
(estr. di Antonio Padellaro – ilfattoquotidiano.it) – […] Dopo aver appreso dell’ennesima retata di fedelissimi di Zelensky, colti con le mani nelle tangenti dall’Anticorruzione ucraina (“contanti in sacchi e scatole”), ho chiesto a un amico informato sui fatti, di cui scrive da anni, se per caso dovessi sentirmi turlupinato come contribuente che versa all’erario fino all’ultimo centesimo. Per caso, ho detto, in quella montagna di mazzette che gli amici degli amici di Kiev si spartiscono allegramente da quando è iniziata la guerra con Mosca, non è che ci sono anche i miei soldi? Non è che contribuisco alla dolce vita di quei signori che, mentre la meglio gioventù ucraina viene spazzata via dalla guerra (come del resto quella russa), non fanno altro che rubare a man bassa? Acquistando panfili e villoni, anche qui da noi, in Versilia, all’Argentario o sulla Costa Smeralda? Esiste una qualche relazione tra i fondi dilapidati e l’inerme armamentario ucraino che, malgrado i costanti rifornimenti da parte dei cosiddetti Volenterosi, non riesce a impedire il costante massacro della popolazione civile sotto il tallone della potenza di fuoco russa? Dimmi che non è così, preferisco che i miei soldi finiscano per finanziare un qualche inutile ponte sullo Stretto ma non nelle fauci di criminali che fanno baldoria con il sangue dei loro fratelli. Certo non potrai dirmi che si tratta di calunnie alimentate dalla propaganda tossica di Putin, ma cerca almeno di rassicurarmi sull’entità di questi furti, diciamo così, a mano armata. […] Il mio amico informato sui fatti, soprattutto quando si tratta di smontare i miei pochi punti fermi, ha snocciolato quanto segue. Che l’Ucraina è, da anni, il 2° Stato più povero d’Europa dopo la Moldavia. E uno dei più corrotti. Nel 2021 Trasparency lo metteva in fondo alla classifica dei meno corrotti: 122° su 180 (fra Leshoto e Gabon: la Russia è 136°). Che prima della guerra il fabbisogno ucraino ammontava a circa 50 miliardi di euro l’anno. Che, scoppiata la guerra, per tenere in piedi il Paese e la struttura militare occorrono dai 15 ai 20 miliardi di euro al mese. Anche perché le conseguenze del conflitto hanno quasi azzerato il contributo all’economia nazionale delle due voci principali: l’esportazione di cereali e l’industria metallurgica. Ragion per cui, in quattro anni e mezzo di sostegno a Zelensky, l’Italia ha immesso nelle vene di Kiev qualcosina come 19 miliardi di euro, sotto forma di fondi diretti o attivati dalla Ue. Dunque, mi ha consigliato, mettiti l’animo in pace: indubbiamente anche tu come milioni di italiani hai contribuito a finanziare quella parte della nomenklatura che si riempie le tasche di quattrini, nella speranza che la pacchia continui. “Finché c’è guerra c’è speranza”, potrebbero ben dire questi forchettoni matricolati citando il titolo di un famoso film di Alberto Sordi mercante d’armi. Alla mia obiezione: però, almeno, da quelle parti c’è un’Anticorruzione che funziona mentre chi prospera sulla guerra all’ombra del Cremlino dorme sonni tranquilli. Vero, ha risposto, ma il problema è che non riescono a processare i ladri. Senza contare che Zelensky aveva tentato di mettere sotto il controllo del governo proprio le due autorità indipendenti anticorruzione che indagano sulle ruberie, stoppato fortunatamente da una rivolta di piazza. […] Se a ciò si aggiunge l’allegro girotondo dei rimpasti con i quali il presidente fa ruotare la sua famelica corte, in modo che nessuno resti escluso dalla tavola imbandita, ecco che il sistema è imbullonato quanto basta per perpetuarne il potere. E che i ladri di Stato non siano le solite poche mele marce è documentato dalla interminabile lista di ladroni ucraini con il cesso d’oro che il “Fatto” è costretto ad aggiornare continuamente. Quando poi l’amico informato sui fatti ha cominciato a spiegarmi dove finiscono molte delle armi che noi paghiamo lautamente per la difesa del popolo ucraino (rivendute al mercato nero, per poi magari vedercele puntare contro in qualche conflitto locale), mi sono arreso. E mi chiedo come sia possibile che nell’eterna, stucchevole discussione tra pacifisti e non, mai nessuno invochi un minimo di trasparenza sui nostri soldi versati con tanta opaca generosità. Quando perfino l’ex ministro degli Esteri ucraino Kuleba afferma che la corruzione “non è solo un problema morale, ma un problema politico e di sopravvivenza nazionale” (“Corriere della Sera”).
Soldi per l’Ucraina o meglio per Lucraina, facoltativo col 5 per mille 🙂
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….e un fiorino per Davide.
