L’economista della Columbia: “Il negoziato non partiràse Usa e Ue continuano a negare i timori dei russi per la loro sicurezza”

(di Riccardo Antoniucci – ilfattoquotidiano.it) – Non illudiamoci, invita l’economista della Columbia e consigliere diplomatico Jeffrey Sachs il giorno dopo la visita del direttore della Cia John Ratcliffe a Mosca. “Siamo sempre allo stesso punto: l’Ucraina viene distrutta pezzo a pezzo e la sua sconfitta si avvicina, mentre gli Stati Uniti e l’Europa continuano a non essere disposti a discutere le principali preoccupazioni della Russia in materia di sicurezza, che fin dall’inizio sono state le cause della guerra”.
Sono state avanzate almeno quattro ipotesi sui contenuti della visita di Ratcliffe a Mosca. L’unica che Trump ieri non ha smentito è quella che fosse legata al dossier del conflitto in Ucraina, anche se poi l’ha definita “di routine”. L’ultima volta che un C-17 è atterrato nella Capitale russa, trasportava Witkoff e Kushner per un tentativo di negoziato. Stavolta, lei vede la possibilità di un rilancio di una soluzione diplomatica? Magari intrecciando anche questioni sorte con l’altro conflitto aperto dagli Usa con l’Iran?
I dettagli sono troppo scarsi per trarre conclusioni definitive. Il punto principale però è che l’Ucraina in questa fase sta subendo un duro colpo. Mancano le difese aeree ed è comprensibile che l’Occidente, che non può più fornirgliele per motivi noti, stia facendo pressioni su entrambi i belligeranti per ottenere una sorta di cessate il fuoco. Ma la realtà è che l’Occidente non offre nulla di interessante alla Russia dal punto di vista diplomatico. Un’offerta interessante per Mosca sarebbe un impegno chiaro a favore della neutralità dell’Ucraina e la fine dell’allargamento della Nato. Ma non succede, e la situazione rimane la stessa di sempre.
Ha parlato delle preoccupazioni di sicurezza di Mosca. Qual è la posizione di Putin a questo punto del conflitto?
La Russia ha preoccupazioni di sicurezza reali e fondamentali. I sistemi missilistici statunitensi ed europei schierati ai confini della Russia sono un fatto. Ci sono voci sullo schieramento di armi nucleari in prossimità dei confini russi, attacchi con missili statunitensi ed europei mirati in profondità nel territorio russo (lanciati dagli ucraini, ndr). L’espansione della Nato in Ucraina è ancora una richiesta sul tavolo, e viene promessa da alcuni leader europei e dalla dirigenza della Nato a Kiev. Posso continuare: la scadenza degli accordi sulle armi nucleari tra Usa e Russia, le sanzioni economiche e il sequestro dei beni russi… Nulla di tutto questo viene discusso apertamente e in modo tale da arrivare a una soluzione. Al contrario, l’Europa parla soltanto di preparativi per una futura guerra aperta contro la Russia.
Se dovesse davvero concretizzarsi un cessate il fuoco, cosa ne sarebbe di questa Europa che cerca la guerra, per lei?
Se la Nato ponesse fine alla sua espansione errata e pericolosa e l’Ucraina dichiarasse la neutralità, si potrebbe ottenere la pace e l’Europa conoscerebbe una vera ripresa economica. Altrimenti, l’economia civile europea continuerà a declinare e il rischio di una guerra devastante rimarrà. L’Europa sarebbe la principale beneficiaria di una pace negoziata. Invece è la regione che teme di più la diplomazia.
In questi giorni è emerso anche un intervento esplicito e visibile del Vaticano, con la visita di Mons. Paul Gallagher… Questo slancio, ora che il papa è Leone XIV, ha forse più potenziale?
È molto difficile dirlo, sappiamo ancora troppo poco dei contenuti della missione in Russia. Ma indubbiamente Papa Leone è una voce eccezionale a livello globale in favore della pace.
Tornando a Kiev, Zelensky appare indebolito dagli scandali di corruzione che lo circondano nel governo. Non è un incentivo a chiudere la guerra?
Zelensky è leader di un regime corrotto e in crisi. Lo sanno tutti.
E un Trump in cerca di risultati internazionali può essere un incentivo, invece?
No. Trump è incompetente e inefficace. Non ha né la capacità né la volontà di spiegare alcuna questione in modo chiaro e convincente, né di affrontare i negoziati con serietà.
“La Russia ha preoccupazioni di sicurezza reali e fondamentali.”
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jeffrey cazzaro verde… Ops cazzaro yankee
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Non poteva mancare il tuo solito prezioso contributo.
Strano, stavolta nonostante tutto, il punkazzone che è in te non ha citato Markolino.
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Markolino è sottointeso… visto che l’ho invita alla festa del fatto quotidiano. Abbandona un attimo queste puttan@te… e guarda roba serie che condizionerà tutto il prossimo anno😃
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A proposito di amici sbagliati, uno è EDI RAMA, che si è messo contro il suo popolo.
Gli albanesi sono in piazza da 88 giorni, ma nei TG nazionali non se ne parla molto…
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