
(estr. di Marco Travaglio – ilfattoquotidiano.it) – […] “Ormai sono vecchio, ma combatterò fino all’ultima mia energia il suo tentativo di ricostruire la retorica del fascismo”. L’ha detto ieri Mario Monti a Roberto Vannacci, che sedeva accanto a lui nel sinedrio delle élite a Cernobbio. Le élite fiutano l’aria che tira e si coccolano l’ennesimo astro nascente della politica. Poi, se cadrà, lo scaricheranno; se avrà successo, gli presenteranno il conto. E lui, da quel furbacchione che è, si metterà a vento: come B., Renzi, Di Maio, Salvini e Meloni, che dovevano ribaltare tutto e hanno ribaltato solo se stessi. Alle élite italiote, ignoranti come capre e dedite solo al particulare, non è mai fregato niente della democrazia: sotto il fascismo e dopo hanno sempre appoggiato i peggiori antidemocratici e golpisti pur di fare soldi. Monti invece ha le sue idee, che non sono le nostre, ma è un galantuomo. Però la sua ricetta per svuotare Vannacci rischia di gonfiarlo vieppiù, perché si basa su un’altra retorica, anch’essa autoritaria: l’europeismo acritico di chi guarda ai popoli come mandrie da portare al pascolo e da mungere e scomunica con parole vuote chiunque non sposi i dogmi Ue: “populista”, “sovranista”, “fascista”. Vannacci e la sua fureria sono certamente fascisti, o fanno di tutto per sembrarlo. Ma i loro elettori, per ora solo virtuali (esistono nei sondaggi, in attesa delle urne), non lo sono. Non tutti, almeno. Ieri votavano B. e i suoi derivati, o centrosinistra, o M5S. Persone normali, sempre a caccia dell’ultima novità e sempre più delusi da troppe promesse tradite. Chi pensa di riconquistarle insultandole o di ingolosirle con vecchie sbobbe tipo l’Ue tutta finanza, riarmo e Ucraina non solo s’illude. Ma regala nuovi consensi a Vannacci. Così come chi tempesta di denunce le Procure per far mettere fuorilegge Futuro Nazionale per ricostituzione del Partito Fascista, cioè per le sue idee. Che sono aberranti e pericolose, ma pur sempre idee da affidare alla politica: non tangenti o mafioserie da affidare ai magistrati.
[…]
A Cernobbio c’era anche Bill de Blasio, ex sindaco dem di New York per 8 anni. Che, senza conoscere Vannacci, ha capito benissimo come lo si combatte: “I liberali in Canada, i laburisti in Gran Bretagna, i socialisti in Francia, i socialdemocratici in Germania negli ultimi 30 anni sono apparsi più vicini alle élite urbane che ai lavoratori. Questo distacco ha lasciato uno spazio enorme che la destra radicale ha saputo occupare… Dobbiamo diventare noi i nuovi populisti. Non in senso divisivo, razzista o riduttivo, ma con un’agenda economica radicale e coraggiosa, capace di entrare nella quotidianità delle famiglie”. Quando il nostro centrosinistra capirà che esistono anche un populismo buono e un sovranismo sano, sarà sempre troppo tardi.
Viva il populismo
(Di Marco Travaglio) – “Ormai sono vecchio, ma combatterò fino all’ultima mia energia il suo tentativo di ricostruire la retorica del fascismo”. L’ha detto ieri Mario Monti a Roberto Vannacci, che sedeva accanto a lui nel sinedrio delle élite a Cernobbio. Le élite fiutano l’aria che tira e si coccolano l’ennesimo astro nascente della politica. Poi, se cadrà, lo scaricheranno; se avrà successo, gli presenteranno il conto. E lui, da quel furbacchione che è, si metterà a vento: come B., Renzi, Di Maio, Salvini e Meloni, che dovevano ribaltare tutto e hanno ribaltato solo se stessi. Alle élite italiote, ignoranti come capre e dedite solo al particulare, non è mai fregato niente della democrazia: sotto il fascismo e dopo hanno sempre appoggiato i peggiori antidemocratici e golpisti pur di fare soldi. Monti invece ha le sue idee, che non sono le nostre, ma è un galantuomo. Però la sua ricetta per svuotare Vannacci rischia di gonfiarlo vieppiù, perché si basa su un’altra retorica, anch’essa autoritaria: l’europeismo acritico di chi guarda ai popoli come mandrie da portare al pascolo e da mungere e scomunica con parole vuote chiunque non sposi i dogmi Ue: “populista”, “sovranista”, “fascista”. Vannacci e la sua fureria sono certamente fascisti, o fanno di tutto per sembrarlo. Ma i loro elettori, per ora solo virtuali (esistono nei sondaggi, in attesa delle urne), non lo sono. Non tutti, almeno. Ieri votavano B. e i suoi derivati, o centrosinistra, o M5S. Persone normali, sempre a caccia dell’ultima novità e sempre più delusi da troppe promesse tradite. Chi pensa di riconquistarle insultandole o di ingolosirle con vecchie sbobbe tipo l’Ue tutta finanza, riarmo e Ucraina non solo s’illude. Ma regala nuovi consensi a Vannacci. Così come chi tempesta di denunce le Procure per far mettere fuorilegge Futuro Nazionale per ricostituzione del Partito Fascista, cioè per le sue idee. Che sono aberranti e pericolose, ma pur sempre idee da affidare alla politica: non tangenti o mafioserie da affidare ai magistrati.
