“Le primarie? Le chiedevano i dem, quindi le farei. Ma c’è chi vuole boicottarle”

Virginia Raggi: “Ora il Pd deve scegliere  da quale  parte stare:  la linea di demarcazione è tra bellicisti e pacifisti”

(di Luca De Carolis – ilfattoquotidiano.it) – Per l’ex sindaca di Roma è tutto molto chiaro: “Oggi la linea di demarcazione è tra pacifisti e bellicisti, ossia tra chi vuole un futuro di pace e chi vuole tenere il Paese bloccato, spendendo miliardi in armi”. Così la pensa Virginia Raggi, veterana dei Cinque Stelle e consigliera comunale a Roma.

Nel centrosinistra tengono banco le parole primarie e Ucraina. Partiamo dalla prima: lei li vorrebbe i gazebo?

Va fatta innanzitutto una premessa, ossia che la pace deve essere la precondizione per ogni progetto e per ogni alleanza. In questo momento, l’Italia ha un governo che spende miliardi in armi e che tiene fermo il Paese, preoccupandosi solo dei guai della maggioranza: penso alle chat di Delmastro, alla riforma per depotenziare la Corte dei conti o ai mesi persi per riformare la magistratura, fino al referendum. Va costruito un nuovo modello di governo, incentrato sul No al riamo, sull’attenzione agli ultimi e sulla transizione ecologica, ovvero sul largo impiego delle energie rinnovabili, come è stato fatto in Spagna, con ottimi risultati. E sono tutti punti che il Movimento porta avanti da tempo.

Ma sul riarmo per il Pd non è così semplice dire no, se si parla di Safe.

Come dice Giuseppe Conte, i dem devono scegliere da che parte stare. A contare sono i programmi, e su molti temi c’è già una consonanza di base. Ma lo ripeto, senza pace non c’è futuro.

Il vero nodo però resta il sostegno militare all’Ucraina. Lei rimane dell’idea che non vadano mandati più armamenti a Kiev?

Assolutamente sì. In questi quattro anni in cui hanno mandato armi agli ucraini non è cambiato nulla. E tanti di quei fondi si sono persi in giri di corruzione, che hanno toccato anche alcuni ministri di Zelensky.

Senza gli aiuti militari occidentali Putin avrebbe dilagato, non crede?

Io e gli altri 5Stelle non possiamo essere presi per stupidi. È chiaro che l’alternativa è tra continuare a mandare armi e sedersi per aprire un vero tavolo negoziale per la pace.

Il tavolo dovrebbe volerlo anche la Russia.

Bisogna fare dei tentativi veri in tal senso.

Torniamo alle primarie: lei le vorrebbe?

Le chiedeva il Pd: facciamole.

Lei pensa che le temano?

C’è qualcuno che non le vuole, mentre qualcun altro intende boicottarle.

E voi 5 Stelle avete paura che Alessandro Di Battista si candidi alle Politiche? Potrebbe togliervi tanti voti?

Alessandro è un amico, ed è stato tra i primi fuori del Parlamento a parlare del dramma di Gaza e contro la politica del riarmo. Ma non ho idea se voglia candidarsi alle Politiche. Questo andrebbe chiesto a lui.

Insisto: potrebbe togliervi molti consensi?

Non credo che voglia togliere voti a noi. I suoi obiettivi mi sembrano altri.

E Vannacci di voti ve ne prenderà?

Credo che lui prenda molto tra i delusi e tra quelli che non votano più. Toglierà a tutti i partiti, ma soprattutto a Fratelli d’Italia. Però propone un modello vecchio di politica: parla ancora di energie fossili, per dire. Noi dobbiamo rispondergli imponendo il nostro modo di farla.

Pochi giorni fa, in Campidoglio, lei ha definito il sindaco dem Roberto Gualtieri “un monarca”, e ha votato contro l’assestamento di bilancio. Un’alleanza con il Pd a Roma per lei è difficile da sostenere?

Ho votato contro perché non ero d’accordo. Per me la stella polare sono sempre stati i programmi, e la mia idea di Roma è chiara: sono contro il cemento e per un’amministrazione più vicina a chi è in difficoltà. Ma sull’alleanza deciderà chi se ne sta occupando, ossia i gruppi interni al M5S.

Lei farebbe votare gli iscritti sull’intesa?

Non spetta a me decidere. Generalmente, tutto ciò che favorisce la partecipazione per me è positivo.