Potranno essere chiesti solo dalla Commissione d’inchiesta ma la maggioranza di centrodestra si oppone

(di Giuliano Foschini – repubblica.it) – ROMA – Il governo non vuole rendere noti i dettagli della transazione da oltre cento milioni di euro con JC Electronics. I parlamentari non potranno avere le carte dell’accordo firmato il 31 ottobre 2025 per chiudere il contenzioso sulle mascherine con la società di Dario Bianchi. Potrà ottenerle soltanto la Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid, se deciderà formalmente di chiederle. Il problema è che la Commissione, guidata da Fratelli d’Italia, ha già fatto sapere di non avere intenzione di farlo. Risultato: sarà molto difficile conoscere fino in fondo come il governo Meloni abbia deciso di spendere oltre cento milioni.
È quanto emerge dalla risposta inviata dal ministro della Salute Orazio Schillaci al senatore del Pd Francesco Boccia. Schillaci mette nero su bianco che «la documentazione richiesta deve ritenersi coperta da segreto o comunque riservata», perché comprende atti processuali e «la corrispondenza intercorsa preliminarmente e, successivamente, alla stipulazione dell’Accordo» tra JC, le amministrazioni interessate e l’Avvocatura dello Stato. Una possibilità però esiste: «La segretezza o comunque la riservatezza dei documenti richiesti possono essere superate solo a seguito di una formale richiesta» della Commissione. Soltanto allora il ministero potrà trasmettere gli atti, comunque «in forma riservata».
È qui il cortocircuito. Boccia e gli altri senatori chiedono le carte, il governo risponde che non può darle a loro ma soltanto alla Commissione d’inchiesta. E la Commissione, a maggioranza di centrodestra e presieduta da Fratelli d’Italia, non sembra intenzionata a chiederle. «Quando sono in gioco oltre 100 milioni di euro di risorse pubbliche, non bastano dichiarazioni o rassicurazioni», attacca Boccia, che chiede di rendere conoscibile l’intero percorso che ha portato alla transazione.
Schillaci fonda la sua decisione sul parere dell’Avvocatura generale dello Stato. Con una particolarità: l’Avvocatura è come è evidente una delle parti in causa essendo intervenuta nella definizione dell’accordo. È dunque uno dei protagonisti dell’operazione della quale oggi stabilisce quali carte possano essere conosciute.
Ma leggendo il parere emerge un altro elemento. La stessa Avvocatura, almeno su alcuni degli atti più importanti, è più aperta del ministero. Sull’«accordo transattivo del 31 ottobre 2025 con JC Electronics Italia» scrive che «non si ravvisano ragioni ostative alla trasmissione»: quel documento «costituisce l’atto conclusivo di un procedimento che ha comportato l’impiego di risorse pubbliche» e dunque «risulta di per sé suscettibile di ostensione anche secondo gli ordinari principi in materia di accesso documentale».
Lo stesso vale per gli atti con cui sono stati materialmente versati i soldi: sugli «atti dispositivi del pagamento della somma oggetto della transazione» l’Avvocatura non ravvisa «specifiche ragioni ostative alla trasmissione». Un dettaglio non secondario anche perché JC aveva ceduto parte dei propri crediti e lo stesso Bianchi ha sostenuto di aver incassato soltanto alcuni milioni: il resto è stato ceduto ad assicurazioni prima della definizione del contenzioso. Un altro elemento singolare.
hanno “paura” mi sembra evidente….!!!! hanno “il culetto sporco”…..
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hanno pendato d’ in€hiappettare Giuseppi ma alla fine Giuseppi li ha in€hiappettati🤔
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Meloni: “Verità è dovere”. Ma solo fino a un certo punto.
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Oppure: cocomera definisci verità!! 🤬🤬🤬🤬🤬 ma la pagheranno sta carognata eccome se la pagheranno!!
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La guerra non l’ho vissuta e i fascisti nemmeno.. Non pensavo di dover assistere nella mia vita ad una situazione politica simile, dopo lo schifo di b… Non c’è mai fine al peggio 🤬🤬🤬🤬🤬🤬🤬
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