L’anno elettorale è complicato per gli aumenti dei carburanti e la crescita dell’inflazione. La premier rilancia le trivelle per l’estrazione degli idrocarburi. Pd: «Risorse scarse e costose»

(Stefano Iannaccone – editorialedomani.it) – Una volata verso le elezioni con i prezzi dell’energia fuori controllo e l’aumento a cascata sui beni di prima necessità. Il binario è doppio: i cittadini impoveriti dal carovita e le aziende costrette a licenziare o addirittura a chiudere. Giorgia Meloni, all’ultimo anno di legislatura, osserva i dati macroeconomici con grande apprensione.
Se il Pil può chiudere «verso l’1 per cento», come ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, e l’occupazione raggiunge la quota del 63,1 per cento (con oltre 24 milioni di occupati), i timori sulla crescita – comunque fiacca – sono alti. Il carrello della spesa fuori controllo può diventare il miglior volano per dare forza al campo largo. «Sempre più imprenditori sono costretti a fare prestiti per pagare le bollette», ha denunciato il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini. L’energia è diventata la sua priorità: il numero uno di viale dell’Astronomia ha chiesto un grande piano nella prossima manovra.

Trivelle d’emergenza
Meloni ha colto il primo messaggio con grande celerità. Così ha varato, in fretta e furia, il decreto che vuole spingere le trivellazioni per l’estrazione di idrocarburi. Lo scopo è quello di aumentare la produzione di energia “fatta in casa”, prevedendo commissari ad hoc contro i presidenti di regione renitenti alle trivelle. È anche il manifesto di una destra che preferisce il fossile alle rinnovabili. Con il rischio di aver avviato la solita iniziativa a favore di telecamera.
«Le riserve italiane sono scarse, costose, e capaci di coprire il fabbisogno solo per pochissimo tempo», ha ricordato l’eurodeputata del Pd, Annalisa Corrado. Sulla stessa falsariga è stato ripreso l’armamentario ideologico del nucleare, che tuttavia nei prossimi anni non farà sentire alcun miglioramento in materia di approvvigionamento. «Abbiamo avuto il coraggio di riaprire la strada del nucleare», ha detto la leader di Fratelli d’Italia.
La realtà, però, non è quella di un governo longevo e in piena salute. Palazzo Chigi sta guardando al presente per limitare l’impatto del caro-benzina. Serve qualcosa da rivendere subito sul mercato del consenso. Lo ha ammesso la presidente del Consiglio: «Stiamo lavorando su un provvedimento che vorremmo più targetizzato verso i consumatori che hanno maggiormente bisogno. Vorremmo anche un provvedimento facile, immediato per i cittadini».

È al vaglio, dunque, la più volte annunciata misura per contenere i costi del carburante per i ceti più deboli. A parole è facile, complicata rendere esecutiva l’idea. Il nodo resta la platea dei beneficiari. La Lega vorrebbe tutelare le partite Iva che per loro natura hanno bisogno di spostarsi con mezzi privati. Forza Italia punta a inserire nell’elenco i pensionati, che rischiano di essere maggiormente colpiti dagli aumenti alla pompa di benzina. Resta, insomma, da individuare la declinazione dell’idea meloniana di uno sconto selettivo. Dal governo emerge una sola certezza: la prossima settimana non ci sarà il rinnovo della misura così come è stata approvata, ossia con il taglio generalizzato ai prezzi del gasolio.
Gli interventi per contenere i rincari, d’altra parte, servono a poco. Più che i decreti servirebbe la pace, è il concetto che Giorgetti ha ripetuto ai colleghi in varie circostanze. Meloni paga il “peccato originale”, quell’antica amicizia con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, causa di molti mali in materia di carovita. Nonostante il persistente conflitto in Ucraina, il governo aveva trovato un punto di equilibrio, spezzato con l’attacco degli Usa all’Iran.

