e non il contrario come afferma Giannini e che la mafia e i sequestri di persona e la delinquenza spicciola ( banda del Brenta, banda della Magliana, ) erano cose quotidiane. Vada a leggersi i giornali dell’epoca, forse più liberi degli odierni.
    Quanto alla teoria del debito pubblico e della sua formazione, trascura del tutto gli sprechi COLOSSALI di IRI e co. con l’appoggio entusiasta dei sindacati ( vedi Gioia Tauro, vedi Alfa sud che veniva venduta a un prezzo inferiore del costo di fabbrica) etc.etc.
    Troppo lunga e noiosa la confutazione.

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  4. Salve. Ho allegato i grafici che, credo per ragioni tecniche, non sono potuti apparire nel pezzo. Li ho piazzati sulla pagina facebook di InfoSannio tra i commenti. Consultatli, rispondono perfettamente agli haters più di tante parole.
    Cari saluti a tutti i lettori.
    Marco Giannini

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    • Io egregio giannini le consiglierei di studiarsi gli ultimi 20 anni dell’Argentina e della sua moneta. Lei pensa veramente che con l’entrata nel mondo economico di brasile, russia, cina, india l’Italia potesse mantenere il suo benessere ritornando alla lira? Ma lei non era per caso al papeete lo scorso agosto? Ho fa uso di altro? Lasci stare, il benessere non è gratis, lei pensa che solo l’Italia sia furba? E gli altri paesi le permettano di svalutare quando le piace? Per avere consenso politico bisogna prendersi i voti, miglior modo e’: assumere nel pubblico impiego, stipendio sicuro da una parte e poltrona eterna dall’altra. Lei deve formare imprenditori!!!!!!!!! Capaci costantemente di stare sul mercato e creare benessere nel tempo. Perché dopo l’era del fondatore la seconda, terza, quarta generazione vende o fallisce????? Marco giannini quando compra quella roba, la compri ottima, un mio gratuito consiglio. Stare sul mercato globale è 100000000 volte meglio protetti dall’euro che dalla lira. O lei è un altro fontana chiede soldi pubblici, li usa privatamente, ha conti in paradisi fiscali e fa la morale agli altri!!! La terra chiama venga domattina alle 4,30 con me, che è meglio, più utile alla cittadinanza, saluti

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    • AHAHAAHAHAHAH Paolo Diamante ma lei…è ridicolo!!!!
      Un conto è una moneta che a causa dell’inflazione perde potere d’acquisto “voce del verbo svalutare” un conto è la svalutazione operata nel mercato dei cambi che provoca in parte il fenomeno dell’aumento dei prezzi, appunto l’inflazione.
      Quindi non è l’autore ad essere in fallo ma lei che deve mettersi a studiare!

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      • Egregio Gianf, se lei avesse seguito le sorti del dollaro dello Zimbabwe, con la sua banconota da 100mila miliardi di dollari, saprebbe meglio come si intrecciano svalutazione e inflazione. Tant’è che si arrivò all’utilizzo di altre valute (rand sudAfrica, dollaro USA). Quanto al continuare a studiare, lo diceva anche Benedetto Croce: ” studiare, studiare sempre”! Quanto al ridere, fa buon sangue.

