
(estr. di Antonio Padellaro – ilfattoquotidiano.it) – […] Ho fatto un sogno, Elly Schlein, Giuseppe Conte, Fratoianni&Bonelli che dichiarano agli italiani quanto segue: “I gruppi violenti che, a Bologna, hanno scatenato la guerriglia urbana approfittando dell’emozione per la tragica morte di Abderrahim Fakir sono i nostri peggiori nemici. Sì, essi sono un pericoloso ostacolo all’alternativa che stiamo cercando faticosamente di costruire poiché, di fatto, con il loro agire, e non da oggi, forniscono munizioni alla peggiore propaganda della destra. Non a caso, infatti, centri sociali e antagonisti, impegnati nella devastazione e nel ferimento di sessanta appartenenti alle forze dell’ordine, hanno fornito al governo Meloni un’ottima scusa per distogliere l’attenzione da quanto accaduto a Fakir, spirato tra le mani di uomini dello Stato, per mettere sotto accusa il sindaco della città, Lepore, promotore di una grande manifestazione commossa e civile”.
[…] Un sogno, il mio, purtroppo destinato a restare tale a giudicare dalle reazioni generiche, o reticenti, o del tutto assenti che i cari leader di cui sopra hanno dedicato alle bande di provocatori protagonisti degli scontri. Che non sono, come qualcuno tenta di minimizzare, “i soliti quattro imbecilli”, visto e considerato che dall’assalto alla redazione della Stampa, ai frequenti cortei pro Pal, le squadracce, ben inquadrate e organizzate, entrano in azione ogni volta portando acqua e argomenti alla propaganda della destra. Ma, dunque, se il quadro di complicità di costoro con gli interessi di Meloni, Salvini, Vannacci è così evidente perché mai le forze dell’opposizione non ne prendono seriamente atto, invece di cambiare discorso? Una prima risposta ci porta banalmente a un complesso da cui la sinistra è storicamente affetta. Sia pure con le dovute differenze, durante gli anni di piombo fu per merito delle analisi coraggiose di una personalità come Rossana Rossanda che il Pci prese atto che le Brigate Rosse appartenevano, a pieno titolo, all’Album di famiglia della sinistra. Che non erano, quindi, strumento dei servizi segreti deviati, come autorevoli intellettuali e giornalisti sostenevano preferendo ignorare, anche allora, la realtà.
[…] Si aggiunga, oggi, il delirio di qualche capo o capetto, l’idea, cioè, che tra quei soggetti armati di spranghe possano esserci elettori di Pd, 5stelle, Verdi e Sinistra. E sol perché si nascondono dietro una bandiera della Palestina. Dai compagni che sbagliano, ai compagni che menano.
Un ragionamento totalmente fallace, come capita spesso a Padellaro. Come se bastassero gli scontri in piazza per distogliere l’attenzione da quello che è capitato al Pilastro. Non è così. Padellaro, come tutti i commentatori dell’establishment, pretenderebbe una realtà statica dove non capitano mai episodi sfavorevoli all’opposizione ma solo episodi sfavorevoli al governo, come se questi gruppi di casinari fossero comandabili a distanza. Nella realtà esisterà sempre un rumore di fondo, è chiaro che viene usato dalle parti per alimentare confusione intorno al “segnale” ma la gente non vota mai in base al rumore di fondo, ma in base al segnale.
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Rossana Rossanda e l’album di famiglia te le potevi risparmiare. Almeno nella flatlandia di Abbott le dimensioe erano due
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Coraggioso l’ articolo di Padellaro, considerato come di solito a sinistra vengono considerati quelli che si dissociano, ma “sindaco della città, Lepore, promotore di una grande manifestazione commossa e civile”, cioè la difesa di Lepore, proprio no.
Lepore si è comportato da perfetto incosciente, soprattutto in quanto sindaco. Soprattutto nella sua posizione, non poteva non sapere che in quel modo stava creando le condizioni per quello che poi è successo.
Non avrebbe dovuto farlo. Bisogna saper valutare le situazioni e l’opportunità. Un suo messaggio sarebbe stato giusto, ma basta.
Tra l’altro ha contribuito a creare sette “colpevoli fino a prova contraria” (due poliziotti, quattro operatori 118 e l’uomo che teneva le gambe del malcapitato), cioè esattamente il contrario di quello la giustizia tanto richiesta a gran voce prescrive. E senza neppure aspettare almeno di sapere cosa è successo nel suo complesso.
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