Sofferenza produttiva
I dati sull’occupazione vengono ostentati come il fiore all’occhiello del governo Meloni. Ma in filigrana si legge una tendenza tutt’altro che positiva sulla stabilità: cresce il lavoro intermittente, quella a chiamata. Nel secondo trimestre del 2026, questo dato è cresciuto dell’1,3 per cento rispetto ai primi mesi dell’anno e addirittura del 6,7 per cento in confronto allo stesso periodo del 2025. Da qui il passo verso le crisi industriali.
La vicenda ex Ilva si trascina ancora, ma le vertenze hanno un peso mediatico importante. L’ultimo caso è quello di Electrolux, che ha confermato i 1.450 esuberi. «Quando si sceglie di non avere una politica industriale, questi sono i risultati. Urso appare immobile, senza idee come un frigo vuoto», ha commentato il deputato di Alleanza verdi sinistra, Marco Grimaldi.

Il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ha rivendicato negli anni la diminuzione del numero di tavoli di crisi. Ma restano vertenze molto scottanti. Così Meloni ha preparato la sua contro-strategia. Nelle ore in cui è esplosa la vicenda Electrolux, la premier ha vistato le aziende modello di manifattura: la Sambonet Paderno Industrie e Herno, in provincia di Novara. Una tacca propagandistica da aggiungere al presidio del tessuto produttivo.
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I ceti deboli ??? Siamo quasi tutti deboli oramai !! Ci prendono proprio per il cubo !!
Per non parlare dei disoccupati o di chi percepisce stipendi e/o pensioni da fame.
Aggiungiamo quello più recente:
https://www.ilsole24ore.com/art/ericsson-annuncia-131-licenziamenti-genova-AJ3kJWAB?refresh_ce=1
Sempre che nel frattempo non se ne siano aggiunti altri a noi invisibili…
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Chi hanno votato!
Italianiiii… avete fatto un’ottima scelta …ora prendetevelo e prendiamocelo dove non batte il sole eeeee… zitti…..e senza fiatare!
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Il problema Oreste, è che i cocci sono anche nostri…
Mah… speriamo che un po’ di gente si svegli…inclusi soprattutto i “protagonisti del campo largo”.
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See. Quelli del campo largo non sanno nemmeno cos’é un programma di governo. A volte ho l’impressione che non ce l’abbiano. Ho letto in un articolo che Meloni avrebbe detto che se non passa la legge elettorale si vota a gennaio. Io non so se sta bluffando ma pensi se fosse vero, il campo largo avrebbe solo il tempo di fare le primarie figuriamoci impostare una campagna elettorale.
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La campagna elettorale è semplice : basta avere gli attributi e non temere di essere rapiti o fatti fuori da chi ha maturato una grande esperienza, anche in campo internazionale, in materia.
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Domandina elementare: se vince il campo largo, posta l’ulteriore pioggia di incentivi alle rinnovabili, dogma di Verdi-PD-5S, come lo risolvono loro il problema del caro energia?
La Meloni ha dichiarato “non scappo perché non ha finito il lavoro” (semi cit) … e subito mi è venuto in mente un killer che non sazio dell’omicidio si appresti a smembrare il cadavere….e le trivelle sembrano proprio l’ennesimo atto di vilipendio alla carcassa.
Ecco, la Meloni ci ha messi tutti nella rovina, continuando e ampliando il solco tracciato da Draghi in scia a interessi stranieri, ma non sono sicura che la così detta opposizione saprà resuscitare il Paese. A questo punto non servono più le cure, serve il miracolo…..
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Se non Fossimo nel 2026 e una civilta’ evoluta lei e il suo governo e tutti gli iincartatotani compiacenti che su giornali e tv raccontano che va sempre tutto bene madama la marchesa si meriterebbero vrangate di sanpietrini tirati a pioggia da un popolo incazzato nero per tutte le bugie e le cazzate raccontate prima in campagna elettorale e poi in 4 anni di governo.Quindi confido che almeno un giorno per loro ci sia una giustizia divina che somigliasse il piu’ possibile a quella raccontata e raffigurata dal sommo poeta 🤔
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