(dagospia.com) – Mira che emiro! Giorgia d’Arabia torna nel Golfo persico per la tredicesima volta in quattro anni, per una visita lampo in Kuwait.

Il viaggio ha un doppio livello di significato: il primo è una sorta di “ringraziamento” al paese arabo per aver abbassato il prezzo della benzina nelle stazioni Q8 (di loro proprietà), aderendo ai prezzi calmierati lanciati da Eni.

Il secondo punto del blitz dell’Underdog della Garbatella, dato lo stallo della guerra Usa-Iran-Israele, è cercare di ottenere rassicurazioni su futuri approvvigionamenti energetici, greggio e investimenti incrociati.

Prima di decollare, Giorgia Meloni, che ha spedito Guido Crosetto in Ungheria (ha evitato di andarci lei, visti i suoi trascorsi con Viktor Orban, sconfitto ad aprile dal moderato Peter Magyar), si è confidata con i suoi “fratellini” annunciando che, salvo clamorosi colpi di scena, la sua intenzione è votare a maggio.

Nella cofana bionda della Ducetta, tale convinzione sarebbe maturata grazie a due fattori principali. Intanto, è convinta che la galoppata di Vannacci sembra essersi arrestata.

Secondo la “Thatcher della Garbatella”, lo sgonfiamento di Futuro Nazionale è tutto merito dell’attitudine securitaria del governo, una svolta impressa e “favorita” nelle ultime ore dagli scontri e dalle devastazioni dei maranzelli milanesi.

In quest’ottica, Meloni si starebbe muovendo anche su Milano, dove nelle ultime ore sembrerebbe più propensa a candidare come sindaco del centrodestra l’amazzone leghista Silvia Sardone, una pasionaria anti-Islam che potrebbe raccattare più consenso di Matteo Perego, sottosegretario alla Difesa in quota Forza Italia, considerato troppo moderato…

Questa frenata dell’ex generale, sarebbe bene sfruttarla il prima possibile.

Anche perché a ottobre Vannacci potrebbe essere “aiutato” a rimettere in moto il vortice dei consensi grazie alle varie elezioni politiche che si terranno in Europa , a partire da quella più importante per il futuro del Vecchio Continente, il voto presidenziale francese.

Se, come probabile, Marine Le Pen arrivasse all’Eliseo, la propaganda russa portata avanti (anche) da Roberto Vannacci potrebbe trovare nuova linfa (la valchiria d’oltralpe ha già detto che una volta eletta toglierà le sanzioni e comprerebbe il gas russo).

Votando a maggio, invece, non ci sarebbe il tempo tecnico per un “effetto” traino degli altri paesi europei chiamati alle urbe (Germania, Polonia, Grecia) sul voto in italia.

C’è anche un’altra ragione per anticipare le elezioni a maggio. Giorgia Meloni, una volpona della politica molto connessa con il “sentiment” del Paese, non ha intenzione di trascinare gli italiani al voto in estate, quando tutti sono in vacanza o restano a casa incazzati perché non possono permettersi le ferie.

Un elettorato distratto che vota con il portafogli vuoto non può che portare problemi. Ancora peggio, sarebbe convocare elezioni subito dopo l’estate, con il conto in banca in rosso e le rate del fisco o del mutuo che arrivano puntuali, e con una finanziaria alle porte.

A rinfocolare l’ottimismo dei Meloni d’Italia, ci pensano anche alcuni sondaggi riservati, che alimenterebbero i sogni di gloria della Ducetta: il suo pugno di ferro sulla sicurezza, con le scene da fine del mondo arrivate da Milano che hanno fatto il giro di social e Tg, funziona e potrebbe aiutare il suo partito ad arrivare al 29% (almeno, questo le dicono).

MELONI IN KUWAIT, FOCUS SU ENERGIA, INVESTIMENTI E CRISI INTERNAZIONALI

(ANSA) – Le crisi internazionali, i dossier legati ad energia, infrastrutture critiche, catene di approvvigionamento e distribuzione alternative, grandi corridoi regionali e intercontinentali, sono tra i temi al centro della visita lampo di oggi della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Kuwait, in occasione della quale sarà adottato il Piano d’Azione 2027-2030 per individuare le priorità comuni e orientare la cooperazione nei diversi settori, mentre sul versante della sicurezza verrà definito un memorandum d’intesa tra i Carabinieri e la Guardia nazionale kuwaitiana.

Sarà anche firmata un’intesa tra Ice e Kuwait Direct Investment Promotion Authority per “far crescere gli investimenti in entrambe le direzioni”.

Si tratta, sottolineano fonti italiane, della tredicesima visita nelle nazioni del Golfo di Meloni, che così diventa il primo presidente del Consiglio italiano ad avere visitato tutte e sei le nazioni del Consiglio di cooperazione del Golfo nel corso di un mandato di governo.

Un “primato”, rimarcano le stesse fonti, che “dà la misura dell’attenzione dedicata dall’Italia a una regione decisiva per la sicurezza, l’energia e gli equilibri economici globali”, ed è “un impegno di lungo termine riconosciuto anche dall’invito a partecipare al Vertice del Gcc di Manama del dicembre 2025”.

La premier (partita dopo aver partecipato a un evento a San Patrignano), viene spiegato, ha raccolto invito rivolto da tempo dall’emiro Misha’al Al-Ahmed Al-Jaber Al-Sabah, e al bilaterale parteciperanno anche il principe ereditario Sabah Al-Khalid Al-Sabah, e il primo ministro Ahmad Al-Abdullah Al-Ahmad Al-Sabah.

L’incontro avviene a un mese dalla scelta di calmierare il prezzo del carburante di Q8, la presenza più riconoscibile degli investimenti kuwaitiani in Italia (che spaziano da turismo a immobiliare, dall’alta tecnologia all’energia) con 3.000 punti vendita e investimenti nella raffinazione e nella produzione di biocarburanti, anche in partnership con Eni.

I due Paesi, notano ancora fonti italiane, condividono un rapporto particolarmente radicato, a partire dalla partecipazione dell’Italia alla liberazione del Kuwait dopo l’invasione dell’Iraq di Saddam Hussein. Su questa fiducia, viene spiegato, si è sviluppata una relazione economica di lungo periodo.

Il confronto con l’emiro, spiegano fonti italiane, guarderà in particolare alle esigenze rese più urgenti dalle crisi regionali: infrastrutture critiche più resilienti, catene di approvvigionamento e distribuzione alternative, grandi corridoi regionali e intercontinentali. Ambiti nei quali, viene osservato, capitali kuwaitiani e capacità industriali italiane possono concorrere a ridurre le vulnerabilità comuni e creare nuove opportunità di crescita.

La difesa resta un pilastro del rapporto bilaterale. La visita, rimarcano fonti italiane, darà ulteriore impulso a questa collaborazione anche grazie all’Accordo di cooperazione nel settore della difesa entrato in vigore lo scorso 12 ottobre. Il colloquio consentirà, infine, un confronto sulle principali crisi regionali e sulla sicurezza delle rotte da cui dipendono le economie europee e del Golfo. Al centro Iran, Yemen e libertà di navigazione, insieme ai rapporti tra Unione europea e Consiglio di cooperazione del Golfo, alla questione israelo-palestinese e al Libano.