A Cernobbio c’era anche Bill de Blasio, ex sindaco dem di New York per 8 anni. Che, senza conoscere Vannacci, ha capito benissimo come lo si combatte: “I liberali in Canada, i laburisti in Gran Bretagna, i socialisti in Francia, i socialdemocratici in Germania negli ultimi 30 anni sono apparsi più vicini alle élite urbane che ai lavoratori. Questo distacco ha lasciato uno spazio enorme che la destra radicale ha saputo occupare… Dobbiamo diventare noi i nuovi populisti. Non in senso divisivo, razzista o riduttivo, ma con un’agenda economica radicale e coraggiosa, capace di entrare nella quotidianità delle famiglie”. Quando il nostro centrosinistra capirà che esistono anche un populismo buono e un sovranismo sano, sarà sempre troppo tardi.
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Caro MT, populismo e sovranismo sono solo etichette.
La verità è che l’elettore globale cerca la coerenza emotiva, piace chi crede fermamente in quello che dice. Quella convinzione esibita dal leader risponde a un bisogno umano primordiale: funziona come un meccanismo di protezione e rassicurazione contro il caos e l’incertezza del futuro.
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Grazie alla Redazione di Infosannio….
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“Questo distacco ha lasciato uno spazio enorme che la destra radicale ha saputo occupare…”
Una ulteriore conferma potrà arrivare oggi stesso col voto in Sassonia Anhalt. Oggi in Germania c’ è un Merz ai minimi termini, ma è bene ricordare che prima di lui il cancelliere era il socialdemocratico Scholz, un povero deficiente che si fatto saltare in aria il tubo del gas senza fiatare e continuando a sovvenzionare il regime ucraino responsabile del botto (in concorso con i criminali d’oltreoceano).
Dicono che AfD sia oltre il 40. Sarebbe una sorpresa, no?
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Non esiste un populismo buono perché alla fine il populismo non risolve niente. E lo si vede benissimo dalla fine che ha fatto il populismo per eccellenza, cioè il peronismo in Argentina. E dalla fine che hanno fatto Podemos e i Cinque Stelle in Italia (e non per colpa di Conte!). Pur di liberarsene, per la sua natura scandalosamente inefficiente (prometto tanto, mantengo poco e con una spesa pubblica enorme) molti argentini hanno finito col votare Milei. Si tratta semplicemente di non disprezzare il populismo in quanto tale e capire che nasce da domande reali, ma bisogna andare oltre e sapere cosa si vuole fare. Cioè serve la socialdemocrazia (quella di Olof Palme non quella di Scholz) una idea che al destrorso Travaglio fa naturalmente venire l’orticaria.
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In realtà esistono due significati di populismo.
Il primo, quello classico di Peron e della moglie Isabelita – tra l’altro questi accolsero a braccia aperte, dietro lauto pagamento, i gerarchi nazisti in fuga dalla Germania sul finire della guerra – che ha un significato di pura demagogia di cui è sinonimo. Basti ricordare il populismo di B. con le sue barzellette/battute da bar o quello di oggi della popolana Melona che in conferenza stampa diceva di aver bisogno di andare a fare pipì o, proprio di ieri a Bari, durante il discorso, ha ricevuto la telefonata della figlia (in realtà era Donzelli come d’accordo) per mandare in visibilio il popolino della Garbatella in particolare le massaie (“ma che caruccia la Gioggia!”), o il popolo indistinto degli italiani, evasori compresi. Insomma, una mera strategia manipolatoria del popolo al fine ultimo di sovvertire il sistema liberal-democratico e rimpiazzarlo con un regime totalitario (vedi colpo ai contrappesi e controlli istituzionali).
Il secondo significato è più serio, per es. quello di Chavez che arrivò al governo e intraprese una grande distribuzione di risorse alla povera gente. Oggi è la forma che la lotta di classe assume nell’era del capitalismo globallizzato e finanziarizzato in assenza di partiti socialcomunisti all’altezza del compito (l’unico che vi si avvicina è il M5S). Ciò vuol dire che il populismo non è di per sé regressivo, di destra per intenderci. Insomma, per dirla semplicemente il populismo (nostro) comprende gli interessi degli ultimi e dei penultimi della scala sociale.
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https://www.facebook.com/reel/1603831578103902/
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A proposito della telefonata…
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Quando il nostro centrosinistra capirà che esistono anche un populismo buono e un sovranismo sano, sarà sempre troppo tardi.
Non lo capirà mai.
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” Quando il nostro centrosinistra capirà che esistono anche un populismo buono e un sovranismo sano, sarà sempre troppo tardi.”
Oddio, oddio!…Abbiamo un Centrosinistra?
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Un centro centro neoliberista, atlantista, europeista, sionista, anti-italiano, tinto di rosa e intercambiabile col centro centro gemello, tinto di azzurro, di Meloni.
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Molto bene.
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Vannacci è il tipico caso mediatico montato su dai soliti noti. Ricordate Salvini e il suo 41% con annessa richiesta di poteri forti? Ora invece c’è Maria Antonietta, ignorante, donna, madre e cristiana. Poi la parola centrosinistra con dentro l’ossimoro Pseudo Destra fa solo ridere. In Italia negli ultimi 30 anni l’unico ad aver fatto qualcosa di sinistra per i poveracci è stato Conte, togliendo l’osso e la polpa ai soliti famelici predatori e che a loro fa ancora tanta paura. Non erano abituati ad uno che fa l’interesse della gente. Sappiamo bene com’è andata a finire, una volta tolto di mezzo lui, spazzato via tutto e giù botte da orbi sul nulla. Tanto all’italiota con la (falsa) memoria corta da pesciolino rosso basta poco dentro l’urna elettorale, tra un consiglio per gli acquisti o una puntata di Tempetion Island in tv. Tanto, tra un giro della ruota e l’altro, per la maggioranza delle persone per fortuna c’è sempre qualcuno che pensa al posto nostro e agisce con i nostri soldi, perché siamo sempre stati in buone mani. Tranne che con Conte ovviamente.
