(estr. di Elena Basile – ilfattoquotidiano.it) – […] Inaccettabile! Uno dei vocaboli maggiormente utilizzato dai nostri politici, in particolare dal Ministro degli Esteri Antonio Tajani. Suona abbastanza comico in quanto le classi dirigenti ci hanno ormai abituato ad accettare tutto: dalle tremende ingiustizie sociali al genocidio del popolo palestinese, dalle aggressioni occidentali a Stati sovrani alla ghettizzazione disumana dei migranti, dalla censura alla trasformazione dell’Ue in un organismo autoritario che sanziona senza processo scrittori e politologi affermati come Jacques Baud e toglie i finanziamenti alla Biennale di Venezia: rea di aprire, a tutti gli Stati in grado di portare cultura, i propri spazi, come da finalità dell’ente. La parola inaccettabile è tuttavia calzante in quanto non si può tollerare il tradimento dei principi umanistici che sono stati la base delle costituzioni democratiche del dopo guerra e in particolare della nostra, sintesi mirabile dei valori e delle tradizioni più illustri delle famiglie politiche democristiane, liberali e socialiste, come ha spiegato su questa testata Roberto Scarpinato.

L’opinione pubblica tollera ormai l’aumento dei prezzi, la fine dello stato sociale, mentre i miliardari si schierano contro la tassazione progressiva. Come affermava profeticamente Pasolini nel lontano 1975, in un colloquio con gli studenti universitari a Bologna, un nuovo potere totalitario si sta affermando, in grado di uniformare la pianta uomo, cancellare le identità culturali e sociali, dei contadini come dei borgatari, il loro dialetto creativo e il loro modo di essere, affinché una piccola borghesia consumista si affermi col cinismo e il nichilismo che le è proprio.

[…] Del resto, quanti cittadini europei conoscono Jacques Baud e le sanzioni europee rivolte al dissenso, a tre cittadini tedeschi che hanno rituittato i contenuti di una tv russa? Quanti cittadini europei sanno che la proposta di un liberale polacco, Donald Tusk, (di fatto costretto dall’indignazione pubblica e per merito del Presidente conservatrore Nawrocki) al Parlamento Europeo (PE) di condanna della glorificazione, da parte di Zelensky, dell’esercito insurrezionale ucraino OUN-UPA – collaboratore dei nazisti e artefice del massacro di polacchi in Volinia e Galizia, vera e propria pulizia etnica -, è stata boicottata dai Paesi baltici, la cui storia si macchiò ugualmente di collaborazione con i nazisti?

L’opinione pubblica è tenuta all’oscuro da un apparato mediatico occidentale che ha una propria agenda politica. Ci siamo ormai abituati alla televisione, non a caso individuata da Pasolini come arma del nuovo fascismo, che entra nelle nostre case e ci bombarda con una propaganda avvilente. Se qualcuno di noi prova a protestare contro il diritto divino che ci impone in tv gli stessi volti, gli stessi giornalisti, gli stessi analisti, gli stessi artisti, gli stessi esperti, dovrà subire da tutti, anche da coloro che reputa amici, il gaslithing, una sorta di manipolazione psicologica della vittima accusata di essere paranoica al fine di farle credere che l’abuso è inesistente. Provate a dire a un diplomatico o a un giornalista, coccolato dai media, che esiste una discriminazione politica e vedrete la reazione. Occhi al cielo e accuse di complottismo.

Siamo arrivati in questo modo a non stupirci se uno dei vice presidenti del PE accoglie calorosamente le lobby israeliane più estremiste, se le più alte cariche istituzionali chiamano aggressore nazista la Russia ma non spiccicano parola contro Israele, se il Presidente buono della democrazia bandiera dell’occidente, Biden, inizia la militarizzazione dell’Ucraina in funzione antirussa e quello cattivo, Trump, minaccia il popolo iraniano di annientamento e aggredisce, assieme al complice Netanyahu, Paesi stranieri, promettendo cambiamenti di regime e democrazia.

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Nessuno sembra accorgersi che a Gaza, in Libano, in Iran, in Venezuela , a Cuba, ci sono morte e disperazione per responsabilità occidentale. Quanti politici e intellettuali sanno che ogni giorno in cui continuano a sostenere la guerra suicida contro la Russia, il sangue innocente ucraino gronda maggiormente dalle loro mani? Il dissenso se ne accorge, una società civile in fermento, che si organizza intorno a Disarma, Agorà, Schierarsi, Rifondazione, Democrazia Sovrana, se ne accorgono gli elettori dei 5 stelle e di AVS, se ne accorgono i lettori del Fatto, della Fionda del Giornale di Italia, de Il ponteKrisis e altre riviste, gli ascoltatori di tv dimenticate come Ottolina, Levante, Teleambiente, DignitàTv e tanti altri canali Youtube. Il non voto, primo partito italiano, non spera. Come in Iran, si ha la convinzione che chiunque vada al potere, la politica non muti. Nulla cambia per gli ultimi, per i lavoratori senza protezione. L’oligarchia si esprime nei Dem Usa e in Trump, nei loro riflessi europei, stabilendo le linee rosse del pensiero ammesso, difese dall’apparato mediatico.