Beppe Grillo, il meet-up e il corto-circuito (geniale) che si è creato

Nel Movimento 5 Stelle si discute del limite dei due mandati, quello che impone a chi ha cariche elettive di non ricandidarsi al termine del secondo giro (L. Giarelli, FQ, 21 giu 2020)

(di Daniele Luttazzi – Il Fatto Quotidiano) -Che il limite dei due mandati fosse una cazzata era già evidente l’11 settembre 2007 a chi ne scrisse, il giorno dopo il Vaffanculo Day 1, in un articolo per MicroMega (“Il cosa e il come”), dove fra l’altro faceva notare che Grillo, mentre i giornali lo trattavano ancora da comico imbonitore rompipalle, in realtà, con le sue idee e la sua struttura (i Meet-up), era già a capo di un partito. Conclusione del pezzo: “Nulla di male, ma non è più satira. Il leader politico dice ai seguaci cosa devono fare. L’artista satirico lascia il pubblico libero di decidere sul da farsi. Scegli, Beppe! Magari nascesse ufficialmente il tuo partito! I tuoi spettacoli diventerebbero a tutti gli effetti dei comizi politici e nessuno dei tuoi fan dovrebbe più pagare il biglietto d’ingresso. Ooooops!”. Quello di Grillo era un corto-circuito geniale: alimentava la politica dei Meet-up tramite monologhi cui assistevano, a pagamento, i membri dei Meet-up. Il cane che si ciuccia il pisello. Quattro mesi dopo, gennaio 2008, nascevano, come da profezia, le sue liste civiche col bollino blu. Il giudizio politico sul resto dell’avventura, che è ancora in corso, va lasciato ai posteri. Sul versante satirico accadde l’irreparabile: la satira esprime un punto di vista; e se è vero che ogni punto di vista è opinabile, non per questo è necessariamente pregiudiziale; ma lo diventa se fai attivismo partitico. Il satirico che fa attività di partito non fa più satira, ma propaganda; alla lunga, il satiro che si è incoronato finisce nella polvere, come tutti i potenti.

Nel 2009, il libro La guerra civile fredda ricostruiva quello che all’epoca era ancora un retroscena: il rapporto fra Grillo e la Casaleggio Associati, l’agenzia di marketing web che ne sosteneva l’attivismo ispirandosi al modus operandi del Bivings Group. Grillo aveva spacciato per “democrazia dal basso” una campagna di manipolazione dell’opinione pubblica che seguiva strategie di guerrilla advertising: teasing (il blog, le pagine a pagamento sui quotidiani); guerrilla (Meet-up, V-day); consolidating (liste civiche col bollino blu, Movimento di liberazione nazionale, ecc.). Paragrafo conclusivo dell’articolo su MicroMega (2007): “Il marketing di Grillo ha successo perché individua un bisogno profondo: quello dell’agire collettivo. Senza la dimensione collettiva, negata oggi dallo Stato e dal mercato, l’individuo resta indifeso, perde i suoi diritti, non può più essere rappresentato, viene manipolato. È questo il grido disperato che nessuno ascolta. La soluzione ai problemi sociali, economici e culturali del nostro Paese può essere solo collettiva. A questo punto diventerebbe semplice, anche per Grillo, dire: ‘Non sono il vostro leader. Pensate col vostro cervello. Siate voi il cambiamento che volete vedere nel mondo’”. Una frase di Gandhi che Grillo userà dieci anni dopo, quando fece per la prima volta la mossa di farsi da parte, un beau geste che da allora ripete spesso. In teatro si chiama “carrettella”, e serve a chiamare l’applauso; in tv fu resa famosa dal tenente Colombo: fingeva di aver detto tutto, faceva per andarsene, poi sulla porta si fermava, tornava indietro, e si riproponeva, sfiancando l’interlocutore.

(1. Continua)

4 replies

  1. ‘sto Luttazzi, il filosofo della satira, da quando è tornato ha scritto 5 articoli, 4 dei quali contro Grillo, nessuno dei quali fa ridere o riflettere (due delle funzioni della satira).
    Gli avrà trombato la moglie?
    Se Luttazzi, che ne è stato vittima, non capisce il momento storico in cui stiamo vivendo e la funzione di Grillo e del M5S,aprisse un negozio di frutta e verdura, spalmerebbe meno bile e camperebbe meglio.

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  2. il vincolo dei due mandati e’ stato fatto per disincentivare merdacce a iscriversi al movimento, mi sembra ovvio. ora, visto che cmq un po di merdacce si sono iscritte per poi cambiare partito, o formarne uno nuovo, a propria convenienza, direi al movimento che tanto vale rimuoverlo visto che serve a poco

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  3. Proverò a rileggere daccapo, con più attenzione, questo articolo che m’è parso essere fatto di aria impanata e fritta.
    Cos’avrà voluto dire l’ex geniaccio della satira (molto… molto ex!)?
    Boh!

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