Il Papa scomunica il riarmo. E richiama al rispetto del diritto internazionale. Applicato contro Putin, ignorato con Trump e Natanyahu

(di Antonio Pitoni – lanotiziagiornale.it) – Brutte notizie per il partito transnazionale europeo della guerra. Se qualcuno pensava che con la morte di Papa Francesco – che aveva apertamente rimproverato alla Nato (ergo all’Occidente) di essere “andata ad abbaiare alle porte della Russia” – le bordate contro il conflitto mondiale “a pezzi” sarebbero cessate, da ieri farebbe bene a ricredersi. Non è stato, del resto, più tenero, l’intervento del successore di Bergoglio, Leone XIV contro il riarmo europeo.
Un (Papa) Leone contro la guerra
A Metz, davanti al presidente francese Emmanuel Macron, alla testa insieme a Germania e Gran Bretagna del blocco dei volenterosi del fine guerra mai in Ucraina, il Pontefice ha messo il dito nella piaga. “Bisogna guardarsi dall’illusione del riarmo”, ha avvertito. Ed ha aggiunto: “Bisogna chiedersi se stiamo realmente facendo sforzi creativi per promuovere la pace mondiale o se stiamo semplicemente cercando di arginare l’emorragia della guerra e prepararci meglio a quelle che presumiamo debbano ancora venire”.
Parole alle quali, in Italia, non solo il governo ma anche il Pd, in veste di principale partito dell’opposizione, dovrebbe tenere a mente in vista della segreteria di domani e della direzione di venerdì. A cominciare dalla leader Elly Schlein, che continua a barcamenarsi come può per tenere insieme le diverse anime del partito e frenare la spinta bellicista della minoranza riformista.
Ma c’è un altro passaggio del discorso di Leone XIV che dovrebbe far riflettere, dal primo all’ultimo, i leader europei, a cominciare dalla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen. Quello sul diritto internazionale e il multilateralismo, che, ricorda il Papa, “sottolineano l’eguaglianza effettiva degli Stati nelle loro relazioni reciproche e costituiscono il miglior antidoto alla volontà di dominio, che è all’origine di ogni conflitto”.
Lo stesso diritto internazionale che, per citare un autorevole ministro italiano, vale fino a un certo punto. Applicato alla lettera con la pluri-sanzionata Russia di Putin che invade l’Ucraina. Ma trattato come carta straccia nelle guerre illegali di Usa e Israele della premiata ditta Trump-Netanyahu dai cosiddetti leader europei.
Dalla pagina FB di Barbara Lezzi>
Concordo, parola per parola, con la lettera aperta che il mio caro amico Giuseppe Salamone, conosciuto grazie a Schierarsi, ha destinato alla senatrice Segre.
Lettera aperta a Liliana Segre
Cara senatrice Liliana Segre,
ho appena letto che lei chiede di approvare il DDL antisemitismo all’unanimità. Si dice incredula per le divisioni ed esorta a superarle perché, a suo avviso, un Paese civile dovrebbe approvare questa legge senza se e senza ma.
Questa legge non è una legge: è un bavaglio che fa a pezzi la Costituzione italiana. È come se, negli anni del nazismo, qualcuno avesse fatto una legge che reprimeva chiunque osasse criticare i nazisti, dicendo che si trattava di odio razziale verso tutti i tedeschi……
…..Ecco, cara Segre, in Italia non c’è alcun bisogno di approvare una legge esclusiva di questo tipo. Semplicemente perché ci sono già la Legge Mancino, l’articolo 604-bis del Codice penale e la Costituzione, esattamente l’articolo 3. A proposito, in questi giorni sono usciti dei bellissimi appelli firmati sia da centinaia di accademici sia da tantissimi ebrei. Le consiglio vivamente di leggerli.
Approvare il DDL antisemitismo, che a mio avviso con l’antisemitismo non ha nulla a che vedere, oggi significa una sola cosa. E lo dico tirando in ballo un grande romanzo di George Orwell, La fattoria degli animali, dove nessun paragone di natura animale si vuole tirare in ballo: “Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri”.
Un caro saluto.
Giuseppe Salamone
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