Il capogruppo dei 5 stelle alla Camera: “Se non ci sarà una nuova legge elettorale, Meloni andrà a dimettersi al Colle e si andrà al voto”

(di Matteo Pucciarelli – repubblica.it) – Riccardo Ricciardi, capogruppo alla Camera del M5S, con quale approccio vi presentate al tavolo con gli alleati? Sull’Ucraina il no all’invio di armi è uno dei punti di maggior distanza con pezzi di Pd.
«La domanda “come aiutare militarmente l’Ucraina?” era valida quattro anni fa, non oggi. Kiev è diventato l’hub più innovativo e produttivo per quanto riguarda gli investimenti nelle armi, laboratorio di sviluppo numero 1 in Europa. Ha ancora senso continuare ad alimentare una dialettica e retorica belligerante? La base ci ha detto con chiarezza che serve una svolta».
Gli altri però vi rispondono: dobbiamo continuare ad aiutare gli ucraini. Voi dite di non farlo più con le armi: allora come?
«Intanto a non morire più e ad arrivare a una pace. È innanzitutto questo l’aiuto che dobbiamo dare».
Ma così non si rischia di lasciare l’Ucraina in balia di Putin?
«Ci sono due posture possibili: o scegli di essere un mediatore oppure di vedere nella Russia il nemico da sconfiggere. Finora l’Europa ha scelto di essere la controparte e così si è autoisolata, rinunciando a svolgere un ruolo politico e diplomatico».
Ma ci sono margini per trovare un accordo con il Pd oppure per voi è una linea invalicabile?
«Una coalizione progressista non puo fare la politica estera di Meloni. Noi l’abbiamo sempre contrastata e abbiamo sempre votato contro. Perché dovremmo perseguire sulla stessa strada?».
Alcuni sondaggi indicano Conte come il candidato più forte nel centrosinistra. Ci credete?
«Intanto siamo convinti che far scegliere alla comunità progressista sia il metodo migliore. Le persone vogliono partecipare. Se i sondaggi dicono questo, bene, ma oggi non li stiamo guardando: certe indicazioni saranno tangibili quando ci saranno regole e candidati. Di sicuro quei numeri rappresentano un attestato di stima nei confronti di Conte, perché le persone ricordano che è stato un grande presidente del Consiglio».
Ora c’è un cronoprogramma?
«Non ancora. Il nostro percorso come M5S è durato cinque-sei mesi, il resto delle forze della coalizione lo sapevano. Ora dobbiamo essere pronti il prima possibile, col programma e con le primarie».
A prescindere dalla legge elettorale con cui si andrà a votare?
«Credo di sì, per un fatto banale: se non ci sarà una nuova legge elettorale, Meloni andrà al Quirinale a dare le dimissioni e si andrà al voto. Non c’è una terza strada».
Su Renzi c’è l’altra linea rossa?
«Per noi il punto è che ci sia un programma chiaro per cinque anni. Sarebbe catastrofico costruire qualcosa che dopo due anni si frantuma. Dobbiamo mettere in piedi un progetto che sia in grado di durare per tutta la legislatura».
Nel programma non compare esplicitamente la parola “patrimoniale”, nonostante il tema fosse molto presente nelle richieste dal basso. Perché?
«Abbiamo punti molto concreti sulla redistribuzione e su un fisco più equo e progressivo. Scrivere semplicemente “patrimoniale”, senza avere a disposizione dati precisi, significava solo avere un gagliardetto. L’obiettivo è una tassazione più forte sulle rendite speculative, senza bisogno di uno slogan che ti espone soltanto agli attacchi. La prospettiva rimane comunque quella di combattere le disuguaglianze e non toccare l’economia reale, senza polarizzare il dibattito attorno a una parola».
Tra le proposte c’è anche l’istituzione di un ministero delle Politiche migratorie. Perché?
«Un fenomeno di queste dimensioni, epocale, deve essere governato e serve un ministero che ne abbia la responsabilità a 360 gradi. È paradossale che tutti parlino continuamente di immigrazione e poi non ci sia un soggetto istituzionale che abbia una responsabilità complessiva sulle politiche migratorie».
Domande ficcanti su esplicita richiesta di chi deve proteggere l’interesse dei venditori di guerra e dei relativi proprietari. In pratica la domanda che viene fatta al M5S si può riassumere cosi:
(Siamo preoccupati!).
"Mi piace""Mi piace"