La “tassa” sui contanti: ecco il piano di Renzi

Il leader di Italia Viva propone una ricetta per mettere definitivamente fuori uso il contante: “Si potrebbe introdurre a una tassa del 10 o 15% per chi lo utilizza”

(Michele Di Lollo – ilgiornale.it) – Matteo Renzi parla in diretta Facebook e si sofferma su un tema che è sotto i riflettori negli ultimi giorni: il contante.

“Ho una proposta. Dobbiamo superarlo, andare verso la cashless society. Come si fa? Io penso che la prospettiva sia il telefonino”. Il leader di Italia Viva presenta in diretta sul social network il suo ultimo libro “La mossa del cavallo”. E aggiunge: “L’idea è fare una voluntary disclosure sul contante: io tiro fuori il denaro, pago una tassa che noi immaginiamo al 10-15% e poi non vengo perseguito. Questo potrebbe portare a 100 miliardi immessi in circolo nel mercato”. Poi continua: “Oggi c’è tanto contante fermo. Ci sono dai 100 ai 150 miliardi di euro tra cassette di sicurezza e materasso. E questo impedisce di passare alla società senza banconote”.

Solo pochi giorni fa, su questo tema, è arrivata la proposta di Vittorio Colao, leader della task force di esperti arruolata dal premier, Giuseppe Conte, per la ripartenza dell’Italia. Ha le idee chiare sui prossimi passi da compiere. In primo luogo, sfruttare il post pandemia per salutare i contanti, fare spazio ai pagamenti elettronici e sferrare un durissimo colpo all’evasione fiscale. Colao spiega: “Concettualmente del contante non c’è bisogno. E nemmeno dei Pos. Ogni smartphone può fare queste operazioni. È chiaro che bisogna creare degli incentivi per chi fa e per chi riceve i pagamenti elettronici. Un po’ di nero lo farebbe emergere”. Sempre Colao approfondisce la questione facendo un esempio: “Io non sono per un approccio violento. Però quand’è l’ultima volta che abbiamo avuto il bisogno di avere una banconota da 200 o 500 euro, che non dovrebbero proprio esistere? Io potrei vivere senza ritirare mai al bancomat”.PUBBLICITÀ

C’è poi un’altra proposta che è arrivata qualche tempo fa direttamente da Matteo Salvini. È esattamente passato un anno infatti da quando l’ex ministro dell’Interno provava a studiare nuove strategie per rimettere in moto l’economia. Il leader della Lega lanciava una proposta: una tassa sulle cassette di sicurezza per rimettere in giro tutti quei capitali fermi. “In Italia ci sono decine, forse centinaia di miliardi fermi nelle cassette di sicurezza. Noi possiamo rimetterli in circuito. Posso farmi pagare un’imposta, se sono soldi frutto di guadagni lecitamente ottenuti, e consentire di usarli nuovamente. Sono soldi nascosti, ma l’Italia è piena di contanti tenuti sotto il materasso”.

Salvini spiegava: “Non parlo di soldi all’estero. Se qualcuno ce li ha portati sono affari suoi, ma mi dicono che ci sono centinaia di miliardi in cassette di sicurezza, fermi. Potremmo metterli in circuito per gli investimenti. Si potrebbe far pagare un’imposta e ridare il diritto di utilizzarli”.

3 replies

  1. Istituiamo una tassa che deve pagare chi non ha mantenuto la promessa di lasciare la politica, ma anche una tassa che deve pagare ogni politico che per l’ennesima volta minaccia i risparmi degli italiani. ma anche una tassa da far pagare ai politici protetti dai giornali di altri politici che le tasse non le pagano.

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  2. La tassa sulla scemenza e un’altra sulla furbizia porterebbero MILIARDONI nelle casse dello Stato. La Svezia che tanto viene citata NON è una società senza contanti. Inoltre, se faccio la spesa con la carta di credito oppure con il bancomat pago dei costi alle banche, che non hanno pietà. Vi invito ad andare a controllare il contratto per il bancomat: ci sono dei limiti quotidiani e mensili, che gli Istituti di credito mettono per questioni assicurative a fronte dell’obbligo di risarcire il denaro sottratto con la clonazione delle carte. A proposito di ASSICURAZIONI: in questi due mesi e mezzo di blocco, gli incidenti stradali sono diminuiti verticalmente e altrettanto sono aumentati i profitti delle assicurazioni che non hanno dovuto pagare sinistri. A me non sembra una cosa fatta bene: le palestre, le piscine rimborsano per i giorni in cui non sono stati utilizzati e le assicurazioni incassano senza scrupoli? Ci vorrebbe una class-action.

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