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    • Mai lette tante fregnacce tutte insieme nello stesso articolo.
      Un minestrone di argomenti miscelati fra loro senza alcuna logica e umiliati dalla realtà storica.
      Lei Giannini dovrebbe studiare l’economia partendo dalle basi.
      Che cosa sarebbe nella sua mente confusa la moneta?
      1) Mezzo di pagamento negli scambi, evoluzione del baratto.
      2) Strumento di accumulazione del risparmio nel tempo.
      3) Mezzo di trasferimento della ricchezza nello spazio.
      4) Strumento per misurare la ricchezza di uno stato attraverso la somma algebrica fra attivi, il risparmio, e passività, il debito verso l’esterno.
      Tale valore viene influenzato dalla capacità di generare surplus o deficit commerciale. Dalla capacità di accumulare risparmio o produrre debito. Dalla sostenibilità dello stesso debito, attraverso politiche interne di bilancio che permettano di garantire il rimborso dello stesso.
      Fare debiti per uno stato non è un’eresia. Potrebbe rivelarsi necessario se si tramutasse in investimenti per renderlo efficiente e più produttivo, garantendo alla fine del processo più entrate con minori costi.
      Diventa una bestemmia quando il denaro preso a prestito si trasforma in mance elettorali e clientelari. Quando si trasforma in gigantesca CORRUZIONE su appalti e forniture pubblici,lasciando come risultato finale la richiesta di ulteriore indebitamento.
      Chi ti ha prestato denaro, generalmente definito mercato, dubitando sulle tue capacità di garantire il rimborso di quanto anticipato finanziariamente,comincia a chiederti il riconoscimento di tassi d’interesse più alti, il cosiddetto spread in un sistema di tassi fissi.
      Altrimenti, in caso di libera quotazione nelle borse mondiali, un deprezzamento del valore della moneta stessa che ne rifletta l’effettivo valore.
      E qua entrate in gioco voi sovranari con le vostre bislacche proposte che alla fine si riassumono nella solita e triste ricetta dell’emissione di moneta,eccedente rispetto alla circolazione richiesta dal sistema economico, causando INFLAZIONE fuori controllo. Oppure indebitamento sui mercati internazionali a tassi altissimi, cosa che spegnerebbe l’inflazione e i suoi nefasti effetti sul potere di acquisto e sulla distruzione di valore del risparmio accumulato, ma a patto che le spese fuori controllo ritornino ad essere inferiori rispetto all’entrate raccolte con l’imposizione fiscale.
      Chiedo a voi malati di sovranismo monetario:
      Come vi ponete di fronte alla gigantesca EVASIONE fiscale di troppi italiani?
      Come vi ponete di fronte a firme degenerate di CORRUZIONE in ambito pubblico?
      Come vi proponete di fronte al potere della nostre potenti organizzazioni CRIMINALI interne che, attraverso l’elezione di propri burattini politici tentano di partecipare, orientare e guidare la spoliazione delle ricchezze pubbliche per trasferirla nelle tasche dei crominali, attraverso appalti pilotati,allentamento dei controlli e legislazioni ipergarantiste che si traducono alla fine nella certezza di farla franca?
      Tutti questi orrori vengono portati avanti principalmente dai vostri partiti di riferimento, che danno spazio alle vostre ASSURDE uscite che creano confusione nella mente di una popolazione in stragrande maggioranza ignorante in materia. Che però ha grandi aspettative di facile arricchimento personale.
      Mi dica una cosa, come se la stanno cavando i paesi dotati di moneta sovrana come Argentina, Venezuela, Zimbabwe e Libano? Perché l’aumento della massa monetaria immessa in circolazione sta acuendo i loro problemi invece di contrastarli?
      Perché continuano ad esserci tanti paesi balcanici che vorrebbero entrare nell’euro?
      Lei gli anni 70 e 80 li ha vissuti?
      Io mi ricordo un’inflazione quasi al 20%.
      Interessi su mutui immobiliari e investimenti produttivi tra il 15 e il 20%.
      Deficit pubblico annuale attorno al 20%, causato da CORRUZIONE, mantenimento di un apparato statale clientelare e improduttivo che alla fine diede avvio ad una spirale di crescita del debito pubblico che ci appesantisce ancor oggi.
      Con il tanto vituperato, da voi sovranari, Euro vedo che il debito pubblico viene tenuto sotto controllo grazie a tassi di interesse irrisori rispetto al suo ammontare.
      I tassi sui mutui sono ai minimi storici.
      Paghiamo pochissimo, come mai prima, le materie prime necessarie alla nostra economia industriale di trasformazione e quotate in dollari.
      Registriamo il secondo SURPLUS COMMERCIALE in Europa e il quinto a livello MONDIALE.
      Forse PERCHÉ i vantaggi di una moneta forte in termini di stabilità dei prezzi, di difesa del potere di acquisto, del valore del risparmio e di programmazione degli investimenti sono ENORMEMENTE superiori rispetto alla svalutazione competitiva che è il vostro mantra inquinato per le ragioni precedentemente esposte.
      Siete a difesa di un partito di CRIMINALI, è questa la domanda e la preoccupazione che dovrebbe guidarvi.
      MA NON LO FATE.
      PERCHÉ?

