L’orgoglio Cinque Stelle non fugge

ALESSANDRA RICCARDI SENATRICE M5S

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – Anche la senatrice Alessandra Riccardi se ne va dai Cinque Stelle, ovviamente senza lasciare la poltrona che mai avrebbe potuto avere senza i voti del Movimento, e come tanti altri prima di lei sputando pure nel piatto in cui ha mangiato. Insieme alla deputata Alessandra Ermellino, anche questa uscita ieri dal gruppo, ha addossato ad altri la responsabilità della sua decisione, farfugliando la prima di un suo disagio per il mancato confronto con la destra (infatti è passata dritta alla Lega) e la seconda definendo l’M5S “uno spazio privo di confronto e competenza”.

Adesso anche per loro potranno aprirsi gli studi dei talk show televisivi, dove vanno a ruba gli ex grillini pentiti, soprattutto se dicono peste e corna di chi gli ha affidato la responsabilità e l’onore di un incarico parlamentare. Una passeggiata di salute, perché il Movimento non ha mai fatto nulla per svergognare adeguatamente questi opportunisti, e spesso mi tocca fare – da giornalista indipendente – l’unico argine al fiume di livore dei Paragone, Giarrusso e compagnia cantante.

Purtroppo Gianroberto Casaleggio – che non può difendersi neppure dalle panzane di essersi messo in tasca i fantamilioni del Venezuela – non può ricordare quanto diceva già ai primi segni di indisciplina nella forza politica creata con Beppe Grillo: “Chi esce dal Movimento non vi è mai entrato”. Ma con tutti i bocconi amari dovuti buttar giù per governare e realizzare riforme epocali in un Paese immobile e corrotto, con tutti gli errori di inesperienza, la fiducia mal riposta in persone sbagliate, i Cinque Stelle che stanno tenendo la rotta sono gli attivisti, i cittadini liberi, i deputati e i senatori che possono dormire meglio la notte, con la coscienza a posto e la certezza di non aver nulla a che fare con i partiti pieni di ladroni al servizio di altri ladroni che hanno razziato e svenduto questo Paese.

Un orgoglio grillino che le fughe di convenienza non scalfiscono, mentre c’è chi non può che nascondersi per aver tradito i suoi elettori con lo stesso trasformismo della casta che si era promesso solennemente di combattere.

8 replies

  1. Mi sembra, purtroppo, evidente che la selezione del personale politico affidata unicamente alla piattaforma Rousseau e al certificato dei carichi penali ( il minimo), non basta oppure non va bene. La democrazia diretta rimane un bellissimo sogno irrealizzato. Occorrerà pensare a qualcos’altro.

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  2. I Giuda perfidi e opportunisti in politica sono stati sempre presenti vuoi con le imboscate dei franchi tiratori, vuoi con il mercato degli acquisti e vendite, o peggio come accade nel M5S lasciando per mantere in pieno stipendio e privilegi e magari la promessa di una futura canditatura prezzolata. La vergogna è che questi mercenari non lasciano il seggio ma con false e ipocrite argomentazioni restano in parlamento non rappresentando altro che la viltà di se stessi.

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  3. Al di là dello scandalo per un comportamento individuale esecrabile, la vicenda conferma la validità di un metodo di selezione che, è vero, va affinato per limitare al massimo fenomeni riprovevoli come questi ma mette in luce pure la sanzione morale e la riprovazione sociale che adesso si accompagna automaticamente a questo sconcio.
    In altri termini: ci vuole una grande faccia tosta per questi voltagabbana a tornare nel loro collegio elettorale e fronteggiare lo sguardo dei propri elettori.
    E si badi che il fenomeno in questione non colpisce soltanto il M5S ma praticamente tutte le forze parlamentari, anche se per obiettività il M5S ne è stato vittima in maniera preponderante: 42 dei 113 cambi di casacca.
    Grazie però prioprio al M5S, questo comportamento che, fino all’avvento delle pattuglie pentastellate, passava inosservato se non addirittura favorito dai media (salvo rare eccezioni) oggi è diventato una vera e propria pietra dello scandalo.
    Meglio così.

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  4. Beppe Grillo assieme a Casaleggio ha creato il movimento e lui lo sta distruggendo. Dopo l’investitura illuminata di Conte, ha fatto il contrario di quello affermava prima. Non esiste destra e sinistra ma buone leggi, ha deciso di collocare il movimento a sinistra. Si è messo di traverso a chi chiedeva maggiore democrazia, illuminante è stato il suo comportamento nei confronti di Di Battista. Ha trasformato il movimento in un partito come quelli che fino a poco tempo fa venivano criticati. Le buone idee che distinguevano il movimento sono state abbandonate. Non si vive solo di onestà, è importante ma non basta

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