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“In Italia negli ultimi 30 anni l’unico ad aver fatto qualcosa di sinistra per i poveracci è stato Conte…”.
Addirittura! Io correggerei; “gli unici ad aver fatto qualcosa di sinistra per i poveracci sono stati Grillo e il M5S”. Conte ha fatto l’esecutore. Ruolo non facile, ma quello è.
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Santo, anche se mi sembra inutile specificarlo, il riferimento era ai governi con Conte pdc.
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Come no, ti sei dimenticato Grillo e Di Maio! Che alleandosi con Draghi, più che qualcosa di sinistra, hanno fatto qualcosa di sinistro… 🤣
Dire che Conte ha fatto solo l’esecutore è ingeneroso. Ha dovuto fare i salti mortali per tenere insieme le giravolte di Grillo e Di Maio, passati dal ‘Vaffa’ a Draghi in tempo record.
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Infatti ho detto “ruolo non facile”. Ma tu, da buon doganiere, devi chiedere sempre qualche parolina in più. Allora aggiungo: “che ha svolto con grande efficacia”. Posso passare adesso?
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No tu hai detto “ha fatto l’esecutore” (“Ruolo non facile” non elimina “esecutore”)
Mentre gli unici ad aver fatto “qualcosa di sinistra” sono stati Grillo e M5S.
(Che alleandosi con Draghi, più che qualcosa di sinistra, hanno fatto qualcosa di sinistro…)
E quindi sono 2 le boiate che hai scritto. (come al solito) ma per peggiorarti hai risposto cercando di girare la frittata.
Quindi, come ti ho già scritto in un commento precedente, “finisci in un cul de sac”
Come sempre. 🙂
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Devo controllare ma mi sembra di ricordare che Conte fosse Presidente del M5S durante il Governo Draghi e che abbia votato TUTTE le fiducie che quel Governo abbia richiesto. E mio cugino dice che pur avendone la possibilità, il M5S sotto la Presidenza di Conte non abbia MAI voluto dimostrare la propria “sfiducia” a uno dei peggiori politici della storia d’Italia.
Da verificare perché non ne capisco di queste cose…Ma la butto lì
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Bravo. Controlla bene ma prima di scrivere però:
Ingresso in Parlamento: Conte è stato eletto per la prima volta alla Camera dei deputati solo con le successive elezioni politiche del settembre 2022, assumendo l’incarico di deputato a partire dal 13 ottobre 2022, nella legislatura successiva (la XIX), dopo la fine dell’esecutivo guidato da Mario Dragh.
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… e non ha mai potuto votare nulla.
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Durante la commissione Covid inoltre Conte ha spiegato perché il M5S non votare contro Draghi durante il suo governo (nel quale ci entrarono per spinte di Grillo e Di Maio): ” perché si sarebbe fatto cadere un governo durante un momento terribile (covid)
E questo poi però fu l’epilogo che decise proprio Conte:
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Dillo anche a tuo cugino
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Il M5S entrò nel Governo Draghi a inizio 2021 spinto soprattutto dai fondatori e dai vertici di allora (Grillo e Di Maio in primis), tramite un voto su Rousseau. Conte è diventato Presidente del M5S solo ad agosto 2021, a governo già avviato. Come ha spiegato anche recentemente, il Movimento è rimasto inizialmente nell’esecutivo per responsabilità istituzionale in uno dei momenti più drammatici della storia recente (la pandemia da Covid-19 e la gestione del PNRR).
Chi ha tolto la fiducia a Draghi? Proprio Conte: Tuo cugino ricorda malissimo. Il Governo Draghi è caduto a luglio 2022 proprio perché il M5S guidato da Giuseppe Conte decise di non votare la fiducia al Decreto Aiuti a Palazzo Madama, aprendo di fatto la crisi che ha portato Draghi a dimettersi e il Paese al voto.
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“…Chi ha tolto la fiducia a Draghi? Proprio Conte”
Mio cugino dice che Conte non ha MAI tolto (negato) la fiducia a Draghi.
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«Il governo Draghi è caduto nel luglio 2022 proprio perché il M5S, guidato da Giuseppe Conte, decise di non votare la fiducia sul decreto Aiuti a Palazzo Madama, aprendo di fatto la crisi che portò Draghi a dimettersi e il Paese al voto.
Boh, c’è qualcuno -ora che me lo hai detto, saranno haters, di sicuro – che sostiene che Draghi mantenne la fiducia del Parlamento e che si dimise di su’ sponte’. Vai a capire te dove sta la verità.
Comunque, ora che me ne parli, vedo che la politica è davvero strana. Voglio dire, Conte non contava nulla nelle 30 (trenta) fiducie a Draghi votate dal M5S durante la sua presidenza, ma improvvisamente diventa il Mattatore dell’Arena, quello che decide le sorti di Draghi, proprio l’unica volta in cui il M5S arriva tardi in Parlamento per votargli l’ultima. Mah!
Mio cugino me lo dice sempre: lascia perde’ la politica, quella nun se capisce… è pe’ quelli che henno studiati!