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  5. A parte tonnellate di idee e notixie confuse;
    Ricordare i bei tempi andati, quello che fa Marco Giannini, economista autodidatta per corrispondenza.Non è mai una buona idea, i tempi infatti “sono andati” e non ritornano.
    Bisogna guardare al presente e il presente è questo:
    Banche, Intesa conquista Ubi
    Le nozze tra le due banche, secondo le previsioni, creeranno un gruppo con 460 miliardi di euro di impieghi, 1.100 miliardi di risparmi gestiti e 21 miliardi di ricavi stimati

    Ecco il vero ELDORADO attuale italiano: 1400miliardi di depositi liquidi e 10.000 miliardi di risparmi.
    Ci sono delle battaglie internazionali in corso per accapararselo.
    E chi pensa che gli italiani svendano il proprio risparmio in valuta, per una liretta che si svaluterebbe immediatamente del 30% e più, è uno strafatto di LSD oppure si è fumato un blocco di MINI-BOT alla Bagnai.
    Perchè pensate che i leghisti abbiano i loro SOLDONI in Svizzera con il franco CH?

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      • Gli italiani se si svaluta la liretta, come la chiama lei avranno solo benefici, dato che sul territorio nazionale non cambierà niente come potere d’acquisto e lei lo sa benissimo. Costeranno un 20% in più l vacanze all’estero a fronte di migliori pensioni, servizi, occupazione, salari più alti e meno tasse…
        L’austerity europea con il debito estero che ci sta imponendo non può che comportare la svendita di tutto il tessuto industriale e finanziario (soldini in banca). E’ proprio per difendere i nostri risparmi che dobbiamo tornare ad avere una banca centrale unico mezzo per impedire un default. Cosa che chiedono i tedeschi.

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  6. Articolo di estrema importanza molto ben dettagliato. Desolata di constatare quanta ignoranza e stereotipi economici alberghino nella mente di alcuni commentatori. Il potere di acquisto degli italiani non è mai stato così basso come nella moneta unica mentre l’ accumulo di tesori da parte di un 1% di italiani ci ha reso una colonia tedesca con dei privilegiati a spassarsela senza produrre niente, senza investire in lavoro.

    Leggo della Argentina, ma vi rendete conto che il fallimento del paese Sud Americano è studiato nelle Università proprio come esempio delle criticità devastanti del cambio fisso? Proprio come avviene nell’euro che È il cambio fisso per eccellenza… Quanta ignoranza, con commentatori di questa risma…Ahi serva Italia.

    L’esperimento dell’euro è stato un fallimento ed ancora oggi ne subiamo le conseguenze. Regolarmente rischiamo il default, che la Germania chiede, default che comporterà la perdita dei risparmi. Consiglio di rileggere i moniti, del sempre stracompetente Giannini, un domani che sarà successo il peggio.

    La liretta permetteva salari più alti quindi, meno precariato, quota salari più alta (Giannini ha ricordato questo fattore spesso dimenticato), più forza nei mercati, più occupazione e più benessere.