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“A Padella” , te ne accorgi solo adesso !? “
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Il suo amico non gli ha raccontato di come Zelenski è asceso alla presidenza? Una delle ville in Versilia è la sua ,per esempio. Poi non gli ha raccontato di come sono andati i fatti riguardanti i rapporti tra Ucraina Russia e Nato nell’ ultimo trentennio ? E per quanto riguarda la corruzione in Russia ,ammesso che le classifiche che la riguardano non siano ,come succede di solito nei suoi confronti, manomesse dalla propaganda ,beh non gliele paghiamo noi le mazzette come in Gabon o in Congo .E dei nazisti di Bandera al potere a Kiev ? Niente da fare ,non gliel’ha parlato .
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“… da quelle parti c’è un’Anticorruzione che funziona mentre chi prospera sulla guerra all’ombra del Cremlino dorme sonni tranquilli” […]
E’ esattamente questo il motivo principe della mia critica allo Zar. Una volta caduto il muro, l’intera baracca URSS, crollando, venne trascinata ignominiosamente nel fango soprattutto grazie alle basi poste dall’ubriacone Eltsin che dopo l’eliminazione politica di Gorbaciov diede il via alla mangiatoia. Non che prima le cose andassero diversamente, visto che esistevano i negozi e anche i luoghi vacanza in Crimea ad esclusivo uso dei burocrati di Stato privilegiati. Ma almeno non rubavano tranquillamente alla luce del sole come ora. D’altronde è un fatto risaputo che con Putin quella immonda pratica venne ulteriormente istituzionalizzata per prosperare senza ostacoli efficaci.
Cmq, riusciremo mai a vedere qualcuno dei personaggi altolocati ucraini scoperti alla greppia ed estromessi dai posti di comando, solcare il pavimento di tribunali e poi di carceri?? Ne dubito fortemente! In attesa che i nuovi arrivati che hanno preso il loro posto dimostrino di avere lo stesso vizietto.
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e fossero solo i soldi all’ucraina e i soldi agli USA?Quelli a Israele?Qelli per aiutare le organizzazioni(sempre che ci arrivino) per i bambini di Gaza con il solito refrain ” dona…dona…dona”..l’ultimo aiuto?..l’incontro di calcio per aiutare il Venezuela…quando invece è stato arrestato Maduro….silenzio ipocrita quasi assoluto!
Poi vogliamo parlare dei soldi ai corrotti nostrani?Le famose scatole cinesi,i reati economici,abuso d’ufficio,falso in bilancio,spazzacorrotti ecc.
Caro Padella non serve andare a Kiev …basta guardarsi in Casa, non possiamo dare lezioni di onestà agli altri–la mafia l’abbiamo pure esportata!
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Proprio ora sto leggendo …giochi mediterraneo già,come prevedevo ieri.371 milioni di passivo….. a chi andranno?Certo noi pagheremo,ma qualcuno ci avrà guadagnato altrimenti non si sarebbero fatti..i soliti giochini!
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C’era, tra gli informati che attingono direttamente alle fonti, chi indicava gli organi anticorruzione ucraini come una prova che la democrazia là, nonostante qualche problemino, funzionasse. Certo, beccati con le mani nel sacco, sono costretti a cedere il posto a quelli che aspettano in fila per dare il loro contributo patriottico, ma giustamente non finiscono in galera. Gli eroi non si arrestano.
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… altra questione: perché tutto quest’astio verso questi “eroi ucraini” e non contro gli orchi russi? Se leggete utilizzando il “metodo critico” tanto caro a JD, in realtà è sufficiente una elementare capacità di comprensione del testo, questi “eroi” che hanno così cara la loro patria, si fregano i nostri soldi (i russi non lo fanno), con risultati disastrosi e, inoltre, vendono armi a chiunque (chi comprerà mai armi di contabbando?), preparando il terreno a nuova instabilità, attentati e guerre.
Putiniani sta mi…ia, decerebrati quelli che non ci arrivano!
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Sono i soldi, attraverso la “tecnica” dei vasi comunicanti, che servono per comprarsi quello che rimarrà dell’Ukraina dopo che Vladimiro e Donaldo si saranno spartiti il malloppo pesante{sperando (speranza Ue)che a Donaldo gli venga un infartino prima degli accordi di pace… più ciccia a cui puntare}.
Padellaro sei un fattistaquotidiano fatto e finito … e tonto.
“Ad Kalendas Graecas quomodo se habeat intelleges”semi cit
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Zelensky chiede altri aiuti e promette: “Nel 2026 riconquisteremo terre pari a quelle occupate”
Seee…stai fresco….utilt idiota finche fai comodo..poi dattela a gambe se ce la farai.
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“I nostri soldi ai corrotti di Kiev”
Beh si parla tanto di solidarietà………….anche i corrotti son figli di Dio, no?
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