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P.S. Tu e tuo cugino in due non ne fate uno, in effetti siete troppo impreparati per una persona sola. 🤣🥂
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E infatti, vista la preparazione, te lo dici da solo sprecando l’ironia contro te stesso: “La butto lì”
E magari ci ridi pure :-))
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🏅💯
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Arsenio, che te lo dico a fa’. Ha proprio ragione Davide. Sei uguale, ma proprio uguale al doganiere che chiede il fiorino. E dai. Bastava la prima risposta, ci siamo capiti. Non me ne frega una mazza di sminuire Conte. È solo che le cose di sinistra per i “poveracci” le hanno ideate (ti va bene così?) altre persone, che hanno poi raggiunto il 33% dei voti, e che infine le hanno realizzate mettendo Conte alla presidenza del consiglio con la funzione di esecutore del programma di governo sottoscritto con la Lega di Salvini. Che fatica.
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Santo io ho solo precisato se poi tu rispondi peggiorando con bischerate sei tu che mi diventi contrabbandiere e mi vedi doganiere! :-)))
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Magari le sue energie restanti ,Monti le avesse consumate, non dico combattere, ma capire che i nazisti (fascisti al quadrato) governano Kiev e l’ occidente li sostiene. Questa retorica di essere antifascisti in patria ma nazisti all’ estero, confesso, non riesco a comprenderla. Ma c’è di più: il razzismo. è solo quello becero di un Salvini ,non quello che fa scomparire ventimila minori perché sub umani cioè palestinesi .
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È normale che un personaggio pubblico, anche quelli che non stimiamo, ci sembri più “accettabile” quando dice qualcosa che riconosciamo come vero. Possiamo discutere delle omissioni di Monti su altri scenari, ma in questo caso stava parlando dell’Italia. E su questo punto ha descritto un fenomeno reale.
La verità, quando riguarda il contesto in cui viviamo, va riconosciuta anche se arriva da persone con cui non siamo d’accordo su tutto.
Riflettendoci, direi che è un bene citare la verità ovunque la si trovi.
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“un’agenda economica radicale e coraggiosa, capace di entrare nella quotidianità delle famiglie”.
Ecco il problema delle sinistre: fumesterie che possono dire tutto e niente. La destra, invece, parla rozzo, irrealizzabile, razzista, ignorante ma chiaro.
Chi vota a destra sa per cosa vota (o almeno pensa di saperlo), chi vota a sinistra no.
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Vannacciani di terra di mare e dell’aria!
Ripropongo il dibattito Vannacci – Monti che avevo postato anche ieri da qualche parte. Più che il commento di MT credo sia meglio ascoltare i due e chiedersi quanto di Vannacci o di Monti o di nessuno dei due ci sia in voi.
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Buona lettura
Varrebbe la pena ricordare quotidianamente agli italiani, a cosa andranno incontro, se prende piede la “creazione Vannacci”. Per quanto non conosca la fonte originaria ( magari anche appurabile e criticabile ), vale comunque la pena ricordare, da chi è formata questa nuova “cosa “:
Agosto 2023, Vannacci carica il libro su Amazon. Nel giro di 24 ore: 100.000 ricerche Google. Nel giro di una settimana: 93.700 copie vendute. Nel giro di tre mesi: mezzo milione di euro lordi. Una traiettoria così perfetta che sembra industriale.
E qui chiedi: come? Come fa un’autopubblicazione su Amazon a raggiungere 100.000 ricerche Google in 24 ore? Non succede per merito letterario. Non succede per passaparola organico. Succede per coordinamento.
Nel momento esatto in cui il libro raggiunge il picco di viralità, accade qualcosa. Il 26 agosto 2023, esattamente una settimana dopo il lancio, qualcuno fonda ufficialmente un’associazione culturale chiamata “Il mondo al contrario”. È il nome del libro. Vannacci dirà ai giornalisti di non saperne nulla. Non ha comunicato direttamente l’idea. Non ha autorizzato nulla.
Ma l’associazione esiste. È registrata. E chi la fonda? Fabio Filomeni.
Fabio Filomeni non è un collaboratore casuale. Non è un assistant di comunicazione. È un tenente colonnello della Folgore in congedo. Ha 15 anni di carriera nei reparti speciali — 9° Col Moschin, quella unità d’elite che tutti conoscono e nessuno sa come funziona davvero. Due master: uno in antiterrorismo internazionale, uno in security e intelligence.
E sopra tutto questo, ha una storia professionale con Vannacci che dura 25 anni. Somalia, Bosnia, Iraq, Yemen. Stessi reparti, stessi missioni, stesse operazioni. Non sono amici. Sono due uomini che si conoscono nel modo che solo due soldati d’elite possono conoscersi: con affidamento totale, con assenza di chiacchiere.
Cosa fa Filomeni da agosto 2023 a marzo 2025?
Fonda l’associazione. Crea le prime cellule territoriali. Raccoglie tesseramenti (30 euro l’uno, e le stime parlano di 12.000 iscritti = 360.000 euro annui). Costruisce una rete di coordinamento che rimane invisibile sui media. Non appare mai sulle TV. Non dà interviste. Non scrive articoli. Rimane dietro le quinte, facendo il suo lavoro di ufficiale: organizzare la struttura, mantenere la catena di comando, assicurare che i comunicati passino dal canale giusto al momento giusto.
È compartimentazione militare applicata a un movimento politico. È il modo di operare della Folgore: ogni elemento sa solo quello che deve sapere. I soldati ricevono ordini, non spiegazioni. La rete funziona per comparti stagni.
E poi, marzo 2025, Filomeni se ne va.
Quando Filomeni se ne va, chi prende il suo posto naturalmente?
Massimiliano Simoni è un consigliere regionale della Toscana, ex-Lega. È un ex-sottufficiale della Folgore. È massone.
