(Agenzia_Nova) – L’opposizione italiana cerca di costruire un fronte comune contro la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in vista delle prossime elezioni, ma resta divisa sulla leadership e su temi cruciali come il sostegno all’Ucraina.
E’ quanto scrive in un editoriale il quotidiano “Financial Times”. Giuseppe Conte punta a guidare il “campo largo” e propone un cambio della politica estera, compreso un ridimensionamento del sostegno a Kiev e un riavvicinamento a Mosca: “Dobbiamo cambiare tutto, a cominciare dalla politica estera”.
Elly Schlein rivendica invece la leadership in quanto segretaria del Pd, partito che nei sondaggi raccoglie circa il doppio dei consensi del Movimento 5 Stelle. Secondo il politologo Daniele Albertazzi, ripreso dal quotidiano, i due partiti finiranno per allearsi perche’ “l’unica possibilita’ che hanno di battere Meloni e’ riunirsi”, ma resta da capire se la proposta sara’ credibile agli occhi degli elettori.
Il quotidiano osserva che, a quasi quattro anni dall’insediamento, Meloni deve fare i conti con crescita debole, pressione sui salari reali e un sondaggio in cui emerge che il 53 per cento degli italiani ritiene che il Paese stia andando nella direzione sbagliata.
A destra, inoltre, la premier e’ sotto pressione per l’ascesa di Roberto Vannacci e del suo nuovo partito Futuro Nazionale. La riforma elettorale promossa dal governo, in attesa dell’approvazione definitiva, premierebbe la maggiore alleanza pre-elettorale con seggi aggiuntivi, spingendo le opposizioni a convergere su un candidato premier e un programma comuni.
Schlein vuole definire prima la piattaforma e poi scegliere il candidato attraverso le primarie, mentre Conte preferisce individuare prima il leader ed e’ determinato a passare dalle primarie.
Tra i possibili alleati figurano anche Italia Viva di Matteo Renzi e Alleanza Verdi e Sinistra. Secondo lo storico Lorenzo Castellani, ripreso dal quotidiano, la possibile intesa appare per ora “un cartello elettorale, non una vera coalizione” e, in caso di vittoria, “il rischio di instabilita’ e’ elevato”.
La deputata Pd, Lia Quartapelle, avverte infine che il proprio partito e il M5s non possono affrontare insieme le elezioni senza chiarire la propria posizione sull’Europa e sull’Ucraina: “Non possiamo presentarci insieme a una campagna elettorale se prima non chiariamo questo punto”. “Giorgia Meloni e’ logorata”, conclude, “se facciamo i compiti, se ci comportiamo bene e se restiamo concentrati, possiamo vincere”.


“Elly Schlein rivendica invece la leadership in quanto segretaria del Pd, partito che nei sondaggi raccoglie circa il doppio dei consensi del Movimento 5 Stelle”
Ancoooraaa???
Pd 19,5 %
M5s 14,5%
Il doppio sarebbe 29 % per il Pd o meno del 10% per il m5s.
Ricominciate dalle ELEMENTARI.
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Intanto mollo questa specie di articolo, posto anche che ho intravisto nomi della cui esistenza in vita politica mi interessa il giusto, cioè un cz di niente.
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