Crollo degli ascolti Rai, Rai1 superata da Canale 5, Rai3 superata da La7, Rai2 superata anche da Italia Uno e Rete4. Un disastro. Ma nessuno prende provvedimenti? Clara Monti

(di Paolo Di Mizio – lanotiziagiornale.it) – Gentile lettrice, una volta si criticava la Rai perché assumeva e promuoveva col manuale Cencelli: 5 democristiani, 3 socialisti, 1 repubblicano, 1 liberale, 1 socialdemocratico e 4 comunisti. La rete Uno alla Dc, la Due ai Socialisti, la Tre ai comunisti. Non era bello, ma garantiva un po’ di pluralità. Poi venne Berlusconi e non fece prigionieri: tutte le reti a lui, l’opposizione confinata in poche ridotte sperdute nei palinsesti, via i rompiscatole come Enzo Biagi e Daniele Luttazzi. Ne ha approfittato anche il Pd quando governava. Ora è venuta Meloni e ha esasperato il sistema, eliminando i residui recinti dell’opposizione, di cui l’unico superstite è Report (ma alla sua demolizione si lavora duramente). Tutto questo per inseguire l’agognata “egemonia culturale delle destre”, che invece è una penosa realtà subculturale, con caduta degli ascolti e vasti disastri che in un’azienda privata indurrebbero il licenziamento di decine di manager e direttori. Essendo la Rai un’azienda pubblica in cui nessuno ci rimette i soldi di tasca propria, manager e direttori veleggiano impuniti. Così sono comparsi i nuovi barbari, come quel giornalista, capo della redazione Rai per il Medio Oriente, che ha definito “escursionisti” (sic) i coloni ebrei che a centinaia hanno assaltato e dato alle fiamme villaggi palestinesi in Cisgiordania, uccidendo chi capitava a tiro. Roba da sanzioni dell’Ordine. Più che nuovi barbari, direi i nuovi mostri.