Vedi il pattern? Vannacci è della Folgore. Filomeni è della Folgore. Simoni è della Folgore. Non è coordinamento casuale. È continuità di subcultura militare: gli stessi valori gerarchici, lo stesso modo di operare per comparti, lo stessa comunicazione non verbale tra gli elementi.
Quando Filomeni lascia il posto, Simoni è la continuità naturale. Non perché Vannacci lo sceglie. Perché la rete della Folgore funziona così: rimpiazzi un tassello con un altro tassello della stessa forma.
Ma Simoni ha un’altra caratteristica importante: è massone da anni.
Nel dicembre 2025, viene annunciato il “Centro Studi Rinascimento Nazionale”. È un think tank. È una struttura di ricerca. È una forma di legittimazione intellettuale per le posizioni politiche di Vannacci.
Il presidente è Luca Sforzini.
Sforzini è massone da 30 anni. Lo dice lui stesso nel suo CV pubblico: “consulente per importanti soggetti politici e finanziari”, “specializzato in gestione di flussi istituzionali”. Quando dici questo in Italia, significa che conosci i canali finanziari opachi, che sai come muovere denaro tra fondazioni senza che rimanga traccia, che conosci i nodi della rete di potere nascosto che collega massoneria, politica, e finanza privata.
Nel gennaio 2026, tre settimane prima di fondare ufficialmente Futuro Nazionale, viene fondata “Fondazione Generazione Xa”. Chi è il presidente formale? La moglie di Vannacci, Camelia Mihailescu. Chi è il direttore operativo? Massimiliano Simoni.
Traccia il denaro.
Agosto 2023: libro vende 93.700 copie. Vannacci riceve 578.000 euro netti. Destinazione dichiarata: finanziamento privato della operazione.
Marzo 2024: “Il mondo al contrario” viene registrata ufficialmente come associazione. Essa raccoglie tesseramenti a 30 euro l’anno. Stima: 12.000 iscritti = 360.000 euro annui. Per legge, può trasferire massimo 100.000 euro all’anno a un partito politico. Domanda: dove vanno gli altri 260.000 euro?
Risposta: il bilancio non lo dice. Perché un’associazione culturale non ha obbligo di trasparenza.
Gennaio 2026: “Fondazione Generazione Xa” raccoglie donazioni con tariffario esplicito. Importi massimi: 5.000 euro, ma la maggior parte rimane sotto i 3.000 euro per evitare tracciamento. Per cosa? Per “corsi di leadership”, dice il sito. Stima annuale: 50-100.000 euro. Dove va? Il bilancio non lo dice.
Dicembre 2025: “Centro Studi Rinascimento Nazionale” raccoglie donazioni online (”Per donare, clicca qui”). Bilancio pubblico: assente. Denaro tracciato: zero.
Febbraio 2026: nasce Futuro Nazionale come partito politico registrato. Futuro Nazionale ha obbligo di trasparenza. Ha pubblicato i bilanci. Sono stati dichiarati 316.918,52 euro in 4 mesi (febbraio-giugno 2026). Il 26% viene da “Il mondo al contrario” (83.300 euro). Il resto viene da donatori privati: costruttori, importatori di carburante, gioiellieri, ferrovieri.
Pagella Politica nota: “Il sistema di tesseramento di Futuro Nazionale non verifica l’identità di chi versa denaro. Teoricamente chiunque potrebbe versare usando un nome falso.”
TOTALE: circa 2,7-3,0 milioni di euro in 3 anni.
Ottobre 2025. War Room, il programma di Steve Bannon trasmesso dagli USA. Bannon è consigliere di Donald Trump, architetto della strategia MAGA, e negli ultimi anni si è specializzato nel costruire alleanze con movimenti sovranisti europei. Qual è il punto? Frammentare l’Europa dall’interno, indebolire l’UE, create un asse USA-Orbán-sovranisti.
A ottobre 2025, War Room presenta pubblicamente una canzone intitolata “Charlie, Man of Freedom”, scritta da Giulio Curatella (nomen omen — coordinatore di Vannacci nel Centro-Sud) e interpretata in studio con Benjamin Harnwell presente.
Chi è Benjamin Harnwell?
Febbraio 2026 — esattamente quando Vannacci fonda Futuro Nazionale. Il Giornale pubblica un’intervista a Harnwell. Dichiara: “Il generale e io siamo in contatto diretto. Tengo aggiornato Steve Bannon sugli sviluppi di Futuro Nazionale.”
Non è una frase casuale. È una dichiarazione di collegamento operativo. Significa che Bannon sa cosa fa Vannacci. Significa che c’è una linea di comunicazione. Significa che il movimento italiano è coordinato con la strategia MAGA americana.
Giugno 2026. Il Dipartimento di Stato americano pubblica ufficialmente bandi per finanziare “organizzazioni della società civile europea” che si oppongono alla censura online (DSA, DMA), che difendono la sovranità nazionale, che promuovono una “filosofia politica, un diritto e un patrimonio di civiltà occidentale comuni”.
Importo: fino a 3 milioni di dollari per ricevitore.
Il Centro Studi Rinascimento Nazionale potrebbe candidarsi come “think tank di ricerca sulla sovranità nazionale”. La Fondazione Generazione Xa potrebbe candidarsi come “organizzazione educativa per la formazione dei leader patrioti”. Entrambe potrebbero ricevere finanziamento tracciato, legale, pubblico dal Dipartimento di Stato americano. E nessuno sospetterebbe il collegamento con Vannacci, perché il finanziamento arriverebbe come premio per ricerca accademica, non per attività politica.
È perfetto. È tracciato. È legale. È invisibile.
