Governo vs Report: ipotesi audit interno e Ranucci sospeso. Le mani sulla Rai, la destra fa pressing sull’azienda e annuncia esposti in Procura. Urso e destra in pressing sui vertici: annunciati esposti alla Procura

(di Gianluca Roselli – ilfattoquotidiano.it) – Potrebbe partire un audit interno in Rai su Report. E sarebbe la conseguenza della lettera che il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha scritto all’amministratore delegato Giampaolo Rossi. Una missiva di peso perché il Mimit definisci obblighi e obiettivi editoriali della Rai attraverso il contratto di servizio. Di sicuro la lettera di due giorni fa ha provocato sconcerto nel mondo politico e nell’informazione: per la prima volta si è parlato esplicitamente di “conoscere azioni preventive e concomitanti che la Rai intende porre in essere per rendere impermeabili i programmi di inchiesta rispetto a interferenze di terzi”. Anche attraverso “check, sia pur saltuari, sulla veridicità delle fonti, sull’affidabilità dei consulenti e sulla natura dei rapporti tra cronisti e consulenti”. Una richiesta di chiarimento cucita su misura su Report e sulle vicende di questi giorni, in primis i rapporti tra Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola, ma che mette assai a rischio l’indipendenza del giornalismo. Senza tutela delle fonti finisce la libertà di stampa, come tutti sanno fin dai tempi del Watergate. Dal ministero, però, si aspettano un serio approfondimento da parte dell’azienda, che potrebbe portare anche a un audit interno, fino addirittura alla sospensione cautelativa del conduttore fino a quando non ci sarà maggiore chiarezza sui contorni della vicenda. Dalla tv pubblica, però, per ora si esclude qualsiasi iniziativa di indagine nei confronti del programma o azioni contro Ranucci. “C’è un’indagine della magistratura in corso, aspettiamo con la massima fiducia negli inquirenti, nel conduttore e nei suoi giornalisti, non ci mettiamo a fare indagini parallele”, si fa sapere da via Alessandro Severo.
Dunque, Rossi si sta muovendo con cautela e prudenza e ieri, intervistato da un’agenzia di stampa, si è limitato a ribadire che la “cancellazione delle repliche è stata una forma di tutela di un brand dell’azienda”.
Una risposta però l’ad Rossi forse la darà in Cda ai consiglieri di maggioranza (Federica Frangi, Simona Agnes e Antonio Marano) che nei giorni scorsi gli hanno rivolto una richiesta informale per sapere se Lavitola può aver influenzato o condizionato inchieste di Report. Una richiesta di chiarezza cui poi si sono aggiunti anche i consiglieri di opposizione. Ma a quella che appare come un’operazione di accerchiamento nei confronti del programma va aggiunto l’esposto di Fratelli d’Italia annunciato sabato scorso e l’integrazione di denuncia presentata ieri, sempre da Urso, nei confronti di Valter Lavitola per la puntata in cui il ministro è stato accusato di appartenere alla massoneria, integrazione dovuta al fatto che all’epoca della prima denuncia si ignorava il rapporto tra Ranucci e Lavitola.
Ma è la richiesta di chiarimento sul “metodo Report” a scatenare le reazioni maggiori. “Dietro la richiesta di un check alle fonti c’è il desiderio antico di violare il diritto/dovere di garantire la riservatezza delle fonti, pilastro della libertà di stampa”, afferma il presidente della Fnsi, Vittorio Di Trapani. “In quale Paese occidentale un ministro può chiedere impunemente ai vertici della tv pubblica di controllare le fonti dei giornalisti?”, si chiede il capogruppo M5S al Senato, Luca Pirondini. Mentre per Angelo Bonelli (Avs) “l’obiettivo è indebolire il giornalismo d’inchiesta, intimidire chi racconta fatti scomodi e rendere il servizio pubblico sempre più docile nei confronti del potere”.
Domani è previsto un incontro del conduttore con la redazione, che già qualche giorno fa gli ha espresso piena fiducia. E a breve inizierà il lavoro su servizi e inchieste della prossima stagione, che partirà a novembre. Anche se ai piani alti dell’azienda “è iniziata una riflessione su un possibile piano b, ovvero una conduzione di Report diversa da Ranucci, che potrà sfociare anche nel nulla”, racconta una fonte autorevole. Ieri, infine, da Bruxelles arriva una porta in faccia a Giancarlo Giorgetti. Come fa sapere l’europarlamentare dem Sandro Ruotolo, dopo una riunione ristretta sull’Emfa, la vicepresidente della commissione Ue Henna Virkkunen ha spiegato che la riforma tv in Italia ha fatto passi avanti, ma non è ancora soddisfacente. Per cui a breve partiranno nuove lettere dall’Ue ai Paesi che ancora non si sono adeguati all’Emfa, tra cui l’Italia. “Dunque Giorgetti, che ha detto che andava tutto bene, ha mentito al Parlamento”, chiosa Ruotolo.
Come sono andate veramente le cose nel caso dell’ attentato a Ranucci e il collegamento con Lavitola è questione che riguarda i magistrati di cui dobbiamo aspettare il completamento delle indagini. Cosa che per ora mi sembra doveroso appuntare è che non bisognerebbe mai farci coincidere i meriti e la sorte di una trasmissione meritevole di tutti gli elogi,in ogni caso, con quelli del suo conduttore.
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