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    • Ma quali salari più alti merdosa TROIA?
      Si arricchivano le partite iva che continuavano ad aumentare i prezzi e poi evadendo.
      La differenza rispetto agli anni 70, imbecille rintronata, sta in una tassazione diventata oggi esagerata e insostenibile, ad un aumento di consumi indotti elevati a bisogni primari.
      Mi riferisco alla telefonia fissa e mobile, agli abbonamenti televisivi o a varie piattaforme.
      Ad un tragico e smodato aumento di stupefacenti, a viaggi e vacanze all’estero anche da parte dei pezzenti.
      Alla doppia o tripla auto in famiglia. Alle uscite per locali. Al tempo libero sprecato in consumi nei centri commerciali.
      In pratica è cambiato il mondo e sono cresciuti i consumi.
      Immagina ora, a parità di costo del lavoro avere una busta paga più pesante tagliando le tasse. Si può fare senza tagliare lo stato sociale?
      Certo che SI.
      Ma dovresti eliminare i privilegi di certe categorie, pubbliche e private.
      Eliminare le false pensioni.
      Eliminare le pensioni di anzianità.
      Licenziare i dipendenti pubblici inutili e parassiti.
      Riformare il fisco, mettendo in collegamento fra loro le banche dati dell’RCA. Del Registro Nautico, Del Catasto, Dei conti correnti, Delle posizioni finanziarie personali tra banche, Assicurazioni e Fondi di investimento. Confrontare tali ricchezze con i redditi dichiarati negli ultimi dieci anni per poi procedere con galera e sequestri a chi non le giustificasse con redditi da lavoro.
      Verrebbe fatto un simile lavoro di indagine patrimoniale?
      OVVIAMENTE NO.
      Perché i parassiti delinquenti VOTANO e chiamano a rappresentarli altrettanti parassiti delinquenti come loro.
      Poi arriva la propaganda di una meretrice come te che vorrebbe confonderti le idee attraverso castelli costruiti per aria.
      Ma torna a reclamare la tua dose di crocchette quotidiane, troll merdoso.

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  7. Gentile sig.ra mi sono laureato nel 1974. Non so dove Ella fosse all’epoca, ma io ricordo benissimo che era molto, ma molto difficile trovare un lavoro (come oggi). Eppure c’era la Lira che perdeva ogni anno il suo bravo 20, 23, 26 % ANNUO di potere d’acquisto e la scala mobile che non agganciava completamente l’aumento dei prezzi, anzi, tutti pensavano che l ‘aumento fosse anche maggiore di quanto dichiarato dall’ISTAT. In quel periodo meraviglioso impegnammo alla Germania parte dell’oro della Banca d’Italia, mentre il Portogallo, con il suo escudo, grazie al governo comunista di A.Cunhal, vendette le riserve auree. Quanto alla forza nei mercati le ricordo che la Fiat cedette parte delle sue azioni a Gheddafi per poter avere liquidità FORTE.

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  8. Ma poi Luigia se noti sono sempre i soliti due tre a commentare con rabbia e con balle su balle. Perfino il paragone con lo Zimbabwe (avessi detto la Spagna o la Francia o la…Grecia) è già tutto un dire sul livello di questi trolls che rendono ogni volta, con merito, i pezzi del professore i più commentati!… Questo ottimo, e ne fossero!!!, articolo parla del debito pubblico, è scritto in modo semplicissimo e si vuole cambiare discorso.

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    • Ma vaffanculo.
      Sei capace di rispondere nel merito delle approfondite critiche?
      O ti compiaci nella tua posizione di presunta offesa?
      Il professore, la semplicità, ma ri-vaffanculo.
      Devi rispondere NEL MERITO e alla cronologia storica degli avvenimenti, senza rifugiarti nell’ignota ignoranza.
      Sei solo un troll che parla di aria fritta.
      Argentina, Venezuela, Zimbabwe e Libano sono a corto di liquidità e usano la sovranità monetaria, stampando carta straccia che ha un valore intrinseco superiore a quello nominale che vi viene stampato.
      Con pessimi risultati finali.
      Povertà diffusa, fame, disoccupazione e rivolte di piazza.
      Questo sarebbe il futuro che auspicate pure per l’Italia?

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