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Ti ringrazio Oreste, per aver riproposto, quanto pubblicai qualche giorno fa e che riscosse un forte interesse. Come scrissi originariamente, non so chi abbia partorito questa eccellente ricostruzione ( ricevuta da un amica, anche lei inconsapevole della fonte originaria ), ma è certamente da divulgare, affinchè sempre più persone siano a conoscenza di quella che è la “creazione Vannacci “, ovvero un prodotto molto pericoloso e nocivo alla gente comune.
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Si rob… io adelante!metto in archivio e quando c’è il problea specifico , lo ripubblico.
Anch’io sono rimasto scettico per l’anonimità,però se 2+2+ fa 4 beh ..va pubblicato!
Ciao carissino..adelante amigos.
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Giusto tenere ben evidenza archiviandolo e riproponendolo al momento opportuno, condivido.
Riguardo alla fonte, ho saputo che vuole restare anonimo e rispetto la decisione.
La ricostruzione è comunque da manuale.
Adelante Oreste !
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Comitato di cittadini attivi e democratici in difesa della Costituzione
Vincenzo San ·
Caro generale Vannacci, anche questa volta hai toppato.
Ieri, a Cernobbio, parlando delle donne come «esseri fragili», hai spiegato che intendevi una fragilità fisica e poi hai aggiunto: «D’altra parte la caccia e la guerra sono sempre state fatte dagli uomini».
Quelle parole mi sono rimaste in testa. Come un’eco.
Io la caccia la odio. E non me ne voglia chi, tra le persone che mi seguono, è cacciatore: tu la ami, io no. E odio le guerre, tutte. Ma qui il punto non è né la caccia né la guerra.
Il punto sono le parole.
Perché ogni volta che sento parlare di «fragilità femminile», «uomini forti», uomini che proteggono le donne perché fisicamente più deboli, mi domando quale sia esattamente il messaggio che vogliamo consegnare alle nuove generazioni.
Che la forza fisica stabilisca una gerarchia?
Che l’uomo, perché mediamente più forte fisicamente, debba essere naturalmente quello che protegge, decide, combatte e quindi occupa il gradino superiore?
È una visione del mondo che abbiamo già conosciuto.
E mi viene in mente quella retorica della virilità esibita, del maschio che deve dimostrare la propria forza, il proprio coraggio, il proprio dominio. Persino attraverso il corpo. Come se mostrare i muscoli fosse un argomento.
Ma la forza non è soltanto muscolare.
La forza è anche rimanere lucidi quando hai paura.
È entrare in una casa dove sai che potrebbe esserci un pericolo.
È affrontare un incendio.
È salire su un’ambulanza.
È fermare una persona armata.
È andare incontro a qualcuno che chiede aiuto.
È stare davanti al pericolo mentre gli altri scappano.
Ed è qui che vorrei ricordare una cosa al generale.
Al 31 dicembre 2024 erano 24.222 le donne militari in servizio nelle Forze armate e nell’Arma dei Carabinieri, comprese le Capitanerie di porto. A queste si aggiungono oltre 16.000 donne nella Polizia di Stato. Donne che indossano una divisa, che svolgono ruoli operativi, che vengono addestrate, che fanno servizio, che affrontano situazioni pericolose esattamente come i loro colleghi uomini.
Non sono «fragili» perché donne.
Sono persone che hanno scelto di servire lo Stato.
E quando una donna in uniforme entra in una situazione di pericolo, non credo che alla persona che sta chiedendo aiuto interessi molto sapere se chi arriva ha un cromosoma XX o XY.
Interessa sapere se arriverà.
Se avrà coraggio.
Se saprà cosa fare.
Se resterà lì quando sarà difficile.
E allora forse sarebbe ora di smetterla di raccontare la forza come una prerogativa maschile e la protezione come un compito naturale dell’uomo.
Perché ci sono donne che proteggono uomini.
Donne che salvano uomini.
Donne che arrestano uomini.
Donne che comandano uomini.
Donne che vanno in missione.
Donne che affrontano il pericolo.
E uomini che, quando hanno paura, hanno bisogno di essere protetti.
Perché siamo esseri umani, non categorie muscolari.
E c’è una cosa che trovo ancora più importante.
Una società forte non è quella in cui gli uomini devono dimostrare continuamente di essere più forti delle donne.
È quella in cui nessuno deve dimostrare niente a nessuno.
Dove il coraggio non ha sesso.
Dove il sacrificio non ha sesso.
Dove la responsabilità non ha sesso.
Dove una divisa non rende un uomo più uomo e una donna meno donna.
E soprattutto dove una donna non deve essere considerata «fragile» per meritare rispetto, protezione o attenzione.
Le donne non hanno bisogno di essere messe su un piedistallo perché considerate fisicamente più deboli.
Hanno bisogno di essere considerate **persone**.
Con la stessa dignità, la stessa libertà e la stessa possibilità di scegliere chi essere.
Questa, per me, è la vera forza.
Il resto è soltanto retorica.
E la retorica della virilità, sinceramente, abbiamo già dato.
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Questi ha la cacca in testa!
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Io posso pure essere d’accordo con te, figuriamoci. Sull’uso primitivo delle parole di Vannacci. Ma attenzione a combatterlo su questo terreno, o su quello del “fascismo”. Perché secondo me si perde.
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NO VIVIANA.
Non attaccare Vannacci su quest’argomento perché credimi, LUI SA QUEL CHE DICE.
Non è un Borghezio qualsiasi.
Tutte le esperienze dicono che quel che afferma è vero, anche se lui esagera notevolmente la narrazione.
Le donne possono fare i soldati o i poliziotti?
