
(Tommaso Merlo) – Nonostante il governo Meloni si sia rivelato una chiavica, le opposizioni rischiano di perdere lo stesso le elezioni. Il campo largo fa cagare ai più e le ragioni sono ovvie per i poveri cristi che lottano per sopravvivere lontani dalla cloaca politica romana. La qualità della vita sta peggiorando in maniera radicale e dopo decenni di malapolitica corrotta ed inconcludente, non può che risultare indigesta una ammucchiata partitocratica d’altri tempi che ha come unico vero collante la poltronite acuta. Campo lardo, pance e culi gonfi a furia di code alla vaccinara e pajate tra i vicoli del centro di Roma, presunti onorevoli che rimbalzano da un palazzo all’altro con addosso i vestiti da carnevale altolocato. Campo codardo che gioca con le parole per trovare sintesi utili solo alle loro onorevoli natiche senza affrontare mai le sfide sostanziali perché impopolari o troppo ardue. In campagna elettorale leoni, nei palazzi coglioni che si nascondono dietro a frasi strafatte di conformismo e dal retrogusto di muffa burocratica. Perché non vivendo sulla loro pelle i problemi dei poveri cristi, non hanno nessuna urgenza a risolverli. I politicanti andrebbero retribuiti come gli operai in modo che anche loro lavorino ma si ritrovino poveri al punto da far fatica a mantenere i figli e bestemmiare ogni volta che vanno al supermercato o dal benzinaio. Onorevoli che in quel di Roma siano costretti ad affittare una camera invece che un appartamento andando a vivere insieme ad altri colleghi come gli studenti così almeno muovono il culo per cambiare le cose altro che attici e ville. Campo bugiardo che promette a vanvera e poi non combina una minchia e passa il tempo a battibeccare sul nulla. Campo tardo che trascina i mocassini da una riunione nauseabonda all’altra e passa il tempo a postare minchiate sui social per nascondere la propria inutilità e mediocrità. Campo testardo che non cambia idee e tantomeno se stesso perché non riesce e non gli conviene. Campo vecchiardo, con irremovibili baroni che invecchiano su qualche poltrona prigionieri dei personaggi che recitano e delle balle che si raccontano da soli fino ad un passo dalla fossa. Campo bastardo che raccatta voti e poi se ne fotte della sofferenza di milioni di cittadini che dopo aver perso una vita dignitosa hanno perso anche la speranza che insieme possiamo farcela a venirne fuori. Più una crisi è grave, più richiede scelte radicali e la moderazione è solo una ridicola scusa dei conservatori anche di se stessi. Un sistema marcio non si cavalca ma si rimpiazza. Altro che tristi walzer partitocratici, serve una svolta radicale con una politica che torni ad occuparsi con umilità, serietà ma anche feroce determinazione dei problemi dei poveri cristi sporcandosi mani e mocassini per riuscire ad arginare la devastazione sociale e democratica frutto del neoliberismo e cioè della mafia lobbistica di matrice economica ed ideologica che ha strappato potere e risorse ai popoli con la complicità dei politicanti. Serve una vera opposizione con l’ambizione di cambiare davvero. Al momento in Italia ci sono tre anime di opposizione. La prima è la destra del campo bugiardo, gente che vuole armare ancora la banda Zelensky, spacciare l’anti nazismo con l’antisemitismo e restare una colonia americana anche se l’impero crollerà. Guerrafondai, lobbisti cronici e fanatici del pensiero unico neoliberista. Poi nell’opposizione c’è un enorme ventre molle che comprende le varie busecche del campo lardo, correnti e partitini il cui unico vero collante è la viscerale passione per la carriera politica e i privilegi elitari che garantisce. Politicanti che alla fine si accontentano di sventolare qualche bandierina identitaria qua e là e non hanno né le ambizioni, né le idee, né la forza di cambiare davvero un sistema che in fondo gli ha permesso di sgambettare tutti eleganti tra i sanpietrini romani. Tanti gregari e rarissimi presunti leader specializzati più in comunicazione social e dinamiche palazzinare che di vera politica. Presunti interpreti di un popolo sempre più lontano e disilluso. Poi c’è una terza anima dell’opposizione, quella vera. Gran parte di questi cittadini non votano perché non hanno nessuno che li rappresenta davvero mentre una minoranza si illude con qualche minestrina riscaldata. Cittadini che senza tante balle vogliono un cambiamento vero e radicale. Non chiacchiere e mezze misure ma fatti. Una politica che agisca nei palazzi con determinazione, perseveranza, disinteresse, libertà, slancio ideale in modo da vincere opposizioni politiche e resistenze burocratiche ed incidere in modo significativo sulla realtà. Oggi il problema più devastante è l’ingiustizia sociale e ci vuole la clava e non il fioretto per intaccare gli enormi interessi che la alimentano. Lo stesso vale per la strategica riconquista della sovranità economica derubata dagli strozzini borsistici o la sovranità politica sottratta dal verminaio lobbistico di Bruxelles e dalla Nato. Servono scelte storiche coraggiose, altro che ammucchiate partitocratiche con unico vero collante la poltronite acuta. Più una crisi è grave, più richiede scelte radicali e la moderazione è solo una ipocrita scusa dei conservatori anche di se stessi. Un sistema marcio non si cavalca ma si rimpiazza. Una impresa che solo una politica piena ed esclusiva espressione del popolo può avere la forza e il coraggio di tentare.
Può essere che Merlo sia astensionista? Oppure va giù duro per spronare le opposizioni? Qualcuno qui mi suggerisca una terza spiegazione, altrimenti non capisco dove voglia arrivare pubblicando certi ragionamenti.
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E’ chiaro a tutti, anche agli stessi elettori del campo blando, che questa ammucchiata anti-meloniana non ha visione, principi e valori, radici e nemmeno idee. Già solo per questo non convince.
Se a questo aggiungiamo che i condottieri del campo blando sarebbero Conte, Schlein, Bonelli, che quando parlano sembrano l’ologramma Gentiloni, anche un bambino capirebbe che non ha alcuna possibilità di vittoria.
Se Meloni perderà sarà solo per mano propria. La barzelletta campo blando non impensierisce nessuno.
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