Sì, possono farlo.
Gli conviene?
Dipende.
Se hai la forza fisica paraganoabile a quella di un uomo, una come Silvia Salis, per dire, tanto vale fare l’atleta che sputare sangue in una trincea.
Ti sei mai chiesta, Viviana, quel che significa fare la vita del fante?
Facciamo un esempio?
E quando una donna in uniforme entra in una situazione di pericolo, non credo che alla persona che sta chiedendo aiuto interessi molto sapere se chi arriva ha un cromosoma XX o XY.
CERTO CHE CONTA. Altroché se conta.
La forza fisica è mooolto maggiore, così come la resistenza strutturale, in un uomo.
Non c’é partita su questo e non è un caso che quasi tutti gli sport abbiano il settore femminile e quello maschile, e i record maschili siano quasi sempre quelli superiori.
SE ci fosse questa parità, non esisterebbero differenze tra uomini e donne.
Se un paramedico uomo soccorre un ferito, lo prende in spalla e poi corre via con il ferito addosso.
Se arriva una donna, è già tanto se riesce a trascinarlo via. Ricordo la discussione in merito con un ufficiale americano, che mi raccontava come per recuperare un ferito mandavano un uomo oppure 3 donne.
Altroché se conta, il cromosoma.
Quanto alla ‘freddezza e lucidità’, non mi pare che le donne siano propense a maggiore autocontrollo degli uomini. Anzi, quando si scatena il panico in una folla, è quasi sempre per le urla di una donna. Hanno un effetto semplicemente terrorizzante in chiunque, uomini inclusi.
Ci sono donne che possono competere con gli uomini?
Sì, ma ripeto: tanto vale che facciano le atlete olimpioniche.
Deborah Compagnoni o Federica Brignone potevano andare nelle truppe alpine, ma hanno fatto la cosa giusta per loro, le campionesse di sci alpino. La forza non gli sarebbe mancata, ma ne valeva la pena?
Poi al riguardo dellla differenza strutturale.
Ci sono molti limiti fisici che rendono dura la vita delle soldatesse.
A parte il ciclo mestruale ,che già non è una buona notizia se devi guardarti attorno di continuo.
Ma poi c’é il problema delle articolazioni.
Quando porti uno zaino da 40 kg, è una fatica bestiale. E quei dannati zaini non fanno altro che aumentare di peso e volume.
Ma se sei un uomo di 80 kg è un conto, se sei una donna di 50 kg è un martirio e basta un piede in fallo per spaccarti una caviglia.
Scusa se ti rispondo a tono, ma se usi sempre questi toni da oracolo, qualche volta mi tocca mi soggiace di suggerirti di volare più bassa e lenta.
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Grazie, Oreste. E’ chiaro che Vannacci sta dentro un piano ben congegnato e che ben oltre lui avvalendosi delle solute forze sovversive massoniche che si presentarono col Piano della P2 come sovversione dello Stato democratico, avvalendosi anche di alti gradi dell’esercito, forze che erano le stesse del Piano Gladio di Cossiga e che non sono certo state sepolte con la morte dei loro autori principali. Visto che la Meloni e Salvini sono stati deboli nel realizzarlo, ecco tutto l’enorme appoggio che viene dato a una figura più da bullo spaccamontagne di Vannacci. La risposta velata degli industriali di Cernobbio rivela la solita posizione della Confundustria italiana sempre prona al regime di qualunque destra esso sia, anche quello pecoreccio e volgare di Vannacci. Purché il potere sia dei padroni, si accettano anche i coglioni.
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Senti Viviana, tutto quel che ti pare,
ma secondo me tu prima di scrivere certe cose dovresti informarti meglio, anche se parli sempre come una A.I.
Perché a differenza di quello che vedi nei film, una coppia di polutti mista è SEMPRE una coppia più inefficace di 2 poliziotti uomini quando c’é da fare sul serio.
Sai cosa succede in una rissa? Lui entra, prende botte da tutte le parti perché non ha nessuno che lo protegge;: lei sta fuori, urla, si agita ma non riesce ad entrare mentre menano a lui.
Certo che Vannacci ha ragione a rimarcare la differenza.
Le donne possono fare le poliziotte o le soldatesse? Possono, ma non hanno la stessa efficienza degli uomini. non hanno la stessa forza muscolare, non hanno la stessa forza nel la parte superiore del corpo, la stessa densità muscolare e ossea, non hanno la stessa stamina e testosterone.
C’é poco da fare.
Ci sono zone di nicchia dove anche le donne possono eccellere? Sì, per esempio come cecchine. Ma generalmente succede in guerra.
Esistono donne che possono competere -entro certi limiti- con gli uomini? Sì, ma farebbero meglio a fare le atlete olimpioniche (tipo Silvia Salis, per dirne una) che a rovinarsi la vita e le articolazioni facendo le soldatesse in 1a linea.
Ma se pensi ad un esercito di donne che fa un assalto in trincea sei dalle parti di Capitan Harlock, non del mondo reale.
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🌹❤️
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Quando si tien conto sol del proprio tornaconto con l’obiettivo totalmente privo di perseguire l’interesse collettivo e si sa solamente chiacchierare sterilmente si raccolgon solo stracci…ora è il turno di Vannacci… la storia è sempre uguale: si sceglie chi sa meglio protestare e chi sa farsi attaccare dal potere indigesto è sarà che molto presto toccherà governare al nostrano Generale.
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La pseudocontrapposizione fra pseudodestra e pseudosinistra è il pseudocuore della pseudodemocrazia, fondata sulla pseudolibertà dinformazione e le pseudoelezioni.
Sogni d’oro.
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E te pareva che l’unico discorso, non dico di sinistra, ma almeno all’apparenza intellettualmente onesto, non dovesse arrivare che da un politico non italiano, tal Bill De Blasio, ancorché Democrat. Figuriamoci!! Poi gentuccia come la Schlein e quell’altro fiorellino, lì, Bonacceenee ti (e si) chiedono come mai il PD perda consenso col passar del tempo raggiungendo livelli del genere! Le risposte le avete sotto al naso: leggetevele (o fatevele leggere dai De Blasio!) Delle due, l’una: o anche voi siete dei furfanti farabutti, o anche voi siete degli analfabeti funzionali (o, magari, peggio, un dolce mix di entrambi), armocromisti a parte. Tertium non datur.
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Giancarlo Selmi
Mancava solo la regia di Leni Riefenstahl. Poi gli ingredienti del racconto agiografico di tempi andati ci sarebbero stati tutti: la scenografia studiata, la claque, le bandiere distribuite, le inquadrature compiacenti e infine i titoli dei rotoli di carta igienica del regime mediatico – Libero, Il Giornale, Il Tempo, La Verità. Quest’ultimo, peraltro, con un nome davvero bizzarro per un giornale impegnato nella propaganda di regime. Quella di ieri non è stata una manifestazione. Una manifestazione chiama in piazza chiunque voglia partecipare e si espone al rischio del dissenso, dei fischi, dell’urlo non previsto. Quello di ieri è stato un raduno di partito, organizzato su invito e con una claque trasportata, sistemata e pagata. Proprio il metodo che Giorgia Meloni rimproverava alla sinistra quando sedeva all’opposizione. Figuranti, dunque. Distribuiti negli spazi con sapiente architettura, affinché fotografie e video moltiplicassero l’effetto visivo di una partecipazione ben più modesta dei numeri sbandierati. I baresi? Tenuti fuori dalla festa dell’autoglorificazione. Molti erano altrove, nelle piazze del dissenso, a denunciare l’assurdità di una celebrazione del potere mentre il Paese boccheggia. Perché la piazza vera è pericolosa. La piazza vera non applaude a comando, non fa la ola quando parte il vittimismo, non agita bandiere consegnate all’arrivo. La piazza vera può ricordare i fischi di Taranto. Può far vacillare la narrazione trionfale. Può domandare conto dei sondaggi, della distanza crescente tra propaganda e realtà, tra il consenso esibito e quello effettivamente rimasto. Meglio allora un pubblico selezionato davanti al quale mettere in scena l’ennesimo comiziaccio: le colpe sono sempre degli altri, i risultati sempre straordinari, gli avversari nemici da dileggiare e insultare. Magistrati, rossi, stranieri, oppositori, giornalisti non allineati. Tutti colpevoli, tranne chi governa. Tutto un repertorio di rancore, vittimismo e autoincensamento, condito persino con la “riforma della maturità” presentata come prova dell’azione salvifica del governo. E poi una caterva di menzogne. Ma una risposta ai problemi veri, nemmeno l’ombra. Quante promesse elettorali sono state mantenute? In che cosa questo governo sarebbe diverso da quello precedente, bersagliato da Meloni con post indignati quando era all’opposizione? Che cosa è stato fatto contro l’inflazione, i salari sempre più bassi e il costo dei carburanti? Perché non si colpisce seriamente la speculazione? Perché gli extraprofitti, ormai profitti strutturalmente smisurati, restano sostanzialmente intoccabili? Perché chi evade, sottopaga e specula continua a essere protetto, mentre lavoratori e famiglie vengono spremuti? Su questo? Silenzio. Nessuna parola sulle promesse tradite. Nessuna spiegazione sulle condizioni materiali del Paese. Nessun bilancio serio sul potere d’acquisto crollato, sulla sanità pubblica allo stremo, sulla scuola, sulla precarietà, sulla povertà e sui disabili scaricati nella terra di nessuno. Nessuna risposta sul fatto che, dietro la retorica della “madre e cristiana”, ci sia un governo che lascia affamare i bambini e abbandona chi avrebbe più bisogno dello Stato. Solo autoglorificazione. Solo nemici da additare. Solo successi inesistenti da proclamare davanti a chi era stato portato lì per applaudire. E allora la domanda resta: che cosa avrebbe detto Giorgia Meloni di questo governo se fosse ancora all’opposizione? Probabilmente avrebbe pubblicato uno dei suoi post a effetto, denunciando ogni rincaro, ogni promessa mancata, ogni famiglia in difficoltà. Oggi, invece, governa e tace. O meglio: parla moltissimo, purché non debba parlare dei problemi reali e delle responsabilità proprie. Forse il punto non è che non sappia governare. Forse sa perfettamente a chi togliere e a chi dare, chi proteggere e chi sacrificare. Sa quali interessi premiare, quali rendite difendere, quali amici accontentare. E sa anche che, per nascondere tutto questo, serve uno spettacolo ben confezionato: pullman, bandiere, figuranti e giornali pronti a trasformare una claque in un bagno di folla. Fuffa, solo fuffa, irrimediabilmente fuffa. Ma montata bene, fotografata meglio e applaudita a comando. Che tristezza. Per il Paese e, prima o poi, anche per i suoi tifosi.
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Scusate🙏🏻… ho visto solo ora che avete pubblicato il post di Selmi come articolo!!! Giustamente… 😉👍🏻
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La vera storia della telefonata della figlia di Meloni durante il comizio:
https://www.facebook.com/share/r/1EM2sQyS2x/
😄🤣😆😂😄😆🤣😂
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